lunedì 25 novembre 2024

Al Pappagallo (84) - Al Pappagallo (Bologna): Storia, Eleganza e il Ricordo di un Amico sotto le Torri

 https://www.alpappagallo.it/



Voto: 84
Numero di visite: 1
Ultima visita: 11/2012
Fascia di prezzo: 66-100
Guide e recensioni: Golosario, Espresso, Michelin, Gambero Rosso, Accademia Italiana Cucina, Alice, Touring, Via dei Gourmet, Italia in Tavola, IlRestoDelCarlino

-Bologna- (BO)



Al Pappagallo (Bologna): Storia, Eleganza e il Ricordo di un Amico sotto le Torri 🦜🏰


Parlare del ristorante Al Pappagallo significa sfogliare l’album d’oro della cucina bolognese. Situato per oltre un secolo proprio sotto le Torri degli Asinelli, in un palazzo trecentesco dalle altissime volte, questo locale è un’icona mondiale. 🌍✨ Alle pareti, le foto autografate di mostri sacri come Hitchcock, Sophia Loren e la splendida Gina Lollobrigida raccontano di un’epoca d’oro che profuma di storia. 🎭📸

La mia visita risale a novembre 2012 📅, un'esperienza che conservo nel cuore non solo per la qualità del cibo, ma per chi mi accompagnava. Fui ospite del Sig. Furci, un caro cliente bolognese e persona di una gentilezza squisita, scomparso prematuramente un paio d'anni fa. A lui devo non solo questa cena di altissimo livello, ma anche il prezioso consiglio di rivolgermi all'Ospedale Rizzoli nel 2005 per un serio infortunio. Un uomo che ricordo con immensa stima. 🙏💼

L'esperienza a tavola 🍽️

In quella serata del 11/2012 🕰️, la cucina ci deliziò con i pilastri della tradizione petroniana:

  • Tortellini da urlo: Piccoli, precisi, una vera opera d’arte della sfoglia bolognese. 🥟✨

  • Fritto Misto Bolognese: Un piatto eccellente, croccante e ricchissimo, eseguito con una maestria d'altri tempi. 🍤🥩

  • Sassicaia: Per accompagnare degnamente la cena, stappammo una bottiglia di Sassicaia. Credo sinceramente di non aver mai bevuto meglio in tutta la mia vita. 🍷🍇🏆

Piatti Iconici (citati dalle guide) 📖

Il Pappagallo, vincitore del Tortellino d'Oro nel 2019, ha sempre vantato piatti che sono pietre miliari della gastronomia:

  • Tortellini al mignolo "Goccia d’Oro": Serviti in crema di latte e parmigiano, una versione sontuosa citata dal Golosario. 🥟🥛

  • Cotoletta alla Petroniana: Rigorosamente con l'osso, accompagnata dal tradizionale friggione. 🥩🍅

  • Lasagna alla Bolognese: La versione "introvabile" e tradizionale, fatta come Dio comanda. 🥘

  • Galantina di pollo: Un antipasto storico che richiede una tecnica magistrale. 🍗✨

  • Zuppa Inglese: Il fine pasto per eccellenza della città, servito con eleganza classica. 🍮🍓

Note e Cambiamenti 🔄

Il locale ha vissuto diverse stagioni, passando per una ristrutturazione elegante curata dai patron Michele Pettinicchio ed Elisabetta Valenti, che hanno saputo riportare luce su questa insegna storica 🕯️. Tuttavia, dopo 103 anni nella sede storica, a settembre 2022 il locale ha chiuso i battenti per trasferirsi.

Aggiornamento del luglio 2025: Al Pappagallo ha riaperto i battenti a Crespellano, vicino all'uscita Valsamoggia della A14 🛣️. Nonostante il fascino della sede trecentesca sia ormai un ricordo, la cucina continua a difendere il suo blasone, attestandosi oggi su un voto di 84 punti. 📈


Il Verdetto del Recensore 🧐

Al Pappagallo rimane un pezzo di storia d'Italia. Anche se la sede storica sotto le torri fa ormai parte del passato, il ricordo di quella cena del novembre 2012 resta indelebile, legato alla grandezza di Bologna e alla nobiltà d'animo del Sig. Furci. 🏅🍷

  • Punteggio: 84 punti 🏅

  • Merito: BARBA di eccellenza storica 🧔‍♂️ (Un locale che ha fatto la storia, pur nelle sue evoluzioni).

  • Perché andarci: Per rendere omaggio a una delle insegne più famose al mondo e gustare primi piatti che sono la grammatica della cucina italiana. 🤝🇮🇹

  • Piatto imperdibile: I tortellini (in brodo o in crema di latte) e il fritto misto. 🥟🍤

  • Atmosfera: Oggi più moderna nella nuova sede, ma sempre votata a un servizio attento e professionale. ✨🏙️


Alcune immagini dal web:

























