lunedì 25 novembre 2024

La Torre Di Gnicche - CHIUSO (79) ⛔️ - La Torre di Gnicche ad Arezzo: Il sapore del mito nel cuore della Toscana

 https://www.latorredignicche.it/


DEFINITIVAMENTE CHIUSO

Voto: 79
Numero di visite: 1
Ultima visita: 08/2001
Fascia di prezzo: 25-35
Guide e recensioni: Osterie d'Italia, Golosario, Espresso, Gambero Rosso, Alice, Touring

-Arezzo- (AR)

 


🍷 La Torre di Gnicche ad Arezzo: Il sapore del mito nel cuore della Toscana


🏛️ Un’osteria leggendaria tra le Logge Vasariane

Situata a pochi passi dalla splendida Piazza Grande di Arezzo, La Torre di Gnicche traeva il suo nome da Federigo Bobini, detto "Gnicche", il leggendario brigante aretino dell'Ottocento. Il locale era una piccola perla: un'unica saletta accogliente che d'estate si espandeva sui gradoni addossati alle logge del palazzo. 🏛️📜

Ho pranzato qui nell'Agosto 2001 🕰️ insieme ad Alessandra e a Filippo, che all'epoca aveva solo due anni, durante una vacanza itinerante per la Toscana. Conservo ottimi ricordi di quel pasto genuino. Purtroppo, come riportato nelle notizie di Febbraio 2024 e confermato nel mio aggiornamento del Novembre 2024 🕰️, il locale ha chiuso definitivamente i battenti. Con la chiusura e il ricalcolo dei punteggi storici, il voto si assesta a 79 punti. 🧔📉🚫


🍽️ Il Diario Gastronomico: sapori sani e tradizioni aretine

Il pranzo dell'Agosto 2001 📅 fu un saggio della cucina di Lucia, fatta di piatti tipici e ingredienti selezionati:

  • Antipasti della tradizione: Un ricco assortimento di crostini e crostoni toscani, serviti in un'atmosfera piacevolmente informale. 🥖🧀🥇

  • Piatti di territorio: Una cucina che onorava i classici come la ribollita e la pappa al pomodoro, cucinata seguendo l'antica ricetta che prevede di rigirare il "velo" in superficie per sette volte. 🥣🍅👌

  • Sapori rari: Una delle poche insegne dove era possibile gustare i grifi all'aretina (spezzatino di muso di vitello) o il baccalà in umido. 🥩🐟

Il tutto era accompagnato da un'ampia scelta di oli extravergini e una cantina monumentale che contava oltre 800 etichette. 🍷📚


🏺 Iconici dalle Guide: Un santuario per i golosi

Fino alla sua chiusura, La Torre di Gnicche è stata celebrata da Osterie d'Italia, Gambero Rosso e dal Golosario per la sua coerenza:

  • La Cantina: Una delle più rappresentative della regione, con scaffali in legno ricolmi di bottiglie e una selezione curata personalmente da Stefano. 🍷🍇🥇

  • Zuppa di Cipolle Gratinata: Segnalata dal Touring come uno dei piatti imperdibili della signora Lucia. 🧅🥣

  • Selezione di Formaggi: Un viaggio tra i pecorini dell'Appennino e i caprini locali, serviti con marmellate casalinghe. 🧀🍯

  • I Dolci di Lucia: Dalla mousse di ricotta con crema di limone alla torta farcita di mascarpone e cioccolato, la degna conclusione di un pasto aretino. 🍰🍋🍫


🧐 Il Verdetto del Recensore

La Torre di Gnicche ottiene 79 punti. È un voto che rende omaggio a un'osteria che ha fatto la storia della ristorazione ad Arezzo, offrendo per decenni un connubio perfetto tra ospitalità amichevole e rigore gastronomico. La sua scomparsa priva il centro storico di un porto sicuro per gli amanti dei sapori sani e delle grandi etichette.

