mercoledì 3 giugno 2026

Pizzeria Da Cecio (80) 🍕​🍕- Pizzeria Da Cecio a Capannori: Grandi Lievitati e un Servizio Freddo che Lascia l'Amaro in Bocca

Pizzeria Da Cecio - Facebook 


Voto: 80
Numero di visite: 1
Ultima visita: 05/2026
Fascia di prezzo: 13-21
Guide e recensioni: Espresso, Gambero Rosso, 50top Pizza, Identità Golose, FineDiningLovers, Studiovo, LeonardoRomanelli, PizzaOnTheRoad, LaRepubblica 
 
-Capannori- (LU) 


Pizzeria Da Cecio a Capannori: Grandi Lievitati e un Servizio Freddo che Lascia l'Amaro in Bocca 🍕

Le aspettative, quando si bussa alla porta di una delle pizzerie più celebrate e pluripremiate della Toscana, sono inevitabilmente altissime. Ma a volte il blasone stampato sulle guide patinate non basta a garantire un'esperienza memorabile. Nel mese di 05/2026 ho fatto tappa a Capannori, nella rinomata insegna di Andrea Morini (per tutti "Cecio"), riscontrando una delusione abbastanza cocente: se da un lato la qualità della materia prima è indiscutibile, dall'altro la totale assenza di calore umano e una gestione della sala decisamente rivedibile hanno pesantemente ridimensionato il valore della sosta.

1: Il Tempio dell'Arte Bianca Lucchese 🌾

Situato in località Lunata sulla Via Pesciatina, il locale si presenta con un ambiente moderno, impreziosito dal Brand Identity curato dai designer di Studiòvo, che si ispira alla filosofia e all'amore per l'orto. Andrea Morini, autodidatta di grande talento, è un vero e proprio cultore delle lunghe fermentazioni (circa 36-48 ore). I suoi impasti semintegrali nascono dall'utilizzo di lievito madre e farine biologiche macinate a pietra (con l'aggiunta di farro spelta locale o grano Enkir), stesi su una base di mais per garantire un morso dolce e croccante. Tutto, dai pani ai grandi lievitati delle feste, viene cotto rigorosamente nell'imponente forno a legna.

2: Il Contrasto tra Critica e Realtà 📜

La Pizzeria Da Cecio è letteralmente osannata dalla critica gastronomica nazionale: vanta i 3 Spicchi della guida L'Espresso, gli 86 punti (2 Spicchi) del Gambero Rosso, l'inserimento tra le Pizzerie Eccellenti di 50TopPizza e ampie recensioni su Identità Golose, FineDiningLovers e La Repubblica. Le guide ne lodano l'uso di ingredienti bio a filiera corta della piana lucchese, i salumi dei norcini locali e le innovative tecniche di cottura. Tuttavia, la cura maniacale per il prodotto non trova un corrispettivo nell'accoglienza: il servizio si è rivelato freddo, distaccato e privo di quella necessaria empatia che trasforma una cena in un momento di vero benessere.

3: Il Dettaglio delle Visite e dei Piatti Provati 🍽️

La mia cena ha vissuto di forti contrasti, alternando un inizio eccellente a una portata principale che ha tradito le mie personali preferenze:

  • Visita del 05/2026:

  • Cecina Classica: La tipica farinata di ceci della tradizione popolare toscana. Servita calda e accompagnata dal classico macinapepe, si è rivelata un interludio perfetto, capace di soddisfare appieno il palato.

  • Pizza Purgatorio: Base condita con pomodoro bio, capperi, olive taggiasche, peperoncino e pregiate acciughe del Cantabrico, sormontata a crudo da una burratina. Una scelta di cui mi sono amaramente pentito: la presenza della burrata fredda sopra il disco mi ha infastidito notevolmente. Se al suo posto ci fosse stata una classica mozzarella di bufala campana sciolta in cottura, la soddisfazione sarebbe stata decisamente superiore.

  • Birra Rossa Amarcord alla Spina: Un'ottima birra ad alta fermentazione, caratterizzata da calde note speziate e di caramello, che ha accompagnato egregiamente la prima parte del pasto.

  • Amaro Volgare: Un amaro di carattere, servito in conclusione come ideale sigillo digestivo della serata.

