Voto: 99
Numero di visite: 2
Ultima visita: 07/2026
Fascia di prezzo: 56-70
Guide e recensioni: GZ, Osterie d'Italia, Accademia Italiana Cucina, Touring, Scatti di Gusto, EastLombardy, 50TopItaly, GialloZafferano, CondireMag
Ristorante Al ResΓΉ a Lozio: il Genio di Greta Gemmi e l’Alchimia delle Vette Camune π️π²π₯π§♂️π§♂️π§♂️
A mille metri d'altitudine, tra le vette selvagge della Valle Camonica, una giovane chef da palcoscenico mondiale sublima l'essenza del bosco con una cucina di commovente maturitΓ scientifica e poetica.
1: Il Manifesto d'Alta Quota della Famiglia Gemmi
Incastonato nel suggestivo borgo di Villa di Lozio, dominato dall'abbraccio delle cime camune, il Ristorante Al ResΓΉ non Γ¨ un semplice punto di ristoro montano, ma la roccaforte dell'alta cucina alimurgica italiana. π️ Guidato dalla straordinaria chef ventottenne Greta Gemmi, affiancata dalla dolcezza di mamma Maria Grazia in accoglienza e dalla sapienza del papΓ Natale in cantina, il locale custodisce con orgoglio il sottotitolo "Il bosco nel piatto". Dalla calda veranda panoramica delimitata da ampie vetrate, dove gli antichi attrezzi contadini convivono con arredi in legno e boiserie accoglienti, si domina un paesaggio che viene letteralmente sintetizzato nel piatto grazie a un lavoro enciclopedico su resine, licheni, gemme ed erbe spontanee. π²πΎ
2: La Cronologia delle Visite
La mia frequentazione di questo santuario alpino si sviluppa lungo due tappe storiche di assoluto rilievo per il database:
07/2022: Una folgorante prima visita estiva vissuta esattamente quattro anni fa. π°️ Restai letteralmente incantato dall'audacia giovanile di Greta (fresca del titolo di Miglior Giovane d'Italia per Slow Food), capace di orchestrare portate d'avanguardia come il risotto all'abete e polline o le polpette al mugo. Assegnai 99 punti e 3 barbe di merito.
Il MenΓΉ del Luglio 2022: Dal Bosco al Piatto: Amuse Bouche; Salmerino Affumicato, Panna Acida al Sambuco, Asparago Selvatico; Polpette alle Erbe Spontanee e Ricotta, Zabaione al Mugo e Aceto alla Kombucha d'Uva; Cannellone al Luccio e Malva, Pesto all'Aglio Orsino e Orecchiette; Risotto "Carnaroli Autentico Riserva San Massimo" all'Abete, Polline e Fegato Essicato; Collo di Maiale Selvatico Affumicato, Bietole alla Brace, Miso di Lenticchie; Amaro alle Erbe
07/2026: Il sublime ritorno di questo mese, 22/07/2026. ☀️ L'accoglienza calorosa di mamma Maria Grazia, che si Γ¨ ricordata di me a distanza di quattro anni, ha aperto le porte al menΓΉ degustazione "Il Bosco Nel Piatto" (5 portate a discrezione della chef). Un'esperienza di una potenza espressiva tale da commuovermi fino alle lacrime all'uscita dal locale, confermando a pieni voti il punteggio di 99 punti e le 3 barbe di merito, piazzando il ResΓΉ al 19° posto assoluto della mia classifica personale! ππ§♂️π§♂️π§♂️
3: "Il Bosco nel Piatto": l'Apoteosi dell'Alimurgica
Il percorso degustazione provato durante l'ultima visita del 07/2026 ha mostrato una chef giunta a una maturitΓ tecnica e concettuale impressionante, dove la laurea in Scienze Alimentari si fonde al rispetto ancestrale per le vette. π₯ L'inizio Γ¨ stato folgorante: dall'amuse-bouche (tartelletta di grano saraceno con maionese all'aglio orsino) all'entrΓ©e di coregone e levistico con burro montato al levistico da spalmare sui grandi lievitati fatti in casa. A seguire, un crescendo di capolavori:
Filetto di trota salmonata su zuppa di piselli arrostiti, aglio orsino, caprino e mais croccante; π
Luccio marinato con salsa beurre blanc, pesto all'erba cipollina e acetosella spontanea; πΏ
Ravioli alla segale ripieni di ortiche, concentrato di polline e gambero di fiume affumicato; π₯
