mercoledì 11 marzo 2026

La Cuccagna Giro Di Vite (97) 🧔🧔🧔 - La Cuccagna Giro di Vite a Crispiano: L'Apoteosi del Fornello e della Tradizione

 https://www.lacuccagnagirodivite.com/


Voto: 97
Numero di visite: 1
Ultima visita: 03/2026
Fascia di prezzo: 43-60
Guide e recensioni: Osterie d'Italia, Espresso, MichelinGambero Rosso, Mangiarozzo, Alice, Touring, 50top Italy, Identità Golose, ATavolaConVincenzoRizzi, PugliaMonAmour, Luciano Pignataro, CiboToday 
 
-Crispiano- (TA) 


La Cuccagna Giro di Vite a Crispiano: L'Apoteosi del Fornello e della Tradizione ✨ 🥩

Se qualcuno mi domandasse dove mangiare la migliore grigliata di carni miste non solo della Puglia, ma di tutto il Sud Italia, non avrei dubbi: La Cuccagna Giro di Vite. Incastonata nel cuore di Crispiano, la cittadina delle "100 masserie" a nord di Taranto, questa osteria è un tempio della gastronomia che merita il viaggio. Con un punteggio di 97 punti, rappresenta per me l'eccellenza assoluta tra tutti i locali pugliesi provati in questo marzo 2026. 🏛️🥩🔥

1: Mezzo secolo di storia tra Macelleria e Fornello 🏛️

La storia della famiglia Marsella inizia nel 1969 con Martino e Livia, come macelleria con il tipico "fornello" pugliese. Oggi, quella che era una semplice braceria è diventata un'istituzione internazionale gestita da  Rosa, moglie del compianto Gianni, suo figlio Martino, sua cognata Rosanna e Paola Ortesta in cucina. Il locale è intriso di identità, con i caratteristici ambienti interni dove troneggia il mitico albero della cuccagna, offrendo un'atmosfera che sa di casa, autenticità e passione filologica per il territorio. 🏛️📜🤝

2: Il Calendario delle Visite 📅

Una serata magica che ha confermato come la dedizione familiare possa raggiungere vette inarrivabili:

  • 03/2026: Una cena indimenticabile, accolto dalla gentilissima titolare della famiglia Marsella, dove ogni portata ha strappato un sorriso per la veracità dei sapori. 📅☀️

  • Riconoscimenti: Un palmarès da capogiro che include la Chiocciola Slow Food, il Bib Gourmand Michelin, i Due Gamberi del Gambero Rosso e la 49° posizione nella prestigiosa classifica 50TopItaly 2026. 📈📖

3: Orecchiette al Ragù di Pecora: Profumi d'altri tempi 🍝🐑

L'esperienza inizia con un delizioso amuse bouche di cipolla e menta su crostino di pane fatto in casa, per poi tuffarsi nel mondo della pasta fresca. Su consiglio della titolare, ho provato le Orecchiette al Ragù di Pecora cotta nel coccio con fonduta di caciocavallo. Un piatto straordinario, dai sapori intensi che rimandano alla cucina della nonna e ai profumi delle stagioni passate, realizzati con una maestria che commuove. 🍝🐑🥇 🧔‍♂️

4: L'Arrosto Misto: Il Migliore del Sud Italia 🥩🔥

Il vero protagonista è l'Arrosto Misto. Un vassoio fumante di eccellenza carnivora: costine, capocollo, bombette, fegatini, coratella e salsiccia a punta di coltello. Ogni pezzo è cotto alla perfezione, succulento e dal sapore primordiale. Come ricordato dalle guide, la carne — oggi selezionata dalla celebre macelleria Varvara — viene infilzata negli spiedi del fornello come un tempo, regalando una bontà celestiale che non teme confronti. 🥩🔥🥇 🧔‍♂️

5: Una Cantina Profonda e un Servizio Impeccabile 🤵‍♂️🍷

Oltre alla carne, la Cuccagna brilla per una cantina che è un vero scrigno: oltre 500 etichette tra vini naturali e selezioni nazionali curate con competenza da Gianni Marsella. Il servizio è impeccabile, guidato da una cortesia che mette l'ospite al centro di tutto. Il conto onesto (fascia 43-60€) chiude un cerchio di perfezione che rende impossibile non desiderare di tornarci al più presto. 🤵‍♂️🍷✨


Iconici: I Sapori che Valgono il Viaggio 📖

I piatti simbolo celebrati dalla critica e dalla tradizione Marsella:

