venerdì 15 settembre 2023

Locanda La Clusaz (85) - La Clusaz a Gignod: Il Fascino Millenario di una Locanda senza Tempo

 https://www.laclusaz.it/


Voto: 85
Numero di visite: 1
Ultima visita: 05/1998
Fascia di prezzo: 48-70
Guide e recensioni: Osterie d'ItaliaGolosarioEspressoMichelinGambero RossoAccademia Italiana Cucina, AliceTouringIdentità Golose, Via dei Gourmet, Altissimo Ceto, Luciano Pignataro

-Gignod- (AO) 




La Clusaz a Gignod: Il Fascino Millenario di una Locanda senza Tempo 🏔️🧀🏰


Lungo la statale che da Aosta si inerpica verso il Gran San Bernardo, sorge un luogo che definire storico è riduttivo. La Clusaz è una stazione di posta dal 1140, considerata da molti la locanda più antica d'Europa. Un casolare in pietra e legno che ha saputo attraversare i secoli trasformando l'ospitalità per i viandanti in un'esperienza gastronomica di altissimo livello. 🏛️✨🇮🇹

L'esperienza a tavola 🍽️

Ricordo con grande nitidezza la serata trascorsa in questo tempio della cucina valdostana, nel lontano:

05/1998 --- 🕰️. Insieme ad Alessandra, sua sorella Marcella e mio cognato Sasha, fummo avvolti dal calore del grande camino e dalle splendide volte in pietra. 🛋️🔥

  • Il Trionfo dei Formaggi: Sebbene per me sia sempre stato difficile apprezzare appieno la proposta a causa della mia storica idiosincrasia per i formaggi, non potei non notare l'entusiasmo di Alessandra. Per lei, che adora i prodotti caseari, la vista dei carrelli ricolmi di fontine artigianali, tome di Gressoney e Seirass fu un momento di pura estasi. 🧀🛒😍

  • Cucina di Sostanza e Raffinatezza: Nonostante le mie limitazioni, la cucina dimostrò una caratura superiore. I piatti, anche allora, riuscivano a nobilitare le materie prime del territorio, come il celebre teteun o le carni sapientemente lavorate, testimoniando una tecnica che negli anni ha portato il locale a fregiarsi della stella Michelin e di numerosi cappelli dell'Espresso. 🥩🥇

  • L'Atmosfera: Cenare in un edificio del XII secolo, con le pareti che trasudano storia e il profumo del legno, rende l'esperienza quasi mistica, un distacco totale dalla frenesia moderna. ✨🌲🤝

Il Giudizio della Critica 📖

La Clusaz ha raccolto negli anni i massimi riconoscimenti da tutte le principali guide, confermandosi un pilastro della ristorazione alpina:

  • Elogio della Tradizione (e non solo): L'Espresso ha premiato il locale con il "cappello", lodando il tortino di castagne con lardo e i ravioli di cervo, sottolineando la capacità di fondere prodotti locali con ispirazioni francesi, come il foie gras. 📚🎩

  • La Chiocciola Slow Food: Fino al 2013 il locale è stato un simbolo di Osterie d'Italia, celebrato per la "rinnovamento nella continuità" portato avanti da Maurizio e Sevi Grange. Piatti come la seupa valpellinentse o il risotto alle erbe con ragù di gallina restano pietre miliari della loro offerta. 📚🐌

  • Identità e Territorio: Per Identità Golose, Maurizio Grange e Severina Math sono stati maestri nel trasformare in "oro" le materie prime di terre aride e avare, supportati da chef capaci di equilibrare tradizione e innovazione gourmet. 📚🏔️✨

  • Riconoscimenti d'Eccellenza: Il Gambero Rosso continua a certificare l'alto livello con 80 punti e 2 forchette, mentre il Golosario di Paolo Massobrio lo ha spesso premiato con il giudizio di "radioso". 📚🍴☀️

