mercoledì 3 giugno 2026

Cuore Luca Brancati (87) 🍕​🍕​🍕 - Cuore di Luca Brancati a Marano Vicentino: la reggia degli impasti contemporanei tra eccellenza e poca accoglienza

Cuore Luca Brancati - Facebook


Voto: 87
Numero di visite: 1
Ultima visita: 05/2026
Fascia di prezzo: 13-32
Guide e recensioni: Golosario, Gambero Rosso, 50top Pizza, IdentitàGolose, ScattiDiGusto, FineDiningLovers, GazzettaDelGusto, GialloZafferano, FarinaPetra

-Marano Vicentino- (VI)


Cuore di Luca Brancati a Marano Vicentino: la reggia degli impasti contemporanei tra eccellenza e poca accoglienza 🏆

Che ci si trovi al cospetto di uno dei re indiscussi dell'arte bianca italiana lo si intuisce immediatamente varcando la soglia del locale e osservando il "maestro" Luca Brancati muoversi tra i tavoli. Erede di una storica famiglia di pizzaioli campani trasferitasi nel vicentino negli anni '70, Luca ha saputo trasformare la storica insegna paterna in un laboratorio d'avanguardia. La mia visita del 05/2026 ha confermato lo straordinario valore di una proposta da 87 punti e ben 3 spicchi di merito, anche se la serata ha registrato una piccola nota di rammarico per una gestione dell'ospitalità a tratti un po' distratta.

1: Cinquant'anni di Evoluzione Familiare 👑

La storia di Cuore affonda le radici nel 1970, quando i fratelli Brancati, originari di Afragola, aprirono la prima pizzeria di Marano Vicentino con un menù di sole dieci pizze recitate a voce da papà Enrico. Dagli anni '90, con l'ingresso di Luca, il locale ha vissuto una rivoluzione copernicana sia negli arredi — oggi moderni, giocati su nuance di bianco, grigio e nero con oggetti di design — sia nella filosofia. Frequenta i tre livelli dell'Università della Pizza di Molino Quaglia, introduce il forno elettrico per garantire temperature costanti e sposa l'utilizzo di farine biologiche italiane macinate a pietra del network Petra Selected Partners, abbandonando definitivamente la vecchia farina 00.

2: Un Dialogo a Distanza 🤫

Se la macchina della cucina ha funzionato con precisione millimetrica, sul fronte dell'accoglienza personale avrei gradito una maggiore attenzione da parte del titolare. Durante tutta la serata, il maestro Luca Brancati ha concentrato le proprie attenzioni e conversazioni quasi esclusivamente su un altro recensore, seduto a pochi metri dal mio tavolo, intento a testare l'intero menù degustazione offertogli dallo chef. Un piccolo peccato di forma che tuttavia non ha scalfito la monumentale qualità di una delle migliori esperienze in pizzeria vissute negli ultimi mesi.

3: Il Dettaglio delle Visite e dei Piatti Provati 🍽️

La cena si è aperta con un gradito benvenuto della cucina, per poi snodarsi attraverso preparazioni calibrate e ricchissime di dettagli territoriali:

  • Visita del 05/2026:

  • Focaccia con Stracciatella e Indivia: Un delizioso e fresco amuse-bouche offerto dalla cucina per introdurre la serata e rompere il ghiaccio.

  • Mozzarella in Carrozza: Realizzata con un pan bauletto preparato in casa, farcito con Fiordilatte di Napoli e un intenso N'Duja di Maialino Nero di Calabria dell'Aspromonte. Una portata straordinaria per esecuzione e croccantezza, anche se la porzione si è rivelata fin troppo abbondante per un unico commensale.

  • Tonda Mediterranea: Una pizza eccezionale condita con Fiordilatte di Napoli, Pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino DOP, saporiti Capperi di Salina, Oliva Caiazzana, pregiate Acciughe di Cetara "Armatore", Origano di Pantelleria e una Foglia di Cappero di Pantelleria a chiudere. Scioglievole, bilanciata e memorabile.

  • Birra Rossa Corsendonk alla Spina: Una referenza straordinaria, spillata a regola d'arte, ottima per reggere la complessità e la sapidità dei topping.