Per il Golosario: "Nel cuore di Bologna, quasi sotto alla Torre degli Asinelli, la storia della cucina bolognese vi aspetta Al Pappagallo, locale di cui quest’anno cade il centenario che, dopo qualche periodo opaco, grazie alla lungimiranza dei nuovi proprietari, Michele Pettinicchio e la consorte Elisabetta Valenti, vive una nuova stagione di successi in un nuova forma che a dir poco ci ha entusiasmato.
La carta vincente del riscatto, Michele l’ha trovata nel chiamare al suo fianco in qualità di consulente/sovrintendente di cucina quel mostro sacro della cucina bolognese che è Marcello Leoni, cui si deve il plus della sapiente creatività che illumina la già splendida cucina tradizionale espressa. Il locale trasuda storia in ogni dove, ma non è per nulla datato, grazie ad una ristrutturazione elegante e non pacchiana che lo rende veramente accogliente (e qui si vedono le esperienze acquisite in passato dal titolare che arriva dal mondo della moda). E' proprio lavorando nella moda che Michele ha coltivato un amore verso il mondo gourmet unito a una passione per la ricca tradizione bolognese che lo sta portando a grandi risultati. “Non sono uno chef star né un professionista dei fornelli, ma un semplice gourmet che vuole mettere nel piatto ciò che piace a me”. Questa la sua scelta che si sta rivelando vincente.
Di un menu super tradizionale, sarete felici, con una buonissima galantina, poi con degli incredibili tortellini al mignolo in crema di latte e parmigiano Goccia d’Oro (ne esiste pure la versione semplicemente in crema di latte e parmigiano o la ancor più tradizionale in brodo di cappone). Provate anche la ormai introvabile lasagna alla bolognese. Di secondo, buonissima la Cotoletta alla Petroniana accompagnata da un tradizionale Friggione di gran qualità. Sempre sul classico invitante la faraona alla bolognese su fondo bruno. Si chiude con un classico di buona fattura come la convincente zuppa inglese.
In alternativa potrete orientarvi sul menu più creativo.
La carta dei vini è ricca con spunti di ricerca e gran soddisfazione.
Sarà un locale che farà parlare di sé!"

Per l'Accademia Italiana: "Il ristorante del Golf Club nasce con il Club nel 1959. Sin dall’inizio si distingue per la capacità sia di saziare i giocatori con piatti veloci e leggeri e di allestire pranzi e cene di alto livello gastronomico, anche per eventi di ampio respiro. Oltre alla tradizionale cucina bolognese, affianca moderne sperimentazioni culinarie e incursioni nelle altre cucine regionali. All’eccellenza dei piatti cucinati si accompagna quella del servizio. Alla fine del 2022, dal centro storico approda al Golf Club lo storico Al Pappagallo.
Piatti tipici:
Tagliatelle al ragù
Tortellini in brodo
Agnello alla griglia
Cotoletta alla petroniana
Zuppa inglese
Crema rovesciata
Piatto da non perdere:
Salmone e pesce spada affumicati dalla cucina"

Per il Touring: "Locale storico, arredato con raffinatezza, sito in un edificio trecentesco; ventennale gestione familiare che propone una cucina ispirata alla tradizione ma con tocchi innovativi: tortellino in brodo; fritto misto; costola di vitello alla bolognese; tortino soffiato alle nocciole con zabaione al Calvados e mele caramellate. Buona selezione di distillati"

Per Alice: "Ai piedi delle torri, uno storico ristorante caratterizzato da eleganza, discrezione e buon gusto. Piatti appartenenti all'antica tradizione bolognese con la pasta fatta in casa, qualche piatto di pesce e vegetariano; funghi e tartufi in stagione. Tavoli ben distanziati per un po' di intimità e sale per colazioni di lavoro. Conto sui 70-80 euro"

Per il Gambero Rosso 2020: "In un palazzo trecentesco un'insegna storica, in passato frequentata e amata da attori e artisti, vive da un paio d'anni una nuova vita grazie a Elisabetta e Michele, i patron, che oggi rinnovano la tradizione con tocchi di creatività misurata e con materie prime di qualità. Piatti come i tortellini (piccoli) qui sono davvero super: classici in doppio brodo di cappone manzo o al mignolo "goccia d'oro" in crema di latte al Parmigiano Reggiano. Carni e salumi, poi, sono di prima scelta, vedi la cotoletta di vitello con osso o il petto d'anatra con salsa zafferano e arancio. Dolci che vanno dalla zuppa inglese al tiramisù, però scomposto con caffè in bricco. Nutrita la carta dei vini, con una generosa selezione di Champagne, valide incursioni Oltralpe, una ricerca curiosa sul territorio. Attento il servizio."

Per l'Espresso 1997:"Qualche francesismo di troppo: cocotte, concassea, vinaigrette e male usato (si scrive crème brûlée e non crème brule); ma anche con l'italiano non si scherza: carpaccio di manzo al parmiggiano (sic!), sono solo il preludio. Una pomposa ed involuta nota introduttiva al menu, proclama "In questo storico locale già noto in tutto il mondo le tradizioni della grande cucina italiana in tempi non lontani conobbero l'espressione più alta, con amore fedele e creativa passione le riproponiamo ora costantemente rinnovate di nuove fragranze". Prendendo atto potrete ordinare alcuni piatti di nuova fragranza quali: sformatino di formaggio (greve ed insapore), tagliatelle verdi ai funghi porcini, unte e quasi crude; tortellini, lasagne, costoletta alla bolognese, filetto di tacchinella Pappagallo, con formaggio e prosciutto, pesante ed insulso; e tra le novità più spinte: filetto di manzo alla tartara, rombo
con concassea (eccola!) di pomodoro e olive (la carne del pesce è cotta a tal punto che non la distinguereste da un hamburger), salmone grigliato su letto di rucola e vinaigrette. Non meglio il dessert: crema in coppa con biscottini della casa, pesante l'una ed unti gli altri, mousse di limone e frutta candita (non male), bavarese allo zabaione e frutti di bosco. La carta dei vini è inserita nello stesso menu (bilingue) ed elenca vini alla rinfusa senza distinzione di regioni o zone. In basso, in piccolo, viene detto, senza specificarli, che alcuni alimenti possono essere congelati. Il condizionatore, in estate non funziona o meglio, ci informa gentile l'affannato cameriere (è il solo la sera della nostra visita) funziona ma male! Se vi siete indispettiti ed accaldati, potranno forse rallegrarvi le risate, su
tutte quelle del titolare, di un tavolo di clienti amici. Noi non ci siamo divertiti ed abbiamo pagato un conto di 90.000 lire a testa!"

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