Memorie del Gusto: Poker a Quota 78 ✨ 🐟
Nel viaggio del Recensore, capita di incontrare tappe che, pur non stravolgendo i sensi, lasciano il ricordo di una solida onestà culinaria. Oggi vi racconto quattro soste distanti nel tempo, tra Piemonte e Veneto, unite da un identico punteggio: 78.
1: La Quercia Rossa (Moncalvo) 🥩
Immersa tra i noccioleti del Monferrato, questa cascina settecentesca è un luogo che profuma di accoglienza familiare. La prima visita avvenne per lavoro insieme a dei clienti, le Officine Paventa di Castell'Alfero. Fu l'entusiasmo di Franco Targa, allora direttore commerciale e grande estimatore di questa cucina, a convincermi a tornare nel 07/2003 con Alessandra. Ricordo un weekend di assoluto relax: un pomeriggio a bordo piscina e una cena piemontese verace. In tavola passarono i classici del territorio: agnolotti fatti in casa, paste fresche e i rinomati dolci alla nocciola di produzione propria. Un indirizzo dove la tradizione e il panorama collinare si fondono perfettamente.
2: Trattoria Valenza (Torino) 🍝
Spostandoci nel cuore di Torino, in Borgo Dora, si trova una vera "piola" d'altri tempi. In questa trattoria storica abbiamo pranzato e cenato in diverse occasioni, l'ultima nel 01/2007. L'atmosfera è quella autentica del Balòn: tavoli ravvicinati, tovaglie a quadri e un ambiente carico di oggetti del passato. La cucina è un dialetto schietto: tomini elettrici, acciughe in salsa verde, peperoni in bagna cauda e l'immancabile vitello tonnato. Tra i primi, gnocchi e agnolotti conditi con i sughi del giorno, seguiti da un robusto bollito misto con il tradizionale bagnetto verde. Un posto che sembra fermo nel tempo, ideale per chi cerca la Torino più verace.
3: Alla Frasca (Venezia) 🐟
Venezia nasconde angoli di poesia come Corte de la Carità, dove sorge questa osteria centenaria. Ci siamo stati nella Pasqua del 04/1996, durante una vacanza in camper poco prima delle nozze. Il locale è minuscolo, ma carico di storia: si dice che Tiziano vi custodisse tele e colori. Sotto la splendida pergola abbiamo gustato piatti della tradizione lagunare eseguiti con semplicità magistrale: spaghetti conditi con sughi di mare freschissimi (vongole veraci, astice o tartufi di mare) e fritti di pesce fragranti. Un rifugio lontano dalla folla dove il tempo sembra rallentare tra un'ombra di vino e un cicheto.
4: La Marescialla (Montebello Vicentino) 🐟
Decisamente più formale ed elegante è stata la sosta del 04/2016 a La Marescialla, in compagnia del collega Marco. Qui la cucina vicentina indossa l'abito della festa. Abbiamo provato piatti ben eseguiti e presentati con cura, espressione di una tradizione classica che non rinuncia alla qualità. Il menù proponeva specialità come le mazzancolle avvolte nel lardo e gratinate con i finferli e il celebre risotto con radicchio, gamberi e gorgonzola. Un servizio consono al livello del locale, sebbene il conto finale, piuttosto elevato, abbia influito sul giudizio complessivo.
Iconici: I Sapori che Valgono il Viaggio 📖
In questi quattro indirizzi, le guide segnalano piatti che sono veri pilastri del territorio:
La Quercia Rossa: Il carrello dei bolliti misti e i dolci alla nocciola del Monferrato.
Trattoria Valenza: Gli agnolotti del plin e la trippa con i fagioli.
Alla Frasca: I cicheti della tradizione veneziana (baccalà mantecato, sarde roste, folpeti).
La Marescialla: Il baccalà alla vicentina con polenta maranella e il tortello di patate ripieno di baccalà con tartufo nero dei Berici.
IL VERDETTO DEL RECENSORE 🧐
Punteggio: 78/100 Merito: Affidabilità Perché andarci: Per ritrovare sapori autentici e tradizioni consolidate, che si tratti della rusticità piemontese o della poesia lagunare. Atmosfera: Estremamente variegata: dal calore agrituristico di Moncalvo alla vivacità popolare di Torino, fino all'intimità veneziana e all'eleganza vicentina.