  • Amaro del Capo al Peperoncino: Offerto cortesemente dalla casa in conclusione di serata, un sigillo brioso e piccante.

4: L'Ingegneria dei Tre Impasti 🧪

Il successo contemporaneo di Cuore si fonda su tre distinte e digeribilissime tipologie di impasto con lievito madre, nate per esaltare in modo specifico ogni condimento:

  • La Contemporanea Tonda: Idratata al 70% con farine Petra 1 e Petra 9, caratterizzata da una maturazione di oltre 36 ore e da un cornicione alveolato e scioglievole.

  • La Teglia alla Romana: Ad altissima idratazione, alveolata e scrocchiarella, servita a tranci da condivisione.

  • La Fa Crock: Con farine Petra 1, 5 e 9, idratata all'85% e sottoposta a doppia cottura, che regala un esterno croccantissimo e un interno poroso e morbido.

5: Una Dispensa da Instancabile Globetrotter 🗺️

Ogni ingrediente che guarnisce i dischi di Luca Brancati racconta un viaggio e una sinergia diretta con piccoli casari, agricoltori e allevatori d'Italia, attingendo a piene mani dai Presidi Slow Food. Il menù, rigorosamente stagionale, cambia ogni quattro mesi per assecondare la terra, includendo anche ricercate opzioni vegane (come la "mozzarella" di anacardi o la "ricotta" di ceci) e una curatissima carta degli oli extravergine da Nord a Sud. Una qualità senza compromessi che si estende al pane quotidiano e ai grandi lievitati delle feste.

Iconici: I Sapori che Valgono il Viaggio 📖

Il ricettario di Luca Brancati e le menzioni d'onore su 50Top Pizza e Gambero Rosso evidenziano alcune creazioni leggendarie del locale:

  • 'Na Ragutella: Un inno alla tradizione campana con un ragù della domenica cotto 8-9 ore (con manzo, vitello e maiale), mousse di Parmigiano di vacca bruna, crumble di pane al peperoncino e salvia fritta.

  • La Marinara di Cuore: Versione barocca e vivace con pomodoro San Marzano macerato 24 ore con aglio e basilico, pomodoro tigrato dolce, pesto di prezzemolo, polvere di oliva caiazzana, foglia di cappero, origano e acciuga di Cetara.

  • Pane e Cioccolato con 'Nduja: Insolito e geniale antipasto in cui l'impasto con farina 1 è fuso con cacao fondente e nocciole di Giffoni, abbinato alla sapidità piccante della 'nduja dell'Aspromonte.

Riconoscimenti 🧔‍♂️

  • 3 Spicchi equivalenti alle 3 Barbe di merito, a piena conferma dell'eccellente livello tecnico e della caratura internazionale dei suoi lievitati.

IL VERDETTO DEL RECENSORE 🧐

  • Punteggio: 87 punti 🏅

  • Merito: 3 SPICCHI DI MERITO 🍕🍕🍕

  • Perché andarci: Per assaporare la maestria di una Tonda Mediterranea perfetta, per la straordinaria mozzarella in carrozza alla 'nduja e per scoprire la perfetta applicazione delle farine Petra.

  • Atmosfera: Moderna, lineare ed elegante; un design minimalista dalle nuance scure che favorisce la serenità, anche se il servizio e l'attenzione del titolare hanno mostrato qualche piccola distrazione di troppo verso i clienti meno noti.


































Per il Gambero Rosso 2025, Pizzerie d'Italia, 86 punti 2 spicchi:


È un cuore che batte forte per la pizza delle origini, la napoletana, quello che porta Luca Brancati a sperimentare senza sosta, spingendo i confini di volta in volta un poco più in là. Se la tonda si ritaglia un ruolo da protagonista, con un'ottima Marinara e un'intensa Ragu'tella (omaggio al tipico ragù della domenica), non vanno dimenticati i fritti dalla bella croccantezza e le altre differenti tipologie d'impasto. Le farciture, ben equilibrate, seguono il ritmo delle stagioni, con i vegetali spesso protagonisti (interessante la Vegana con l'impasto che "Fa Crock") anche nella sottile quanto croccante pizza in teglia pensata per l'asporto. Non manca il maritozzo salato (oltre che quello dolce). Di rilievo la carta degli oli e molto buono il pane che può essere acquistato (previa prenotazione) anche in pizzeria. Da non perdere poi i lievitati delle feste. Numerose le birre artigianali abbinate alle diverse pizze. Valido menu degustazione. Servizio volenteroso.

