domenica 15 marzo 2026

Da Mizio, Vineria Di Piazza e La Panzanella (78) - Toscana d'Antan: Trittico a Quota 78

 https://www.ristorantedamizio.it/


Voto: 78
Numero di visite: 1
Ultima visita: 12/2008
Fascia di prezzo: 36-46
Guide e recensioni: Osterie d'Italia, Alice
 
-Pistoia- (PT)
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Voto: 78
Numero di visite: 1
Ultima visita: 07/2007
Fascia di prezzo: 24-29
Guide e recensioni: Osterie d'Italia, Ciritorno

-Pisa- (PI)



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Voto: 78
Numero di visite: 1
Ultima visita: 03/1996
Fascia di prezzo: 35-40
Guide e recensioni: Osterie d'Italia, Alice, Touring
 
-Empoli- (FI)
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Toscana d'Antan: Trittico a Quota 78 ✨ 🍝

Il viaggio del Recensore Numerico fa tappa in Toscana, terra di sapori franchi e tradizioni che affondano le radici nel territorio. Oggi analizziamo tre locali, tutti accomunati da un punteggio di 78, provati in anni lontani durante trasferte lavorative. Tre insegne che all'epoca brillavano sulle pagine di Osterie d'Italia e che oggi, pur essendo uscite dai radar delle principali guide, conservano il ricordo di serate conviviali e cucine di schietta impronta regionale.


1: Da Mizio (Pistoia) 🍷

Situato a Pistoia, questo locale nasce come enoteca di alto livello per poi evolversi in una ristorazione curata. Ci sono stato nel 12/2008 durante una serata di lavoro. Ricordo un ambiente accogliente dove la materia prima era la vera protagonista. In tavola arrivavano i salumi dell'azienda Savigni, come la cinta senese, e primi piatti dai sapori decisi: spaghetti allo scalogno e castelmagno o linguine al filetto di cinta. Una cucina capace di valorizzare i presidi del territorio, dai fagioli di Sorana al pecorino a latte crudo della montagna pistoiese, il tutto accompagnato da una selezione di vini monumentale.

2: Vineria di Piazza (Pisa) 🍝

Un ricordo indelebile legato al luglio del 07/2007, quando cenai sotto i portici di Piazza delle Vettovaglie con il caro amico Roby, detto Peru. L'atmosfera era quella vibrante della movida pisana estiva, giovane e dinamica. La Vineria era il regno della pasta fresca fatta in casa e dei piatti poveri ma ricchi di gusto: pappa al pomodoro, bordatino, trippa alla pisana e seppie in zimino. Una cucina "di mercato" nel vero senso della parola, con ingredienti acquistati quotidianamente tra i banchi della piazza, servita con il sorriso e un ottimo vino rosso biologico della casa.

3: La Panzanella (Empoli) 🥗

Qui facciamo un vero salto nel passato, nel 03/1996, durante un corso di programmazione tenuto a Empoli. La Panzanella era una trattoria di successo gestita con professionalità dalla famiglia Fiorini. Il ricordo è quello di una cucina semplice ma eseguita magistralmente: zuppe stagionali come il passato di carciofi (vanto dell'empolese) o di fagioli cannellini, e naturalmente una panzanella da antologia. Tra i secondi spiccavano piatti classici come lo stracotto alla fiorentina e la braciola "rifatta", serviti in un'atmosfera familiare che rendeva ogni cena un momento di autentico ristoro.


Iconici: I Sapori che Valgono il Viaggio 📖

Nonostante il tempo trascorso, le guide dell'epoca segnalavano specialità che restano pilastri della tradizione toscana:

  • Da Mizio: I salumi di cinta senese e la tagliata di chianina, accompagnati da una scelta di oltre 800 etichette.

  • Vineria di Piazza: Le tagliatelle fatte a mano al cinghiale o ai porcini e la "francesina" (lesso rifatto con cipolle).

  • La Panzanella: La panzanella estiva, i pici alla cinta senese e il caratteristico vino servito nel fiasco "a calo".


