Giolina a Milano: Tra Aspettative d'Autore e il Rimpianto per l'Era Brunetti 🍕📉
Nel vivace contesto di Porta Romana, la celebre pizzeria fondata da Ilaria Puddu e Stefano Saturnino mostra il fianco a qualche incertezza di troppo dopo il cambio alla guida del forno.
1: Il Contesto e l'Eredità di Porta Romana
Situata in via Felice Bellotti nel cuore di Milano, Giolina si è affermata negli anni come uno degli indirizzi più iconici e fotografati della città per la pizza in stile contemporaneo. 🏛️ Il locale accoglie gli ospiti in un ambiente raffinato che unisce arredi dal sapore vintage, un forno a vista e un design rustico-chic. Tuttavia, l'atmosfera si è rivelata sottotono e leggermente spenta, risentendo di un'accoglienza poco empatica e di un entusiasmo generale percepito come in calo rispetto ai fasti del passato. 🛋️✨
2: La Cronologia delle Visite e la Delusione della Sosta
La mia prima esperienza in questo indirizzo milanese si lega a una tappa recente:
09/2026: La cena consumata la sera del 09/2026. 🕰️ Un banco di prova fortemente influenzato dalla curiosità suscitata dalla recente recensione entusiasta di Davide Marzullo per Identità Golose dedicata alla pizza Teresina. Purtroppo, la scoperta del recente avvicendamento al forno — con il giovane Sami Soliman subentrato al celebre Danilo Brunetti — ha ridimensionato drasticamente le attese. L'esperienza si è chiusa con un punteggio di 81 punti (e 2 Spicchi), posizionandosi ben lontana dalla soglia di merito dei 3 Spicchi, in una fascia di prezzo compresa tra i 13 e i 39 euro, ma penalizzata da un conto percepito come eccessivo (25 euro per una sola pizza e una birra media Ichnusa non filtrata). 💸⚖️
3: Dalla "Teresina" a un'Esperienza Sottotono
La scelta della serata è caduta proprio sulla celebre pizza Teresina, condita con passata di pomodorini gialli (al posto di quella di pomodoro del Piennolo), fiordilatte, salsiccia di suino nero lucano, peperoni friggitelli e senza i fili di peperoncino dolce essiccato decantati da Identità Golose (alcune versioni più antiche segnalavano anche la presenza della 'nduja di Spilinga). 🥇 Se sulla carta e nei racconti della critica la combinazione promette un equilibrio celestiale tra dolcezza, grassezza e leggerezza, l'esecuzione riscontrata al tavolo ha evidenziato una distanza siderale rispetto alle aspettative, lasciando un senso di amarezza tale da non indurre a ordinare nient'altro. 🍅🌶️
4: Il Parere Discordante della Critica Enogastronomica
Se la mia sosta ha registrato una frenata, la storia e le guide di settore raccontano un posizionamento d'élite ben consolidato. 📊 Da Gambero Rosso (che assegna 87 punti e 2 spicchi) a 50TopPizza, passando per le lodi del Golosario (Locale Radioso) e le recensioni di GialloZafferano e MilanoToday, Giolina viene unanimemente celebrata per l'uso di farine di eccellenza (Molino Quaglia), le lunghe lievitazioni e l'attenzione ai topping d'autore. 🏆📋
5: Un'Accoglienza che Richiede Nuova Linfa
L'atmosfera riscontrata, unita a un servizio che ha peccato in calore e coinvolgimento umano, evidenzia come il passaggio di consegne al forno richieda tempo e maturazione per ritrovare la magia originaria. 🛋️ Un indirizzo che merita di essere monitorato, ma che al momento attuale richiede un deciso cambio di passo per giustificare i blasoni della vigilia. 🤝 Una sosta che ha lasciato il segno della nostalgia. 🗺️✨
Iconici: I Sapori che Valgono il Bancone (nelle attese della critica) 📖
Il menu storico ideato da Danilo Brunetti e promosso dalle guide punta su impasti leggeri e abbinamenti ricercati:
La Pizza Teresina: Il capolavoro con piennolo, fiordilatte, salsiccia nera lucana e friggitelli decantato dalla critica. 🍅🌶️🥇
La Pizza Giolina: L'iconica interpretazione della parmigiana di melanzane al contrario con provola d'Agerola. 🍆🧀
La Pizza Adelina: La rivisitazione d'autore della capricciosa gialla. 🍕
I Profiterole al Cioccolato: La classica e golosa chiusura al cucchiaio della tradizione. 🍫
### IL VERDETTO DEL RECENSORE 🧐
Giolina a Milano ottiene 81 punti, senza l'assegnazione dei 3 Spicchi, frenata da un'esperienza sottotono e dal rimpianto per il recente cambio di gestione al forno.
