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Toscana d'Antan: Trittico a Quota 78 ✨ 🍝
Il viaggio del Recensore Numerico fa tappa in Toscana, terra di sapori franchi e tradizioni che affondano le radici nel territorio. Oggi analizziamo tre locali, tutti accomunati da un punteggio di 78, provati in anni lontani durante trasferte lavorative. Tre insegne che all'epoca brillavano sulle pagine di Osterie d'Italia e che oggi, pur essendo uscite dai radar delle principali guide, conservano il ricordo di serate conviviali e cucine di schietta impronta regionale.
1: Da Mizio (Pistoia) 🍷
Situato a Pistoia, questo locale nasce come enoteca di alto livello per poi evolversi in una ristorazione curata. Ci sono stato nel 12/2008 durante una serata di lavoro. Ricordo un ambiente accogliente dove la materia prima era la vera protagonista. In tavola arrivavano i salumi dell'azienda Savigni, come la cinta senese, e primi piatti dai sapori decisi: spaghetti allo scalogno e castelmagno o linguine al filetto di cinta. Una cucina capace di valorizzare i presidi del territorio, dai fagioli di Sorana al pecorino a latte crudo della montagna pistoiese, il tutto accompagnato da una selezione di vini monumentale.
2: Vineria di Piazza (Pisa) 🍝
Un ricordo indelebile legato al luglio del 07/2007, quando cenai sotto i portici di Piazza delle Vettovaglie con il caro amico Roby, detto Peru. L'atmosfera era quella vibrante della movida pisana estiva, giovane e dinamica. La Vineria era il regno della pasta fresca fatta in casa e dei piatti poveri ma ricchi di gusto: pappa al pomodoro, bordatino, trippa alla pisana e seppie in zimino. Una cucina "di mercato" nel vero senso della parola, con ingredienti acquistati quotidianamente tra i banchi della piazza, servita con il sorriso e un ottimo vino rosso biologico della casa.
3: La Panzanella (Empoli) 🥗
Qui facciamo un vero salto nel passato, nel 03/1996, durante un corso di programmazione tenuto a Empoli. La Panzanella era una trattoria di successo gestita con professionalità dalla famiglia Fiorini. Il ricordo è quello di una cucina semplice ma eseguita magistralmente: zuppe stagionali come il passato di carciofi (vanto dell'empolese) o di fagioli cannellini, e naturalmente una panzanella da antologia. Tra i secondi spiccavano piatti classici come lo stracotto alla fiorentina e la braciola "rifatta", serviti in un'atmosfera familiare che rendeva ogni cena un momento di autentico ristoro.
Iconici: I Sapori che Valgono il Viaggio 📖
Nonostante il tempo trascorso, le guide dell'epoca segnalavano specialità che restano pilastri della tradizione toscana:
Da Mizio: I salumi di cinta senese e la tagliata di chianina, accompagnati da una scelta di oltre 800 etichette.
Vineria di Piazza: Le tagliatelle fatte a mano al cinghiale o ai porcini e la "francesina" (lesso rifatto con cipolle).
La Panzanella: La panzanella estiva, i pici alla cinta senese e il caratteristico vino servito nel fiasco "a calo".
IL VERDETTO DEL RECENSORE 🧐
Punteggio: 78/100 Merito: Schiettezza Perché andarci: Per ritrovare lo spirito delle vecchie osterie toscane, dove il legame con il mercato e la stagionalità era un obbligo morale. Atmosfera: Dalla ricercatezza pistoiese alla vivacità studentesca di Pisa, fino alla solida accoglienza ferroviaria di Empoli.
Riflessioni a Margine È curioso notare come questi locali non compaiano più nelle guide attuali. Forse il tempo ha cambiato le loro rotte, ma resta il valore di quelle cene toscane fatte di pane sciapo, olio buono e racconti condivisi con gli amici di sempre.
Vineria di Piazza
Pastai da oltre 50 anni, i Falciani sono un istituzione in Pisa e dintorni.
Ottime le tagliatelle ai porcini (10 Euro) come anche quelle al cinghiale.
E’ mancata la tagliatella al pomodoro (7 Euro) da saggiare ma i due piatti menzionati sono piu che sufficienti per stabilire che la pasta migliore in Pisa si mangia qua punto.
Una ex macelleria convertita in ristorante con tutte le pareti rivestite in marmo bianco (come erano prima le macellerie).
In estate apparecchiano anche sotto ai loggiati di fronte alla piazza.
Un ritorno alle origini visto che Il loro laboratorio e’ nato qua.
Personale gentile, alla mano e cosa piu’ importante sempre col sorriso in bocca.
Se ci fossero piu’ locali di questo genere sicuramente Piazza delle vettovaglie riacquisterebbe lo smalto perduto nel corso degli anni.
Pochi ma selezionati secondi, dal controfiletto di chianina al filetto di maiale al radicchio pinoli ed aceto balsamico sperimentato personalmente, carne cotta a puntino, e abbinamento azzeccato.
Dolci Fatti assolutamente in casa dal tiramisu alle crostate.
Vino della casa bianco di buona beva, senza noiosi picchi di acidita’.
Ottima la scelta dei vini alla carta con ricarichi molto onesti.
Conto ragionevole, dai 20 ai 25 euro per primo, secondo, vino, caffè e acqua"
A questa semplice (ma solo apparentemente) formula si affida la brava Anto-nella, che vi propone verdure fresche (in insalate, frittatine e leggere fritture), salumi toscani (fra cui una spalla stagionata meglio di molti prosciutti) e una panzanella da antologia. Fra i primi eccellenti zuppe e minestre stagionali come il passato di fagioli cannellini ai funghi porcini e il passato di carciofi, vanto dell'empolese. I carciofi farciscono anche i teneri involtini di carne che, insieme a piatti classici quali lo stracotto alla fiorentina, lo spezzatino di muscolo e la braciola "rifatta" vanno a comporre la lista dei secondi. Non tutti i giorni, ma con regolarità, trovate anche la trippa, il bollito misto, il baccalà e, quando è il loro momento, le chiocciole "marinelle" in umido. Dolci a base di frutta: eccellente la torta di mele e mascarpone.
La carta dei vini, non ampia ma ricca di bottiglie convenienti, offre vini toscani e di zona, da cui proviene anche il vino della casa presentato in tavola nel classico fiasco "a calo"."
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