Punteggio: 79 punti 🏅 Slogan: L'ULTIMO BRINDISI AL BRIGANTE GNICCHE NEL CUORE DELLA VECCHIA AREZZO. Merito: La straordinaria competenza sulla cantina e la fedeltà assoluta alle ricette popolari aretine. Perché ricordarlo: Per quel calore rustico delle sedie impagliate e il profumo della pappa al pomodoro che accoglieva i viandanti a due passi da Piazza Grande. 🥣🍷✨ Piatti del cuore: Grifi all'aretina e crostoni toscani. 🥩🥖🥇 Atmosfera: Informale, calda e intrisa di leggenda. 🏛️🛋️🕯️


Alcune immagini di quella giornata ad Arezzo nell' agosto del 2001:





La Torre di Gnicche immagini personali scattate durante le ultime visite ad Arezzo:












Alcune immagini dal web:















Per il Gambero Rosso 2024:


Per il Golosario di Massobrio, edizione 2024: 


Per Osterie d'Italia 2006: "Tavoli in legno, sedie impagliate e un'atmosfera piacevolmente informale caratterizzano questa piccola osteria la cui insegna si ispira a Federigo Bobini detto Gnicchebrigante aretino dell'Ottocento trasfigurato dalla leggenda popolare in eroe romantico. Il locale (un'unica saletta che d'estate si prolunga nei gradoni addossati, sul lato opposto della stradina, al palazzo delle Logge) è a pochi passi dalla splendida piazza Grande. Curata con passione da Lucia, che in sala ha un valido aiuto in Stefano, la cucina offre piatti tipici e tradizionali. Ne avrete un saggio già nel ricco assortimento di crostini e crostoni (insolito quello con fagioli e bottarga) proposti come antipasto. I primi sono soprattutto ribollitazuppa di cipolle gratinata al forno e altre minestre semplici solo in apparenza: per la pappa al pomodoro, ad esempio, si segue una ricetta quasi cabalistica, rompendo e rigirando per sette volte il velo che si forma in superficie nella pentola. I rari grifi all'aretina (spezzatino di muso di vitello) spiccano tra i secondi, affiancandosi al polpettone, alla trippa, al baccalà in umido. La scelta di formaggi è incentrata su pecorini dell'Appennino e su alcuni caprini, serviti con marmellate casalinghe; ottima anche la selezione di oli extravergini. Tra i dolci preparati da Lucia, torta farcita di mascarpone e cioccolatomousse di ricotta con crema di limone e scaglie di cioccolatocrostata di pere e ricottatorta di riso. Le oltre 800 etichette di vino sono selezionate con attenzione e con ampia scelta della produzione locale, con offerte anche a bicchiere."

Per Alice: "Dedicato ad un mitico brigante ottocentesco della zona, vittima della propria ghiottoneria (di frittata con cipolle). Ha pochissimi coperti, che aumentano d'estate quando si può cenare sotto le volte vasariane di Piazza Grande. L'ambiente è informale e la cortesia è di casa. In tavola i piatti della tradizione cucinati con cura a seconda del periodo, della disponibilità e dell'estro dello chef. Tre tipi di olio extravergine e bella carta dei vini (700 etichette comprensive dei distillati) con anche bottiglie a consumo."

Per il Touring: "Un locale semplice ma corretto, con una buona scelta di vini, affettati e formaggi locali e una cucina di sani sapori; la signora Lucia consiglia: la zuppa di cipolle, il baccalà in umido, il grifo (musetto di vitello) all'aretina e i buoni dolci fatti in casa, tra cui la gustosa ricotta e pere. Ottimo rapporto qualità-prezzo"

Per il Gambero Rosso 2020: "L'indirizzo ideale per chi volesse attingere da una cantina ampia e ben rappresentativa delle peculiarità regionali che non manca di importanti incursioni dal resto del Belpaese. Siamo nel cuore del centro storico, proprio a poca distanza da piazza Grande, e qui oltre all'ottima selezione di etichette si può contare su una cucina genuina e regionale basata su classici come
pappa al pomodoro, ribollita, grifi all'aretina e trippa. A questo si aggiunge un'interessante proposta di formaggi. Il tutto in un ambiente caldo, accogliente e curato che ospita scaffali in legno pieni di bottiglie. Competente e cordiale il personale."

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