4: L'Insolita Tecnica della "Ribadita" 🔄

La fama del locale è legata a doppio filo anche a precise intuizioni culinarie che richiamano la cucina del riuso contadina, come la celebre "Pizza Ribadita". Questa specialità, descritta con ammirazione da Leonardo Romanelli e La Repubblica, mutua la tecnica di cottura della tarte tatin: l'impasto viene steso in teglia e inserito nel forno a legna ma, a metà cottura, viene estratto e letteralmente ribaltato. In questo modo la base risulta unta e croccante, mentre la superficie mantiene una straordinaria morbidezza, pronta ad accogliere i condimenti classici della tradizione costiera o pisana.

5: Un Conto con la Sorpresa 🪙

Oltre alla freddezza dei titolari, la serata ha registrato una nota stonata al momento del pagamento. Il conto finale è risultato decisamente alto rispetto alla media delle pizzerie del territorio e, a peggiorare le cose, presentava un errore di ben 10 euro in più mal conteggiati nel totale. L'inesattezza è stata fortunatamente rilevata dal mio controllo attento e subito corretta dal personale alla cassa, ma ha gettato un'ulteriore ombra sul giudizio complessivo. Un vero peccato, perché quando il nome non è supportato dai fatti e dall'attenzione al cliente, la sola qualità della materia prima non basta a giustificare pienamente il viaggio.

Iconici: I Sapori che Valgono il Viaggio 📖

Al di là delle varianti tradizionali, il laboratorio di Capannori è celebre per alcune storiche preparazioni cult che cambiano a seconda del calendario:

  • La Giovanna: Pizza bianca iconica guarnita con fior di latte locale, patate della Garfagnana cotte al forno, pancetta croccante, funghi porcini e semi misti.

  • Il Padellino con Pulled Pork: Lievitato realizzato con tre fermenti (lievito madre, biga e poolish), cotto al vapore e poi rigenerato a legna, farcito con maiale toscano cotto per 24 ore a bassa temperatura, insalata, salsa tartara e cipolle caramellate.

  • La Pisana Ribadita: Omaggio ai portuali della costa, condita con abbondante salsa di pomodoro, capperi, acciughe di Cetara e parmigiano grattugiato in uscita.

IL VERDETTO DEL RECENSORE 🧐

  • Punteggio: 80 punti 🏅

  • Merito

    🍕🍕 2 Spicchi

  • L'eccellente esecuzione tecnica degli impasti semintegrali a lievito madre e l'ottima qualità della cecina tradizionale.

  • Perché andarci: Esclusivamente per testare la qualità dell'arte bianca di Andrea Morini e la bontà delle materie prime biologiche della Lucchesia.

  • Atmosfera: Moderna e curata nel design, ma penalizzata da un servizio freddo, sbrigativo e privo di empatia con il cliente.



























Per l'Espresso 2021, 3 Spicchi: "Cecio è il soprannome di Andrea Morini, pizzaiolo lucchese di San Vito, considerato da alcuni suoi colleghi bravissimo nella lavorazione delle farine con il lievito madre, nella lunga lievitazione e nella scelta degli abbinamenti. Le sue pizze sono fragranti, leggere, gustose e altamente digeribili. Predilige i prodotti di stagione, e non è solo un modo di dire, come dimostra la pizza "Broccolona" con Provola Affumicata, Salsiccia del Norcino e Broccolo al Vapore; ma per chi ama i grandi classici, è consigliata l'ottima "Margherita""


Per il Gambero Rosso 2025, Pizzerie d'Italia, 86 punti 2 spicchi: "È una cura grande quella riservata alle sue pizze da Andrea Morini, per gli amici Cecio, dalle farine biologiche impiegate (con l'aggiunta di farro spelta locale all'impasto), alla scelta di spianare su una base di mais (per un morso più dolce e croccante) sino all'utilizzo del lievito madre. Protagonista assoluto delle cotture - tanto delle pizze che delle numerose preparazioni che le accompagnano - il forno a legna, la cui maestria il pizzaiolo ha acquisito in famiglia dalla nonna in Garfagnana. Tra le eccellenze locali impiegate le verdure rigorosamente bio (ma anche i salumi), protagoniste di stagione in stagione della pizza La mia Orto, ma anche dell'estiva Parmigiana. Golosa la pizza al tegamino farcita con pulled pork. Molto buono il pane venduto in pizzeria -che diventa protagonista di un eccellente crostone con fegato di baccalà affumicato così come i lievitati delle feste. Si bevono birre locali, ma anche vini lucchesi. Per dessert tortino di mele con il gelato. Il servizio è gentile."