  • Arrosto Misto al Fornello: Il cuore pulsante del locale, un compendio di tecnica e materia prima. 🥩

  • Orecchiette al Ragù di Maiale: Con costina e involtino di cotenna, la quintessenza del gusto locale. 🍝

  • Callaredda d'Agnello: Un capolavoro di recupero filologico con cicorie selvatiche. 🍲

  • Cestino di Frolla: Con ricotta, mandorle e pere caramellate, il tocco dolce di Rosa Marsella. 🍰


RICONOSCIMENTI 🧔‍♂️

Tre Barbe di Merito: Assegnate per l'insuperabile qualità dell'arrosto misto, vertice assoluto della cottura alla brace, per le orecchiette al ragù di pecora che racchiudono l'anima della terra pugliese, e per la straordinaria costanza della famiglia Marsella nel mantenere viva e radiosa una tradizione gastronomica storica per oltre cinquant'anni. 🏅🏅🏅


IL VERDETTO DEL RECENSORE 🧐

La Cuccagna Giro di Vite ottiene 97 punti. È la meta definitiva per chi cerca l'essenza della Puglia nel piatto. Qui non si consuma solo un pasto, si partecipa a una storia fatta di calore, competenza e sapori che restano scolpiti nella memoria. Un'eccellenza che brilla nel panorama italiano e che consiglio con tutto il cuore. LA CUCCAGNA È QUI. 🏅

Punteggio: 97 punti 🏅 Merito: 3 Barbe di Merito per la grigliata "divina", la pasta fatta a mano e la storia familiare. Perché andarci: Per provare quello che è, senza mezzi termini, il miglior fornello della regione. 🥩🍷🤝 Atmosfera: Caratteristica, accogliente e traboccante di identità; un luogo dove sentirsi sereni e soddisfatti. ✨🕰️🖼️





































Per Osterie d'Italia 2026, Chiocciola Slow Food: "Un'autentica osteria pugliese che coniuga la tradizione del fornello a quella delle paste fresche. Un luogo di grande identità portato avanti, con forza, da un'intera famiglia.
II Locale
A Crispiano, è un'istituzione da diverse generazioni. Da oltre mezzo secolo, la famiglia Marsella guida ostinatamente questa osteria nata come fornello, e ancora oggi fedele alla sua origine ma con una cura sempre maggiore. L'ambiente è accogliente e semplice, con una piccola terrazza che regala sollievo nelle giornate miti.
La Cucina
Con Paola Ortesta in cucina, ogni piatto è una dichiarazione d'identità. Le orecchiette con asparagi, datterino infornato e pane fritto alle alici raccontano una Puglia segreta. L'arrosto misto di carne, vero cuore dell'antico fornello, arriva in tavola fumante. Per chiudere, il cestino di croccante alle mandorle con gelato al San Marzano sorprende: dolcezza e freschezza. La carta dei vini, articolata e profonda, offre il meglio dell'enologia regionale e nazionale.
I piatti
Orecchiette con asparagi, datterino infornato e pane fritto alle alici, Arrosto misto di carne, Cestino di croccante alle mandorle con gelato al San Marzano"


Per la Michelin 2026, Bib Gourmand: "Il ristorante nasce nel 1969 per volontà di Martino Marsella come attività legata alla tipica macelleria con fornello pugliese. Ancora oggi il locale è gestito dalla famiglia e le carni continuano a rimanere centrali in molte proposte. Ad esse si affiancano però verdure fresche, squisiti antipasti e primi piatti. Grande importanza viene riservata anche al vino: oltre 300 etichette sostano nella bella cantina in attesa di essere aperte."

Per il Gambero Rosso 2024, 2 Gamberi:


Per il Mangiarozzo 2017:


Per Alice 2011:

Per 50TopItaly 2026, 49° nella Classifica Trattorie e Bistrò Moderni: "La Cuccagna è il luogo dove la tradizione pugliese si intreccia con la storia di una famiglia. Nata a Crispiano nel 1969 come macelleria con fornello di Martino e Livia, diventa ristorante nel 1995 con i figli Gianni e Rosanna, diventa punto di riferimento per la Puglia.
Oggi Paola, moglie di Gianni, guida con calore e passione questa casa del gusto. Il menù segue le stagioni, antipasti di verdure e salumi di famiglia, primi che parlano di orto e territorio, ampia selezione di carni cotte al fornello da Martino come un tempo.
Carta dei dolci molto variegata, e circa 300 etichette tra vini, distillati e amari accompagnano un’esperienza che sa di casa e di autenticità. Si mangia, si beve, si sta bene."

