sabato 22 aprile 2023

Trattoria Bottala (75) - Trattoria Bottala a Caselle Torinese: Un Viaggio nel Tempo tra Perlinato e Barbera

Trattoria Bottala TripAdvisor


Voto: 75
Numero di visite: 1
Ultima visita: 01/2022
Fascia di prezzo: 13-25
Guide e recensioni: I Cento Torino, La Repubblica

-Caselle Torinese- (TO) 


Trattoria Bottala a Caselle Torinese: Un Viaggio nel Tempo tra Perlinato e Barbera 🍱

Varcare la soglia della Trattoria Bottala a Caselle Torinese non è semplicemente entrare in un ristorante, ma azionare una macchina del tempo. Con oltre un secolo e mezzo di vita e una gestione familiare che si tramanda da generazioni, questo locale è l'antitesi della modernità. Qui, a due passi dall'aeroporto, il mondo corre veloce, ma tra queste mura il Novecento non se n'è mai andato: perlinato anni '60, l'ostessa Rosanna col suo grembiule d'ordinanza, tavoli apparecchiati come una volta e un'atmosfera sospesa che profuma di ragù e saggezza popolare. 🏛️✨📍


La quintessenza della "Piola" piemontese 🍽️📈

Ho scoperto questo luogo magico grazie alle cronache della cucina verace, trovando una conferma assoluta di quanto la semplicità possa essere ristoratrice. La mia visita risale al:

01/2022 --- 🕰️

Assegno 75 punti a questa esperienza: una valutazione che celebra la resistenza culturale di una trattoria operaia rimasta fedele a se stessa. Nonostante il punteggio non sia da stella Michelin, il valore umano e storico del posto è incalcolabile, rendendolo un indirizzo imperdibile per chi cerca la verità nel piatto.

  • La Tradizione nel Piatto: Il menù è un compendio di piemontesità popolare. Ho ritrovato i sapori schietti di una volta: lingua al verde (o col bagnet rus), un vitello tonnato vecchia maniera, e agnolotti fatti in casa conditi con un sugo d'arrosto saporito e generoso. 🥟🥩🥇

  • Specialità "d'Antan": Dalle anciue al verd ai peperoni in bagna cauda, ogni portata è un inno al territorio. Le porzioni sono pensate per chi lavora e per chi vuole sentirsi a casa, accompagnate immancabilmente da un "quartino" di Barbera come da regolamento. 🍷

  • L'Ambiente: È un luogo dove gli habitué giocano a carte dopo il caffè corretto e dove, se si conquista la fiducia dei proprietari, si può finire a mangiare nel tavolone conviviale del retro insieme a parenti e sconosciuti, guardando la TV come in un pranzo della domenica infinito. 📉😊


Piatti Iconici: Il Ricettario del Cuore (e dello Stomaco) 📖

Celebrata da "I Cento" e da "La Repubblica" come una tappa obbligatoria per chi ama la cucina di popolo, la Bottala propone i classici che hanno fatto la storia delle piole:

  • Agnolotti e Gnocchi Fatti in Casa: Pilastri della cucina di Rosanna e del figlio in cucina, conditi con sughi conditissimi e ruspanti. 🍝

  • Brasato e Polpette: Secondi di carne che richiedono tempi lunghi e mani esperte, serviti con la semplicità di una volta. 🥘

  • Fritto Misto e Frittate: Piatti che variano secondo la stagione, ma che non mancano mai di portare conforto ai commensali. 🍳

  • Zuppa Inglese e Dolci Casalinghi: Chiusure artigianali per un pasto che si conclude spesso con l'immancabile ammazzacaffè scelto dalla schiera di bottiglie sugli scaffali. 🍮


Il Verdetto del Recensore 🧐

La Trattoria Bottala ottiene 75 punti. È un luogo da scoprire e custodire gelosamente. Se cercate il design o il servizio cerimonioso, siete nel posto sbagliato; ma se cercate l'anima di Caselle, la gentilezza fiera di un'ostessa d'altri tempi e un pasto che vi faccia sentire "satolli come crin" con pochi euro, questo è il vostro paradiso. Un amore totale per un pezzo di storia piemontese che continua a resistere, un Barbera alla volta. 🏅

Punteggio: 75 punti 🏅

Merito: L'autenticità assoluta dell'atmosfera e la fedeltà millimetrica alle ricette della tradizione popolare piemontese.