IL VERDETTO DEL RECENSORE 🧐

Punteggio: 78/100 Merito: Schiettezza Perché andarci: Per ritrovare lo spirito delle vecchie osterie toscane, dove il legame con il mercato e la stagionalità era un obbligo morale. Atmosfera: Dalla ricercatezza pistoiese alla vivacità studentesca di Pisa, fino alla solida accoglienza ferroviaria di Empoli.

Riflessioni a Margine È curioso notare come questi locali non compaiano più nelle guide attuali. Forse il tempo ha cambiato le loro rotte, ma resta il valore di quelle cene toscane fatte di pane sciapo, olio buono e racconti condivisi con gli amici di sempre.



Da Mizio, alcune immagini dal web:














Vineria di Piazza, alcune immagini dal web:
















La Panzanella, alcune immagini dal web:
















Da Mizio

Per Osterie d'Italia 2006: "Il Mizio è Maurizio Niccolai, che con la moglie Paola e la figlia Barbara gestisce questa fornitissima enoteca (circa 800 etichette italiane ed estere) dove all'asporto e alla mescita si è affiancato da qualche anno un servizio di ristorazione di ottimo livello, basato su materie prime del territorio di alta qualità. I salumi con cui potrete aprire il pasto sono forniti dall'azienda agricola Savigni di Pavana, che alleva allo stato semibrado maiali di varie razze tra cui la cinta senese (Presidio Slow Food). Altri prodotti presidiati sono il pecorino a latte crudo della montagna pistoiese, servito in insalata con filetti di acciuga, i fagioli di Sorana, abbinabili ai gamberi, e il parmigiano reggiano delle vacche rosse che insaporisce, a scaglie, il girello di manzo affumicato. A questi antipasti estivi si alternano i più invernali crostini di fegatini di pollo e si aggiungono, in ogni stagione, appetitose bruschette. I primi vanno dagli spaghetti allo scalogno e castelmagno alle linguine con filetto di cinta senese, dalle reginette con sugo di anatra ai birilli alla mortadella classica di Bologna (Presidio Slow Food) con pecorino fresco. Tra i secondi la tagliata di chianina, il coscio di anatra arrosto e altre carni eccellenti. In stagione, funghi della montagna pistoiese e soprattutto d'estate anche qualche piatto di pesce. Per chiudere dolci stagionali, come le sfogliatine di mele o il tortino di pastafrolla con marroni, oppure buone praline al cioccolato. Ottima e ottimamente descritta la selezione dei formaggi, grande scelta di extravergini e proposta di vini a bicchiere ampia e continuamente variata. Frequenti le serate a tema con degustazione di piatti tipici."

Per Alice 2011: "Sapori schietti e sinceri, senza scadere nel banale, in un ambiente curato e climatizzato dove si respira una fresca atmosfera familiare. Si va dai crostoni ai salumi di cinta senese, dai primi con sughi casalinghi, gustosissimi, ai secondi di carne; il venerdì pesce fresco. Molto buoni i dolci. Selezione di vini ricca e articolata (900 etichette), con referenze sia nazionali che estere."

Vineria di Piazza

Per Osterie d'Italia 2006: "Troverete la Vineria nel centro storico pisano, sotto i portici di piazza delle Vettovaglie, sede del mercato cittadino. La proposta gastronomica segue l'alternarsi delle stagioni. Carlo Silvestrini, fondatore del locale, pur non rinunciando alla qualità e alla freschezza delle materie prime, acquistate giornalmente nei negozi e alle bancarelle circostanti, ha fatto fin dall'inizio della sua attività una scelta di moderazione dei prezzi: non è un caso se a pranzo molti dei suoi avventori sono studenti universitari. Lo affiancano i figli Tundra, in cucina, e Paco, in sala. Il locale, ampliato da qualche anno, ha confortevoli spazi interni arredati con semplicità (da segnalare l'assenza di barriere architettoniche, bagni compresi). Nei mesi caldi si può mangiare sotto i portici. I piatti, indicati giornalmente su lavagne, sono spiegati con cura e proposti con garbo. Dopo aver gustato una selezione di ottimi salumi e formaggi, proseguirete con la pappa al pomodoro, il bordatino preparato con farina di mais, fagioli e svariate verdure, le lasagne di verdure, il cacciucco (privo di lische, con totani, seppie, polpi e moscardini), la trippa alla pisana, la francesina (lesso “rifatto” con cipolle e pomodoro), le seppie in zimino. Imperdibili i dolci, specialità di Tundra: torta di mele, budino di cioccolata e amaretti, torta di riso, crostata di ricotta e uvetta. Il vino proposto è sfuso: Trebbiano e Sangiovese, entrambi biologici, provenienti da Certaldo. Su richiesta, poche bottiglie toscane e nazionali."