Per Luciano Pignataro: "Saputo che qualcuno ha storto la bocca perché ho parlato di un ristorante a trecento metri da casa, questa volta ne ho trovato uno che si trova a quasi 800 chilometri dalla mia avita magione. Per la precisione a Crispiano, paesino pugliese a circa 20 chilometri da Taranto.
Tutto nasce come sempre accade: un osteopata, che ha la sorella laureata in scienze statistiche, incontra una bella psicologa. I due si innamorano, si sposano ed ovviamente assieme alla sorella cosa fanno? Prendono in mano la storica “Macelleria con fornello” di famiglia e tirano su un ristorante dove è impossibile non mangiare bene…e pure tanto (e scusate se è poco!). Ma andiamo con calma: cosa è una macelleria con fornello? E’ una macelleria dove, come da tradizione locale, tutti potevano farsi preparare sulla griglia carni di manzo, maiale, agnello e via cantando. Gianni Marsella, così si chiama il nostro osteopata, pensò bene nel 1994 di ampliare, cambiare, ristrutturare, ringiovanire e riproporre quello che era da anni il lavoro di famiglia, facendo nascere La Cuccagna.
Appena entrati in questo ampio locale sulla sinistra troneggia “il passato” cioè un modernissimo banco frigo con dentro carni e preparazioni speciali. Potrete quindi, come nei ristoranti di pesce, decidere non solo cosa mangiare sulla griglia, ma “quale pezzo mangiare”. Io però in quel mare magnum di ciccia vi consiglio di “antipastarvi” con le sublimi polpettine fritte. Il detto “Ancora una e poi basta” è stato creato per loro.
Ma non di sola carne vive l’uomo: eccovi allora come primi le orecchiette integrali con pomodoro fresco, cacioricotta e basilico, i frisciddi al ragù bianco di agnello con pomodorini e pecorino fresco o gli spaghettoni freschi con carboncelli selvatici, pomodorini e caciocavallo podolico. Tutti piatti dove gli odori si sposano a sapori sostanziosi.
Tra i secondi la carne giustamente impera, sia che si parli di arrosto misto sia di tagli che vanno dal filetto, all’entrecote, alla costata. Un gradino sopra però metterei l’agnello arrosto, specie se fatto in forno con patate e lampascioni.
Non siete sazi? Volete anche il dolce? £ccovi allora una bella serie di elaborazioni non scontate come il flan al cioccolato con gelato al pistacchio, il cestino di frolla al cacao amaro con ricotta, mandorle e pere caramellate o la sfoglia sbriciolata con crema al pistacchio di Bronte e cioccolato fuso.
Last but not least i vini. Non pensavo che l’osteopatia prevedesse tra i metodi cura anche il Barolo di Bartolo Mascarello. Probabilmente però sarà merito della psicologia, che argutamente teorizza come una grande cantina, con etichette da tutta Italia di produttori per niente semplici e scontati, possa invogliare il cliente al bere. In ultima battuta subentra la statistica, la quale informa i nostri gestori che ricaricare meno porta e vendere di più ed ha soddisfare maggiormente il cliente. Forse è per questi tre motivi che la cantina della Cuccagna è un luogo molto interessante: grande scelta di vini locali accanto ad una attenta selezione nazionale. Il tutto con ricarichi che possono arrivare al massimo al 100%, con una media attorno al 70%.
Insomma: mangerete bene, berrete bene e spenderete una cifra giusta. Se questa non è una cuccagna…"

Per ATavolaConVincenzoRizzi: "Da una partenza come semplice braceria, l’attività del ristorante La Cuccagna di Crispiano nei decenni si è ampliata e sviluppata, fino a raggiungere traguardi interessanti in ambito gastronomico. Attualmente la gestione è prevalentemente declinata al femminile, e se ne occupano Rosa Marsella e Paola Ortesta, con la valida collaborazione in sala del giovane e bravo Andrea Pentassuglia. Le padrone di casa si dividono i compiti. Se Rosa (Rosa è anche addetta ai dolci) e Andrea accolgono gli ospiti e curano e l’importante selezione enologica dell’annessa enoteca Giro di Vite, Paola con la sua brigata ripropone ai fornelli un’assoluta tipicità, con qualche guizzo di moderna innovazione. Nei caratteristici ambienti interni, dominati dal mitico albero della cuccagna, lo dimostrano le belle idee che regalano leggerezza ad alcune soluzioni classiche, ed esaltano la qualità delle materie prime stagionali rigorosamente reperite nel territorio.
Come nel caso della sorprendente delicatezza del pancotto con le cime di rape, crema di fagioli e polvere di olive; e delle mezze maniche con crema di cavolfiore, pane fritto alle alici e polvere di salvia.
Il recupero filologico della tradizione trionfa con tutta la sua originaria forza quando arriva in tavola la “callaredda” d’agnello con le cicorie selvatiche (un capolavoro). O quando arrivano le sontuose orecchiette al ragù misto di maiale (salsiccia, costina e Involtino di cotenna). Da non perdere la chicca finale del delizioso cannolo scomposto."