Per 50TopPizza 2024, Pizzerie Eccellenti: "In una location moderna e informale Andrea Morini ci racconta la passione per gli impasti: il suo “tegamino” che come ama definire lui non è una pizza e nemmeno una focaccia è sicuramente il motivo per fare il viaggio e viene farcito con materie prime di ottima scelta seguendo la stagionalità. Pizze classiche e gourmet dove l’impasto è sicuramente di ottima fattura, sono usate farine macinate a pietra e forno a legna per dare quel gusto artigianale di una pizza lucchese fra le più ricercate. Personale gentile e preparato. Costo in linea con il locale e con la qualità espressa."

Per Identità Golose 2025, Pizzerie: "Andrea Morini vuol sentire parlare solo di stagionalità. Di territorio e tradizione. Persino di Lucchesia, finché è possibile, e poi di Toscana. Inizia l’attività di pizzaiolo nel 2008, al Turchetto, località ai piedi del borgo di Montecarlo di Lucca. Subito sposa l'idea di pizza contemporanea, che s'affianca al pane e ai grandi lievitati.
Dopo un felice percorso professionale, nel 2021 trasferisce l’attività nella sede attuale, in località Lunata, sulla Via Pesciatina, dove per le sue pizze affina la conoscenza su lievitazioni, cotture e farine biologiche, anche di farro o ceci. Usa soltanto impasti semintegrali e il menu propone dalle pizze classiche, alle speciali, alle gourmet e alcune scelte al padellino, alcune delle quali divenute suoi cavalli di battaglia. Interessante anche la proposta di antipasti, come i Mini Bunz, piccoli panini farciti a fantasia dal pizzaiolo, o la cecina anche nella versione ripiena, il ciaccino con il lardo e la soffiata, un fagotto sale e olio ripieno di mortadella Bologna Igp. Abbinati alle pizze, ecco birre alla spina artigianali, qualche bollicine e bianchi e rossi lucchesi. Per concludere in dolcezza, 5-6 offerte di dessert.
Da Cecio l'ambiente è moderno. Accoglie 48 coperti nel periodo invernale, che diventano oltre 80 in estate."

Per FineDiningLovers: "La pizzeria Da Cecio è nata a Lucca nel 2008 e dopo 12 anni ha cambiato location, dove oggi la trovate, in spazi più grandi con dehor. Andrea Morini, pizzaiolo e proprietario, propone una pizza tutta sua che vede protagoniste le farine biologiche e la stagionalità. Lievito madre e territorio sono i due ingredienti principali di questa pizzeria che ha come obiettivo quello di valorizzare il luogo in cui si trova attraverso la cura per le cose fatte bene e per i gusti autentici.
Tutta la materia prima è a filiera corta, ma non mancano tecniche e ispirazioni a preparazioni di terre lontane. Andrea Morini non è sempre stato pizzaiolo, ma questo era il suo sogno. Un sogno realizzato con le attese che caratterizzano i tempi lunghi delle lievitazioni di pane e pizza. Ogni prodotto che trovate in carta è realizzato qui e, senza fare troppa attenzione, vi accorgerete che il filo conduttore di questi sapori è la passione verso il mondo dell’arte bianca.
Abbiamo parlato con Andrea Morini e ci ha raccontato così di Da Cecio.
Che tipo di pizza troviamo da Da Cecio?
Non è una pizza che può essere inserita in una tipologia, è il mio stile. Uso farine biologiche, lievito madre e prodotti del territorio seguendo la stagionalità. Poi c’è il padellino, una pizza realizzata con 3 fermenti e cotta al vapore che è molto croccante fuori e soffice all’interno. Per 3 fermenti intendo: lievito madre, biga e polish. Le pizze al padellino vengono spicchiate e farciti all’interno o in superficie.
Ci dice quale padellino è assolutamente da provare?
Certamente quello farcito con il pulled pork. Il maiale viene cotto a bassa temperatura per 24 ore. La carne è rigorosamente toscana. La pizza viene rigenerata nel forno a legna e farcita con la carne sfilacciata, insalata croccante, salsa tartara e cipolle caramellate.
E qual è invece la vostra pizza iconica?
È La Giovanna: una pizza bianca su base fior di latte della zona, guarnita con patate della Garfagnana cotte al forno, pancetta croccante, porcini e semi misti.
Come fate a restare così fedeli al territorio?
Nella scelta degli ingredienti sicuramente e poi celebrandolo. Abbiamo organizzato ad esempio Lieviti Indigeni, una serie di eventi in collaborazione con aziende agricole e osterie di Slow Food Toscana in cui avviciniamo i loro prodotti o i loro piatti ai nostri lievitati. In questo modo uniamo tecniche, idee e sapori del territorio.
Oltre alle pizze cosa si mangia Da Cecio?
Serviamo il mio pane con diversi topping, la classica cecina (farinata di ceci in versione toscana, ndr) e dei piccoli bun burger mignon con varie farciture. Tra i dolci abbiamo il classico zuccotto e quando è periodo panettoni e colombe.
Come abbinate le vostre pizze?
Abbiamo sia vini che birre locali. Tra i vini ci sono molti rifermentati e tra le birre abbiamo solo referenze artigianali."