Note e atmosfera ✨

Oggi, dopo un periodo di chiusura, La Clusaz ha riaperto i battenti con una nuova gestione che si impegna a mantenere viva quella linea di cucina tradizionale valdostana di alto livello che l'ha resa celebre. L'ambiente conserva intatto il suo fascino evocativo, con una cantina che resta una delle più interessanti della regione per la cura nella selezione dei vitigni autoctoni. 🛋️🍷❄️

Il Verdetto del Recensore 🧐

La Clusaz è un posto da ricordare, un luogo dove la storia d'Europa si siede a tavola. La mia visita del maggio 1998 resta un ricordo prezioso per la bellezza del contesto e la gioia dei miei commensali, nonostante la mia sfida personale con i formaggi. È una sosta obbligata per chiunque voglia respirare l'anima vera della Valle d'Aosta. 🏅🇮🇹

Punteggio: 85 punti 🏅 Merito: - Perché andarci: Per vivere l'emozione di cenare nella locanda più antica d'Europa, godendo di una cucina che è un monumento alla tradizione valdostana. 🏰🏔️ Piatto imperdibile: Seupa Valpellinentse e la selezione di Formaggi artigianali (per chi li ama!). 🍲🧀🥇 Atmosfera: Millenaria, calda, elegante e profondamente suggestiva. ✨🕰️⛰️


Alcune immagini dal web:



















Per il Gambero Rosso 2024:


Per l'Espresso 2021, 1 cappello: "Le mura sono quelle di un'antica locanda, con pareti rivestite di legno e pietra e uno splendido camino che nelle giornate invernali riscalda anche il cuore. L'ambiente conserva un fascino evocativo che si spiega con l'età dell'edificio che risale al XII secolo. Moderna è però la cucina che gioca su piacevoli contrasti e propone una linea che fonde prodotti del territorio, come il tortino di castagne con pancetta e lardo o i gustosi ravioli di stracotto di cervo e riduzione al vin brulé, con piatti d'ispirazione francese come la millefoglie di sottofiletto e fois gras d'anatra. Da veri golosi la selezione di formaggi di piccoli produttori locali. Valida la carta dei dolci. La cantina è ben assortita, con ricarichi corretti."

Per L'Accademia Italiana della Cucina:


Per Alice 2011: "Antica stazione di posta lungo la strada del passo del Gran San Bernardo. L'ambiente è sobrio ed elegante: volte in pietra, grande camino, accoglienza gentile. Proposta gastronomica sicura e costantemente all'altezza. Vari i menù degustazione, tra cui il tradizionale e lo stagionale. Salumi preparati dalla famiglia Grange (indimenticabile il teteun di vacca); seupa valpellinentsegnocchi alla toma di Gressoney o di Seirass; carbonada con le patate; fonduta alla valdostana con polenta cotta su fuoco a legna; carrè di agnello caramellato al sesamo; trota al vapore con insalatina. Formaggi deliziosi, dolci memorabili (tarte tatin, terrina ai 3 cioccolati, zabaione). Scelta di vini davvero notevole. Un posto da ricordare"

Per Osterie d'Italia 2014: "Solida come le sue montagne, La Clusaz è lì, sulla strada per il valico internazionale del Gran San Bernardo, fin dal 1140: forse la più antica locanda d'Europa. Oggi è un gran ristorante, ma ha conservato la schiettezza, l'atmosfera e il calore del quasi millenario Hospice. Merito di Maurizio e Sevi Grange, che affiancandosi nella gestione ai genitori di lui si sono imposti una linea precisa: rinnovamento nella continuità. L'ambiente è di sobria eleganza; in dispensa ci sono materie prime di qualità ineccepibile (alcune - salumi, verdure, pane - di produzione propria, le altre selezionate da Maurizio con cura appassionata); la cucina è raffinata e creativa, ma ben radicata nel territorio. Dal menù della tradizione: fonduta o carbonade con polenta cotta a legna, ravioli ripieni di boudin o di cipolle (sorta di tradizione italiana della soupe à l'oignon), risotto alle erbe con ragù di gallina, tartiflette (con la Fontina al posto del Reblochon), piedino farcito. Carta del giorno a parte, ci sono altri menù, di stagione, tematici (dedicato alla cucina dei formaggi, al foie gras), per i bambini. Eccellente selezione di vini, anche di piccoli produttori, servizio professionale ma non ingessato, 14 splendide camere per il pernottamento"