Per PugliaMonAmour: "I piaceri della terra. La pasta fatta in casa, i sapori dell’orto, la carne cotta al fornello. Gli ingredienti della buona cucina pugliese. Quella che unisce le tradizioni e la rusticità alla qualità delle materie prime, un vanto e una base per la realizzazione di piatti improntati sulla lettura sapiente della tradizione. Quella vera.
Il ristorante ‘La Cuccagna’, in origine ‘Giro di vite’, è una pietra miliare della storia di Crispiano, in provincia di Taranto, a pochi passi dalla Valle d’Itria. A cominciare dal locale, tra i primi costruiti nella cittadina, nel lontano Ottocento. Il ristorante nasce nel 1969 da Martino Marsella e dalla sua attività di macelleria con fornello in cui oltre alla vendita delle carni se ne realizzava anche la cottura sul posto per chi lo richiedeva. Il locale – riconosciuto “Miglior ristorante del Sud Italia e isole” dal Touring Club Italiano, 2 forchette nella Guida del Gambero Rosso, che gli ha conferito anche il premio Tradizione – ha poi cambiato volto grazie ai figli Gianni, sommelier in sala, e la sorella Rosa, i cui dolci prelibati e sfiziosi sono ormai ben noti a molti. Nella passione familiare per la buona cucina viene coinvolta anche Paola, moglie di Gianni che in cucina realizza piatti leggermente rivisitati in chiave più moderna.
Di qualità anche le oltre cinquecento etichette nazionali e internazionali nella lista vini della cantina del ristorante curata personalmente da Gianni Marsella che predilige, come ha spiegato a Puglia Mon Amour, i vini di piccole realtà imprenditoriali e quelli naturali scelti da aziende che puntano sulla tradizione.
Un esempio, il ‘Roncaie sui Lieviti’ 2013, della cantina Menti, vino frizzante (uvaggio 100 per cento garganega) la cui fermentazione avviene in toto con lieviti naturali. Il vino accompagna più che degnamente alcuni degli antipasti. Panini, focaccine con patate, capocollo e rosmarino e il gazpacho, zuppa di pomodorini, stracciatella, crostini e peperoncini verdi dolci. Gianni abbina il rosato Primitivo ‘Sole Rosa’ di Macchiarola a un tenerissimo carpaccio di scottona e zucchine con maionese di melanzane e pesto di piselli. La menta dona un inconfondibile tocco di freschezza al piatto. Sorprende l’uovo cotto a bassa temperatura dal sapore incredibilmente delicato con spuma di patate, sfoglia di porcini, peperoni e capocollo preparato da Martino Marsella. Un’intrigante composizione per un piatto rischioso che combina sapori forti come quelli dei porcini, del capocollo e dell’uovo ma che la crema di patate armonizza smorzando la corposità degli ingredienti e rendendoli più eleganti, più gradevoli al palato. Un antipasto decisamente originale.
Alla Cuccagna non può mancare la pasta fresca preparata sapientemente dalle mani della signora Livia, mamma di Gianni e Rosa. I sapori della terra e della tradizione si ritrovano tutti nel piatto di frisciddi, orecchiette giganti arrotolate con ferretto, con ragù bianco d’agnello e una sorprendente nota di scaglie di pecorino fresco aromatizzato col rosmarino. Il Negroamaro Montepulciano Simpotica di Severino Garofano è il giusto compagno di viaggio all’interessante, autunnale, piacevole piatto.
Ancora oggi alla Cuccagna le carni sono alla base di molte pietanze. Le stesse in cui si respira la tradizione. Come la tagliata di manzo con radicchio e caciocavallo e il croccante capocollo di maiale impanato preparato dal signor Martino, che campeggia infilzato in spiedi nel fornello, dietro il bancone della macelleria, e servito poi in tavola con peperoni friggitelli e pecorino canestrato con patate cotte sotto la cenere.
Il Moscato di Trani Villa Schinosa 2011 apre il giro di golose danze. Abbandonatevi totalmente al cannolo di ricotta scomposto e alla crostata di briciole con ciliegie, crema pasticciera e gelato alla vaniglia. Non si può non lasciarsi tentare dal cestino di frolla al cacao amaro, con ricotta, mandorle e pere caramellate. Sicuramente al prossimo giro. Perché i dolci della Cuccagna meritano di essere provati, anche dai meno golosi."

