Numero di visite: 1
Ultima visita: 01/2023
Fascia di prezzo: 40-72
Guide e recensioni: Osterie d'Italia, Golosario, Espresso, Michelin, Gambero Rosso, Accademia Italiana Cucina, Alice, Touring, Identità Golose, 50TopItaly
-Santarcangelo di Romagna- (RN)
La Sangiovesa a Santarcangelo: il tempio della Romagna dove la nostalgia diventa futuro 🥟🍷🏛️🧔♂️🧔♂️🧔♂️
"Gianni, l'ottimismo è il profumo della vita!". Inizia con il ricordo di Tonino Guerra il mio viaggio a La Sangiovesa, il tempio della ristorazione romagnola che ha saputo conquistare il vertice della mia classifica. Con un punteggio di 99/100, questo locale non è solo un ristorante, è un’immersione totale in un Palazzo del '600 dove ogni sala racconta una storia e ogni grotta di tufo nasconde un segreto. 📍🚩
Gennaio 2023: la prima vetta dell'anno nel Palazzo Nadiani 🍽️📉
Ho visitato questa corazzata della tradizione nel gennaio 01/2023. Sotto la direzione millimetrica di Massimiliano Mussoni, la cucina parla la lingua della terra in una cornice accogliente e curata che abita l'antico palazzo nobiliare del Conte Nadiani. Qui tutto racconta l'identità di un popolo, dalle sfogline che tirano la piadina a vista fino alle opere di Eron e Guido Cagnacci che decorano le pareti.
La mia visita risale al: 01/2023 --- ❄️
Assegno 99 punti e le 3 barbe di merito. Con questo giudizio, La Sangiovesa balza al 12° posto assoluto della mia classifica storica. È un luogo magico dove la qualità è garantita da una filiera agricola stagionale di proprietà, capace di trasformare un pasto in un vero e proprio "bagno di Romagna".
La Filiera Totale (Tenuta Saiano): Quasi tutto ciò che arriva in tavola proviene dall'azienda agricola di proprietà a Poggio Torriana: salumi, carni di animali allevati allo stato brado, latticini e vini biologici. Un'identità di filiera impressionante che garantisce freschezza e certezza. 🥩🍷🌿
Il Menù Degustazione: A 45 euro è un percorso trionfale. Si parte con la piadina calda appena fatta, accompagnata da squacquerone e fichi caramellati. Le paste sono lo stato dell'arte della sfoglia: le Tagliatelle della Minghina e le lasagne verdi sono commoventi per consistenza e sapore. 🥟🍝🧀
Il Quinto Quarto e la Brace: La trippa di scottona mischiata con lampredotto è di una pulizia e un carattere rari. Ottimi anche i secondi gagliardi come la pollastra alla cacciatora o la costata di scottona al sale di Cervia. 🥘🔥🧂
Arte e Servizio: Poche volte ho riscontrato tanta competenza e calore. Il servizio è veloce, simpatico e colto, capace di narrare non solo il piatto ma l'intera poetica di Tonino Guerra che permea il locale. 🤝🎨✨
Piatti Iconici e Riconoscimenti 📖
La Sangiovesa è un'istituzione celebrata dalle più prestigiose guide (3 Gamberi per il 2026, Chiocciola Slow Food, 21° posto in 50TopItaly):
Ravioli alla Borragine: Serviti con crema di Parmigiano Reggiano 36 mesi e aceto balsamico tradizionale di Modena, un classico citato da Osterie d'Italia. 🥟
Cotoletta di Testina di Maiale: Un piatto che recupera i sapori di una volta con spirito moderno, ideale per chi cerca l'autenticità. 🐷
Dolci di ViaSaffi32: Dalla crema in scodella con ciambella romagnola alla pera cotta al Sangiovese, i rituali dolci della pasticceria di Andrea Marconi sono il sigillo perfetto. 🍰🍷
Il verdetto del Recensore 🧐