Fiore di zucchina croccante con la sua crema, FatulΓ¬, aceto di lampone e bacca di sambuco acerba; πΈ
Spiedino di pecora gigante bergamasca (Presidio Slow Food) alla brace con hummus di ceci, germogli di rucola e salvia dei prati. π₯©
4: Una Cantina Identitaria e la Giusta Politica dei Prezzi
Accanto alla genialitΓ dei fornelli si muove con grandissimo garbo la selezione enologica curata da papΓ Natale. π· La carta dei vini Γ¨ un vero e proprio manifesto dei progressi vitivinicoli della Valle Camonica, proponendo abbinamenti sartoriali con piccole realtΓ locali come il Griso dell'Azienda Agricola Scraleca. π Il tutto inserito in una fascia di prezzo incredibilmente democratica e corretta per un'esperienza di questo livello (tra i 56 e i 70 euro), coronata sul finale da un amaro alle erbe fatto in casa che sintetizza i profumi dei pascoli di Lozio. πΈ⚖️
5: Un'Istituzione nell'Olimpo della Gastronomia Alpina
L'atmosfera che si respira al ResΓΉ Γ¨ misticheggiante, intima, calorosa e profondamente legata alle radici. π️ La cucina di Greta Gemmi non si ferma mai a contemplare il passato ma traccia con coraggio sentieri creativi mai battuti, meritando i piΓΉ alti riconoscimenti della critica nazionale: dalla Chiocciola di Osterie d'Italia di Slow Food al 42° posto nella guida 50TopItaly, fino alle menzioni entusiastiche di Accademia della Cucina, Touring, Scatti di Gusto e GialloZafferano. πΊ️✨
Iconici: I Sapori che Valgono il Viaggio π
Il ricchissimo ricettario di Lozio vanta piatti identitari premiati e celebrati da tutti i critici di settore:
I Gnoc de ColΓ : I celebri gnocchi di pane raffermo, latte ed erbe spontanee di Lozio (De.Co.), simbolo indissolubile della tradizione povera e di recupero. π₯π₯
La Tartare di Capriolo al Lichene Islandico: Un piatto monumentale dove l'amarezza del lichene pulisce e completa la nobiltΓ della carne selvaggia. π₯©
Il Luccio nel Fieno con Rapa Rossa Fermentata: Esempio magistrale di alchimia tra pesce d'acqua dolce e antiche tecniche di conservazione montana. ππΎ
La Manzetta Prussiana e il FatulΓ¬: Formaggi rari della valle e carni selezionate presidiati dalla Guida dell'Accademia Italiana della Cucina. π§
### IL VERDETTO DEL RECENSORE π§
Il Ristorante Al ResΓΉ riconferma l'eccelso e quasi irraggiungibile punteggio di 99 punti e 3 barbe di merito, posizionandosi alla 10Βͺ posizione assoluta della mia classifica.
Punteggio: 99 punti π’
Riconoscimenti: π§♂️π§♂️π§♂️ (Tre Barbe di Merito)
Merito: La commovente, geniale ed evolutiva maturitΓ di Greta Gemmi nel trasformare l'essenza alimurgica del bosco camuno in piatti da stella della ristorazione mondiale. πΏπ
PerchΓ© andarci: Per vivere un'esperienza gastronomica mistica, pura, scientifica e indimenticabile, avvolti dal calore unico di una famiglia d'altri tempi. πΊ️
Atmosfera: Intima, incantevole, panoramica e cordiale; l'abbraccio autentico e accogliente della montagna che rinasce. π️✨
PS: novitΓ Osterie d'Italia 2023: oltre alla conferma della chiocciola, premio al Miglior Giovane a Greta Gemmi...ma chi sono io? Frate Indovino? π
Tra le montagne della Valcamonica, questa osteria ne celebra i profumi e i frutti in piatti mai banali, preparati seguendo le memorie di famiglia.
II Locale
Ovunque nel locale il nome dell'osteria Γ¨ seguito dalle parole "il bosco nel piatto", sottotitolo perfettamente rispondente alla realtΓ . Il locale Γ¨ immerso nel paesaggio alpino che si puΓ² ammirare dall'ampia vetrata e la giovane chef Greta Gemmi propone una cucina che, partendo dal territorio e dalle tradizioni, elabora dei piatti che sono continua ricerca.