Punteggio: 81 punti 🔢
Riconoscimenti: 2 Spicchi (Pizzerie comprese tra 75 e 84 punti)
Merito: La notorietà storica del progetto e la qualità passata di impasti e materie prime d'eccellenza. 🌾🏅
Perché andarci: Per testare l'evoluzione della nuova squadra di cucina e verificare il recupero degli standard decantati dalle guide. 🗺️
Atmosfera: Trendy ma attualmente un po' spenta, con un servizio che necessita di maggiore empatia. 🛋️✨
Perché Giolina è la mia pizzeria del cuore? Beh, sicuramente per la bontà della sua pizza, ovvio. Ma prima di parlare di questo, ossia della qualità al morso, vorrei soffermarmi sull’ambiente. Da Giolina ci si immerge in un’atmosfera giovanile, a partire dal pizzaiolo Danilo Brunetti per proseguire con la patronne Ilaria Puddu. Mi piace tantissimo il fatto che, come fa sempre Ilaria, ci siano elementi architettonici di Giolina che rimandano al locale precedente, quasi a dare una continuità, una storicità all’indirizzo. Apprezzo poi che ci si possa sentire pienamente a casa, che l’atmosfera sia easy, anche se si tratta di una pizzeria di alto livello.
Gli assaggi: la mia pizza preferita è la Teresina, con passata di pomodoro del piennolo, poi c'è il fiordilatte, la salsiccia di suino nero lucano, i peperoni friggitelli e la cosa che più mi fa impazzire, i fili di peperoncino dolce essiccati. Tu mordi la pizza, è super-leggera (ne riusciresti a mangiare anche due), senti pienamente il dolce, il grasso, il salume, la parte leggermente piccante ma non invadente del peperone, la succosità del piennolo... Buonissima!
Mi ricordo che una sera ero da Giolina con una quindicina di amici, dopo un evento. Mangiai da solo due pizze più una fetta ulteriore, senza sentire alcuna pesantezza. Strepitoso. Stimo quelli di Giolina ancor di più perché riescono a lavorare, con numeri importanti, in uno spazio piuttosto piccolo. Sono davvero bravi.
Situata in via Felice Bellotti a Milano, Giolina, è una pizzeria che unisce eleganza e gusto, dove l’ambiente raffinato con arredi vintage e un forno a vista crea un’atmosfera accogliente. La pizza, in stile napoletano, si distingue per l’impasto semintegrale, leggero e ben lievitato, con un cornicione pronunciato e ingredienti di alta qualità. Tra le proposte più interessanti spiccano la Giolina, ispirata alla parmigiana di melanzane, Adelina, una capricciosa rivisitata e Sandrina con ingredienti che richiamano l’Amatriciana. Il menu offre anche un limitato numero di cocktail e birre alla spina, ampiamente più completa la lista dei vini. Cortese, veloce e attento il personale.