Per Studiovo: "La Pizzeria Da Cecio è da anni una delle pizzerie gourmet più premiate della Toscana. Utilizza un impasto di farine Enkir e semintegrali del Mulino Marino, sale di Cervia, lievito madre, olio extra vergine di oliva bio 100% Italiano, usa pomodoro San Marzano Bio, mozzarella fior di latte, prosciutto cotto delle Langhe, crudo nazionale e verdure di stagione e a Km0.
Marco e Andrea di Studiòvo ideano e realizzano il Brand Identity della pizzeria, partendo dal logo fino ad arrivare ai menù. La filosofia che porta Studiòvo a realizzare l’immagine della pizzeria è quella dell’orto; avere cura di un orto è un modo di amare e curare la Vita. Questo vuol dire badare che alle piante non manchino nutrimento e acqua, proteggerle quando è necessario, diradarle, rincalzarle, sostenere quelle che ne hanno bisogno. Questo è quello che il proprietario Cecio vuole trasmettere ai suoi clienti, e questo è quello che i designers Marco e Andrea hanno voluto raccontare nella creazione del Brand Identity de La Pizzeria Da Cecio!"

Per LeonardoRomanelli: "Quel piatto, entrato in carta quasi per caso e senza un disegno preciso, finisce per raccontare meglio di altri l’anima più autentica della sua cucina. Lo fa partendo da un ricordo antico di riuso domestico, quando la pasta avanzata della nonna tornava in tavola “ribadita”, arricchita di sugo, come se il giorno dopo fosse l’occasione per una seconda possibilità, ma ancora più generosa della prima. Un termine che affonda nel lessico antico della città dell’arborato cerchio e che, più che una semplice tecnica o un’abitudine, diventa una piccola poetica dell’abbondanza, del rinforzo, di una cucina che non spreca ma rilancia.
E così Andrea Morini, per tutti “Cecio”, nella sua pizzeria a Capannori alle porte di Lucca, sulla via Pesciatina, con quel soprannome che racconta la sua schiettezza, trasforma la sua insegna in un manifesto della sua idea di arte bianca, fondata prima di tutto sul linguaggio della semplicità.
Da lui infatti trovi la cecina, la sorella più povera della più altolocata pizza, nonchè tipica espressione della tradizione popolare toscana: farina di ceci, acqua, olio extravergine, sale e nient’altro. Andrea la serve con accanto il più classico dei macinapepe, come perfetto interludio a ciò che verrà dopo.
Proprio le “ribadite” – ribaltate a metà cottura per mantenere morbidezza sopra e croccantezza sotto – che troneggiano sul tavolo finiscono per rubare la scena a un menù che è un elogio all’essenzialità, lontano anni luce da proposte più appariscenti, tra lustrini e topping talvolta ridondanti. E la “Pisana”, che lo stesso Andrea racconta così: “di là dal Foro sul mare la mangiavano e la mangiano con parmigiano, acciughe, capperi e pomodoro, in piedi, chiusa a panino un trancio sopra l’altro”, è come un balzo tra i portuali della costa toscana, un richiamo diretto a quel cibo di strada fatto di sapori schietti, senza fronzoli. Come il suo pane disponibile nei fine settimana, con lievito madre e farine biologiche siciliane per un grano più profumato, che spesso incontrano il farro, altro re indiscusso di questo lembo di Toscana.
Niente menù degustazione Da Cecio, solo pizza nel suo spirito più puro, seguendo il filo costante della stagionalità: «Solo la capricciosa fa storcere un po’ il naso al calendario, però i clienti me la chiedono così», racconta sorridendo Andrea, mentre dalla cucina arriva un’altra espressione del suo riuso creativo.
Accanto al classico evergreen del calzone dolce con crema alla nocciola (niente Nutella, e che diamine), spunta un panino a metà tra una brioche col tuppo e un maritozzo, tiepido, servito con gelato artigianale alla crema. «Nasceva come base per hamburger che producevo per un cliente qui a Lucca: un giorno mi si è rotto il forno e ha smesso di ordinarmeli, così ne ho fatto una variante dolce». La giusta chiusura inaspettata, dentro un convivio sincero e verace, proprio come Cecio."

