https://www.ristorantesantuccio.it/
Santuccio ai Colli a Sezze: L'abbacchio leggendario e una Cacio e Pepe audace ✨ ๐ฅฉ
Tra i Monti Lepini, a Sezze, c'รจ un luogo dove le pareti parlano di cinema, letteratura e grande cucina: Santuccio ai Colli. Fondato nel 1969 da Sante Perciballe, oggi รจ portato avanti dai figli Giannino, Sisto e Quinta, con l'inossidabile mamma Lina a supervisionare. ร un locale storico che ha ospitato giganti come Nino Manfredi e Alberto Moravia, e che ancora oggi rappresenta un baluardo della gastronomia laziale, meritando un voto di 88 punti. ๐️๐ฌ๐ท
1: Mezzo secolo di tradizione sui Monti Lepini ๐️
La storia della famiglia Perciballe inizia nel 1969 con Santuccio, un "contadino che sapeva guardare lontano". Oggi, la struttura รจ un complesso che unisce ospitalitร e ristorazione genuina. L'ambiente รจ ampio, dal sapore piacevolmente datato con tovaglie bianche e un grande braciere in bella vista, dove l'accoglienza familiare ti fa sentire subito a casa, circondato dalle foto dei personaggi illustri che hanno varcato questa soglia. ๐️๐๐ค
2: Il Calendario delle Visite ๐
Una sosta autunnale che ha confermato la soliditร di questo caposaldo della provincia di Latina:
11/2025: Una cena dedicata ai sapori della brace e ai dolci del territorio, nonostante un piccolo passaggio a vuoto sul primo piatto. ๐๐ฅ
Riconoscimenti: Il locale รจ un punto fermo per guide prestigiose come Osterie d'Italia, Gambero Rosso, Pecora Nera e l'Accademia Italiana della Cucina. ๐๐
3: L'Abbacchio a scottadito e la Brace di Giannino ๐ฅฉ๐ฅ
Se il nome di Santuccio รจ indissolubilmente legato ai carciofi (da gustare assolutamente tra febbraio e maggio), la mia visita di novembre รจ stata consacrata alla brace. L'abbacchio a scottadito, cucinato magistralmente da Giannino, mi ha davvero entusiasmato: cottura perfetta, carne saporita e tenera. Accompagnato da patate al forno impeccabili e da un calice di Lelio di Cincinnato, ha rappresentato il punto piรน alto dell'esperienza. ๐ฅฉ๐ฅ๐ฅ ๐ง♂️
4: La "Cacio e Pepe a modo nostro" e una nota di sapiditร ๐๐ง
Devo perรฒ segnalare quella che รจ stata la nota stonata della serata: la Cacio e Pepe "a modo nostro". L'ho trovata eccessivamente forte e sapida, con un sapore troppo aggressivo che ha coperto l'equilibrio complessivo del piatto. Un vero peccato, perchรฉ la qualitร della pasta fatta in casa รจ indiscutibile, ma in questo caso la spinta del pecorino รจ risultata poco "educata" per il mio palato. ๐๐ง๐ง
5: Il gran finale: Pastarella di Sezze e Ratafiร ๐ฅง๐
La cena si รจ chiusa in bellezza onorando le radici locali. Abbiamo gustato la tipica Pastarella di Sezze alle visciole e i dolci alla pasta di mandorle, serviti con il Ratafiร (il liquore di visciole locale). Un finale dolce e territoriale che conferma la dedizione di Quinta (detta Dinda) per la pasticceria tradizionale, lasciando un ricordo zuccherino e autentico della sosta. ๐ฅง๐✨
RICONOSCIMENTI ๐ง♂️
Barba di Merito: Segnalazione d'onore per la magistrale cottura dell'abbacchio alla brace, eseguita con una perizia tecnica che restituisce tutto il sapore arcaico dei Monti Lepini; e per la capacitร della famiglia Perciballe di preservare un'identitร gastronomica storica, rendendo Santuccio un porto sicuro per la cucina casereccia laziale da oltre cinquant'anni. ๐
IL VERDETTO DEL RECENSORE ๐ง
Santuccio ai Colli ottiene 88 punti. Nonostante la piccola delusione sulla sapiditร della pasta, rimane un indirizzo imprescindibile per chiunque cerchi la sostanza e la veritร nel piatto. Il servizio cortese e l'atmosfera autentica ne fanno una sosta che mi riprometto di ripetere, specialmente durante la stagione dei carciofi, per esplorare la celebre "bazzoffia". UN CAPOSALDO DELLA TRADIZIONE LEPINI. ๐
Punteggio: 88 punti ๐ Merito: 1 Barba di Merito per l'abbacchio d'antologia e la storicitร del locale. Perchรฉ andarci: Per respirare la storia della cucina laziale e godere di una brace curata con amorevole sapienza familiare. ๐ฅฉ๐ท๐ค Atmosfera: Autentica, conviviale e ricca di ricordi; un tuffo nel passato che scalda il cuore grazie al grande camino centrale. ✨๐ฐ️๐ผ️
Per l'Accademia Italiana della Cucina 2025:
La famiglia possiede due ettari a carciofi, ma non bastano a coprire il fabbisogno. Il locale, molto affollato nei fine-settimana, รจ a conduzione familiare. Sul ponte di comando c'era il giorno dell'apertura e c'รจ ancora mamma Lina, piena d'energie anche se prossima alla novantina. I tre figli hanno ciascuno una specializzazione: cottura alla brace Giannino, cottura in padella e forniture di cantina Sisto, dolci Quinta detta Dinda. In sala la cugina Sandra. E ai muri tante foto. Nino Manfredi, che andava in cucina ad abbracciare mamma Lina e le diceva che per lui era come ritrovare i piatti di sua nonna (un complimento, sia chiaro), ma anche Alberto Moravia e Nino Benvenuti con Emil Griffith.
