http://www.trattoriacattivelli.it/
Voto: 91
Numero di visite: 2
Ultima visita: 05/2025
Fascia di prezzo: 38-58
Guide e recensioni:
Osterie d'Italia, Accademia della Cucina Italiana, Golosario,
Gambero Rosso, Espresso,
Michelin, Mangiarozzo, Alice, Touring, FuoriCasello, LaProvinciaCR, AssaporaPiacenza, iGrass
-Monticelli d'Ongina- (PC)
🏛️ L’isola che non c’è (ma che resiste dal 1947)
Tornare alla Trattoria Cattivelli dopo ben 25 anni e un mese dall'ultima volta (aprile 2000) fa un certo effetto: un'eternità! 😱 Siamo sull'Isola Serafini, l'unica isola abitata del grande fiume, un luogo straniante e poetico che sembra uscito da un racconto di Bacchelli. Qui la famiglia Cattivelli conduce il locale dal 1947, celebrando la civiltà fluviale in un paesaggio sospeso tra acqua e nebbia. 🛶🌾
Il locale è un'istituzione, pluripremiato con la Chiocciola Slow Food (confermata fino al 2026!) e il Bib Gourmand della Michelin. 🐌🏆 L'ambiente è ampio, elegante, con mattoni a vista e un giardino che si affaccia sul Grande Fiume. Unica nota dolente di questa serata di maggio? Le zanzare, che purtroppo non danno tregua! 🦟😅
🍽️ La mia esperienza: tra luci, ombre e un'anguilla da urlo
Devo essere onesto: dopo tanta attesa e i tanti riconoscimenti, mi sarei aspettato qualcosa in più. Il locale è splendido e la storia si respira ovunque, ma ho trovato l'esperienza complessiva un pizzico sopravvalutata rispetto alle altissime aspettative. Detto ciò, la cucina resta solida:
I Primi Piatti: Ho assaggiato una mezza porzione di maccheroncini al torchio: buoni, ben eseguiti, ma non mi hanno fatto gridare al miracolo. 🍝👌
Il Piatto del Viaggio: La frittura di fiume. Ragazzi, qui si vola altissimo! L'anguilla era semplicemente strepitosa, da 9 e mezzo in pagella. Solo questo piatto vale la deviazione. 🐟🔥🥇😲🔝❤️
La Cantina: Ho accompagnato la cena con una mezza bottiglia di ottimo Vermentino sardo, pescando da una carta vini precisa e ben contestualizzata. 🥂🍇
Il Verdetto finale: Il conto è risultato piuttosto elevato e, sebbene abbia deciso di alzare il voto a 91 punti con 2 barbe, credo che in zona ci siano posti capaci di regalare emozioni più profonde e un miglior rapporto qualità-prezzo. 🤔💸
🏺 I Pilastri della Civiltà Fluviale
La cucina delle donne di casa Cattivelli (Cesira, Emanuela e Claudia) è un omaggio filologico alla Bassa Piacentina, come raccontano Gambero Rosso e Michelin:
🧔🧔 Il Verdetto del Recensore
La Trattoria Cattivelli resta un "sacro" presidio di cultura padana. Sebbene la mia ultima visita mi abbia lasciato un retrogusto di "sopravvalutazione", l'anguilla fritta e la magia dell'Isola Serafini rimangono esperienze che ogni gourmet dovrebbe fare almeno una volta. Un luogo iconico che racconta una storia d'amore col fiume lunga quasi ottant'anni.
Punteggio: 91 🔢
Riconoscimento: 🧔🧔 (2 Barbe)
L'ANIMA DEL GRANDE FIUME NEL PIATTO. 🧔🧔🛶💯✨❤️
Le mie immagini del maggio 2025:
Alcune immagini dal web:
News ottobre 2023: Chiocciola Osterie d'Italia 2024
News novembre 2023: Bib Gourmand Michelin 2024 confermato
Aggiornamento 14/10/2024: Chiocciola 2025!
Aggiornamento dell'ottobre 2025: Osterie d'Italia 2026 conferma la Chiocciola!
Per Osterie d'Italia 2025:
Per il Gambero Rosso 2024, 2 Gamberi, rapporto qualità prezzo medio: "Nell'unica isola abitata di tutto il fiume Po, dal 1947, la famiglia Cattivelli racconta storie della
bassa piacentina attraverso piatti che trasudano territorialità. Gli ambienti sono ampi e curati con tavoli distanziati apparecchiati finemente. La cucina omaggia i fondamentali della provincia tramite primi della tradizione (come gli gnocchetti tipici chiamati pisarei o i tortelli con la coda) e affettati locali, gli allevatori tramite preparazioni di faraone, maiali e anatre allevate nelle vicinanze, il territorio con portate a base di pesce di fiume (imperdibile il luccioperca cotto a bassa temperatura). I dolci rappresentano un giusto epilogo all'esperienza culinaria. Carta vini precisa con proposta non troppo ampia ma contestualizzata al menù. Servizio gentile e molto disponibile al dialogo. La prenotazione è fortemente consigliata."