Giolina è figlia di un progetto comune degli imprenditori Ilaria Puddu e Stefano Saturnino (già titolari di Pizzium, Marghe e della Pasticceria Gelsomina) e di Danilo Brunetti (pizzaiolo di valore). Qui le 16 pizze proposte (ce n'è anche una vegana) sono realizzate con materie prime selezionate con estrema cura, a partire dalle farine di Molino Quaglia, che rendono straordinari gli impasti. Oltre alla pizza contemporanea, in menu anche sfiziosi antipasti, con la sezione Mio cugino Alfredo, che propone 7 hamburger in stile Usa e una drink list di tutto rispetto. L'ambiente è informale, chic e accogliente.
Piatti imperdibili: hummus di ceci con timo fresco, paprika dolce e focaccina calda; bun artigianale, burger di Giovenca Sannita, cheddar, bacon croccante, lattuga, salsa Alfredo; padellino con vitello tonnato; pizza Giolina (parmigiana al contrario); pizza Gustina (filetti di tonno e cipolle rosse di Tropea). Profiterole ripieni di panna e ricoperti di cioccolato fondente
Prezzi medi: Antipasti 9; Dolci 8
Prezzo Medio Pizza 15 euro
Per Giallo Zafferano 2026, punteggio 7.4:
Giolina a Milano si distingue come una pizzeria di alta qualità che fonde sapientemente tradizione e innovazione in un ambiente raffinato e accogliente. La cucina, guidata dallo chef Danilo Brunetti, si caratterizza per un approccio contemporaneo alla pizza, basato su lunghe lievitazioni e materie prime selezionate con cura, tra cui farine semintegrali di eccellenza. La proposta gastronomica si arricchisce di creazioni originali e sorprendenti, come la pizza "Giolina", una parmigiana al contrario che esprime equilibrio e ricercatezza negli ingredienti, valorizzando prodotti tipici come la provola affumicata e i pomodorini del Piennolo del Vesuvio Dop.
La visione dello chef Brunetti si traduce in una sperimentazione attenta e rispettosa della tradizione, che si riflette anche in altre pizze come la Teresina e la Gustina, dove ogni elemento è calibrato per esaltare i sapori senza appesantire. L’esperienza gastronomica è completata da un menu parallelo dedicato a burger di alta qualità, realizzati con carne di Giovenca Sannita, e da una selezione di antipasti sfiziosi, che arricchiscono l’offerta con note di gusto variegate e sofisticate.
Il valore complessivo di Giolina risiede non solo nella qualità delle pietanze, ma anche nell’atmosfera che combina elementi vintage e un design rustico-chic, creando un ambiente informale ma elegante. Il servizio cortese e attento contribuisce a un’esperienza piacevole e rilassata, ideale per chi cerca un luogo dove sentirsi a casa pur vivendo un momento gourmet di alto livello. La carta dei vini, con etichette italiane e internazionali, e una selezione di cocktail e birre completano l’offerta, rendendo ogni visita un percorso sensoriale completo.
Giolina rappresenta così un progetto condiviso da imprenditori appassionati e da uno chef di talento, capace di coniugare numeri importanti con una cura artigianale, in uno spazio raccolto ma accogliente. La combinazione di tecnica, creatività e attenzione al dettaglio fa di questa pizzeria un punto di riferimento per chi desidera un’esperienza gastronomica autentica e raffinata nel cuore di Milano.
L’ambiente, luminoso e giovanile, si apre con un forno a vista che sottolinea la trasparenza e la passione per l’arte della pizza. Le proposte, che includono anche opzioni vegane e vegetariane, sono pensate per soddisfare palati esigenti e per offrire un equilibrio perfetto tra leggerezza e sapore intenso. Giolina è dunque molto più di una semplice pizzeria: è un’esperienza culinaria che celebra la qualità, l’innovazione e il piacere del gusto in ogni dettaglio.
