Per la Michelin 2026, Bib Gourmand: "Il ristorante nasce nel 1969 per volontà di Martino Marsella come attività legata alla tipica macelleria con fornello pugliese. Ancora oggi il locale è gestito dalla famiglia e le carni continuano a rimanere centrali in molte proposte. Ad esse si affiancano però verdure fresche, squisiti antipasti e primi piatti. Grande importanza viene riservata anche al vino: oltre 300 etichette sostano nella bella cantina in attesa di essere aperte."
Per il Gambero Rosso 2024, 2 Gamberi:
Per il Mangiarozzo 2017:
Per Alice 2011:
Per 50TopItaly 2026, 49° nella Classifica Trattorie e Bistrò Moderni: "La Cuccagna è il luogo dove la tradizione pugliese si intreccia con la storia di una famiglia. Nata a Crispiano nel 1969 come macelleria con fornello di Martino e Livia, diventa ristorante nel 1995 con i figli Gianni e Rosanna, diventa punto di riferimento per la Puglia.
Oggi Paola, moglie di Gianni, guida con calore e passione questa casa del gusto. Il menù segue le stagioni, antipasti di verdure e salumi di famiglia, primi che parlano di orto e territorio, ampia selezione di carni cotte al fornello da Martino come un tempo.
Carta dei dolci molto variegata, e circa 300 etichette tra vini, distillati e amari accompagnano un’esperienza che sa di casa e di autenticità. Si mangia, si beve, si sta bene."
Per Luciano Pignataro: "Saputo che qualcuno ha storto la bocca perché ho parlato di un ristorante a trecento metri da casa, questa volta ne ho trovato uno che si trova a quasi 800 chilometri dalla mia avita magione. Per la precisione a Crispiano, paesino pugliese a circa 20 chilometri da Taranto.
Tutto nasce come sempre accade: un osteopata, che ha la sorella laureata in scienze statistiche, incontra una bella psicologa. I due si innamorano, si sposano ed ovviamente assieme alla sorella cosa fanno? Prendono in mano la storica “Macelleria con fornello” di famiglia e tirano su un ristorante dove è impossibile non mangiare bene…e pure tanto (e scusate se è poco!). Ma andiamo con calma: cosa è una macelleria con fornello? E’ una macelleria dove, come da tradizione locale, tutti potevano farsi preparare sulla griglia carni di manzo, maiale, agnello e via cantando. Gianni Marsella, così si chiama il nostro osteopata, pensò bene nel 1994 di ampliare, cambiare, ristrutturare, ringiovanire e riproporre quello che era da anni il lavoro di famiglia, facendo nascere La Cuccagna.
Appena entrati in questo ampio locale sulla sinistra troneggia “il passato” cioè un modernissimo banco frigo con dentro carni e preparazioni speciali. Potrete quindi, come nei ristoranti di pesce, decidere non solo cosa mangiare sulla griglia, ma “quale pezzo mangiare”. Io però in quel mare magnum di ciccia vi consiglio di “antipastarvi” con le sublimi polpettine fritte. Il detto “Ancora una e poi basta” è stato creato per loro.
Ma non di sola carne vive l’uomo: eccovi allora come primi le orecchiette integrali con pomodoro fresco, cacioricotta e basilico, i frisciddi al ragù bianco di agnello con pomodorini e pecorino fresco o gli spaghettoni freschi con carboncelli selvatici, pomodorini e caciocavallo podolico. Tutti piatti dove gli odori si sposano a sapori sostanziosi.
Tra i secondi la carne giustamente impera, sia che si parli di arrosto misto sia di tagli che vanno dal filetto, all’entrecote, alla costata. Un gradino sopra però metterei l’agnello arrosto, specie se fatto in forno con patate e lampascioni.
Non siete sazi? Volete anche il dolce? £ccovi allora una bella serie di elaborazioni non scontate come il flan al cioccolato con gelato al pistacchio, il cestino di frolla al cacao amaro con ricotta, mandorle e pere caramellate o la sfoglia sbriciolata con crema al pistacchio di Bronte e cioccolato fuso.