Per 50TopPizza 2025, 88° classificato:
La Teglia servita a tranci è la novità “alla romana” nel menù di Luca Brancati, strapieno di esuberanza inventiva: alveolata e croccante, ha colori e sapori del Centro-Sud ed è farcita con ‘nduja e peperone crusco, ventresca e cappero, porchetta di Ariccia e caciocavallo, guanciale e pecorino. La napoletana classica, la Tonda, resta regina del forno, affiancata dalla Fa Crock croccante fuori e porosa dentro. Le lievitazioni sono studiate secondo l’utilizzo di farine selezionate. Per curiosità vegana (se non per fede) è da assaggiare la farcitura con “mozzarella” di anacardi e “ricotta” di ceci. Birre personalizzate pizza per pizza. Vini non molti, ma all’altezza.

Per IdentitàGolose, Pizzerie 2025: 
Cuore è una pizzeria storica di paese, fondata negli anni '70 dai fratelli Enrico, Vittorio e Giuseppe Brancati; quando è nata, era la prima di Marano Vicentino e il menu era recitato a voce: le pizze, come da tradizione di allora, erano una decina, ossia le classiche. Con gli anni è rimasto il solo Enrico che ha poi ceduto la gestione al figlio Luca, erano gli anni '90 e la pizzeria si trasformò, come arredi ma soprattutto come filosofia.
Il ragazzo aveva e ha talento, crede nella qualità senza compromessi e si dedica a lievitazioni lunghe con l'utilizzo di farine di alta gamma. Gli ingredienti seguono la naturale evoluzione, solo prodotti freschi, stagionali, forniti da piccoli produttori e poi lavorati in cucina, così da valorizzare le eccellenze del territorio. Il risultato sono tre impasti di rara digeribilità: la tonda classica scioglievole, la teglia più alta e golosa e infine la crunch scrocchiarella.
Da provare anche i fritti di antipasto in stile napoletano, alcuni forse un po' strong, ma senza sbavature. Ambiente moderno e curato, servizio attento quanto rapido.

