martedì 20 ottobre 2026

Collebrunacchi (92) 🧔🧔- Ristorante Collebrunacchi a San Miniato: L'Anima della Campagna Toscana tra Ritorno alle Origini e Alta Convivialità

 https://www.collebrunacchi.it/


Voto: 92
Numero di visite: 1
Ultima visita: 10/2026
Fascia di prezzo: 30-44
Guide e recensioni: Osterie d'Italia, Accademia Italiana Cucina, CiboToday
 
-San Miniato- (PI)


Ristorante Collebrunacchi a San Miniato: L'Anima della Campagna Toscana tra Ritorno alle Origini e Alta Convivialità 🍷 🍲 🧔‍♂️


In una serata di pioggia battente, nel suggestivo borgo di Collebrunacchi, frazione di San Miniato, il rinato Ristorante Collebrunacchi rappresenta una magnifica oasi di calore e tradizione. Guidato dal grande Francesco Cury — inventore del celebre ristorante Racines a Bruxelles e formatosi alla corte di Fabio Picchi al Cibreo — insieme all'amico Pietro Tavani e alla moglie Pauline, questo storico indirizzo di campagna continua a far vivere lo spirito più autentico della convivialità toscana.

1: Il Borgo Rinato e l'Eredità della Campagna Toscana

Nato nel 1968 come punto di ristoro per i banchetti dopo le battute di caccia e gestito per decenni dalla famiglia Montelisciani, Collebrunacchi ha trovato nuova linfa grazie all'arrivo di Francesco Cury. Tornato in Italia dopo il grande successo europeo, lo chef ha scelto le colline tra Pisa e Firenze, celebri per il tartufo bianco e nero, per dare vita a un progetto che unisce un bellissimo B&B a una cucina di radici, stagionalità e rigorosa materia prima locale. 🏛️🌿✨

2: La Cronologia delle Visite e l'Eccellenza d'Ottobre 2026

La mia scoperta di questo straordinario indirizzo si lega a una sosta provvidenziale:

  • Ottobre 2026: Una cena vissuta nella serata di oggi, 10/2026, scelta per illuminare una serata di tregenda e pioggia battente rifugiandomi nella bellezza di questo borgo. 🕰️

  • Il Punteggio e i Riconoscimenti: Assegno un eccellente punteggio di 92 punti e ben 2 Barbe di Merito, celebrando l'ingresso trionfale del locale come new entry nella guida di Slow Food Osterie d'Italia 2026. Il tutto all'interno di una fascia di prezzo estremamente onesta (30-44 euro). 💸⚖️

3: L'Esperienza a Tavola: Pici, Scamerita e Trippa alla Fiorentina

La proposta gastronomica è un inno alla cucina toscana più vera, priva di orpelli e ricca di sapore:

  • I Pici di Grani Antichi al Ragù Bianco di Scamerita: Un primo piatto straordinario, rustico e perfettamente mantecato, che esalta la qualità della pasta e della carne. 🍝🥇

  • La Trippa alla Fiorentina "un po' Gnorante": Un piatto formidabile, piccantino, appetitoso e profondamente godurioso. 🍲🌶️

  • Il Vino e la Chiusura: Accompagnato da un eccellente vino sfuso della casa (un blend di Montepulciano e altri uvaggi) e concluso con un fresco amaro alle erbe autoprodotto. 🍷🌿

4: I Consensi Ufficiali delle Guide e della Critica

Il valore di Collebrunacchi è balzato agli onori della cronaca enogastronomica. 📊 Segnalato con entusiasmo come new entry da Osterie d'Italia 2026 e raccontato dalle pagine di CiboToday, il locale unisce la tradizione dei piatti storici (dall'insalata di trippa alla gallina lessa con giardiniera, fino alla cioncia) a una visione contemporanea dell'ospitalità curata da Pauline e arricchita da progetti culturali come Vinilica. 🏆📋

5: Un'Accoglienza che Rigenera l'Anima

L'atmosfera calda, familiare e gioiosa trasforma ogni sosta in un'esperienza di puro benessere, facendo dimenticare qualsiasi intemperia esterna. 🛋️ Un luogo magico che merita di essere rivisitato con calma, magari prolungando la sosta nel bellissimo B&B annesso. 🗺️✨

Iconici: I Sapori che Valgono il Viaggio 📖

  • I Pici di Grani Antichi al Ragù di Scamerita: Tradizione contadina e materia prima d'eccellenza. 🍝🥇

  • La Trippa alla Fiorentina Gnorante: Il trionfo del quinto quarto piccante e saporito. 🍲🌶️

  • La Gallina Lessa con Giardiniera e la Cioncia: I grandi classici storici della cucina toscana. 🐔

Riconoscimenti 🧔‍♂️

Con il punteggio di 92 punti, Collebrunacchi conquista con pieno merito 2 Barbe di Merito 🧔‍♂️🧔‍♂️, consacrandosi tra le migliori osterie della regione.