Last but not least i vini. Non pensavo che l’osteopatia prevedesse tra i metodi cura anche il Barolo di Bartolo Mascarello. Probabilmente però sarà merito della psicologia, che argutamente teorizza come una grande cantina, con etichette da tutta Italia di produttori per niente semplici e scontati, possa invogliare il cliente al bere. In ultima battuta subentra la statistica, la quale informa i nostri gestori che ricaricare meno porta e vendere di più ed ha soddisfare maggiormente il cliente. Forse è per questi tre motivi che la cantina della Cuccagna è un luogo molto interessante: grande scelta di vini locali accanto ad una attenta selezione nazionale. Il tutto con ricarichi che possono arrivare al massimo al 100%, con una media attorno al 70%.
Insomma: mangerete bene, berrete bene e spenderete una cifra giusta. Se questa non è una cuccagna…"
Per ATavolaConVincenzoRizzi: "Da una partenza come semplice braceria, l’attività del ristorante La Cuccagna di Crispiano nei decenni si è ampliata e sviluppata, fino a raggiungere traguardi interessanti in ambito gastronomico. Attualmente la gestione è prevalentemente declinata al femminile, e se ne occupano Rosa Marsella e Paola Ortesta, con la valida collaborazione in sala del giovane e bravo Andrea Pentassuglia. Le padrone di casa si dividono i compiti. Se Rosa (Rosa è anche addetta ai dolci) e Andrea accolgono gli ospiti e curano e l’importante selezione enologica dell’annessa enoteca Giro di Vite, Paola con la sua brigata ripropone ai fornelli un’assoluta tipicità, con qualche guizzo di moderna innovazione. Nei caratteristici ambienti interni, dominati dal mitico albero della cuccagna, lo dimostrano le belle idee che regalano leggerezza ad alcune soluzioni classiche, ed esaltano la qualità delle materie prime stagionali rigorosamente reperite nel territorio.
Come nel caso della sorprendente delicatezza del pancotto con le cime di rape, crema di fagioli e polvere di olive; e delle mezze maniche con crema di cavolfiore, pane fritto alle alici e polvere di salvia.
Il recupero filologico della tradizione trionfa con tutta la sua originaria forza quando arriva in tavola la “callaredda” d’agnello con le cicorie selvatiche (un capolavoro). O quando arrivano le sontuose orecchiette al ragù misto di maiale (salsiccia, costina e Involtino di cotenna). Da non perdere la chicca finale del delizioso cannolo scomposto."
Per PugliaMonAmour: "I piaceri della terra. La pasta fatta in casa, i sapori dell’orto, la carne cotta al fornello. Gli ingredienti della buona cucina pugliese. Quella che unisce le tradizioni e la rusticità alla qualità delle materie prime, un vanto e una base per la realizzazione di piatti improntati sulla lettura sapiente della tradizione. Quella vera.
Il ristorante ‘La Cuccagna’, in origine ‘Giro di vite’, è una pietra miliare della storia di Crispiano, in provincia di Taranto, a pochi passi dalla Valle d’Itria. A cominciare dal locale, tra i primi costruiti nella cittadina, nel lontano Ottocento. Il ristorante nasce nel 1969 da Martino Marsella e dalla sua attività di macelleria con fornello in cui oltre alla vendita delle carni se ne realizzava anche la cottura sul posto per chi lo richiedeva. Il locale – riconosciuto “Miglior ristorante del Sud Italia e isole” dal Touring Club Italiano, 2 forchette nella Guida del Gambero Rosso, che gli ha conferito anche il premio Tradizione – ha poi cambiato volto grazie ai figli Gianni, sommelier in sala, e la sorella Rosa, i cui dolci prelibati e sfiziosi sono ormai ben noti a molti. Nella passione familiare per la buona cucina viene coinvolta anche Paola, moglie di Gianni che in cucina realizza piatti leggermente rivisitati in chiave più moderna.