Per CiboToday: "Per raggiungere questo ristorante ed enoteca a Crispiano — detto “il paese delle 100 masserie” — bastano 30 minuti in auto verso nord. Al timone c’è tutta la famiglia Marsella, impegnata dal 1969 a proporre la migliore cucina pugliese, soprattutto nelle sue varianti di carne (il signor Martino faceva infatti il macellaio). Importanti anche le verdure, protagoniste da sole o per arricchire i troccoli freschi con, ad esempio, cicorielle selvatiche, pomodorini gialli e rossi e fave. La cantina è davvero ampia, con oltre 500 referenze fornite di proposte naturali (anche da comprare e portare a casa). Con una spesa media di 35€ avrete da scegliere tra selezioni di salumi e formaggi (il meraviglioso antipasto misto di una volta), tortelli di maiale nero con carciofi, arrosto misto con le immancabili bombette, capocollo panato o guancia di vitella brasata al Negroamaro. La carne, oggi, arriva dalla macelleria Varvara, una delle migliori della regione."

Terranima (96) 🧔🧔🧔 - Terranima a Bari: L’Anima della Puglia tra Tradizione e Nuove Emozioni

https://www.terranima.com/ 


Voto: 96
Numero di visite: 1
Ultima visita: 03/2026
Fascia di prezzo: 39-69
Guide e recensioni: Osterie d'Italia, Golosario, Gambero Rosso, La Repubblica, BariToday, PugliaMonAmour, Agrodolce
 
-Bari- (BA) 


Terranima a Bari: L’Anima della Puglia tra Tradizione e Nuove Emozioni ✨ 🐟

Nel cuore pulsante del quartiere Murat, a pochi passi da una città vecchia sempre più elegante e luminosa — dove ho passeggiato serenamente tra le magnifiche chiese romaniche per favorire la digestione — si trova un luogo che è un vero simbolo: Terranima. Nonostante la storica figura di Pietro Conte sia mancata nel febbraio del 2021, oggi Marco Lorusso in sala e lo chef Alessandro Russo in cucina riescono a regalare emozioni autentiche. Con un punteggio straordinario di 96 punti, questa sosta del 03/2026 rappresenta una delle vette assolute del mio itinerario pugliese. 🏛️🌊🥇

1: Un Viaggio nel Tempo tra Botteghe e Sapori 🏛️

Varcare la soglia di Terranima è come fare un tuffo nel Novecento. L'ambiente è una rievocazione filologica della vita di un tempo: ogni angolo del locale corrisponde a un'antica bottega artigiana, dal barbiere al sarto, creando un'atmosfera d'antan unica. Come sottolineato da PugliaMonAmour e Agrodolce, qui il tempo sembra fermarsi, permettendo di gustare una cucina che ha fatto del "tempo lento" e del chilometro zero la propria religione. 🏛️📜🤝

2: Il Calendario delle Visite 📅

Una serata di marzo dedicata alla riscoperta di un'osteria storica che ha saputo rinnovarsi con maestria:

  • 03/2026: Una cena che ha saputo commuovermi per la naturalezza con cui il mare entra in tavola, supportata da un servizio eccellente e prezzi corretti (fascia 39-69€). 📅☀️

  • Riconoscimenti: New entry in Osterie d'Italia 2026, il locale è celebrato anche dal Gambero Rosso e dal Golosario per la sua cucina appagante e fresca. 📈📖

3: Orecchiette Marinare: Un Capolavoro di Pasta Fresca 🍝🦪

Il pasto è iniziato con un assaggio della magnifica focaccia barese, per poi raggiungere l'apice con le Orecchiette Marinare. Fatte rigorosamente a mano con nero di seppia nell'impasto, sono condite con un sugo al polpo e guarnite con fiori di zucca fritti. Non credo di aver mai assaggiato un sugo al polpo così buono in vita mia: un equilibrio di sapori straordinario che onora la veracità della cucina barese. 🍝🦪🥇 🧔‍♂️

