Al Sangiò a Cesena: Quando l'estetica "Instagrammabile" non basta 🍱📉
Nel cuore pulsante di Cesena, affacciato sulla pittoresca Piazza Amendola, l'osteria Al Sangiò – Magna e Be’ si presenta come un format moderno che cerca di coniugare il fascino della tradizione romagnola con una comunicazione contemporanea e accattivante. Nato nel 2020 dall'iniziativa di Alessandro "Brio" Braschi, il locale punta molto sull'accoglienza e su eventi mediatici, come le serate con Giorgione, posizionandosi come un punto di riferimento "fashion" nel panorama cittadino. ✨📍🏛️
Un'occasione mancata nel cuore della Romagna 🍽️📈
Ho visitato questo locale in un giorno di gennaio, durante una vacanza in camper dedicata ai festeggiamenti per l'ottantesimo compleanno di mio zio Renzo. Nonostante la splendida cornice e l'ospitalità del team, l'esperienza gastronomica è risultata purtroppo opaca, rappresentando la nota dolente del mio tour romagnolo. La mia visita risale al:
01/2026 --- 🕰️
Assegno 71 punti a questa sosta: una valutazione che riflette il paradosso di una cucina esteticamente molto curata ("instagrammabile"), ma che alla prova del palato manca di quel mordente e di quella profondità necessari per onorare il territorio.
I Primi: Tradizione senza anima: Ho testato gli Strozzapreti del Sangiò (con ragù bianco di coniglio e tartufo di Sant'Agata Feltria), mentre gli altri commensali hanno scelto i Passatelli in brodo di cappone. Il giudizio è stato unanime: portate insapide. La ricerca estetica dello chef Pasquale di Riso non è stata supportata da un sapore concreto, lasciando un senso di incompiutezza. 🍝📉
Servizio e Accoglienza: La nota lieta è rappresentata dallo staff. Alessandro "Brio" Braschi e la sua brigata offrono un'accoglienza impeccabile, cordiale e professionale, dimostrando una grande capacità nel far sentire l'ospite a proprio agio. 👔🤝
Rapporto Qualità-Prezzo: Con una spesa media tra i 21 e i 52 euro, il conto non è eccessivo, ma risulta non proporzionato se l'emozione gustativa non accompagna la bellezza della presentazione. Quando si mangia in Romagna, ci si aspetta un'esplosione di sapori che qui è mancata. 💶
Il Contesto: La location in Piazza Amendola è magnifica e l'idea del risciò brandizzato per ovviare al parcheggio è un tocco di originalità apprezzabile, ma non può colmare le lacune della cucina. 🏛️🚲
Iconici: Tra Sperimentazione e Tradizione 📖
Nonostante la mia esperienza opaca, il locale è celebrato dalle testate locali (Romagnaatavola, CiboToday) per alcune proposte distintive:
Tasca di Patate: Una lasagna creativa con crema di formaggio e verdure. 🥘
Passatelli al Guanciale: Una versione asciutta con pomodoro e spinacini, spesso citata come punto di forza. 🍝
Filetto in Crosta di Ciccioli: Un piatto che cerca di unire rusticità e tecnica innovativa. 🥩
I Martedì con gli Ospiti: Eventi che portano a Cesena chef di fama e produttori locali, arricchendo l'offerta culturale del ristorante. 👨🍳🌟
Il Verdetto del Recensore 🧐
Al Sangiò ottiene 71 punti. È un locale che si presenta benissimo e che ha tutte le carte in regola per funzionare, ma che nel mio caso è apparso poco incisivo. In una terra dalla tradizione culinaria prorompente come quella di Cesena, l'estetica non può bastare. Resta la speranza di una giornata "no", ma nel confronto con le altre eccellenze provate, Al Sangiò risulta deludente per chi cerca la sostanza oltre la forma. BELLO DA VEDERE, MA SENZA MORDENTE. 🏅
Punteggio: 71 punti 🏅
Merito: L'impeccabile accoglienza di Alessandro Braschi e la splendida posizione in una delle piazze più suggestive di Cesena.
Perché andarci: Per un aperitivo o una cena informale se si cerca un ambiente vivace e moderno, senza troppe pretese sulla profondità dei sapori tradizionali. 🍕🍷✨
Atmosfera: Invitante, ricercata e "social"; un format che strizza l'occhio alla modernità nel cuore della città malatestiana. ✨🕰️🏞️
"Prima cucino i vari piatti con l’aiuto della brigata del locale - spiega Giorgione - poi passo tra i tavoli, faccio due chiacchiere con i commensali e butto tutto in caciara come al solito". La spontaneità è infatti la chiave del successo di Giorgione. "Io non prendo in giro nessuno, ciò che faccio e dico non è finzione - rivela - forse è proprio per questo che il mio programma è tra i più visti e intergenerazionali in Italia da ben undici anni". Il primo appuntamento, tutto esaurito, si è tenuto ieri sera: Giorgione ha cucinato insieme allo chef Pasquale Di Riso un menù rustico e genuino. Oggi e domani si replica con gli stessi piatti a partire dalle 20. Ormai di casa, Giorgione torna a Cesena dopo oltre venti appuntamenti che lo hanno visto protagonista negli ultimi anni.
"Mi sono imbattuto in Giorgione qualche anno fa e da lì è nata un’amicizia - rivela il gestore del Sangiò, insieme ad un gruppo di giovani, Alessandro Braschi, detto Brio - ogni tre o quattro mesi torna nel nostro locale per eventi e serate che riscuotono sempre grande successo". Le serate si inseriscono nel format già collaudato e apprezzato "I martedì con gli ospiti", che ha visto la presenza di vari chef tra cui Azzurra Gasperini, in arte Azzuchef, e la collaborazione con numerose aziende locali, dal caseificio Mambelli al birrificio Amarcord passando per i vini della Tenuta Viola o di Villa Carolina. La trattoria di piazza Amendola, dal sapore tutto romagnolo, conta un’ottantina di coperti e un menù tradizionale, ma con abbinamenti innovativi.
"La nostra cucina è abbastanza ricercata, cerchiamo di creare ricette buone e di renderle anche ben presentabili - fa sapere Braschi - oggi se un piatto non è instagrammabile non ti perdonano". Nonostante le difficoltà iniziali legate alla pandemia, il bilancio è positivo. "Abbiamo montato l’insegna del locale il 26 ottobre del 2020 in un momento complicato - continua - oggi però ci riteniamo soddisfatti e siamo aperti sia a pranzo che a cena, sette giorni su sette".
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