Per Ciritorno: "Siamo o non siamo il paese della pasta? Ecco, in questo ristorante la pasta fresca se la fanno in proprio tutti i santi giorni. E la differenza si sente.
Pastai da oltre 50 anni, i Falciani sono un istituzione in Pisa e dintorni.
Ottime le tagliatelle ai porcini (10 Euro) come anche quelle al cinghiale.
E’ mancata la tagliatella al pomodoro (7 Euro) da saggiare ma i due piatti menzionati sono piu che sufficienti per stabilire che la pasta migliore in Pisa si mangia qua punto.
Una ex macelleria convertita in ristorante con tutte le pareti rivestite in marmo bianco (come erano prima le macellerie).
In estate apparecchiano anche sotto ai loggiati di fronte alla piazza.
Un ritorno alle origini visto che Il loro laboratorio e’ nato qua.
Personale gentile, alla mano e cosa piu’ importante sempre col sorriso in bocca.
Se ci fossero piu’ locali di questo genere sicuramente Piazza delle vettovaglie riacquisterebbe lo smalto perduto nel corso degli anni.
Pochi ma selezionati secondi, dal controfiletto di chianina al filetto di maiale al radicchio pinoli ed aceto balsamico sperimentato personalmente, carne cotta a puntino, e abbinamento azzeccato.
Dolci Fatti assolutamente in casa dal tiramisu alle crostate.
Vino della casa bianco di buona beva, senza noiosi picchi di acidita’.
Ottima la scelta dei vini alla carta con ricarichi molto onesti.
Conto ragionevole, dai 20 ai 25 euro per primo, secondo, vino, caffè e acqua"

La Panzanella

Per Osterie d'Italia 2001: "Enrico Fiorini, grande professionista della ristorazione e fondatore di questa trattoria di successo, non ama i cambiamenti. Ora sta progressivamente cedendo le redini dell'impresa ai figli - Antonella in cucina e Antonio a occuparsi del servizio, ma qualità costante e tradizione continuano. Nella scelta delle materie prime del territorio, nel seguire le stagioni e nel custodire gelosamente le collaudate ricette di casa.
A questa semplice (ma solo apparentemente) formula si affida la brava Anto-nella, che vi propone verdure fresche (in insalate, frittatine e leggere fritture), salumi toscani (fra cui una spalla stagionata meglio di molti prosciutti) e una panzanella da antologia. Fra i primi eccellenti zuppe e minestre stagionali come il passato di fagioli cannellini ai funghi porcini e il passato di carciofi, vanto dell'empolese. I carciofi farciscono anche i teneri involtini di carne che, insieme a piatti classici quali lo stracotto alla fiorentina, lo spezzatino di muscolo e la braciola "rifatta" vanno a comporre la lista dei secondi. Non tutti i giorni, ma con regolarità, trovate anche la trippa, il bollito misto, il baccalà e, quando è il loro momento, le chiocciole "marinelle" in umido. Dolci a base di frutta: eccellente la torta di mele e mascarpone.
La carta dei vini, non ampia ma ricca di bottiglie convenienti, offre vini toscani e di zona, da cui proviene anche il vino della casa presentato in tavola nel classico fiasco "a calo"."

Per Alice 2011: "Nei pressi della stazione, un locale dalla cucina semplice, figlia della più corposa tradizione toscana: pappa col pomodoro, pici alla cinta senese, panzanelle (in estate), bistecche, braciole all'empolese, grigliate, tiramisù, panna cotta, cantuccini e vinsanto. Piacevole giardino per i pasti all'aperto."


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