mercoledì 13 settembre 2023

Massimo - Il Convento Di Trino (69) - Il Convento a Trino: Quando il Blasone non Scalda il Piatto

 https://www.ilconventoditrino.com/ristorante/


Voto: 69
Numero di visite: 1
Ultima visita: 12/2019
Fascia di prezzo: 35-50
Guide e recensioni: Osterie d'ItaliaGolosarioAccademia Italiana Cucina, AliceTouring

-Trino- (VC)


🏛️ Il Convento a Trino: Quando il Blasone non Scalda il Piatto 🍲❄️📉

Situato appena fuori dal centro di Trino, in un edificio storico del 1475 che un tempo ospitava un convento di suore salesiane, il ristorante Il Convento si presenta sulla carta come una delle mete più prestigiose del vercellese. Gestito dalla famiglia Bonato, il locale è celebrato da guide come l'Accademia Italiana della Cucina, il Touring Club e il Golosario, che ne lodano il restauro sapiente e la filosofia a chilometro zero. Tuttavia, dietro l'eleganza storica e le recensioni patinate, l'esperienza reale può riservare bruschi risvegli. ✨📍🚩


Una delusione "ghiacciata" nella bassa vercellese 🍽️📉

Ho visitato questo ristorante nel dicembre del 2019, spinto dalle descrizioni entusiastiche che lo dipingevano come un porto sicuro della tradizione regionale. Purtroppo, mi sono trovato di fronte a una delle più grandi delusioni degli ultimi anni, con una distanza siderale tra il blasone del locale e quanto servito a tavola. La mia visita risale al:

12/2019 --- ❄️

Assegno 69 punti a questa sosta: un voto che salva esclusivamente il primo piatto, senza il quale il punteggio sarebbe sceso a una sufficienza molto risicata. Un'esperienza caratterizzata da una mancanza di cura che definirei quasi inaccettabile per un locale di questo livello.

  • Antipasti da Freezer: Il momento più basso è stato toccato con il vitello tonnato e la carne cruda. Entrambe le portate sono arrivate in tavola a una temperatura improponibile, talmente fredde da sembrare uscite dal freezer pochi istanti prima. Un errore grossolano che ha reso i piatti quasi immangiabili. 🥩🧊😤❌

  • Stile d'Antan: Il locale emana un'aria decisamente vecchia, non nel senso di fascino storico, ma di stanchezza nello stile, nel servizio (risultato freddo e distaccato) e nell'impostazione culinaria. 🏚️📉

  • L'Unica Nota Positiva: Solo il primo piatto ha dimostrato una fattura superiore, riuscendo a risollevare un pasto altrimenti mediocre e portando il voto finale alla soglia dei 69 punti. 🍝🥇

  • Prezzi e Aspettative: Il rapporto qualità-prezzo è risultato sbilanciato: un'offerta cara che non trova riscontro nella cura del dettaglio o nella temperatura di servizio delle portate. 💸⚠️⚠️


Iconici: Tra Storia e Tradizione Rivisitata 📖

Nonostante la mia esperienza negativa, le guide continuano a premiare la struttura per:

  • L'Architettura Quattrocentesca: Un edificio sottoposto alle Belle Arti, con un ampio giardino e un fascino antico innegabile. 🏛️

  • La Panissa e i Plin: I capisaldi della cucina vercellese e piemontese, che dovrebbero rappresentare il cuore dell'offerta. 🥘

  • Cantina Monumentale: Oltre 600 etichette selezionate dalla famiglia Bonato, con un focus particolare sui vini del territorio. 🍷


Il Verdetto del Recensore 🧐

Il Convento ottiene 69 punti. È il classico esempio di come una location splendida e una sfilza di adesivi sulla porta non garantiscano un pranzo all'altezza. Se il servizio è gelido e il vitello tonnato è ancora più freddo, la bellezza del restauro passa in secondo piano. Non è un locale che mi sento di consigliare e certamente non rientrerà nei miei itinerari futuri. ECCELLENZA SOLO SULLA CARTA. 🏅

Punteggio: 69 punti 🎖️

Nota tecnica: La temperatura di servizio degli antipasti è stata un fallimento gastronomico che pesa come un macigno sul giudizio finale. 📉❄️⚠️

Perché rifletterci: Se cercate la semplicità e il calore di una vera osteria, i "tocchi innovativi" e il comfort di questo resort potrebbero lasciarvi delusi come è successo a me. 🏺🕰️🚫