La Sangiovesa ottiene 99 punti e le 3 barbe. Ricorderò questo gennaio 01/2023 come un viaggio sul filo dei secoli, dove la memoria gastronomica locale si fa futuro. È un luogo benedetto dove l'arte di Tonino Guerra incontra la sapienza artigiana della famiglia Maggioli. Vale il viaggio, vale la sosta e vale ogni singolo punto in classifica. Se volete vivere l'essenza della Romagna, Santarcangelo è la vostra destinazione. TEMPIO DELL'IDENTITÀ. 🏅🧔♂️🧔♂️🧔♂️
Punteggio: 99 punti 🎖️
L'istantanea: La memoria torna a quel gennaio 01/2023, al profumo della piadina cotta a scottadito mentre all'entrata le sfogline danzano con il mattarello; un'esperienza sensoriale che rimarrà impressa nel mio database per sempre. 🏺🕰️🥟
Vibe del locale: Incantevole, ricca di storia e vibrante; un piccolo villaggio all'interno di solide mura dove ogni dettaglio, dalle tovaglie stampate a mano ai vini di Saiano, urla "Romagna". 🍝🍷😊
Un'ultima riflessione ✍️
Riconfermarsi ai vertici di 50TopItaly e del Gambero Rosso anno dopo anno non è un caso. La Sangiovesa è una corazzata che non perde mai la bussola della qualità, dimostrando che la vera eccellenza nasce dalla terra e dal rispetto per chi la lavora.
Nella splendida cornice di Santarcangelo di Romagna, un'osteria accogliente e curata che abita l'antico palazzo nobiliare settecentesco che fu del conte Nadiani, ristrutturato con rispetto della struttura originale che si articola in salette di continua scoperta, quasi un piccolo villaggio all'interno delle solide mura.
La tradizione è il filo conduttore: si parte dalle ricette di casa, dalla memoria gastronomica locale e da materie prime dei territorio autoprodotte nella Tenuta Saiano, come per la mirabile selezione dei salumi. Sono invece reperiti da produttori locali altre specialità come lo squacquerone con rucola e fichi caramellati. Con gesti sapienti le sfogline producono a vista la piadina e la pasta fresca, tra cui i ravioli alla borragine con crema di parmigiano reggiano (36 mesi) e aceto balsamico tradizionale di Modena (12 anni). Qui tutto racconta il territorio: dagli aperitivi, bitter, vermut e liquori prodotti nell'olfattorio di Tenuta Saiano, fino ai dolci, passando per una bella selezione di vini locali e nazionali anche importanti.
I PIATTI: Squacquerone servito con rucola e fichi caramellati, Selezione di salumi di Tenuta Saiano, Ravioli alla borragine con crema di Parmigiano Reggiano"
Per 50TopItaly 2025, 38a posizione in classifica: "Tutto quello che si può sognare da una trattoria lo si trova a Santarcangelo di Romagna. La Sangiovesa è un luogo benedetto, un ambiente incantevole e ricco di storia, una cucina di alta qualità fondata sulla produzione di un’azienda agricola (Tenuta Saiano) di proprietà. Cenare qui è una vera esperienza del gusto e degli altri sensi, e il vero problema consiste nel contenere le scelte perché il menu è una costante tentazione: frittatine, salumi della tenuta con la piada preparata a vista e al momento, tagliatelle e lasagne ai massimi livelli come tutta la pasta fresca, carni da allevamento sano, dolci altrettanto genuini e autentici."
Per il Golosario 2024:
Per il Touring: "Situato all'interno del settecentesco Palazzo Nadiani, dispone di sale dedicate alle grandi figure che hanno fatto la storia del paese, curate grazie alla fantasia di Tonino Guerra. Le materie prime utilizzate in cucina provengono principalmente dalla tenuta di proprietà. Tra le proposte: pasta e fagioli all’antica, tagliatelle al ragù, pollastra alla cacciatora e crema in scodella con ciambella di Romagna. All’entrata, le sfogline che preparano la piadina vi faranno sentire accolti nella vera Romagna".