L'Angolo del Gusto Questi quattro locali rappresentano bene la solidità della ristorazione italiana di qualche anno fa: cucina onesta, radicata nel territorio, capace di regalare momenti piacevoli senza necessariamente cercare l'effetto speciale.
La Quercia Rossa
Per Osterie d'Italia 2006: "Nel cuore della vecchia Torino, in prossimità del multietnico mercato del Balòn, con esposizione di anticaglie di ogni genere e vasti settori dedicati all'alimentare, troverete questa piòla autenticamente piemontese. Spesso il desinare o il fine pasto sarà accompagnato da suonatori di chitarra o dallo stesso proprietario Walter Braga, amante del bel canto e della cucina della memoria. Entrando nel locale vi sembrerà che il tempo si sia fermato: appesi alle pareti vecchi orologi, quadri di ogni tipo e qua e là un insieme di oggetti ciapa póver (questo il termine, scherzoso, affibbiato ai soprammobili) testimoni di un'altra epoca. Tomini, acciughe, peperone in bagna caoda, insalata russa per cominciare. E poi avanti con i classici agnolotti, tajarin e gnocchi coi sughi canonici. Come secondo, nel solco della continuità, potrete gustare il bollito con il tradizionale bagnet piemontese, il cotechino con crauti, la trippa, il brasato e, d'estate, la milanese in carpione o la tasca ripiena. Per finire, panna cotta, torta della nonna, frutta di stagione fresca o cotta. La cantina offre un'onesta Barbera sfusa e qualche etichetta di Dolcetto, Grignolino o Bonarda. Da non perdere a fine pasto il caffè della casa con ricetta segreta. Forse non tutti i piatti vi entusiasmeranno ma, se volete ritrovare sensazioni d'antan, visitando questa trattoria riscoprirete una città che credevate scomparsa."
Per il Gambero Rosso 2016, 2 Gamberi: "II prototipo della tavola casereccia, informale, con tovaglie a quadri e tavoli in legno, spesso molto ravvicinati, al punto da ritrovarsi facilmente a conversare con i vicini. Un locale che mantiene la propria identità nel tempo, senza seguire mode o tendenze e senza riservare sorprese ai clienti. Il servizio è rapido e disinvolto e la cucina è verace ed essenziale, prevedendo unicamente i classici del repertorio piemontese in porzioni abbondanti: insalata russa, vitello tonnato e peperoni in bagna cauda tra gli antipasti. Come primi, paste tirate a mano: gnocchi, tajarin o agnolotti, conditi con il sugo del giorno. Tra i secondi, bollito misto, stracotto di vitello al forno e brasato, accompagnati da contorni come purè, lenticchie o insalata. Chiusura con una torta maison, e da bere poche bottiglie, principalmente del territorio, o lo sfuso della casa."
Per Alice 2011: "Trattoria che più tradizionale di così non si può, nel cuore della vecchia Torino. A pranzo piatti semplici e veloci, come la milanese o le frittate, la sera invece è di scena la robusta cucina tradizionale con proposte quali i peperoni con la bagna cauda, il vitello tonnato, gli agnolotti del plin, il bollito e la trippa con i fagioli. Veniteci quando il quartiere si anima di bancarelle di antiquariato e cose vecchie: ritroverete una città che sembrava scomparsa".
L’atmosfera è quella di una vecchia trattoria dal clima conviviale, con il simpatico proprietario, Walter Braga, che si accomoda con voi al tavolo offrendovi fettone di salame direttamente dalla punta del coltello che tiene in mano mentre scambia due chiacchiere con voi.
L’ambiente è caldo e accogliente e oltre ai tavoli interni, nella bella stagione ci si può accomodare anche nello spazio esterno a ridosso della strada (poco trafficata).
La cucina parla un dialetto stretto e schietto: veramente ottimo l’antipasto misto piemontese (tomini elettrici, vitello tonnato, acciughe in salsa verde, salame), gustosi anche i primi (agnolotti al sugo di arrosto, gnocchi al formaggio, zuppe giusto per citarne alcuni), mentre tra i secondi regnano incontrastati i bolliti misti con le relative salse seguiti dagli arrosti. Discreti i dolci fatti in casa.