Consigliamo di non sfinirsi sugli antipasti: un assaggio di ricottine e mozzarelle di bufala, due fette di prosciutto di Bassiano e c'รจ piรน spazio per il resto: in stagione, per i porcini dei monti Lepini. Attualmente, per tutto quello che non รจ pesce: cacio e pepe, strozzapreti, pasta e fagioli, fiorentina, abbacchio a scottadito, grigliata mista, zazzicchie (salsicce), lumache in umido, trippa. Piatto piรน richiesto il «fiIetto 'gnorante» (con lardo e tartufo nero). Per chiudere mousse di castagne, zuppa inglese e i dolci tipici di Sezze,a base di pasta di mandorle oppure crostatine con marmellata di visciole. Vini della regione e non solo. "
Via Santi Sebastiano e Rocco, 95–04018 Sezze
Telefono: 0773/888573
Sito Internet: www.ristorantedasantuccio.it
Tipologia: tradizionale / carne
Prezzi: antipasto 20€, primi 10/16€, secondi 9/24€, dolci 4/7€
Chiusura: mai
OFFERTA
Meritatissimo rientro in guida per questo caposaldo della cucina casereccia laziale, basata su ottimi ingredienti prevalentemente locali trattati con perizia, seguendo le ricette della tradizione. Piatti di terra semplici ma gustosi, in porzioni abbondanti tali da alzarsi dal tavolo pienamente sazi se non piacevolmente appesantiti. Dopo una grossa fetta di bruschetta al pomodoro gentilmente offerta, abbiamo provato l’unico antipasto presente nel menu, quello della casa, che da solo vale un intero pasto, composto da mozzarellina e ricottina di bufala entrambe freschissime, saporito prosciutto di Bassiano, peperoni, melone e rucola, zuppa di fagioli, bruschetta con funghi, polpettine, mozzarella fritta, melanzane e pomodori arrosto. Tra i primi abbiamo optato per delle fettuccine, sia al ragรน sia con la coda alla vaccinara, entrambe cucinate a regola d’arte e con abbondanza di condimento. Eccellenti poi i raviolacci ripieni con lo stracotto di manzo al vino rosso, intensi ma anche eleganti. Passando ai secondi, si va sul sicuro con le salsicce e con la tagliata di manzo su letto di rucola, in entrambi i casi carni di ottima qualitร . Di buona esecuzione anche la trippa alla romana, mentre รจ pura felicitร ritrovare le ormai sempre piรน rare lumache di terra in umido, con finale di goduriosa scarpetta affondata nell’abbondante e gustoso sughetto. Meno interessanti i dolci, classici e senza acuti: panna cotta con topping di cioccolato, semifreddo al pistacchio, pasterelle di Sezze (una alla pasta di mandorle e una crostatina alle visciole). Caffรจ sovraestratto e poco aromatico.
AMBIENTE
Il locale รจ ampio e a dire il vero un po’ datato, con gli arredi tradizionali, le tovaglie bianche e il grande braciere in bella vista. Nei mesi estivi รจ possibile mangiare nello spazio all’aperto.
SERVIZIO
Familiare e alla mano, assai gentile e prodigo di informazioni.
Recensione tratta da Roma de La Pecora Nera – ed. 2025 – www.lapecoranera.net0609"
Per IlMessaggero:
Nessun commento:
Posta un commento