La Cucina
In cucina ampio utilizzo di bacche, licheni ed erbe spontanee. Prima ancora di iniziare, irresistibile il burro montato con erbe a introdurre gli antipasti, tra cui la gallina in saor con polenta e asparagi selvatici, mentre tra i primi ci sono le pappardelle con pesto di aglio orsino e ragΓΉ di spugnole. Tra i secondi, coscia d'oca disossata con polenta e cardi. Note vegetali anche nei dolci, come la mousse di mascarpone alla salvia, salsa di fragole e olio di lavanda. La carta dei vini e delle birre offre spunti sulla produzione locale e tutte le etichette sono disponibili al calice.
I piatti
Gallina in saor con polenta e asparagi selvatici, Pappardelle con pesto di aglio orsino e ragΓΉ di spugnole, Mousse di mascarpone alla salvia salsa di fragole e olio di lavanda
Per 50TopItaly 2025, 42a posizione in classifica: "Vale davvero la pena arrampicarsi sulle curve della strada che porta a Villa, frazione del comune di Lozio, per venire a scoprire una cucina alpina che fonda le sue radici profondamente ed autenticamente nel territorio. Qui la cucina Γ¨ donna. Una sapienza tramandata dalla nonna Sara e presa in mano dalla giovane chef Greta Gemmi che ripropone con mano elegante tutta la sapienza di secoli di alimentazione montana dove le fermentazioni erano indispensabili per rendere commestibili materie prime difficili come resine arbusti e germogli. E cosΓ¬ con la sua laurea a supporto, Greta continua a cucinare con la nonna Sara sempre presente, passando da piatti locali tradizionali come lo gnoc de colΓ a portate come i ravioli al peruch (spinacio selvatico) dove la pasta ha la tipica consistenza spessa della sfoglia di montagna senza uova, la tartare di capriolo al lichene islandico che con la sua amarezza pulisce completa ed ammorbidisce il gusto della carne o lo straordinario risotto al levistico dell’orto con crema di latte fresco di mucca locale e coregone essiccato tradizionalmente all’aria del Lago d’Iseo. Completa una carta dei vini identitaria dei progressi enologici della Valle Camonica."
Piatti tipici:
Tartare di capretto, spuma al tuorlo d'uovo, lichene, primule ed aceto di sambuco
Crema di castagne maturate 5 mesi, pop corn di male, uva acida ed olio al levitino
Gnocchi al topinambur affumicati
Luccio cotto nel fieno, rapa rossa fermentata, asparagi e menta
Filetto di baccalΓ , porro alla brace, latticello e patate nostrane croccanti
formagella, uova e cipolle
Piatto da non perdere:
Manzetta Prussiana"
In questa missione, Greta non Γ¨ sola. Infatti, Al ResΓΉ Γ¨ un ristorante a conduzione famigliare dove, dal 1974, si sono succedute le varie generazioni della famiglia Gemmi. Maria Grazia si occupa dell’accoglienza, mentre papΓ Natale cura la cantina, con l’obiettivo far conoscere i vini della stupenda Valle Camonica. Nei piatti, troviamo le materie prime di alcuni dei migliori produttori locali.
L’ambiente Γ¨ intimo e informale, seppur curato in ogni minimo dettaglio richiamando lo stupendo paesaggio circostante. Mangiare osservando le montagne dall’ampia veranda a vetrate Γ¨ giΓ una goduria, lasciare liberi i piΓΉ piccoli nel parco giochi di fronte Γ¨ un valore aggiunto!
I gnoc de cola derivano da una ricetta di denominazione comunale della valle di Lozio: un piatto che non puΓ² mancare in un ristorante che intende valorizzare le proprie radici. Come molti fra i piatti tipici bresciani, hanno origine dalla cucina povera, di recupero. Lo gnocco viene realizzato con pane raffermo, messo in ammollo nel latte per una notte, poi finito con farina, erbe spontanee e spinaci. Un piatto sfizioso che non manca mai nel menu del ResΓΉ.