Di qualità anche le oltre cinquecento etichette nazionali e internazionali nella lista vini della cantina del ristorante curata personalmente da
Gianni Marsella che predilige, come ha spiegato a Puglia Mon Amour, i vini di piccole realtà imprenditoriali e quelli naturali scelti da aziende che puntano sulla tradizione.
Un esempio, il ‘Roncaie sui Lieviti’ 2013, della cantina Menti, vino frizzante (uvaggio 100 per cento garganega) la cui fermentazione avviene in toto con lieviti naturali. Il vino accompagna più che degnamente alcuni degli antipasti. Panini, focaccine con patate, capocollo e rosmarino e il gazpacho, zuppa di pomodorini, stracciatella, crostini e peperoncini verdi dolci. Gianni abbina il rosato Primitivo ‘Sole Rosa’ di Macchiarola a un tenerissimo carpaccio di scottona e zucchine con maionese di melanzane e pesto di piselli. La menta dona un inconfondibile tocco di freschezza al piatto. Sorprende l’uovo cotto a bassa temperatura dal sapore incredibilmente delicato con spuma di patate, sfoglia di porcini, peperoni e capocollo preparato da Martino Marsella. Un’intrigante composizione per un piatto rischioso che combina sapori forti come quelli dei porcini, del capocollo e dell’uovo ma che la crema di patate armonizza smorzando la corposità degli ingredienti e rendendoli più eleganti, più gradevoli al palato. Un antipasto decisamente originale.
Alla Cuccagna non può mancare la pasta fresca preparata sapientemente dalle mani della signora Livia, mamma di Gianni e Rosa. I sapori della terra e della tradizione si ritrovano tutti nel piatto di frisciddi, orecchiette giganti arrotolate con ferretto, con ragù bianco d’agnello e una sorprendente nota di scaglie di pecorino fresco aromatizzato col rosmarino. Il Negroamaro Montepulciano Simpotica di Severino Garofano è il giusto compagno di viaggio all’interessante, autunnale, piacevole piatto.
Ancora oggi alla Cuccagna le carni sono alla base di molte pietanze. Le stesse in cui si respira la tradizione. Come la tagliata di manzo con radicchio e caciocavallo e il croccante capocollo di maiale impanato preparato dal signor Martino, che campeggia infilzato in spiedi nel fornello, dietro il bancone della macelleria, e servito poi in tavola con peperoni friggitelli e pecorino canestrato con patate cotte sotto la cenere.
Il Moscato di Trani Villa Schinosa 2011 apre il giro di golose danze. Abbandonatevi totalmente al cannolo di ricotta scomposto e alla crostata di briciole con ciliegie, crema pasticciera e gelato alla vaniglia. Non si può non lasciarsi tentare dal cestino di frolla al cacao amaro, con ricotta, mandorle e pere caramellate. Sicuramente al prossimo giro. Perché i dolci della Cuccagna meritano di essere provati, anche dai meno golosi."
— detto “il paese delle 100 masserie” — bastano 30 minuti in auto verso nord. Al timone c’è tutta la famiglia Marsella, impegnata dal 1969 a proporre la migliore cucina pugliese, soprattutto nelle sue varianti di carne (il signor Martino faceva infatti il macellaio). Importanti anche le verdure, protagoniste da sole o per arricchire i troccoli freschi con, ad esempio, cicorielle selvatiche, pomodorini gialli e rossi e fave. La cantina è davvero ampia, con oltre 500 referenze fornite di proposte naturali (anche da comprare e portare a casa). Con una spesa media di 35€ avrete da scegliere tra selezioni di salumi e formaggi (il meraviglioso antipasto misto di una volta), tortelli di maiale nero con carciofi, arrosto misto con le immancabili
, capocollo panato o guancia di vitella brasata al Negroamaro. La carne, oggi, arriva dalla