4: Il Calamaro Buono e Bello: Leggerezza che Commuove 🦑🔥

La cucina di Alessandro Russo ha saputo stupirmi nuovamente con "Il Calamaro Buono e Bello". Si tratta di anelli di calamaro fritti con una tenerezza e una sapidità incredibili. La frittura, asciutta e leggerissima, si discosta dalle classiche versioni croccanti per offrire una morbidezza che definirei commovente. Nonostante la porzione generosa, è un piatto che avrei mangiato mille volte. 🦑🔥🥇 🧔‍♂️

5: L'Eredità di un Simbolo Barese 🤵‍♂️💸

Il "nuovo" Terranima mantiene intatta la filosofia di eccellenza voluta dal fondatore. Dalle celebri orecchiette alla martinese ai panzerottini a lunga lievitazione menzionati da Agrodolce, ogni piatto è un atto di restituzione gastronomica. Marco Lorusso gestisce la sala con una professionalità che assicura un'accoglienza calda e riservata, confermando questo locale come una tappa obbligatoria fuori dalle rotte più consumate ma nel cuore della baresità. 🤵‍♂️💸✨


Iconici: I Sapori che Valgono il Viaggio 📖

I piatti storici e le eccellenze citate dalle guide che rendono Terranima un'istituzione:

  • Orecchiette alle Cime di Rapa: Il classico barese proposto "piccoline piccoline" come tradizione comanda. 🥦🍝

  • Tiella di Patate Riso e Cozze: Il pilastro della cucina di terra e di mare. 🥘

  • Il Ragù del Macellaio: Un mix di carni bovine, ovine e suine per i palati più esigenti. 🥩

  • Sporcamuss: Il dolce della tradizione servito tiepido per chiudere in bellezza. 🍰


RICONOSCIMENTI 🧔‍♂️

Tre Barbe di Merito: Assegnate per l'eccellenza assoluta del sugo al polpo, capace di ridefinire uno standard gustativo, per la tecnica magistrale e la leggerezza della frittura di calamari, e per la gestione di sala di Marco Lorusso che preserva l'anima storica del locale proiettandola verso nuovi traguardi qualitativi. 🏅🏅🏅


IL VERDETTO DEL RECENSORE 🧐

Terranima ottiene 96 punti. È un locale dove la semplicità incontra l'emozione pura. La passione con cui il mare e la terra vengono portati in tavola è merce rara, e la nuova gestione ha dimostrato di saper onorare questa eredità con un tocco di freschezza e una competenza tecnica impeccabile. Un'esperienza che nutre il cuore e la mente. L'ECCELLENZA RITROVATA NEL CUORE DI BARI. 🏅

Punteggio: 96 punti 🏅 Merito: 3 Barbe di Merito per il sugo al polpo "della vita" e la frittura commovente. Perché andarci: Per vivere la pugliesità a 360 gradi in un ambiente che trasuda storia e autenticità. 🏛️🍷🤝 Atmosfera: Intima, accogliente e ricca di fascino d'altri tempi; un rifugio di pace nel centro cittadino. ✨🕰️🖼️












































A spasso per Bari:


















































Per Osterie d'Italia 2026, new entry (dopo diversi anni di assenza dalla guida): "Osteria nel cuore della città ma fuori dalle rotte più consumate. Ambiente riservato, accogliente, e una cucina appagante e fresca sono le carte in regola di un'esperienza tutta da gustare.
Il Locale
Lungo una delle vie principali che attraversano il centro di Bari, riscopriamo un'osteria storica che fonde eleganza contemporanea e tradizione locale. Marco Lorusso, titolare attento, ha ricreato un ambiente accogliente e riservato, perfetto per cene intime o momenti conviviali. La gestione professionale assicura un servizio cortese e curato, facendo sentire ogni ospite a proprio agio.
La Cucina
Lo chef Alessandro Russo celebra la Puglia con piatti creativi e di stagione, realizzati con ingredienti ormai diventati celebri nelle cucine baresi. "L'apristomaco" è un assortimento di antipasti caldi e freddi che introduce il pasto con sapori di mare e di terra. Le orecchiette alle cime di rapa, arricchite da acciughe e mollica tostata, reinterpretano un classico pugliese con maestria. La frittura di pesce, "fatta a mestiere" come si dice a Bari, croccante e fragrante, delinea la gran mano dello chef. La cantina, con vini pugliesi e nazionali, completa un'esperienza nel cuore della città, ma fuori dall'incessante viavai.
I piatti
Apristomaco, Orecchiette alle cime di rapa con acciughe e mollica tostata, Frittura di pesce"



