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Dai Cacciatori da Cesare (poi Filippo Oste in Albaretto): Il Ricordo del Capretto alla Brace tra i Noccioleti dell'Alta Langa 🍷🔥🌰
Nota di Aggiornamento: Il locale risulta purtroppo DEFINITIVAMENTE CHIUSO (ottobre 2025). Il punteggio di 85 punti rimane come tributo alla memoria di una delle tavole più iconiche del Piemonte.
L'esperienza a tavola 🍽️
Il mio ricordo di questa cucina risale a un momento epico, nel lontano:
09/1999 --- 🕰️. In compagnia di mio cognato Sasha, venni nell'allora "Dai Cacciatori da Cesare", vivendo quella che fu una vera rivelazione per ogni amante della buona tavola:
Lo Spiedo Leggendario: Il cuore del locale era (e sarebbe rimasto con Filippo) il camino. Se all'epoca di Cesare il protagonista assoluto era il capretto allo spiedo, Filippo ha saputo elevare il coniglio allo spiedo con patate a nuovo oggetto di culto, servito solo dopo le 21.30 per rispettare i tempi sacri della cottura lenta. 🍗🔥🥇
L'Insalata "Segreta": Un piatto iconico ereditato dal padre è l'insalata di erbe spontanee e fiori, condita con una salsa alla frutta la cui ricetta è sempre rimasta un mistero di famiglia. Un equilibrio perfetto tra freschezza e complessità. 🥗🍎
I Primi e la Tradizione: Tajarin fatti a mano con ragù stagionali e il celebre piatto "porcini e pesche", un azzardo creativo di Cesare che Filippo ha continuato a proporre con coraggio e tecnica. 🍝🍑🍄
Il Finale Dolcissimo: Lo zabaione montato al momento e la torta di nocciole restano la conclusione obbligatoria di un pasto in Alta Langa, accompagnata dalla gentilezza di Silvia, moglie di Filippo, in sala. 🍰🍮🥜
Il Mito nelle Guide 📖
Pochi locali possono vantare una tale unanimità di consensi nel tempo, celebrando il passaggio di testimone tra padre e figlio:
Un Paradiso per Buongustai: La guida Alice lo definiva un locale "fuori dal mondo" ma meta di critici internazionali, elogiando la genialità di Cesare e la sua capacità di governare la fantasia con mano sicura. 📚⭐
Osteria Contemporanea: Osterie d'Italia ha sempre premiato la gestione di Filippo per la capacità di rappresentare il territorio con pochi piatti ma riuscitissimi, sottolineando anche la sua passione per Vasco Rossi (a cui dedicò un piatto). 📚🐌🎸
L'Arte della Cottura: L'Espresso e il Touring hanno spesso messo l'accento sulla maestria nelle cotture alla pietra e allo spiedo, definendo la cucina di Filippo come una delle ragioni principali per spingersi fino in Alta Langa. 📚🍗🔥
Note e atmosfera ✨
Il locale era caratterizzato da un'atmosfera magica: pochi tavoli, il fuoco sempre acceso e, nella bella stagione, un delizioso giardino dove il tempo sembrava fermarsi. Era una cucina di "attesa", dove il ritmo era dettato dal girarrosto e dal calore della brace, un lusso di autenticità sempre più raro. 🛋️🍷🍃
Il Verdetto del Recensore 🧐
Dai Cacciatori da Cesare è stato un pilastro della mia memoria gastronomica. La visita del settembre 1999 ha segnato uno standard di riferimento per la cucina di Langa. Nonostante la chiusura definitiva del 2025, il ricordo di quel capretto e della maestria dei Giaccone resta impresso come un capitolo fondamentale della ristorazione italiana. 🏅🇮🇹
Punteggio: 85 punti 🏅 (Punteggio ricalibrato per chiusura attività) Merito: 1 Barba 🧔 Perché andarci: Per chi l'ha vissuto, resta il ricordo della migliore cucina di brace e territorio mai provata. 🍗🏔️ Piatto imperdibile: Capretto (o coniglio) allo spiedo e Zabaione montato al momento. 🍗🍮🥇 Atmosfera: Mitica, calda e fuori dal tempo. ✨🕰️
In una parte di Langa che si lascia alle spalle la zona dei vigneti e scopre colline ricoperte di noccioleti, Filippo Giaccone gestisce questa osteria. Due le sue evidenti passioni: la cucina - ereditata da papà Cesare, fantasioso e noto chef - e Vasco Rossi, cui è dedicato un piatto. Ai tavoli sarete accuditi, con fare gentile, dalla moglie Silvia.
La lista delle vivande comprende pochi ma riuscitissimi piatti che ben rappresentano il territorio e la cultura culinaria con cui è cresciuto Filippo. Carne cruda classica (10 €), l'insalata di Filippo - un insieme di insalatine, erbe spontanee e fiori, conditi con una salsa 'segreta"- quindi il piatto ideato da Cesare Giaccone, porcini e pesche (25€). Per primo tajarin al ragù (12 €) o con gli asparagi e come secondi il carrè di vitello, portato al tavolo ancora in cottura su una pietra rovente, e un ottimo coniglio allo spiedo e patate (18 €) che, come recita il menù, sarà servito solo dopo le 21.30, quando avrà terminato il suo tempo di cottura nel camino che campeggia all'ingresso. Per finire panna cotta (6 €), pesche caramellate, torta di nocciole con zabaione. Bella carta dei vini con i migliori produttori locali e non solo."
Chiusura: ferie variabili lunedì e martedì; aperto solo la sera"
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