Da bere c’è lo sfuso della casa oppure si può scegliere una bottiglia da una carta abbastanza striminzita."
Anche se le perle più rare si colgono nelle serate inaspettate: il vecchio proprietario, Valter, è un po’ scontrosetto ma se capitate nella sera giusta vi intratterrà con aneddoti sulla vecchia Torino."
Ecco alcuni punti chiave basati sulle recensioni e sulle caratteristiche del locale:Cucina: Propone piatti tipici della tradizione piemontese, con recensioni positive per la milanese, gli gnocchi e i tortellini in brodo.
Atmosfera: Viene descritta come una "vera vecchia trattoria", accogliente, rustica e spesso con musica dal vivo il sabato.
Posizione: Si trova nel cuore storico del Balon, il mercato delle pulci di Torino.
Info Utili: È consigliata la prenotazione, specialmente per il pranzo o la cena. Il locale offre posti a sedere all'aperto ed è adatto anche ai gruppi.
Orari: Generalmente aperta per cena dal martedì al venerdì, mentre il sabato è aperta sia a pranzo che a cena. "
Uno scorcio talmente pittoresco, che il suo fascino di inizio secolo è stato mantenuto intatto negli anni, compresi i dettagli originali: dall’insegna agli arredi in legno tipici delle osterie di una volta, sino alla meravigliosa antica frasca – pianta con copiose foglie che tradizionalmente veniva fatta crescere vicino all’ingresso delle osterie della terraferma per far ombra – che le ha dato il nome. D’estate, infatti, si mangia all’aperto sotto i suoi rami generosi che avvolgono di magia i tavolini del piccolo ristorantino, mentre d’inverno il locale è protetto da una tenda-veranda.
La gestione della cucina è affidata al team dello chef Luciano Orlandi, molto conosciuto per la vicina Ostaria Boccadoro, e offre un menù composto di pochi piatti, sia di pesce che di carne, selezionati in base alle materie prime freschissime che provengono, per quanto riguarda pesce e verdura, principalmente dal Mercato di Rialto e da orti locali.
Così all’osteria si possono assaggiare piatti della tradizione italiana come il polpo e le mazzancolle alla griglia, gli gnocchi, deliziosamente fatti in casa come il pane, con mazzancolle e zucchine, oppure il carpaccio di Chianina con Parmigiano, per finire con un ottimo tiramisù, tutti piacevolmente impiattati con un bel tocco contemporaneo. La carta dei vini è selezionata con “cuore” tra i migliori produttori, principalmente di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, con lo scopo di creare il perfetto abbinamento per ogni piatto.
Quando si ha voglia di chiudersi dentro alla poesia di Venezia e lasciare tutto il resto fuori, lontano dal brusio della folla, Alla Frasca è il rifugio davvero perfetto che fa per voi.
Il segreto
L’Osteria si trova in una delle zone più autentiche di Venezia, ricca di atelier artigiani dedicati alle Belle Arti. A pochi metri dall’osteria si trova, infatti, la casa dove il pittore Tiziano Vecellio abitò per 45 anni e si racconta che proprio lo stabile dove è sorta Alla Frasca venisse usato come magazzino dal grande artista del Rinascimento."
Comune: MONTEBELLO VICENTINO
Provincia: Vicenza
Indirizzo: Località Capitello, 3
CAP: 36054
Telefono: 0444 649216
Email: lamarescialla97@yahoo.it
Sito web: http://www.ristorantelamarescialla.it
Social: Facebook - Instragram
Info utili: Menu per celiaci
Giorno di chiusura: domenica sera e lunedì
Ferie: n.d.
Gestione (Nome/ragione sociale): dal 1997 famiglia Bertola
In cucina: Francesco Bertola
Costo: €€€ - da 46 a 65 euro
Coperti: 45
Coperti in più all’aperto: 16
Parcheggio: Comodo
Notizie di particolare interesse:
ristorante elegante, familiare, con tavoli all'aperto
Piatti tipici:
Mazzancolle avvolte nel lardo e gratinate con i finferli
Risotto con radicchio rosso, gamberi e gorgonzola
Baccalà alla vicentina con polenta maranella
Capretto di Gambellara al forno
Cestino di croccante con gelato e fragole
Piatto da non perdere:
Tortello di patate ripieno di baccalà spadellato con tartufo nero dei Berici"
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