Per BariToday: "Pietro Conte, storico titolare del ristorante Terranima di Bari, aveva messo in questo locale tutta la sua passione enogastronomica, fino a trasformare le sale di via Nicolò Putignani 213 in uno dei simboli della tradizione enogastronomica della città. Ma già da prima della sua morte, avvenuta nel 2021, a condurre la sala c'era Georgia Colombo. Ha iniziato lavando i piatti in cucina e oggi che Conte non c'è più, perpetua la sapienza culinaria barese attraverso un accurato lavoro di restituzione gastronomica. Le orecchiette, quindi, ci sono eccome. Fatte a mano, sono proposte con il famoso ragù del macellaio (un mix di carni bovina, ovina e suina) o con il ragù di asina e relativa braciola. Disponibili anche le orecchiette con ragù di polpo, proposte con un impasto a cui viene aggiunto un po' di nero di seppia. Georgia prepara anche le orecchiette alla Martinese: melanzana croccante, capocollo di Martina Franca e ricotta fresca. In questo caso le orecchiette sono più grandi, proprio come da tradizione del paese che ispira la ricetta. Infine, quando di stagione, non mancano le orecchiette con le cime di rape, piccoline piccoline, proprio come tradizione comanda."

Per PugliaMonAmour: "À la recherche du temps perdu, scriveva Proust. C’è un posto a Bari dove il tempo sembra essersi fermato. Dove le mura hanno una storia lunga quarant’anni. Un ristorante che racchiude l’anima della terra, il Novecento e i profumi della Puglia. C’è una corte con un portone di legno con tanto di numeri civici, davanzali, grappoli di pomodorini appesi, pentole in ferro e cesti in vimini. Ci sono, sulle pareti, affissioni e antiche stampe. Ogni angolo corrisponde a una bottega, a un mestiere degli artigiani di una volta. Dal tavolo del barbiere a quello del sarto.
Un’atmosfera d’antan che il patron di Terranima Piero Conte con la figlia Vanessa, affiancati dal braccio destro, Georgia Colombo che guida in cucina la brigata e il personale in sala, ha voluto mantenere e rispettare.
Conte si innamorò del locale nel 2008. Fu amore a prima vista. Conte lo prese in gestione con l’obiettivo di “dare a chi non è pugliese, a chi non è italiano la pugliesità a 360 gradi. Carni, salumi, verdure, ortaggi tutti a km zero. Tutti dall’impronta rigorosamente pugliese”.
Un tuffo nel passato sia per chi si siede ai tavoli del ristorante per un pranzo d’affari o una cena tra amici sia per chi desidera fare colazione con cornetti farciti, centrifugati di frutta e prodotti genuini appena sfornati al Batafobrle, il caffè letterario adiacente al ristorante, acronimo delle iniziali delle cinque province pugliesi dell’epoca (Bari, Taranto, Foggia, Brindisi e Lecce) nel quale, per uno strano caso del destino, è presente anche la più recente Bat. Un punto di riferimento un tempo luogo di incontro di artisti e personaggi in vista della baresità. Ancora oggi, davanti al vecchio bancone della farmacia del 1800 ristrutturato e trasformato in bancone da bar, Piero Conte organizza aperitivi e serate culturali a tema, organizzati grazie alla collaborazione del noto poeta pugliese Lino Angiuli, per una cinquantina di persone, non di più, tutti raccolti in una dimensione intima, con presentazioni di libri ed esibizioni di grandi artisti. Tra questi il chitarrista Guido di Leone e il contrabbassista Francesco Angiuli e tantissimi altri illustri ospiti a livello nazionale e internazionale.
Un locale dall’accoglienza calda e familiare condita dalle storie di vita di Conte, un signore distinto e cordiale. Racconta divertito e ancora emozionato di quando il primo ministro russo, in visita a Bari, posticipò addirittura l’orario di partenza del suo aereo solo per rimanere a gustare i piatti di Terranima. “Dovevate vedere la sua espressione”, dice ridendo Piero.
Gli antipasti, come da tradizione barese, sono generosissimi. Un bouquet di prelibatezze tipiche. Non possono mancare i latticini dei caseifici pugliesi e i taglieri di salumi tra cui il capocollo di Martina Franca. E ancora una delicatissima parmigiana bianca di zucca, pane fatto in casa, taralli e focaccia. E gli immancabili panzerottini.
Il menu varia in base alla stagione con una selezione quasi maniacale per le materie prime utilizzate nelle preparazioni. Terranima propone vari percorsi, tra cui quello degustazione e un menu di carne e di pesce. Tra i classici della tradizione pugliese nel menu “Magna Carta”, fave e cicoria, la tiella di patate riso e cozze, le orecchiette con le cime di rapa, il ragù d’asino, buonissimo anche quello di cinghiale di Noci da gustare con un piatto di pasta fresca come per esempio le lasagnette. Per gli amanti del pesce è possibile prenotare il crudo in base alla disponibilità e al pescato del giorno. O gustare primi piatti con pasta fresca, pesce e pomodori regina. Un assaggio tra i secondi lo meritano sicuramente le tenere e saporite bombette di Martina Franca al vincotto di Primitivo. Una vera delizia per il palato.
Ma anche i dolci non sono da meno. Dagli sporcamuss, dessert della tradizione barese serviti tipiedi, al tortino di cioccolato, alla mousse e alle crostate di agrumi del Gargano. Da accompagnare con i fantastici rosoli del ristorante. Non lasciatevi scappare il Connubio delle Tenute Verola, liquore a base di acquavite d’uva, mandorle, amarene e ciliegie.
Ampia e interessante la selezione di vini con un’attenzione particolare alle etichette del territorio. Aprendo e leggendo la carta dei vini, aggiornata costantemente, si scoprono i vitigni pugliesi, con informazioni sulle cantine e sulle nostre tradizioni per entrare nel mondo del vino e risvegliare il piacere della degustazione d’autore.
Un occhio di riguardo Piero Conte lo riserva alla sana e corretta alimentazione. “Per far entrare gli stranieri nel nostro mondo di specialità”. E il riscontro è decisamente positivo, conferma il titolare. Molti i clienti dal centro-nord e dall’estero. “Preferisco un cliente che segua la filosofia del buon cibo e di ciò che fa bene alla salute. Ogni piatto deve essere un godimento e far pensare solo alle cose positive”. Piero Conte punta ora a incrementare la pausa pranzo con un menu a parte curato da un nutrizionista. Calorie equilibrate e un brunch leggero in modo da non tornare al lavoro appesantiti. Particolare attenzione anche ai più piccoli per dare loro la consapevolezza del cibo sano in modo che possano avere gli strumenti per valutare autonomamente quali sono gli alimenti e le sostanze che concorrono al benessere.
La corte di Terranima non è solo una scelta che rappresenta il miglior rapporto qualità prezzo ma anche un luogo dove rilassarsi e nutrirsi con il cuore e la mente. Il tempo si fermerà e non riuscirete più a dimenticarla."