Per PizzaOnTheRoad: "Avevamo conosciuto Andrea Morini – che tutti conoscono come Cecio, per via di un soprannome affettuoso datogli da un amico e che gli e’ rimasto cucito addosso – lo scorso anno al Salone del Gusto, quando era tra i pizzaioli coinvolti dai fratelli Marino per sfornare pizze al loro stand al Parco del Valentino. Nella stessa occasione, Andrea ha conosciuto Gabriele Bonci e da quel momento i due sono diventati grandi amici e fan l’uno dell’altro. Gabriele ci aveva consigliato piu’ volte di andarlo a trovare e quindi ho approfittato della “gita” a Pisa per l’Internet Festival e della compagnia di Margherita Capricciosa per andare ad assaggiare le sue pizze!Per arrivare da Cecio si costeggiano le mura di Lucca – o si esce dalla citta’ – e s’imbocca la via Romana, oltrepassando Capannori (e capitando “casualmente” davanti al Pizzarium di Bonci, ma quello mettetelo in programma per un’altra volta perche’ le due pizzerie merita attenzione piena e stomaco vuoto entrambe) fino a Porcari, grazioso e tranquillo paese di provincia. Superato il centro, sulla sinistra ecco la pizzeria Da Cecio.
Il locale e’ piccolo e affollato, i pochi tavoli – a cui in estate si aggiungono quelli esterni, che presto diventeranno disponibili anche in inverno con una veranda riscaldata – tutti presi su due turni, meno male che avevamo prenotato! Di fronte all’ingresso c’e’ il bancone con il forno a legna, dove Andrea cuoce le pizze ma pure la cecina – buonissima – e diversi ingredienti per i condimenti. Una grande scritta avvisa che non c’e’ servizio ai tavoli: si ordina e ci si serve da se’ – anche se ci sono delle ragazze gentili in sala che danno una mano – , ai tavoli ci sono le tovagliette di carta e le birre artigianali (o qualche bottiglia di vino) le si possono prendere direttamente dal frigo-vetrina. Questo non vuol dire, pero’, che la proposta gastronomica sia banale e “improvvisata”: Andrea dedica grande attenzione sia all’impasto sia ai condimenti e non esita a definire alcune delle sue pizze “gourmet”. E non e’ un caso che il laboratorio, quasi piu’ grande della sala, ospiti due impastatrici – tra cui una a bracci tuffanti – e un forno tecnologico per le cotture piu’ elaborate.
Per quanto riguarda l’impasto, e’ a base di farina semintegrale e farina di Enkir, con lievito madre, olio extravergine d’oliva bio e sale di Cervia: scelte di gusto e di salute in cui Andrea crede profondamente. D’altro canto lui – che ha fatto diversi lavori in tutt’altro campo – ha iniziato si’ a far pizza nel wek end per integrare lo stipendio ma ci si e’ appassionato cosi’ tanto da investire tutto in questo piccolo locale in cui passa praticamente l’intera giornata incluso quella di chiusura – il lunedi’ – a stare dietro a lieviti, impasti e preparazioni, quando non e’ in giro a cercare nuovi prodotti o magari qualche volta a Roma nel laboratorio di Bonci, per studiare insieme qualcosa.
Al giovedi’, poi, c’e’ anche la pizza con il 100% di farina di Enkir. Tutti gli impasti hanno circa 36 ore maturazione a temperatura controllata. Il risultato e’ un disco leggerissimo e gustoso, con un cornicione mediamente pronunciato e abbastanza croccante, cosa accentuata dai residui di semola della stesura che pero’ non disturbano.
Merito anche dei condimenti di qualita’ e ben bilanciati. Andrea ci tiene molto a rispettare la stagionalita’ degli ingredienti – in particolare delle verdure che arrivano in gran parte dall’orto di un amico, che segue lui stesso da vicino – e cerca appunto di utilizzare quasi solo prodotti locali, di piccole aziende e artigiani delle colline limitrofe.
Le pizze in menu sono tante, divise tra le “classiche” e quelle gourmet, con condimenti piu’ elaborati, a cui si aggiungono quelle piu’ legate a prodotti stagionali o alcune varianti particolari che sono scritte a mano sopra al bancone. I prezzi vanno dai 5,5 euro della Marinara (con pomodoro San Marzano Bio, aglio di Resia e origano di Pantelleria) ai 15 della pizza “special” con burrata, pomodorini e prosciutto crudo del Casentino Presidio Slow Food.
La classica Margherita, molto buona, con pomodoro (ottimo), fior di latte ben distribuito e foglia basilico a crudo.
La saporita Pizza Bon Cecio, tra le pizze gourmet del menu, che ha una base bianca con semi misti a cui fuori dal forno vengono aggiunti ricotta della Garfagnana, pancetta porchettata e pepe selvatico del Madagascar.
E poi una delle “special” del giorno che e’ stata la mia favorita della serata: la Pizza Bianca con cavolo verza speziato al curry, capocollo di cinta senese Dop e fior di latte (invece della provola prevista, che era terminata).
Per finire, a tavola e’ arrivato anche un “assaggio” del delizioso bauletto dolce con gocce di cioccolato – un lievitato tipo panettone ma dalla forma piu’ piccola, mentre sono in arrivo anche i panettoni veri e propri che Cecio sta iniziando a produrre per Natale e per la manifestazione lucchese Il Desco – accompagnato da una strepitosa ricotta con scorza di limone grattugiata. Non un addio, ma un arrivederci a presto!"