Per Dissapore:
Per MilanoToday:
Nel cuore di uno dei quartieri più vibranti della città, Porta Romana, il locale fondato da Ilaria Puddu e Stefano Saturnino si è affermato come un tempio della pizza napoletana, senza estremismi ma con un profondo rispetto per la tradizione. Le pizze si distinguono per le lunghe lievitazioni e l'uso di ingredienti di alta qualità, come la mozzarella e i formaggi del Caseificio Barlotti e i salumi di Santoro. Il menu propone 18 pizze, tutte con nomi femminili che terminano in -ina, come la rinomata Giolina (una specie di parmigiana al contrario), dal gusto un po’ retrò. Ci sono varianti dei grandi classici, e interessanti reinterpretazioni come la capricciosa gialla che qui si chiama Adelina, e l’ultima arrivata Giannina con fior di latte, friggitelli verdi dolci, pomodorini del piennolo gialli, salsiccia stagionata di maiale nero lucano, nduja e basilico greco. Accanto alle pizze, si possono trovare antipasti selezionati e gli hamburger gourmet "Mio cugino Alfredo". Per chiudere il pasto, i dolci tradizionali come tiramisù e profiteroles sono un must. La carta delle bevande include una selezione di vini naturali e non, birre alla spina e cocktail.
Metti insieme un po’ di modernariato, classiche atmosfere anni 70, pizza napoletana e cocktail, e avrete una buona idea di questo nuovo locale. Da Giolina si cena o si va sul tardi per un paio di drink after-dinner, per l’aperitivo, per chiudere la giornata con un taglieri di salumi, tranci di focaccia e pizza. Quest’ultime, con impasto napoletano, sono 11 e ci trovate dentro i classici ingredienti del sud: dalla provola d’Agerola affumicata ai pomodorini del Piennolo del Vesuvio. I cocktail sono stati creati con la consulenza di Flavio Angiolillo: 11 drink da abbinare alla pizza, a cui poter aggiungere anche una selezione di vini naturali. I prezzi? la pizza va dai 7 ai 17 €, i cocktail tra i 10 e i 12 €.
Dietro le grandi vetrate di Giolina, un ambiente dal carattere elegante si apre con equilibrio tra contemporaneità e richiami all’identità meneghina. Luci soffuse e materiali caldi creano un contesto in cui la sobrietà dialoga con dettagli dal gusto moderno: legno naturale, tavoli minimali e una mise en place essenziale che invita a concentrarsi sull’esperienza culinaria. Gli elementi d’arredo, studiati nel design senza eccessi decorativi, restituiscono una sensazione di accoglienza sofisticata e raffinata.
Al centro della proposta, la cucina ispirata da Danilo Brunetti si delinea attorno a una ricerca meticolosa sulla materia prima. Il menu si costruisce come un intreccio tra rispetto delle tradizioni e apertura a un’interpretazione moderna della pizza, vero cuore pulsante di Giolina. L’impasto, lavorato con precisione e lasciato maturare secondo tecniche attente, esibisce una consistenza aerea e fragrante: al taglio si percepisce la leggerezza della crosta, mentre la mollica svela una struttura delicata e ben sviluppata. Le farciture, mai eccessive ma pensate per esaltare i profili aromatici degli ingredienti, rivelano una predilezione per la stagionalità e la qualità, con prodotti selezionati tra eccellenze regionali e piccoli produttori.
Nonostante i riconoscimenti giungano da guide prestigiose piuttosto che dalla Michelin, la costanza nel mantenimento di standard elevati si riflette visivamente già nei dettagli dei piatti: l’equilibrio cromatico degli ingredienti, la composizione precisa al centro del piatto, le sfumature che variano tra il dorato della base al verde brillante di un basilico selezionato con cura. Il risultato è una pizza che riesce a raccontare, all’assaggio, un approccio che Brunetti descriverebbe come fedele alle origini ma orientato verso il tempo presente: autenticità senza nostalgie e un’attenzione quasi zen verso la stagionalità.
L’atmosfera circostante contribuisce a un rituale informale ma mai banale, dove ogni portata dialoga con l’ambiente circostante, amplificando la sensazione di essere in uno spazio che dà valore alla limpidezza della proposta gastronomica senza perdere di vista il piacere della convivialità discreta. Giolina emerge così per una coerenza di stile, sia in cucina che nello spazio, affidandosi al dettaglio e a una precisa visione del mestiere.
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