Perché andarci: Per vivere un'esperienza reale, lontano dai circuiti turistici, dove il tempo si è fermato al 1857 e il sapore è quello vero di una volta. 🍕🍷✨

Atmosfera: Casereccia, ruspante e incredibilmente accogliente; una stanza immutata nel tempo dove ci si sente subito parte di una famiglia. ✨🕰️🏙️















Alcune immagini dal web:












Per la Repubblica: "Fermi tutti. La rubrica odierna è di quelle che vanno oltre la routine. Prendete forbici e coccoina, ritagliate questo rettangolo, incollatelo nel vostro quadernetto del cuore (e dello stomaco). E dire che non è merito mio: tutta farina del sacco dell’amico Andrea, che di cucina popolare se ne intende visto che conduce la piola “Barbagusto”. E’ lui che mi dice: “conosci la Bottala di Caselle?”. Non faccio in tempo a dir no, che martedì siamo lì, in tre, in una sosta datata 1857 e condotta dalla stessa famiglia da 112 anni. Perlinato a perdita d’occhio, tovaglie floreali, un tavolone conviviale sul retro: poco è cambiato nell’ultimo secolo. C’è un menu prandiale a 10 euro, ma noi la prendiamo sul serio. E dunque: vitello tonnato; peperoni con acciughe; carne cruda; agnolotti fatti in casa con sugo d’arrosto; gnocchi fatti in casa con pesto; tagliatelle ai porcini; fegato alla veneziana; arrosti; parmigiana; barbera-caffè-ammazzacaffè. Tutto tra il buono e il molto buono, tra il condito e il conditissimo. Gli anziani signori che conducono il vapore son cordiali, noi satolli come crin e se dagli aerei che ci passano sulla testa guardassero in giù, vedrebbero tre uomini felici. 25 euro a cranio, esagerando. Amore totale."

I Cento Torino: "Quando arriviamo davanti alla Trattoria Bottala ci sentiamo un po' come Hänsel e Gretel (a dire il vero, se fossimo in una favola ci chiameremmo Hänsel, Gunther e Otto e saremmo tre piccoli porcellini): una casetta piccola piccola sull'angolo d'una vecchia strada sul confine del centro storico di Caselle (lo sappiamo, è fuori Torino: ma val la pena!), un'insegna antica, una bicicletta parcheggiata fuori, atmosfera sospesa, quasi irreale, l'odor di ragù che si spande per il crocevia. Quando poi sulla porta si affaccia la signora Rosanna la sensazione si rafforza: grande ostessa, figlia di osti, nipote di osti, il portamento fiero, il grembiule, i riccioli biondi. Come resistere? Hansel, Gunter e Otto, infatti, non lo fanno mai ed entrano in questa stanza immutata durante tutto il Novecento - perlinato a profusione, banco-bar, la schiera di amari dietro quello, quadri, foto, piante, vecchi tavoli apparecchiati, aria casereccia in quantità -per trovare conforto in una cucina che più tradizionale non si può. Lingua al verde, vitello tonnato, carne cruda, insalata russa, peperoni con bagna, agnolotti, gnocchi, tagliatelle, arrosto, brasato: se vi viene in mente un piatto piemontese, qua - stagione permettendo - c'è. Tutto in versione popolare, neh, ché in cucina c'è il figlio e la clientela è la gente del quartiere, gli anziani che vogliono mangiarsi un boccone, magari qualche impiegato del vicino aeroporto stufo di alimentarsi a rustichelle. Se saprete conquistare la fiducia degli habitué, dopo dieci minuti vi troverete a bere Barbera, chiacchierare con il solerte Aristide, discettare di calcio con sconosciuti e mangiar frittata. E se proprio entrerete nel loro cuore, potrete anche accedere alla stanza sul retro, dove, a un unico tavolone, pasteggiano assieme amici, parenti e sconosciuti guardando la TV.


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