Per LaRepubblica: "Si ispira alla cucina del riuso la “pizza ribadita” del locale “Da Cecio” in via Pesciatina a Lunata in provincia di Lucca. La pizzeria, da dieci anni “abbonata” ai Due Spicchi che il Gambero Rosso assegna alle migliori insegne, si è ispirata alla pasta “di recupero” così diffusa un tempo nelle case dei contadini. Il pizzaiolo e titolare Andrea Morini ha pensato di offrire ai suoi clienti un prodotto insolito sfruttando la tecnica utilizzata dai ceti più umili per non sprecare la pasta avanzata il giorno prima.
La tecnica è quella della tarte tatin
La cottura usata in verità è la stessa anche della tarte tatin. Solo che qui è l’impasto della pizza ad essere ribaltato in teglia a metà cottura nel forno a legna. Si ottiene così una pizza morbida in superficie e croccante alla base. Il procedimento adottato da Morini vede l’utilizzo di impasto con lievito madre, farine biologiche macinate a pietra, fermentazione lenta di 48 ore. L’impasto viene steso in teglia come sempre e messo nel forno a legna solo che a metà cottura, la pizza viene estratta e ribaltata. Così la parte superiore resta morbida, la base unta e croccante. Per onorare fino in fondo la tradizione della “ribadita” viene condita con abbondante salsa di pomodoro e poi la cottura viene completata.
Tre le varianti delle pizze classiche
Tre al momento le varianti delle pizze “classiche”, anche se altre si aggiungeranno nel tempo, che si trovano nel menu di “Da Cecio”. C’è la pisana ribadita con pomodoro, capperi, acciughe di Cetara e parmigiano, aggiunto in uscita. Ci sono poi la marinara ribadita con salsa di pomodoro, pesto di aglio nostrale e origano e la margherita DOP ribadita con salsa di pomodoro, origano e bufala aggiunta in uscita. La novità sta dando grandi soddisfazioni ad Andrea Morini, per tutti “Cecio” che è un autodidatta ma nel corso di quasi vent’anni di attività ha affinato tecniche dell’arte bianca e compiuto assidue ricerche per impasti, lievitazioni e fermentazioni. Da dieci anni il suo locale, da 50 posti interni a cui si aggiungono I 40 posti all’esterno, è come detto nella Guida Pizzerie del Gambero Rosso con i Due Spicchi. Ad essere apprezzata è la costante ricerca di materie prime di prossimità e stagionali: in carta si trovano così le verdure della piana lucchese, I salumi di norcini locali, la mozzarella fior di latte di un caseificio della zona. Morini utilizza solo lievito madre e farine biologiche macinate a pietra per i suoi impasti. Pane, pizze e focacce sono cotti esclusivamente nel forno a legna del locale."

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