Per ScattiDiGusto:
Luca Brancati, lievitista o secchione degli impasti, è di origini campane e figlio d’arte. Suo papà, originario di Agerola, aveva aperto la pizzeria Cuore Napoletano a Marano Vicentino nel 1970. Quasi un precursore in queste terre spudoratamente nordiche. Luca in quella pizzeria ci è cresciuto e ha investito passione e talento nel mestiere ereditato.
Con lui la tradizione partenopea importata 55 anni prima ha preso nuove interpretazioni contemporanee da Cuore, il suo locale semplice e moderno. Brancati punta su diverse tipologie di impasti e su topping “premium”.
Tre gli impasti per altrettante tipologie di pizza.
Classica tonda napoletana con il cornicione pronunciato
Teglia
Fa Crock, croccante all’esterno e morbida dentro.
Per cominciare, Pane e cioccolato fatto in casa. Impasto con farina 1 e lievito naturale con cioccolato fondente a latte e nocciola di Giffoni, ‘nduja di maialino nero dell’Aspromonte non allevato. Potrebbe voler riprendere l’idea di pane e nutella per il cacao e le nocciole in una versione in cui gli elementi farina e cacao sono fusi insieme. Morbida croccante e leggera, questa fetta di pane lavorata con il cioccolato offre l’extra crunch delle nocciole. Il piccante e la sapidità della ‘nduja si mescolano in bocca in un gioco di piacere.
La teglia romana, sottilissima e croccante, è condita con pesto di prezzemolo, aglio, olio, acciuga. È il ricordo di Brancati delle teglie di Roma, un omaggio della pizzeria Cuore ai giorni trascorsi nella Capitale. Gustosa nella sua semplicità.
Dai fritti del Cuore, ecco il tonnarello cacio e pepe (4,50 €). Una frittatina di pasta con tagliolini di pasta fresca con pecorino romano e pepe nero Tellicherry tostato. Ponte tra Napoli e Roma. Buona la panatura, saporito il contenuto
La Marinara è con pomodoro San Marzano macerato con aglio e basilico per 24 ore, pomodoro tigrato dolce naturale senza sale, pesto di prezzemolo, basilico, oliva caiazzana in polvere, foglia di cappero e origano di Pantelleria, acciuga di Cetara. Chiusa con un olio pugliese (11 €). Una Marinara barocca con una personalità molto vivace conferita dalla generosità del pomodoro.
Na Ragutella è inno alla tradizione partenopea e al ragù della domenica preparato dalla mamma (16 €). Il ragù su questa pizza della pizzeria Cuore è preparato con il classico soffritto e pomodoro san Marzano. Tre i tipi di carne utilizzati: manzo, vitello e maiale. Condimento con crema di parmigiano di vacca bruna, crumble di pane con peperoncino e salvia fritta a chiudere. Sul cornicione la crema di parmigiana cristallizza il cornicione. Da assaggiare questa lasagna in pizza.
La Zucca in teglia (15 €) ha come base scamorza affumicata di bufala e cremoso di zucca arricchiti da gorgonzola al cucchiaio, noci di Sorrento, mela cotta nel vino e riduzione di vino. Aspetto invitante, buon sapore con un eccesso di nota dolce, ma non convince la consistenza. La cremosità della zucca è troppo invadente nonostante il tentativo di spezzarla con le noci. I clienti della pizzeria Cuore, però, apprezzano.
Oltre alle cotture multiple, sembra che in pizzeria non si possa fare a meno di una pizza che faccia crunch e abbia un cuore morbido. Alla pizzeria Cuore invece Fa Crock. Roast beef e finferli su impasto di pala alla romana un pò più morbido in cui ha usato farina 1 e una parte di farro. Divisa a spicchi, ha base di bufala con rucola selvatica, finferlo fresco, maionese di pomodorino soleggiato. Chiusura affidata al roastbeef cotto a bassa temperatura per 8 ore a 56 gradi lasciato nel pepe e spezie per un giorno. E sale Maldon (23 €). Una pizza alla boscaiola moderna in cui si percepiscono affumicatura, dolcezza, acidità, piccantezza. Elegante, profumata non stucchevole nonostante la sua ricchezza di ingredienti.
Impasto Fa Crock, mousse di ricotta di bufala affumicata ai frutti di bosco e fava di tonka, mousse di agrumi, noci di Sorrento tostate. Con aggiunta di nocciole pralinate, fili di peperoncino e peperone crusco (7 €). Come per la pizza alla zucca c’è uno sbilanciamento verso il troppo dolce, ma la consistenza bagnata effetto torta con panna e crema può essere giustificata.