Per la Michelin: "L’indirizzo non mente: siamo proprio su un’isola formata dalle anse del Po. Qui, dal 1947, la famiglia Cattivelli celebra a grandi livelli la cucina della bassa piacentina in un paesaggio tra acqua e campagna che più tipico non potrebbe essere. In carta molti piatti del territorio a base di proposte avvolgenti e gustose, come i pisarei e fasò, irrinunciabili, ma anche gli anolini in brodo di terza, la frittura d'anguilla e pesce piccolo, nonché il guancialino di vitello brasato al
Gutturnio."
Per il Golosario 2025:
Per il Touring: "La trattoria, elegante e luminosa, con colonne e mattoni a vista, è sulle rive del Po e ha un bel dehors per la bella stagione. La cucina, a base di prodotti freschissimi e a chilometro zero, propone le ricette tipiche piacentine e il pesce d'acqua dolce preparato in diversi modi: maccheroni al torchio, frittura di pesce d’acqua dolce, lumache in umido, anguilla marinata sono solo alcune delle proposte in menu. Lunga la lista dei dolci fatti in casa, tra cui in inverno il "latte in piedi" e un'ampia e variegata carta dei vini che riserva particolare attenzione alle etichette dei
Colli Piacentini"
Per Alice 2011: "Trattoria di campagna sulle rive del Po. Qui si possono ritrovare lo spirito semplice dell'accoglienza familiare e la sostanza della cucina casalinga, talvolta esuberante di condimenti. La proposta culinaria giornaliera è varia, ma un posto di riguardo è riservato ai prodotti ittici. Da non perdere l'
anguilla di Comacchio, in vari modi dall'antipasto al secondo: insalata di anguilla affumicata, tagliolini con l'anguilla, in umido con i piselli; pisarei e fasò; carta dei dolci molto valida e sempre nuova. Belli il salone con un affresco di vita lungo il fiume e lo splendido giardino a vista. Su prenotazione si può richiedere un tavolo tranquillo anche nelle due salette interne"
Per FuoriCasello 2025:
Per L'Accademia della Cucina Italiana 2025:
Per il Mangiarozzo 2017: "Lasciate cullare i vostri pensieri dallo scorrere del grande fiume. Sappiate che il Po a queste latitudini è straniante. Lo ha raccontato Bacchelli, lo ha filmato Zavattini, lo ha raffigurato Ligabue. Ecco, preparatevi a sentire tutto questo qui alla Trattoria Cattivelli, uno storico presidio di cultura padana. Si trova su un'isola che il grande fiume forma al limitare tra Lombardia ed Emilia, proprio vicino alla grande centrale idroelettrica dell'Enel. La famiglia Cattivelli ha questo punto di ristoro da oltre mezzo secolo, e oggi di portare avanti la gestione si incaricano Valentino (in sala) e la moglie Cesira con le figlie Emanuela e Claudia (le donne tutte ai fornelli). Qui trionfano i salumi: la coppa e la pancetta piacentina, la spalla cotta di San Secondo, il
Culatello di Zibello. Il resto è cucina di memoria di questa civiltà fluviale, con ricette antiche riproposte oggi con filologica attenzione, secondo stagione e disponibilità del mercato. Avrete così in menù (che quasi cambia giornalmente) specialità come l'anguilla marinata della casa, il timballo di riso Venere con i gamberi di fiume, i pisarei e fasò, i tortelli di erbette, il maialino in crosta di coriandolo, le lumache in umido, lo storione stufato, il latte in piedi e la spongata di Monticelli. Ma in dettaglio il menù di un giorno di aprile ci proponeva: tra gli antipasti culatello di stagionatura fatta in casa, polpettine ai gamberi di fiume; e poi tra i primi paste fatte in casa come farfalle caserecce alla farina biologica con trota affumicata e zafferano oppure raviolo al ripieno liquido di asparagi. E secondi piatti di pesce e di carne: coda di rospo ai carciofi, luccioperca in crosta di pane dolce, anguilla in frittura della tradizione, faraona allevata allo stato brado disossata e ripiena, filetto di petto d'anatra al Gutturnio, cosciotto d'oca nostrana rosolato con patate, germanino reale cotto nella creta, lumache in umido alla piacentina ed una discreta selezione di formaggi.
Cospicua la lista dei dolci che comprende tra l'altro il buonissimo parfait al Porto e zenzero in salsa di lamponi, accompagnata da una buona selezione di vini da dessert: gelato di crema con prugne alla cannella, delizia al miele di melata con albicocche al Calvados, tortino freddo di cioccolato fondente con biscotto alle mandorle, torta sabbiosa con crema al mascarpone. La cantina ha molteplici etichette con folta rappresentanza di Gutturnio e Ortrugo, i vini principali del piacentino.
Per un felice incontro con il placido Po e una trattoria di campagna che mantiene lo spirito semplice dell'accoglienza familiare e la sostanza della cucina casalinga"
Per LaProvinciaCR:
Per iGrass:
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