Per il Gambero Rosso:
Le mura settecentesche del palazzo Nadiani, i paesaggi di Tonino Guerra... L'osteria della famiglia Maggioli colpisce per la sua autenticità, regala così un'esperienza identitaria: ecco fumanti tagliatelle al ragù, golose trippe. E polli ruspanti.
All’inizio degli anni ’90, a Santarcangelo, nasce la Sangiovesa della famiglia Maggioli. Un’osteria che è stata, fin dalle sue origini, un luogo simbolico per Tonino Guerra - che a Santarcangelo è nato - e questo non è un particolare da lasciar fuori dal... “coperto”. Immaginate un film culto tra gli anni ’60 e ’80 e probabilmente la sceneggiatura sarà proprio di Guerra, ma qui basterà citare Amarcord, di Federico Fellini. In lingua romagnola "a m'arcord", significa "io mi ricordo” e il neologismo è entrato nell'immaginario collettivo come rievocazione in chiave nostalgica. Così, mangiare alla Sangiovesa, nel palazzo settecentesco dei Nadiani, equivale a immergersi nei valori, nei miti, nei sapori della Romagna dell’entroterra.
Tra i tavoli antichi e le sale, dedicate ai grandi personaggi di paese - Guerra, il conte Antonio Nadiani ma anche altri artisti e un papa - si respira l’incanto del luogo e il mistero di tanta eccellenza nata tra pochi metri quadri di terra. Sedersi a la Sangiovesa non significa soltanto mangiare dell’ottimo cibo, ma “fare un’esperienza di identità, un bagno di Romagna”, vivere una nostalgia che sa ritrovare le proprie radici immaginandosi nel ricordo del domani.
In cucina, visione e intraprendenza animano il lavoro di tutti i giorni. Il cuoco, Massimiliano Mussoni, propone un menu a base di ricette locali utilizzando materie prime del posto. Per la realizzazione dei piatti si ispira alle tradizioni, celebrando i classici della cultura gastronomica romagnola: la Trippa di scottona, la Piadina a scottadito - impastata e tirata al matterello ogni giorno dalle sfogline - le Tagliatelle al ragù, la Scaloppa alla conte Nadiani con aceto dolce e scalogno... Diventano tutti insieme la bandiera di un popolo.
Rapisce poi l’attenzione il banco dei dolci, preparati freschi ogni giorno dalla ViaSaffi32, il laboratorio di pasticceria e lievitati di Andrea Marconi. La Crema in scodella, la Ciambella tradizionale, la Pera cotta al Sangiovese rappresentano gli antichi rituali del luogo e sono espressione della cultura popolare romagnola.
Le materie prime provengono dai presidi Slow Food e dalla vicina Tenuta Saiano, un’oasi naturalistica tra le colline della Valmarecchia, che garantisce alla Sangiovesa una filiera agricola stagionale. La Tenuta, di proprietà della famiglia, rifornisce l'osteria di carni, salumi, uova, olio, miele, e di buon vino biologico che è frutto della coltivazione di uve Sangiovese, Merlot e Cabernet Sauvignon. Negli anni il cascinale si è evoluto in struttura ricettiva elegante, con quattro camere affacciate sul paesaggio collinare. Dalle sei del pomeriggio, gli ospiti del resort hanno la possibilità di godersi il tramonto degustando gli aperitivi e la piccola cucina di Bucolica, una realtà campagnola che anima il giardino della Tenuta.
Al mattino, una ricca colazione nel salone con camino, o, nelle stagioni calde, sotto il pergolato esterno circondati dai fiori è la formula di inizio di una giornata paradisiaca. Parafrasando una poesia di Guerra, qui si sta “zitti come le montagne sotto la neve”, godendo sia del silenzio del luogo, sia delle note dei sapori."
Nessun commento:
Posta un commento