### IL VERDETTO DEL RECENSORE 🧐

Collebrunacchi a San Miniato ottiene 92 punti e 2 Barbe di Merito, confermandosi come una gemma preziosa della cucina toscana contemporanea grazie al talento di Francesco Cury e a un'accoglienza che sa rigenerare l'anima.

  • Punteggio: 92 punti 🔢

  • Riconoscimenti: 🧔‍♂️🧔‍♂️ (2 Barbe di Merito)

  • Merito: La straordinaria bontà dei pici al ragù di scamerita, la trippa alla fiorentina goduriosa e il recupero sapiente di una storica osteria di campagna. 🍝🍲🏅

  • Perché andarci: Per vivere un'esperienza di autentica convivialità toscana guidata da uno dei grandi interpreti della cucina d'autore. 🗺️

  • Atmosfera: Calda, gioiosa, familiare, rustica e profondamente rigenerante. 🛋️✨






















Alcune immagini dal web:




















Per Osterie d'Italia 2026, new entry:


Osteria di campagna dall'anima conviviale e gioiosa. La cucina, tradizionale e priva di orpelli, valorizza materie prime del territorio e di stagione. Insalata di trippa, pici al ragù, gallina lessa con giardiniera.
II Locale
Una tipica osteria di campagna, dove i sanminiatesi amano festeggiare le ricorrenze familiari. Nata nel 1968, quando l'allora fattore e la moglie organizzavano banchetti dopo le battute di caccia, è stata gestita per decenni dalla famiglia Montelisciani. Da un paio d'anni Francesco Cury e l'amico Pietro Tavani hanno rilevato la gestione mantenendo vivo lo spirito di convivialità e gioia che da sempre si respira nel locale.
La Cucina
Tradizionale, semplice, essenziale, priva di orpelli, tutta tesa a valorizzare materie prime di prossimità e stagionali. In menù, oltre agli storici, nuovi piatti sempre legati alla tradizione toscana. Si può iniziare con aringa marinata e cipolle all'agro, insalata di trippa ("l'antinfluenzale"), crocchetta di coda alla genovese. Tra i primi i pici all'antico ragù di Collebrunacchi e i tortellini in brodo di gallina. La carne del volatile si ritrova nell'iconica gallina lessa con la giardiniera; in alternativa la cioncia o il lampredotto in umido con le sue salse. Per finire, cantuccini e Vin Santo. La cantina guarda soprattutto ai vignaioli del territorio.
I piatti
Insalata di trippa, Pici all'antico ragù, Gallina lessa con giardiniera

Per CiboToday:

Nel 2014, a Bruxelles, due amici ristoratori — Francesco Cury e Ugo Federico — decisero di fondare Racines, un progetto nato da un incontro fortuito in Toscana, al celebre ristorante Cibreo di Firenze, con Fabio Picchi. Francesco, originario della Toscana, sognava di diventare critico gastronomico; Ugo, napoletano dell’isola d’Ischia, era profondamente influenzato dalla cucina della madre. Entrambi avevano grande esperienza, passione per i terroir italiani e amore per il vino.
La capitale europea offriva un contesto stimolante: nonostante numerosi ristoranti italiani, secondo loro mancava autenticità e attenzione ai prodotti di qualità. Così decisero di puntare su un’esperienza diversa, che fosse insieme “cucina di radici” e innovazione, rivolta non solo agli italiani residenti, ma a un pubblico curioso, amante di vini naturali e sapori autentici. Il nome Racines — radici — racchiudeva l’essenza della loro missione: radicarsi in un luogo nuovo pur portando la propria storia. Con audacia investirono i loro risparmi e aprirono un piccolo ristorante a Ixelles, vicino alla Place Flagey. Il successo fu immediato: clienti entusiasti, critica favorevole, un crescendo di soddisfazioni che durò nove anni. Nel gennaio 2024, Francesco sentì crescere in sé la nostalgia della sua terra.
Bruxelles, con la sua pioggia e il ritmo urbano, iniziava a farsi lontana. Insieme a Pauline — sua compagna e ora moglie — e ai loro figli, desiderava offrir loro un’infanzia immersa nella natura. “Ora o tra dieci anni” racconta Francesco “è il momento giusto per cambiare”. Fu così che iniziò a percorrere le colline tra Pisa e Firenze, alla ricerca di un luogo speciale. Il destino lo condusse a San Miniato, capitale del tartufo bianco e nero, dove scoprì Collebrunacchi, una piccola osteria di campagna nata nel 1968, con camere, ancora frequentata dai locali, guidata da una coppia di settuagenari desiderosi di passare il testimone.
Francesco non si sentì solo in questa nuova avventura. Al suo fianco ci sarebbe stato Pietro Tavoni, socio e complice che lo aveva invitato a investire in questo progetto. La collaborazione con Pietro portò non solo risorse, ma anche una nuova energia e visione strategica. Collebrunacchi non sarebbe stato solo un ristorante: per Francesco era un ritorno alle origini e una nuova sfida. L’accordo con gli attuali gestori prevedeva che la signora Grazia rimanesse in cucina durante il passaggio, assicurando continuità. Francesco avrebbe mantenuto il menu tradizionale, aggiungendo però piatti del territorio e stagionali, con un’attenzione ancora maggiore ai produttori locali. La filosofia è chiara: “Tutto deve cambiare in modo che non cambi nulla”, una visione che unisce il rispetto per la tradizione e l’apertura alla sperimentazione. Il nuovo menu racchiude il cuore della Toscana: mallegato fritto, come lo preparavano i contadini una volta a colazione, così come la soprassata, la crocchetta di coda di vitella e cipolle, nata quasi per caso, i tagliolini al tartufo di San Miniato, la cioncia tipica della zona tra Santa Croce e Pescia, le braciole fritte rifatte, insieme a lampredotto, trippa, arrosti e bistecche.
L’ambiente stesso riflette questa filosofia, con una sala calda e familiare, una terrazza immersa nel verde, tavoli che ospitano piccole imprese, famiglie, coppie: l’anima di Collebrunacchi è intatta. Per Francesco e Pauline questo luogo rappresenta più di un ristorante: è un progetto di vita. Pauline cura l’accoglienza e la sostenibilità, mentre Francesco porta la sua esperienza maturata a Bruxelles, intrecciando il sapere della cucina italiana contemporanea con la tradizione locale. Pietro Tavoni contribuisce con un approccio strategico, supportando l’espansione e la comunicazione del progetto. Il 2025 è un anno di consolidamento e crescita: ampliamento della terrazza, interventi di restauro, sviluppo di menu stagionali dedicati ai diversi territori toscani. Francesco sogna di trasformare il posto in una meta imprescindibile per chi cerca autenticità, sapori genuini e convivialità. Ed infatti nasce anche Vinilica, un progetto che intreccia vino, musica e convivialità, pensato come un percorso di festival annuali, che guarda non solo al vino e alla cucina ma anche all’ospitalità e alla vita culturale del territorio.
Francesco racconta: “Collebrunacchi è il mio ritorno a casa. Ho portato con me l’esperienza di Racines, ma qui sento di aver trovato la mia vera radice. Voglio che ogni piatto racconti una storia e che ogni ospite porti via un ricordo”. Il passaggio da Bruxelles a San Miniato non è solo geografico, è il compimento di un percorso umano e professionale. Francesco lascia Racines con gratitudine e amicizia per Ugo Federico, mantenendo però viva la loro connessione. La trattoria di San Miniato diventa così la sua nuova radice, dove la tradizione incontra la creatività e la passione di una vita. Collebrunacchi, con la sua cucina sincera e il suo spirito accogliente, promette di diventare un punto di riferimento della Toscana contemporanea, un luogo in cui il passato e il futuro si fondono, un piatto alla volta.



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Collebrunacchi (92) 🧔🧔- Ristorante Collebrunacchi a San Miniato: L'Anima della Campagna Toscana tra Ritorno alle Origini e Alta Convivialità

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