Per FineDiningLovers:
La pizzeria Cuore Napoletano a Marano Vicentino apre le sue porte nell’ormai lontano 1970 e Luca Brancati, oggi proprietario e pizzaiolo, inizia proprio da ragazzino a muovere i primi passi in quella che oggi definiamo l’arte bianca. Brancati è da sempre affascinato da questi dischi di pasta bianchi sui quali poter esprimere la propria personalità attraverso gusti, profumi e sapori. Quella che è quindi l’attività di famiglia, diventa per Luca Brancati lo stimolo per esprimersi e rappresentare la sua idea di pizza.
La tradizione familiare lascia spazio a studi e approfondimenti che lo portano a trovare la sua dimensione nel mondo della pizzeria. Brancati gira l’Italia per capire non solo gli impasti, ma anche il pane e la materia prima. A quel punto la pizza di Cuore Napoletano cambia, sarebbe stato più facile lasciare ai clienti quello a cui si erano abituati e aprire una nuova realtà che proponesse l’idea di pizza di Brancati ma, si sa, le sfide sono per i coraggiosi e lui lo è.
All’inizio i clienti sono smarriti da quei cambiamenti, ma grazie a competenza e passione, la nuova versione di pizza di Cuore Napoletano diventa un prodotto apprezzato, cercato e richiesto.
Che tipo di pizza troviamo da Cuore Napoletano?
Facciamo una classica tonda che ha la sua identità, ha un bordo alto ma non la posso definire una pizza napoletana. Diciamo che è la mia versione di pizza tonda. Non abbiamo moltissime referenze, ce ne sono circa 25-30 in carta, questo perché vogliamo dedicare ad ogni singola pizza che arriva sul tavolo l’attenzione necessaria. Facciamo anche una romana tonda spicchiata, per dare l’opportunità ai clienti di assaggiare più tipologie allo stesso tavolo e in ultimo proponiamo una pala o una teglia da condivisione che si può avere in singolo topping o con doppia farcitura. Facciamo il pane tutti i giorni, i panettoni, i dolci, i maritozzi: tutto quello che è mondo della lievitazione lo produciamo qui.
E per quanto riguarda le farciture?
Abbiamo un menù stagionale che cambia più o meno ogni quattro mesi. Cerchiamo eccellenze da tutte Italia e lavoriamo con i produttori per fare un lavoro sinergico che fa la differenza su ogni singola pizza che viene servita.
Qual è l’icona di Cuore Napoletano?
Abbiamo diverse pizze considerate “basiche” perché ci piace l’idea di tornare a rispettare la tradizione di questo prodotto. Non mancano poi le pizze più complesse che però si possono fare bene solo quando si è in grado di offrire il massimo livello da una semplice margherita. Tra i grandi classici firmati Cuore Napoletano, mi sento di consigliare la nostra Marinara con le acciughe di Cetara, pesto di prezzemolo, aglio rosso di Nubia, pomodoro del Piennolo, una base di pomodoro bruciato e germogli di daikon. Un’altra pizza che pensavamo essere stagionale, ma che invece è andata a ruba anche sulle tavole estive è quella con il nostro ragù. Si tratta di una pizza con una base di crema di Parmigiano 14 mesi, quindi molto leggero, ragù cotto 6 ore, crumble e salvia fritta. Questa pizza piace tantissimo. Anche la nostra Scamorza e pepe è davvero interessante: usiamo un pomodoro che cuociamo per diverse ore e chiudiamo con un mix di 7 tipi di pepe tostato. È una pizza semplice che però piace tantissimo. Nel menù invernale troverete anche il coniglio. Stravolgiamo il concetto di pizza che esce sempre base pomodoro o fior di latte e tutto il resto viene messo in cucina a fine cottura. Ci tengo anche a precisare che abbiamo un occhio di riguardo per l’olio, un ingrediente per noi importantissimo, ne abbiamo diversi e li abbiniamo a seconda degli ingredienti delle pizze.

