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🍷 Trattoria Sabatino a Firenze: L'ultimo baluardo della vera cucina popolare
🏛️ Un’esperienza unica nel cuore del Diladdarno
Dopo un primo tentativo andato a vuoto, sono finalmente riuscito a cenare alla Trattoria Sabatino durante il ponte del 25 aprile con Alessandra. Situata proprio a ridosso della storica Porta San Frediano, questa trattoria è un’istituzione fiorentina dal 1956, gestita con orgoglio dalla famiglia Buccioni. 🏛️🇮🇹
Qui non si prenota: ci si mette in coda e si aspetta il proprio turno. Se si è fortunati ci si siede subito, altrimenti si attende per prendere posto ai tavoli ravvicinati (e talvolta condivisi) di una grande sala essenziale, dalle pareti pulite e tovaglie a quadretti coperte da un velo di incerata. È un crocevia incredibile di persone: studenti, anziani del quartiere, turisti curiosi e giovani coppie, tutti riuniti in un’atmosfera vivace e autentica che sembra uscita dagli anni Settanta. 🤝🗣️🕰️
🍽️ Il Diario Gastronomico: prezzi incredibili e sapori schietti
La vera sorpresa di Sabatino è il menù, ancora oggi battuto a macchina, con prezzi che a Firenze sembrano un miraggio: antipasti a 4€, primi a 5€ e secondi a 6,50€. La cucina è casalinga, "senza fronzoli", proprio come quella della nonna. 🍝💰
Nella mia visita dell'Aprile 2024 📅 ho trovato una qualità decisamente onesta:
Cucina Casalinga: Piatti semplici ma eseguiti con cura, che non superano quasi mai i 7 euro. 🍝🥇
Vino della Casa: Il classico "gottino" di rosso servito in caraffe di vetro, compagno inseparabile di ogni pasto popolare. 🍷
Tradizione Fiorentina: Il menù cambia ogni giorno ma attinge ai classici come la pappa al pomodoro, la fegatellata, l'arista con patate arrosto o i topini al pomodoro. 🥣🥩👌
In stagione non mancano mai chicche come il castagnaccio o la schiacciata all'uva, perfetti per chiudere in dolcezza un pasto a prezzi ultra popolari. 🥧🍇
🏺 L'Anima di Sabatino nelle Guide e nella Storia
Tutte le guide, da Osterie d'Italia ad Alice, celebrano questo locale come un raro esempio di cultura fiorentina verace:
Un Romanzo Familiare: La storia della trattoria è talmente iconica da essere diventata un libro curato da Ilaria Buccioni, con testimonianze di illustri avventori come lo scrittore Marco Vichi (che vi ambienta un racconto del Commissario Bordelli). 📚🖊️
Piatti Dimenticati: Sabatino è uno dei pochi posti dove trovare ancora lo stufatino di polmone, le zampette di maiale lesse o la farinata mugellana. 🥩🍲🥇
Filosofia Popolare: Un luogo che ha resistito all'alluvione del '66 e ai cambiamenti del turismo, mantenendo la promessa di un pasto dignitoso per tutti. 🌧️💪
🧐 Il Verdetto del Recensore
La Trattoria Sabatino ottiene 79 punti. Non aspettatevi l'alta cucina o il servizio ricercato, ma se cercate il cuore pulsante di Firenze, quello vero e non artefatto, Sabatino è una tappa obbligatoria. Mangiare bene spendendo meno di 20 euro a due passi dal centro è un’esperienza che riconcilia con lo spirito più schietto della Toscana.
Punteggio: 79 punti 🏅 Slogan: LA STORIA DI FIRENZE SERVITA SU TOVAGLIE A QUADRETTI A PREZZI D'ALTRI TEMPI. Merito: L'incredibile rapporto qualità-prezzo e l'ostinata perseveranza nella semplicità. Perché andarci: Per vivere l'ebbrezza di una cena conviviale nel quartiere di San Frediano, sentendosi parte di una famiglia storica. 🍝🍷✨ Piatti del cuore: Pappa al pomodoro e arista con patate. 🥣🥩🥇 Atmosfera: Spartana, vivace, autentica e popolarissima. 🏛️🛋️👥
Non pensate di potervi sedere qua o là, ci si siede dove c’è posto. Quindi può capitare anche di condividere il tavolo, come si faceva negli anni settanta, con persone che non conoscete. Fidatevi, dopo l’imbarazzo iniziale sarete a vostro agio. Scorrendo il menù ci si accorge che i piatti sono casalinghi e prezzati onestamente.
Partite con degli affettati: salame e fichi o soprassata. Poi ordinate dei topini al pomodoro. E chiudete con l’arista contornata da patate arrosto. Ovviamente affiancate il tutto a un “gottino” di vino rosso. Non fatevi mancare niente, quindi, per chiudere ordinate una schiacciata all’uva. Servizio cordiale, buono il prezzo. "
La storia straordinaria di una famiglia e della sua leggendaria trattoria, tramandata attraverso tre generazioni e ancora oggi capace di preservare lo spirito popolare che ne segnò la nascita negli anni Cinquanta. Si tratta del libro “Trattoria Sabatino” (Maschietto Editore), curato da Ilaria Buccioni, che verrà presentato martedì 8 novembre alle 18 alla Libreria Todo Modo in via dei Fossi 15/r a Firenze. Intervengono, oltre all’autrice, l’editore Federico Maschietto. lo scrittore Marco Vichi e Tomaso Montanari, storico dell’arte ed editorialista.
Il volume – Il romanzo, straordinario banco dei ricordi, è diviso in tre parti, una per ogni vicenda cui ancorare l’origine dell’avventura ristorativa. Nella prima (Una famiglia, Una trattoria) la Buccioni torna sui legami parentali con l’enfasi di chi marca a vita un debito affettivo e culturale verso le persone più care. Nel ritratto di famiglia entrano tutti quelli che, per sangue o per destino, hanno irrotto nella trattoria con la stessa forza dell’alluvione del ’66. La seconda parte (Una bottega, Tre Generazioni) si fa densa come i ritmi, che scandiscono lavoro, “persone, movimento, chiacchiere, brusio, confusione”, e la visione caleidoscopica del mondo fuori e dentro il locale moltiplica i luoghi fino a disegnare una mappa. Si rivedono, tra le tante, Piazza del Carmine, il Mercato Centrale, Piazza del Cestello in un repertorio di aneddoti e siparietti che ha il suo gran finale nel trasloco di Sabatino del ’99 dal Borgo all’attuale indirizzo di Via Pisana, a ridosso della Porta di Frediano. Fu un evento memorabile al quale parteciparono più di 4000 persone. L’ultima sezione (Storie di Trattoria) squaderna sentimenti e nomi di affezionati habitués, gente di ogni estrazione e dove che ha respirato l’ostinata perseveranza in semplicità, massima ospitalità a buon prezzo, giacché “con 500 lire ci si poteva anche mangiare”. Il libro è illustrato dalle fotografie storiche della trattoria, della famiglia Buccioni e del quartiere di San Frediano, oltre a testimonianze artistiche di eccellenti avventori e ai disegni delle più amate ricette. Il libro presenta anche un racconto inedito dello scrittore Marco Vichi che firma il racconto Anche il Commissario Bordelli frequentava la trattoria Sabatino in cui il noto protagonista di tanti noir è, una volta di più, pretesto letterario per setacciare un’epoca, assaporarne il gusto dolce amaro. Tale è il pasto della cucina popolare. La postfazione è invece curata da Tomaso Montanari."
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