INVOLTINO DI COREGONE CON IL CARDO, SOFFRITTO BRUCIATO, CREMA DI ZUCCHINE E INSALATINA SPONTANEA
In questo piatto lo chef realizza un connubio fra la montagna e il lago, infatti, la Val Camonica – dov’Γ¨ ubicato il ResΓΉ - si “tuffa” letteralmente nel Lago d’Iseo, un bacino idrico che nacque dallo scioglimento dei ghiacciai di questo territorio. Il coregone costituisce la base del piatto, essendo un pesce d’acqua dolce dalle carni abbastanza neutre. Questo viene accostato all’amaro del cardo, alla nota affumicata del soffritto bruciato e al dolce della zucchina, in un intrigante e curioso gioco di sapori e consistenze."
La tesi di laurea, la vita a mille metri e un insegnamento di Vittorio Fusari: chiacchierata con la vincitrice del premio come miglior giovane secondo Osterie d’Italia 2023.
«Un giorno, a pranzo, Γ¨ venuto qui a trovarci Vittorio Fusari. Chiacchierando, naturalmente di cucina, mi disse: “Anche se stai cucinando una semplice patata, il tuo lavoro come cuoca Γ¨ quello di farne un gran piatto. Non cercare di fare chissΓ cosa, non pasticciare, ma valorizza il tuo ingrediente principale”. Questa frase me la ricorderΓ² per sempre: Γ¨ giusta». Lei, Greta Gemmi, cuoca del ristorante Al ResΓΉ a Lozio in Valle Camonica, nel bresciano, e membro dell’Alleanza Slow Food dei cuochi, quel consiglio l’ha fatto suo e l’ha seguito al meglio, al punto da venir premiata, a 24 anni, come miglior giovane nella guida Osterie d’Italia 2023 di Slow Food Editore. Un premio che riporta dritto a quel giorno, a quell’incontro: il riconoscimento, infatti, si chiama proprio Premio Miglior Giovane Vittorio Fusari, sostenuto dal Consorzio Franciacorta. Un modo per ricordare lo chef, di cui in questi giorni ricorre il terzo anniversario della scomparsa, e il suo impegno per un intero territorio, il Franciacorta appunto.
Greta Γ¨ tra i cuochi protagonisti di una cena a sei mani in ricordo di Vittorio che si terrΓ martedΓ¬ 10 gennaio all’Antica Trattoria PiΓ¨ del Dos di Gussago (Brescia) e che vedrΓ , insieme alla padrona di casa, Resi Martinotti, anche la partecipazione di Michele Valotti de La Madia.
Una cucina per la rinascita della montagna.
Greta non vive in quella parte della Lombardia, ma un poco piΓΉ a nord. Non in collina, ma in montagna, ma la sostanza non cambia: «Mi rispecchio molto in quel concetto che mi ha indicato Vittorio – racconta – e ancora oggi cerco di cucinare senza tanti fronzoli». Diretta, schietta come i suoi piatti, come la montagna amatissima. «Abbiamo la fortuna, e in un certo senso la sfortuna, di trovarci a mille metri d’altitudine, in un paesino sperduto dove vivono 600 persone, se si sommano tutte le frazioni. Siamo in mezzo a un territorio vastissimo, che perΓ² ci offre veramente tanto: abbiamo dei terreni dove coltiviamo e alleviamo, e quello che non riusciamo a produrre noi arriva da produttori di piccola scala che condividono la nostra stessa filosofia». Lavorano cioΓ¨ nel rispetto della terra, difendono la montagna, ma non con uno spirito di chiusura, bensΓ¬ di apertura al mondo, di scambio, di arricchimento. Cercano di farla rinascere.
“Gli ultimi anni sono stati quelli della rinascita delle montagne. Tra i migliori interpreti di questa ondata che ha guardato da una nuova prospettiva vallate e vette c’Γ¨ certamente Greta Gemmi, giovanissima cuoca che mescola la sapienza della nonna con la propria mente aperta sul mondo”.
Questa la motivazione dell’assegnazione del Premio Miglior Giovane Vittorio Fusari Franciacorta a Greta Gemmi.
«La montagna Γ¨ la nostra casa – prosegue la cuoca –, viviamo tutti qua ed Γ¨ la nostra prima passione fuori dal lavoro. A livello di sport, ma non solo: mio papΓ Γ¨ perito forestale». Il papΓ si chiama Natale, e al ResΓΉ si occupa dei vini con la stessa cura che Greta mette in cucina: ogni volta che cambia il menΓΉ (indicativamente quattro volte all’anno, secondo le stagioni), cambia anche la carta dei vini, perchΓ© le due cose vanno a braccetto, sono in abbinamento.