Per il Touring Club: "Un luogo piacevole per la cordiale accoglienza e il calore che giunge dalla sala da pranzo, in inverno riscaldata da un caminetto. Tra le portate di stagione: tagliolini di pasta fresca, uovo poché, riccioli di toma; filetto di maialino cotto al momento al giusto rosa e cavoletti di Bruxelles. Inoltre, piccola produzione propria di salumi, prosciutto crudo, boudin valdostani e verdure. Maurizio Grange e Sevi Math che con passione conducono la locanda, sono anche provetti sommelier e si occupano in prima persona della selezione delle etichette presenti, prestando particolare attenzione ai vitigni autoctoni. Bella anche la selezione di birre artigianali, di distillati e di vini da dessert"

Per il Golosario 2022:

Per il Golosario 2024:



Per Identità Golose: "Mica facile fare ristorazione di qualità in Val D'Aosta. Ci riescono, e non da pochi anni, Maurizio Grange e Severina Math, compagni anche di vita, alla regia della Clusaz, una pacifica locanda con camere che Graziano, nonno dell’attuale patron, ricavò in una stazione di posta nel 1925.
In questo casolare sulla strada che s’inerpica fino al Gran San Bernardo si lavora per trasformare ogni giorno in oro le materie prime di queste terre aride e avare. Aridi i terreni, ricchissimi gli aromi e i sapori da esperire sotto splendide volte in pietra: convivono proposte più fedeli alle tradizioni del territorio – come la perfetta Seuppa à la Valpellenentse - o piatti classici eseguiti alla perfezione a un menu degustazione più eclettico e gourmet, dove lo chef si concede di mostrare tutto il proprio estro – vedi l’ormai famoso Risotto al caffè e riccioli di foie gras.
Lo chef di cucina è il biellese Piergiorgio Pellerei, cuoco con un’importante gavetta a Londra, molto abile nella cottura delle carni e nel coordinamento di tutte le altre partite."

Via dei Gourmet: "La Clusaz è una locanda – oltre al ristorante ci sono 14 camere a disposizione – gestita da anni dalla famiglia Grange, con passione e professionalità. Si trova a circa 8 km da Aosta, proprio sulla strada che conduce al Gran San Bernardo.
La sala principale, con le volte a pietra, è molto accogliente e calda, in tutti i sensi, per la presenza di un confortante camino. L’ambiente non è per nulla ingessato, ci si sente a proprio agio e si scambiano volentieri due chiacchiere con Maurizio Grange, sulla cucina o sulla sua passione, i vini di montagna.
I piatti sono ben realizzati, ma forse gli manca quel quid per brillare ancor di più: abbiamo assaggiato carpaccio di petto d’anatra con mele, arance, sale rosso e gelatina al moscato passito che, a mio parere, risultava un po’ troppo alcolica; musetto di vitello – cotto alla perfezione – con purè di sedano rapa e bagnetto verde (che avrebbe dovuto essere un po’ più vigoroso, poiché risultava essere piuttosto un’emulsione di olio e prezzemolo); ravioli di stufato di cervo con zucca e zenzero; filetto di maiale con purè di sedano rapa e (ottima) tagliata di cervo con pasta sfoglia e fichi caramellati. I dolci: crostatina con marronata e salsa di cachi e terrina ai tre cioccolati con dacquoise di mandorle e sorbetto di passion fruit, realizzati con eccellente capacità tecnica.
Alla Clusaz si riesce a provare una cucina “stellata” a cifre che raramente si vedono in giro: due aperitivi, due menu dall’antipasto al dolce, una bottiglia di Pinot Noir 2010 Lo Triolet, un bicchiere di Pierrots del Feudo di San Maurizio – vino rosso passito da Petit Rouge e Fumin – e due caffè a 110 euro non è per niente male (da sottolineare che la carta dei vini ha ricarichi del tutto onesti!)."

Per Altissimo Ceto:


Per Luciano Pignataro:


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