Per Agrodolce: "Ci sono luoghi dove anche gli oggetti respirano profondamente, come le chianche sotto i piedi di Terranima, le nicchie, gli utensili da sarto, droghiere, barbiere che raccontano le storie fine Ottocento archiviate con passione filologica da Ninni Tarantini. Più che una riproduzione, lemma che porta un retrogusto posticcio, è la rievocazione della vita che fu un paio di secoli fa, assai prima che le scintillanti insegne dei franchising più delle grandi maison made in Italy fagocitassero il quartiere murattiano, cuore della metropoli barese. Terra, mare, chilometro zero e spirito si fondono in piatti ricchi di sapori autentici La dedizione archeologica del funzionario-architetto è la stessa applicata dal patron Piero Conte a una cucina che del tempo lento ha fatto religione. Non imperativo metafisico ma pratica quotidiana: i panzerotti (fagotto di pasta fritta e ripiena, lo street food in salsa pugliese), impastati con farine di grano arso e Senatore Cappelli, prima di finire nell’olio bollente riposano per 96 lunghe ore, una lievitazione lentissima e inversamente proporzionale alla digeribilità dell’impasto stesso. Il panzerotto è un escamotage che fa da contrappeso al ripieno variamente declinato, dalla versione basic pomodoro e mozzarella alla china hard delle varianti con stufato di cime di rapa (se di stagione) o ricotta forte. Terranima è anche spirito contadino, come nei Fagottini di farina senatore cappelli, ricotta, stracciatella e tartufo bianco di Andria con scampi di giornata, pomodoro regina e tartufo nero di Andria. Scrivi Terranima e leggi: terra, mare, chilometro zero e spirito contadino, le direttrici che governano la carta, dal primo all’ultimo piatto."

La Cuccagna Giro Di Vite (97) 🧔🧔🧔 - La Cuccagna Giro di Vite a Crispiano: L'Apoteosi del Fornello e della Tradizione

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