Un affare di famiglia.
PapΓ Natale, insieme a mamma Maria Grazia, sono i proprietari del ResΓΉ. Dieci anni fa, nel 2012, hanno ristrutturato lo stabile dove, nel 1978, i genitori di lui – Angela e il marito Remo – aprirono un bar, poi divenuto un’osteria di quelle autentiche: bottiglia di vino, un mazzo di carte, i piatti cucinati con quello che c’era, «con i prodotti che la nonna raccoglieva e con le materie prime che le portavano le persone della zona». Greta, nella cucina del ResΓΉ, ci Γ¨ letteralmente cresciuta. Poi, nel 2017, il bivio: «Non trovavamo personale a cui affidare la gestione della cucina, cosΓ¬ ci siamo trovati a scegliere: o la prendevo in mano io oppure avremmo chiuso. Avevo diciannove anni, ho deciso di provare, senza grande esperienza. Negli anni dell’istituto alberghiero avevo fatto tre stage, ma sono sincera: tanto l’ho imparato da sola, arrangiandomi, provando e riprovando, studiando sui libri».
Γ andata bene: l’esordio in guida Osterie d’Italia, nel 2018, Γ¨ di quelli che non si dimenticano: il ResΓΉ conquista subito la Chiocciola, il riconoscimento piΓΉ importante. E intanto Greta studia: dopo il diploma si iscrive all’universitΓ di Scienze alimentari a Milano. Tra pochi giorni discuterΓ la tesi di laurea: «L’argomento? Il paragone nell’assorbimento della resina del larice a livello cutaneo e intestinale». Un mix tra il suo lavoro da cuoca – lei che la resina del larice la usa in cucina, per esempio per marinare la trota salmonata o per preparare un sorbetto, viste le proprietΓ digestive – e il tirocinio curriculare, fatto in una azienda che produce cosmetici. PerchΓ© la curiositΓ e la voglia di studiare non hanno confini."
Per GialloZafferano:
Nell'intimitΓ alpina della Valcamonica, questa osteria racconta il territorio con una cucina che fonde memoria e ricerca contemporanea. Il progetto gastronomico nasce dalla volontΓ di tradurre i profumi del bosco in piatti netti e riconoscibili, dove ingredienti spontanei come bacche, licheni, erbe alpine e aglio orsino trovano impiego costante e creativo. La giovane chef propone una visione che parte dalla tradizione familiare per arrivare a una cucina di alto livello sensoriale, capace di sorprendere senza tradire l'origine dei sapori.
La tavola privilegia stagionalitΓ e materie prime locali: antipasti che aprono il pasto con semplicitΓ studiata, primi dove la pasta fresca e le salse vegetali dialogano con funghi e erbe, secondi che interpretano le carni e i prodotti dell'orto con cotture attente e accompagnamenti rustici come la polenta. Piatti emblematici — dalla gallina in saor con polenta e asparagi selvatici alle pappardelle con pesto d'aglio orsino e ragΓΉ di spugnole — testimoniano l'equilibrio tra radice territoriale e modernitΓ esecutiva. L'uso misurato di note vegetali e aromatiche caratterizza anche i dessert, che chiudono il pasto con eleganza.
L'esperienza si completa in sala: un ambiente dal carattere montano ma curato, vetrate che incorniciano il paesaggio alpino e un servizio schietto e competente che valorizza la convivialitΓ . La carta dei vini e delle birre privilegia produzioni locali e offre la scelta al calice, facilitando abbinamenti che esaltano sia i richiami del bosco sia le strutture dei piatti. Il sottotitolo «il bosco nel piatto» non Γ¨ una finzione ma la cifra identitaria del locale, percepibile in ogni portata.
La proposta gastronomica mira a un valore complessivo fatto di autenticitΓ , ricerca e sostenibilitΓ : una cucina che sceglie materie prime del territorio, le trasforma con rispetto e creativitΓ e racconta storie di montagne e pratiche coltivate. L'osteria si pone come tappa obbligata per chi cerca un'esperienza sensoriale ancorata al paesaggio alpino ma plasmata da un'idea contemporanea di gusto.
Nessun commento:
Posta un commento