A Parona Lomellina, incastonata tra le risaie e le terre dell'asparago, l'osteria Cichin è stata per anni una destinazione leggendaria per gli amanti della cucina pavese più autentica. Sebbene oggi il locale abbia lasciato il posto alla Pizzeria Spaccanapoli, il ricordo di quella sosta domenicale di quasi trent'anni fa rimane uno dei capitoli più gustosi del mio archivio gastronomico, un viaggio tra i sapori dell'oca e la tradizione fluviale del Ticino. 🏛️✨📍
L'esperienza a tavola 🍽️
La mia visita risale a una fredda domenica di gennaio, vissuta con Alessandra dopo una mattinata trascorsa a fare scorta di prelibatezze d'oca da Gioachino Palestro alla Corte dell'Oca. La sosta da Cichin fu il coronamento perfetto:
01/1998 --- 🕰️.
L'Antipasto del Territorio: Il pasto iniziò, come da rito in queste zone, con una selezione di salumi d'oca e locali di altissimo livello, capaci di raccontare immediatamente l'identità della Lomellina. 🥓🦆🥇
Primi Memorabili: Ancora oggi ricordo con emozione i tortelli d'oca, una pasta fatta in casa dal ripieno ricco e avvolgente. Ma la carta offriva anche il celebre riso ambrogino (con salsiccia e zafferano), vera specialità della casa. 🍝🌾🥇
Il Fascino delle Rane: Da grande estimatore di questo piatto, non potevo rinunciare alle rane, cucinate con una maestria che oggi è sempre più difficile scovare. Un piatto che, insieme allo stracotto di manzo invernale, elevava il locale ai vertici delle mie preferenze. 🐸🔥🥇
Tradizione Stagionale: La cucina, allora guidata da Pierangela Marangon, seguiva fedelmente i ritmi della terra: asparagi di Cilavegna in primavera, funghi e oca in autunno, rane tra agosto e settembre. 🍂🌸
Il Giudizio della Critica 📖
All'epoca, Cichin era una delle osterie più decantate e rispettate, un punto di riferimento per la qualità costante:
Santuario della Lomellina: Per Osterie d'Italia 2001, il locale era una tappa imprescindibile per chi desiderava gustare i prodotti locali senza fronzoli. Sebbene non avesse la Chiocciola, la critica ne lodava la capacità di mantenere intatto il solco tracciato da Giuseppe Meletti, con specialità stagionali inimitabili. 📚🐌🏅
Cantina e Accoglienza: La carta dei vini era un omaggio all'Oltrepò Pavese, con incursioni piemontesi e toscane, completata da una selezione di distillati e whisky pensata per chi amava chiudere il pasto in tutta calma. 📚🍷✨
Note e atmosfera ✨
Il ristorante si trovava in una posizione strategica, poco distante dalla magnifica Piazza Ducale di Vigevano. L'ambiente era quello delle tipiche osterie di una volta, calde e accoglienti, dove il servizio sapeva guidare l'ospite tra i sapori decisi della valle del Ticino. È un luogo che, nonostante la chiusura, ha lasciato un segno indelebile per la sua schiettezza e la bontà delle materie prime. 🛋️🍷🤝
Il Verdetto del Recensore 🧐
Cichin rappresenta una storia di altri tempi. La visita del gennaio 1998 è stata un'esperienza così densa di significato che per molti anni ho considerato questo locale al top della mia classifica personale. Anche se oggi il panorama è cambiato, rinvangare in questi ricordi tra Parona e Mortara ha sempre un sapore speciale. Assegno un punteggio di 84 punti alla memoria di una cucina che sapeva onorare l'oca e le rane come poche altre. 🏅🇮🇹
Punteggio: 84 punti 🏅 Merito: Memoria storica della cucina lomellina d'eccellenza. Cosa resta oggi: Il ricordo di uno dei migliori ristoranti a base d'oca della provincia di Pavia. 🦆🥇 Il piatto del cuore: Tortelli d'oca e Rane. 🐸🍝🥇 Atmosfera: Autentica osteria di confine, rurale e accogliente. ✨🕰️🌾
Alcune immagini di quella giornata di gennaio 1998 in gita nella Lomellina:
| Gioachino Palestro Corte dell'Oca |
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