Trattoria Dal Cogo a Thiene: Luci e Ombre nel Ritorno alle Origini di Lorenzo Cogo 🍲🍷🤔
A Thiene, la Trattoria Dal Cogo rappresenta un capitolo singolare della gastronomia vicentina. Qui, il nome di famiglia — che in dialetto veneto significa letteralmente "dal cuoco" — porta con sé il peso di una tradizione storica (papà Mariano) e il blasone dell'innovazione mondiale rappresentata da Lorenzo Cogo, lo chef che conquistò la stella Michelin a soli 25 anni. Un progetto che nasce come trattoria-bistrot per riscoprire le radici, ma che, alla prova dei fatti, può riservare sorprese inaspettate. 🏛️✨📍
Un'Esperienza Contraddittoria 🍽️📉
Sono arrivato in questo locale con attese altissime, alimentate dal curriculum internazionale di Lorenzo (dal Noma all'Etxebarri). La mia visita risale al:
09/2024 --- 🕰️. Tuttavia, la serata si è rivelata un'altalena di emozioni contrastanti, lasciandomi con più dubbi che certezze sulla reale continuità qualitativa della proposta quando lo chef non è presente.
L'Inizio Promettente: L'amuse-bouche offerta, un eccellente gazpacho d'anguria con ricotta e pinoli, aveva fatto presagire una cena di alto livello, mostrando quel guizzo creativo tipico di Cogo. 🍉🧀🥇
Le Cadute di Stile: Purtroppo, il resto della cena è scivolato su dettagli difficili da ignorare per un locale di questo blasone. Un baccalà mantecato decisamente troppo sapido e, soprattutto, l'utilizzo di pasta commerciale (casarecce Barilla 😱) in un contesto che dovrebbe celebrare l'artigianalità. 🍝🧂
La Qualità del Pescato: Anche la frittura di pesce, servita con insalata e pomodorini, è risultata secca e di qualità non all'altezza delle aspettative e del nome che campeggia sull'insegna. 🐟🥗📉
Il Servizio e il Conto: Se la cucina ha zoppicato, il servizio e la correttezza del conto si sono mantenuti su buoni livelli, giustificando, insieme alla storia del luogo, il punteggio finale. ⚖️💶🥇
Note e Atmosfera ✨
L'ambiente riflette la volontà di Lorenzo di tornare a una dimensione più "pop" e accessibile rispetto alle sue esperienze stellate come El Coq. Tuttavia, la gestione della brigata in assenza dello chef (impegnato nel suo Social Club di Schio o in altri progetti come a Venezia) sembra risentire di una mancanza di coordinamento che papà Mariano non sempre riesce a colmare. È un locale che vive di un'eredità importante, ma che stasera è parso sfuocato. 🛋️🍷✨
Cosa dicono le Guide: Un Genio in Movimento 📖
Nonostante la mia serata poco brillante, la stampa specializzata continua a seguire Lorenzo Cogo con estremo interesse:
Osterie d'Italia 2024: Inserisce la trattoria tra gli indirizzi da monitorare, premiando l'idea di una cucina di territorio rivisitata da una mano sapiente. 📚🍷🥇
Gambero Rosso & Espresso: Celebrano il "genio istintivo" di Lorenzo, sottolineando come il suo ritorno alla trattoria di famiglia sia una sfida coraggiosa per riportare la qualità accessibile in provincia. 📚🌟🥇
Identità Golose & Passione Gourmet: Ne lodano la tecnica cosmopolita applicata ai piatti semplici, anche se sottolineano come il locale sia un'appendice della sua personalità vulcanica e in costante movimento. 📚🌍🥇
Il Verdetto del Recensore 🧐
La Trattoria Dal Cogo ottiene 83 punti. Un voto che è un atto di fiducia verso il blasone e il potenziale dello chef, ma che nasconde una critica severa alla cena di oggi. Se il "genio" non è in cucina, la brigata deve garantire standard che non possono scivolare su una pasta industriale o su una sapidità mal gestita. 🏅
Punteggio: 83 punti 🏅 Merito: L'originalità dell'idea (trattoria di lusso accessibile) e un'accoglienza professionale che rispecchia la storia della famiglia Cogo. Perché andarci: Per scommettere sul talento di Lorenzo, sperando di incappare in una serata in cui la sua "cucina istintiva" sia pienamente espressa. 🍲🍷✨ Piatti provati: Gazpacho d'anguria (eccellente) e Baccalà mantecato (rivedibile). 🍉🐟🥇 Atmosfera: Da bistrot moderno con radici profonde, ma con qualche incertezza nell'esecuzione. ✨🕰️🏛️
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