Voto: 95
Numero di visite: 1
Ultima visita: 05/2025
Fascia di prezzo: 43-64Guide e recensioni: Osterie d'Italia, Golosario, Gambero Rosso, Alice, Touring, FuoriCasello, Repubblica, Cacioepepemagazine
-Mira- (VE)
Osteria da Conte a Mira: Frittura di Calamari e Castraùre e sapori della Riviera del Brenta
1: Osteria da Conte: L'autentica anima veneziana sulla Riviera del Brenta.
2: Maggio 2025: Un pranzo tra bruscandoli, carletti e il profumo del mare chioggiotto.
3: Giorgio Zampieri: L'oste che custodisce un secolo di tradizione veneta.
4: Dalla Frittura di Calamari e Castraùre agli Spaghetti alle Vongole: Piatti notevoli.
5: Non solo Mare: Ragù di selvaggina, orti a km zero e zabaione d'autore.
6: Verdetto: 95 punti e 2 Barbe. Una sosta obbligatoria fuori dai circuiti turistici.
La Riviera del Brenta è terra di ville maestose e di una ristorazione che affonda le radici nella laguna. L'Osteria da Conte a Mira è uno di quegli indirizzi capisaldo che ogni appassionato di cucina veneta dovrebbe avere in agenda. Visitata nel maggio 2025, questa osteria d'inizio Novecento si è confermata un approdo superbo, dove la freschezza del pescato chioggiotto incontra i frutti degli orti veneziani. Con 95 punti e 2 Barbe, il locale si posiziona con merito nella parte alta della mia classifica, offrendo un'esperienza schietta, colta e profondamente legata al territorio.
2: Maggio 2025: Un pranzo tra bruscandoli, carletti e il profumo del mare chioggiotto.
3: Giorgio Zampieri: L'oste che custodisce un secolo di tradizione veneta.
4: Dalla Frittura di Calamari e Castraùre agli Spaghetti alle Vongole: Piatti notevoli.
5: Non solo Mare: Ragù di selvaggina, orti a km zero e zabaione d'autore.
6: Verdetto: 95 punti e 2 Barbe. Una sosta obbligatoria fuori dai circuiti turistici.
La Riviera del Brenta è terra di ville maestose e di una ristorazione che affonda le radici nella laguna. L'Osteria da Conte a Mira è uno di quegli indirizzi capisaldo che ogni appassionato di cucina veneta dovrebbe avere in agenda. Visitata nel maggio 2025, questa osteria d'inizio Novecento si è confermata un approdo superbo, dove la freschezza del pescato chioggiotto incontra i frutti degli orti veneziani. Con 95 punti e 2 Barbe, il locale si posiziona con merito nella parte alta della mia classifica, offrendo un'esperienza schietta, colta e profondamente legata al territorio.
Il Trionfo della Stagionalità: Bruscandoli e Castraùre
Maggio è il mese perfetto per sedersi a questi tavoli e lasciarsi guidare dal patron Giorgio Zampieri tra i sapori delle erbe spontanee e dei carciofi lagunari:
Primi Piatti d’Autore: Gli spaghetti con vongole sgusciate, bruscandoli e carletti sono stati un'esplosione di primavera. La sapidità del mare che sposa l'amaro delicato dei germogli di luppolo selvatico (bruscandoli) e degli strigoli (carletti). Notevoli.
La Frittura dei Sogni: La frittura di calamari e castraùre (i preziosi carciofini di Sant'Erasmo) servita con polenta è un piatto strepitoso. Una frittura asciutta, croccante, dove il carciofo apporta una nota ferrosa e aromatica che esalta la dolcezza del calamaro.
Tradizione a 360 Gradi: Se il mare regala sarde in saor e baccalà lesso, la terra non è da meno con i bigoli al ragù d'oca o le pappardelle alla lepre, a dimostrazione di una cucina regionale completa che asseconda ogni palato.
Un’Osteria d’Altri Tempi
L'ambiente, diviso in due accoglienti sale più una cantina che custodisce circa 400 etichette (principalmente nazionali), trasmette calore e professionalità. Emanuela in cucina lavora con prodotti dei Presìdi Slow Food, mantenendo una linea che, pur concedendosi qualche ventata di novità, non stravolge mai la storia del locale. In chiusura, lo zabaione al Moscato passito è un rito obbligatorio, servito caldo e fragrante come da miglior tradizione veneta.
