-Torino- (TO)
🍷 L’Ostu a Torino: il paradiso degli agnolotti al Barolo nel cuore della Crocetta
🏛️ Una "piola" del cuore tra storia e convivialità
Tornare all’Ostu è come ritrovare un vecchio amore. Situato in zona Crocetta, a due passi dal Politecnico, questo locale è la quintessenza dell'osteria torinese: scaffali carichi di bottiglie che arrivano fino al soffitto, tavolacci in legno e un’atmosfera schietta che resiste al tempo. 🧔📈🚀
Ho visitato questo locale in quattro occasioni, partendo da una memorabile uscita serale con Alessandra e Filippo nel dicembre 2014. Sono tornato poi nel giugno 2025 con il collega Giuliano e, infine, il 26 settembre 2025 per accompagnare Daniele alla scoperta di quella che considero una tappa obbligatoria. La costanza della qualità, il servizio veloce delle giovani ragazze in sala e le porzioni abbondanti hanno portato il voto a un rotondo 90, con la mia Barba di Merito. 🧔✨
🍽️ Il Diario Gastronomico: i migliori agnolotti della vita
Le mie ultime visite del 2025 hanno confermato che la cucina non solo mantiene le promesse, ma è addirittura migliorata nel tempo:
Antipasti Piemontesi: Immancabile la lingua al verde, saporita e tenera, e i peperoni con acciughe o in agrodolce con salsa tonnata. Grandi classici eseguiti "come si deve". 🫑🐟👌
Agnolotti al ristretto di Barolo: Lo dico oggi come lo dissi dieci anni fa: sono i migliori mai assaggiati in vita mia. Un piatto che da solo vale il viaggio. 🍝🍷🥇😲
Agnolotti al sugo d'arrosto: L'alternativa perfetta, con un sugo ricco e profumato che ha conquistato anche i miei colleghi milanesi. 🍝🥩
Grissinopoli: Un ricordo indelebile delle prime visite, una cotoletta impanata con i mitici grissini torinesi sbriciolati, croccante e iconica. 🥩🥖
Dolci della casa: Panna cotta e bunet sono il sigillo finale per chi vuole chiudere in pura tradizione sabauda. 🍮🥄
🏺 Tra Enoteca di Lusso e Osteria Verace
L'Ostu è ampiamente celebrato dalle guide, da Osterie d'Italia a I Cento, per la sua anima duplice:
La Cantina: Le pareti strabordano di etichette che spaziano dal quotidiano al "prestigioso", testimonianza della passione del fondatore Sergio. Un luogo perfetto anche solo per una degustazione guidata. 🍷💎
Cucina Popolare e Prezzi Corretti: È incredibile come, nonostante il locale sia sempre strapieno (la prenotazione è d'obbligo!), i prezzi siano rimasti estremamente competitivi, rendendolo una delle migliori soste per qualità-prezzo a Torino. 💸⚖️
Atmosfera Unica: Un mix di "umanità varia", tra studenti del Poli, professionisti della Crocetta e amanti del buon vino, il tutto gestito con la professionalità del veterano Alfio Minio. 👔🎸
🧔 Il Verdetto del Recensore
L'Ostu non delude mai. Che sia per un pranzo veloce o per una cena tra i legni sbiaditi e le migliaia di etichette, questo locale rappresenta la Torino che amo: golosa, senza troppe pretese ma con una materia prima eccelsa. Quegli agnolotti al Barolo resteranno per sempre il mio termine di paragone.
Voto: 90 🔢 Riconoscimento: 🧔 (1 Barba) L'ESSENZA DI TORINO IN UN PIATTO DI AGNOLOTTI. 🧔🍝🍷🏙️✨
Le mie immagini del 26 settembre 2025:
Per Alice 2011: "La classica osteria di una volta; tavoloni in legno, ambiente informale, umanità varia tra gli avventori e proposte ancorate saldamente al territorio ed ai suoi vini: in apertura la lingua al verde - oramai introvabile nei ristoranti à la page - e il vitello tonnato, fatto come si deve; poi agnolotti al Barolo, gnocchi al Castelmagno, filetto di maiale al Barbaresco. Dolci fatti in casa, tra cui la panna cotta e il classico bunet. Avanti così!"
Per La Repubblica: "Come ritrovare una vecchia fiamma. Come scovare in un cassetto un amatissimo maglione perduto. Cioè: come tornare all’Ostu, in un giorno d’autunno, dopo che tanta Barbera è stillata nella clessidra della vita. Se eccedo in poesia da taverna è perché rimettere piede nell’osteria di via Colombo, l’altroieri, mi ha fatto battere il cuore. All’Ostu noi amanti di pintoni, canzonacce e frittate ci abbiam passato la giovinezza, quando a condurre queste stanze sature di legni e bottiglie (anche molto buone) c’era ancora lui, Sergio detto “l’ostu”. Poi Sergio ha lasciato il locale prima, questa valle di lacrime poi e lentamente l’Ostu si è stancato, e noi con lui. Finché qualche mese fa l’amico Oliviero mi dice: guarda che è tornato all’antico spleen. Così vengo a controllare ed è vero: il rientro del veterano Alfio Minio ha determinato una bella rinfrescata - senza perdere nulla del fascino della piolaccia - e richiamato i clienti a frotte. Si mangia il solito d’allora - a pranzo il vitello tonnato (6,50), gli agnolotti al sugo d’arrosto (7), il brasato (7), a cena una carta più ricca, un menù a 15 euro e uno a 25 - e tutto è com’era: goloso e senza pretese. Bentornato, vecchio amore."
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