Per GazzettaDelGusto:
Passione, lungimiranza, voglia di innovare. Sono questi gli ingredienti del successo di Luca Brancati, talentuoso proprietario della Pizzeria Cuore di Marano Vicentino (VI), qualificatasi al 96 posto (unica vicentina) nella guida 50 Top Pizza Italia 2023.
Un riconoscimento onorevole, certamente non un punto di arrivo, bensì un trampolino di lancio verso nuove sfide. E Brancati ama le sfide. Lui che avrebbe potuto sedersi sugli allori – la famiglia Brancati da oltre 50 anni gestisce a Marano una pizzeria storica – godere dei risultati, restare nella sua comfort zone. Invece…
La storia della Pizzeria Cuore
È il 1970 quando la famiglia Brancati, originaria di Afragola (Na), si trasferisce in uno sperduto paese del vicentino, dove apre “Cuore Napoletano”. Qui, Luca viene iniziato all’arte della pizza, ma deciso a migliorare le sue conoscenze sulle farine e sulle tecniche di lavorazione, frequenta i 3 livelli dell’Università della Pizza di Molino Quaglia a Vighizzolo d’Este (PD), entrando a far parte del network di Petra selected Partners.
Farine, impasti, lievitati: racchiuso in questo microcosmo, il giovane affina le sue doti, studia, sperimenta. Il suo background omaggia la tradizione napoletana (fritti, mozzarelle in carrozza, supplì), ma Cuore di Luca Brancati decolla grazie a vision e nuove proposte, realizzate con impasti leggerissimi (creati ad hoc), di farine biologiche italiane (macinate a pietra, sostituiscono la farina tipo 00), che rendono ogni pizza “fortemente identitaria”.
Risponde ad un preciso criterio qualitativo anche la scelta di puntare al forno elettrico (per una temperatura costante) anziché al tradizionale forno a legna, così come l’utilizzo di materie prime selezionate, che Luca – instancabile globetrotter – reperisce fornendosi direttamente da casari, allevatori, agricoltori. Buona parte dei prodotti utilizzati da Cuore sono Presidi Slow Food.
Le pizze di Luca Brancati: non pizze, ma viaggi sensoriali
Tra le tipologie brilla Fa Crock (pizza a spicchi) e Le Pale, da gustare in compagnia. In menù anche le classiche tonde, fra le quali spicca la Marinara di Cuore e ‘Na Ragutella, gettonatissima in estate.
Ingredienti nobili come il pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP, il pomodorino del Piennolo, l’origano di Pantelleria, le acciughe di Cetara, l’oliva caiazzana (utilizzata in forma di battuta) guarniscono Marinara – pizza tonda soffice e dal cornicione alveolato – esaltati dall’olio extravergime di oliva “Puglia” (intenso, ma ben equilibrato).
Considerata la pizza della domenica, ‘Na Ragutella ha una farcitura leggera: mousse di Parmigiano, crumble e salvia fritta, che la rende appetibile anche nel periodo estivo. Originale, mantiene intatta la grana, nonostante la lunga cottura (8-9 ore).
Simpatica e briosa, Fa Crock – pizza a spicchi con un interno soffice e un esterno croccante grazie alla doppia cottura – piace moltissimo. Anche nella versione Cacao e Pere (un po’ insolita): fior di latte di Napoli, sbrisolona al cacao, pere Williams (cucinate a bassa temperatura).
Delicata e territoriale, Camouflage (il prosciutto di cervo arriva dalla Valdastico) recupera aromi boschivi e gelee ai frutti rossi. Le Pale (blend di farine tipo 1 e tipo 2, a lievitazione mista) vanno alla grande. Epilogo trionfale con “Bue e limone” (fior di latte, roastbeef di bue, limone candito, porcini spadellati, ricotta affumicata).
Concepita come luogo di “benessere” tour court, la pizzeria esprime il gusto del maestro. Bianco, grigio, acciaio, nero: le nuance – mixate agli oggetti di design – regalano equilibrio, armonia, serenità.