L'ambiente, diviso in due accoglienti sale più una cantina che custodisce circa 400 etichette (principalmente nazionali), trasmette calore e professionalità. Emanuela in cucina lavora con prodotti dei Presìdi Slow Food, mantenendo una linea che, pur concedendosi qualche ventata di novità, non stravolge mai la storia del locale. In chiusura, lo zabaione al Moscato passito è un rito obbligatorio, servito caldo e fragrante come da miglior tradizione veneta.
Il Verdetto del Recensore Numerico
L'Osteria da Conte è la prova che la grande cucina non ha bisogno di gridare per farsi sentire. È un locale solido, dove l'oste sa ancora guidarti con competenza e la cucina rispetta la materia prima senza eccessivi fronzoli. Se volete scoprire cosa significhi davvero la "bolognesità" in versione lagunare (opulenza, qualità e accoglienza), fate rotta su Mira. ECCELLENTE. UN PUNTO FERMO NELLA MIA MAPPA DEL GUSTO.
Per Alice 2011: "Cucina regionale, sia di terra che di mare, che asseconda il ciclo delle stagioni: zuppa di pesce, pappardelle al ragù di lepre, frittura di pesce e, in chiusura, buono lo zabaione."
Per il Touring Club: "Due piccole sale in un'osteria d'inizio Novecento, rinnovata, dove si servono specialità tradizionali: antipasto di pesce crudo e cotto, seppie alla veneziana, sarde in saor, zuppa di pesce, spaghetti alla bottarga, baccalà lesso e frittura. Ampia lista dei vini e dei distillati, una dozzina di formaggi con rotazione dei diversi tipi"
L'Osteria da Conte è la prova che la grande cucina non ha bisogno di gridare per farsi sentire. È un locale solido, dove l'oste sa ancora guidarti con competenza e la cucina rispetta la materia prima senza eccessivi fronzoli. Se volete scoprire cosa significhi davvero la "bolognesità" in versione lagunare (opulenza, qualità e accoglienza), fate rotta su Mira. ECCELLENTE. UN PUNTO FERMO NELLA MIA MAPPA DEL GUSTO.
Per Osterie d'Italia 2006 (chiocciola fino al 2012): "I locali della riviera del Brenta sono tradizionalmente legati alla cucina di mare: anche qui il menù (molto ricco la sera e il sabato, più semplice e limitato gli altri giorni a pranzo) dà ampio spazio al pesce. Ma in alternativa troverete una buona scelta di piatti di terra e, inoltre, un'ottima selezione di formaggi italiani. L'osteria è composta da due accoglienti sale (più il locale cantina) e da una terrazza da poco ristrutturata adatta, d'estate, ai fumatori. Il patron Giorgio Zampieri vi guiderà nella scelta dei piatti e dei vini (circa 400 etichette principalmente nazionali). In cucina la moglie Emanuela è ora aiutata da Claudio Viato che, dopo varie esperienze in ristoranti del nord Italia, ha portato una ventata di novità, senza però stravolgere la linea legata alla tradizione veneta. Potrete cominciare con un antipasto misto di pesce cotto o crudo, una zuppa di radicchio e funghi, la coda di rospo con carciofi. Passando ai primi, ci sono sempre la zuppa di pesce e gli spaghetti con bottarga di muggine, mentre a seconda delle stagioni gusterete le tagliatelle con polpo, peperoni e zucchine, i bigoi con ragù d'oca, i tagliolini con seppioline e pesto leggero. Tra i secondi non mancano mai il baccalà lesso con salsa di prezzemolo, la frittura di pesce e le seppie in nero con la polenta, ma potrete ordinare anche l'orata con i porcini, il pesce spada con olive taggiasche e capperi, le costicine di agnello in crosta con salsa al gorgonzola, il petto d'anatra ai fichi. In chiusura, zabaione al Moscato passito con biscotti, flan di cioccolato fondente, mousse di castagne, sorbetto di uva fragola, crema di albicocche e altri. Secondo disponibilità, alcuni piatti sono preparati con prodotti dei Presìdi Slow Food."
Per il Golosario 2025:
Per Alice 2011: "Cucina regionale, sia di terra che di mare, che asseconda il ciclo delle stagioni: zuppa di pesce, pappardelle al ragù di lepre, frittura di pesce e, in chiusura, buono lo zabaione."
Per FuoriCasello 2025:
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