Vibe del locale: Fredda, antiquata e pretenziosa; un convento dove l'accoglienza sembra essere rimasta ferma al secolo scorso. 🏛️🌨️📉
















Alcune immagini dal web:




















Per Osterie d'Italia 2006: "Trino sorge là dove la bassa vercellese incontra il Po, in quel territorio che vide nascere la risicoltura a opera dei cistercensi di Lucedio e dove il bosco della Partecipanza conserva l'ultimo residuo di foresta planiziale della provincia. Qui da alcuni anni Giorgio Bonato, con la moglie Sandra e i figli, ha rilevato l'albergo-ristorante Massimo, rendendolo uno degli indirizzi più sicuri della zona. Segnaliamo che, accanto a pietanze piemontesi che variano quasi quotidianamente in funzione del mercato e delle stagioni, ogni venerdì è presente un menù di pesce (a 35-40 euro). Per stare sul classico, ricordiamo i salumi proposti in apertura - salam 'd la doja, salame cotto del vicino Monferrato, lardo e mortadella di fegato - e gli altri antipasti, fra cui la robiola fresca con pera speziata, i peperoni in bagna caoda, la carne cruda battuta al coltello, la giardiniera con il tonno, il vitello tonnato cotto nel sale e l'insalata di baccalà. Tra i primi non mancano la panissa e gli agnolotti al sugo d'arrosto, emblemi della cucina della zona, ma sono buoni anche i tajarin ai funghi porcini o al sugo di rane e i panzerotti con ricotta e melanzane al pesto. Si può proseguire con arrosti, faraona, filetto, bolliti misti, stufato d'asino, trippa o lumache. Ma se capitate qui tra luglio e novembre, e se i ranatè forniscono la materia prima, ordinate le rane fritte. In chiusura ci sono panna cotta, crêpe al cioccolato o pesche al Brachetto. Ben fornita è la cantina che conta oltre 300 etichette, con particolare attenzione per i vini piemontesi."

Per Alice 2009: "A meno di 3 km dal Po, in centro al paese, all'angolo della strada, si trova un ristorante con camere che dal 1995 garantisce ottima cucina vercellese. D'inverno si trova il camino acceso, ma non le rane per cui è famoso, procurate dai "ranatè" di fiducia da giugno a settembre. Sempre disponibili invece i piatti della tradizione regionale, rivisti e alleggeriti: robiola con noci e pere speziate, carpaccio con bagna cauda, sformati con zucche e carciofi, affettati e salami sotto grasso, panissa (su prenotazione), agnolotti piemontesi fatti in casa con sugo d'arrosto, stinco di vitello al forno. Vari menù disponibili. Saletta più informale per la pausa pranzo, con un menù del giorno. Sabato e domenica apre su prenotazione"

Per il Golosario 2024: 



Per l'Accademia Italiana della Cucina 2023: "Una struttura costruita nel 1475, per volere dal marchese del Monferrato Guglielmo VIII Paleologo. Con un ampio giardino l’ edificio, sottoposto all’intendenza delle Belle Arti, dal 2011, dopo un attento restauro, è diventato un resort hotel che unisce gastronomia e comfort in una struttura dal fascino antico e l’organizzazione contemporanea. Propone una cucina del territorio rivisitata in chiave moderna che abbraccia la filosofia del chilometro zero.
Piatti tipici:
Rotondino tonnato
I plin
La panissa
Arrosto di coppa alle bacche di ginepro
Filettino di maiale alle mele e calvados
Gelato di riso con l’aromatico Apollo
Piatto da non perdere:
Uovo morbido in crosta di riso Venere con crema di patate al tartufo"

Per il Touring Club 2023: "L'antico convento di suore salesiane, oggi sapientemente ristrutturato e trasformato in hotel e ristorante dalla famiglia Bonato, con ogni tipo di comfort e servizio, ha tuttavia saputo mantenere la sua eleganza storica. La cucina, che abbraccia l'ideologia del chilometro zero, riscopre la semplicità dei cibi della tradizione locale, rivisitandoli con consistenze e tocchi innovativi: carpaccio alla bagna caôda o all'albese, gnocchi rosolati in crema di Parmigiano al profumo di rosmarino, filettino al Calvados e, tra i dolci, il classico bunet. Ampia ed equilibrata la carta dei vini con oltre 600 etichette italiane e internazionali"




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