Per GialloZafferano:
Cuore è un ristorante-pizzeria che si distingue per l’eccellenza delle materie prime e l’attenzione alla stagionalità, guidato dalla visione raffinata dello chef Luca Brancati. La sua ricerca è un viaggio appassionato nel territorio, con un’attenzione meticolosa alla qualità degli ingredienti e alla loro valorizzazione attraverso tecniche di cottura precise e impasti artigianali. Il risultato è un’esperienza gastronomica che unisce tradizione e innovazione, esaltando sapori autentici con un tocco contemporaneo.
La proposta culinaria si fonda su tre impasti distinti, frutto di lievitazioni lunghe e farine selezionate, che garantiscono una digeribilità superiore e texture diverse: dalla tonda classica, morbida e scioglievole, alla pizza in teglia alla romana, croccante e alveolata, fino alla “Fa Crock”, caratterizzata da una crosticina croccante e un interno poroso. Ogni impasto è pensato per esaltare al meglio le farciture, che spaziano dalle ricette tradizionali come Amatriciana, Carbonara e aglio, olio e alici, fino a creazioni stagionali e originali, come la pizza con asparago bianco di Bassano e zabaione salato.
La filosofia della cucina si basa su una selezione rigorosa di prodotti freschi e stagionali, provenienti da piccoli produttori locali, con un’attenzione particolare agli oli extravergini di oliva e alle birre artigianali, scelte per accompagnare con equilibrio le diverse preparazioni. L’offerta si completa con antipasti fritti in stile napoletano, caratterizzati da una qualità impeccabile e da accostamenti gustativi decisi ma armoniosi. Il servizio è attento e rapido, inserito in un ambiente moderno e curato che valorizza la convivialità senza rinunciare all’eleganza.
La storia di Cuore affonda le radici negli anni ’70, quando i fratelli Brancati fondarono la prima pizzeria di Marano Vicentino, mantenendo negli anni un legame forte con la tradizione e al contempo rinnovandosi grazie al talento e alla visione innovativa di Luca. La sua dedizione alla qualità senza compromessi e alle lievitazioni naturali ha trasformato il locale in un punto di riferimento per gli amanti della pizza di alta gamma, capace di coniugare tecnica, creatività e rispetto per il territorio.
Tra le proposte più emblematiche spiccano le pizze in teglia alla romana, farcite con ingredienti tipici del Centro-Sud come ‘nduja, peperone crusco, ventresca, porchetta di Ariccia, caciocavallo, guanciale e pecorino, che esprimono un’esuberanza inventiva senza perdere equilibrio. Non mancano soluzioni vegane, con farciture a base di “mozzarella” di anacardi e “ricotta” di ceci, a testimonianza di una cucina inclusiva e attenta alle diverse esigenze. La carta dei vini, seppur contenuta, è selezionata con cura per valorizzare ogni portata, mentre le birre artigianali sono studiate per sposarsi perfettamente con ogni tipologia di pizza.
Cuore rappresenta così un’esperienza gastronomica completa e raffinata, dove la passione per la materia prima, la maestria nella lavorazione e la capacità di innovare si fondono in un percorso di gusto autentico e memorabile, ideale per chi cerca una pizza di qualità superiore in un contesto elegante e accogliente.

Per FarinaPetra:
All’inizio il menu era recitato a voce da Enrico (solo 9 pizze classiche: marinara, margherita, funghi, prosciutto, calzone, romana, carciofi, capricciosa e quattro stagioni), ed era arricchito da un piatto freddo e due tipi di toast.
Agli inizi degli anni ‘80 la pizzeria è diventata solo di Enrico e della moglie Mariarosa, che hanno ampliato l’offerta delle pizze, inserendo quella con le “melanzane fatte alla nostra maniera”, diventata celebre e che li contraddistingue ancora oggi.
Nel 1990 c’è stata la prima storica ristrutturazione: sono sparite le panche e i tavoli dove le persone restavano in attesa di trovar posto ed è stata rinnovata completamente anche la zona bar e la sala.
Nello stesso anno è entrato nello staff Luca, il figlio di Enrico e Mariarosa, che oggi porta avanti il locale con estrema attenzione ai particolari: ingredienti freschi e di prima qualità, biologici e a km 0.
Con lui vi è stata un’ulteriore evoluzione grazie alla sua esplorazione nel mondo pizza, da nord a sud, da est a ovest, che lo ha portato anche a frequentare l’Università della Pizza del Molino Quaglia e a sposare le loro farine.
Così la tradizione del forno a legna ha incontrato la fantasia e la professionalità di Luca, che propone una vasta scelta di pizze classiche e non, che seguono la stagionalità degli ingredienti per i topping.
Tre impasti per tre pizze:
la Contemporanea tonda, al piatto con bordo pronunciato, impasto con Petra 1 e Petra 9, lievito madre, una lunga maturazione per più di 36 ore e un’idratazione al 70%;
la Verace, dedicata al padre, dal bordo molto alto, tipo canotto, e un blend di farine Petra quali Unica e 1110, doppia lievitazione a temperatura ambiente e lievito madre;
infine la Fa Crock con Petra 1, Petra 5, ​Petra 9 e lievito madre con un idratazione all’85%, presentata ai tavoli tagliata a cubetti in sei varianti. Grande cura nella scelta degli oli extravergine di oliva dal Nord, Centro e Sud Italia, da abbinare sulla pizza.
Carta dei vini e di birre artigianali completano l’offerta, oltra ai panettoni, solo nel periodo natalizio e che gli sta dando grande soddisfazione, fatti, ovviamente, con la farina Petra per panettoni.

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