CHIUSO DEFINITAVAMENTE
Cocciuto a Milano (Via Bergognone): Tanto Rumore per Nulla tra Cornicioni Gonfi e il Sipario che Cala 🍕 🏙️ 📉
Situata in via Bergognone, nel cuore della zona Tortona/Savona, Cocciuto è stata a lungo una delle insegne più chiacchierate della Milano da bere. Con un’estetica curata da bistrot newyorkese — luci soffuse e arredi di design — questa pizzeria ha scalato rapidamente le classifiche delle guide più prestigiose. Tuttavia, nell'aprile 04/2026, il sipario è calato definitivamente sulla sede di via Bergognone. Per regolamento del blog, la chiusura del locale comporta una riduzione del voto, che passa da 75 a 70 punti, segnando la fine di un progetto ambizioso che ha puntato tutto sull'immagine e sui prezzi "gourmet". 🏛️✨📍
1: Un'Oasi Trendy nella Capitale della Moda 🏙️ 🛋️
L'ambiente di Cocciuto era pensato per stupire: un design internazionale e moderno che rifletteva perfettamente lo spirito modaiolo di Milano. Un progetto che mirava a elevare la pizza napoletana a un’esperienza "social" e ricercata, attirando l'attenzione di testate come l'Espresso e il Gambero Rosso. Entrando, si veniva accolti da un'atmosfera decisamente trendy, dove ogni dettaglio era studiato per mettere in scena una proposta gastronomica d'autore in un contesto vanitoso e internazionale. ✨ 🖼️
2: Il Calendario delle Visite 📅
Una sosta dettata dalla curiosità per i tanti riconoscimenti ricevuti, che purtroppo non ha confermato il clamore mediatico:
09/2022: L'unica visita effettuata prima della chiusura definitiva, provata insieme a mio figlio Filippo dopo aver assistito alla presentazione del programma elettorale delle Politiche 2022 del neonato partito politico dell'alleanza tra Renzi e Calenda. Un'esperienza caratterizzata da grandi aspettative ma che, alla prova del palato, ha lasciato la sensazione di un luogo dove l'immagine prevaleva sulla sostanza (stesso discorso per la parte politica 😔). 🕰️ 📉
Voto aggiornato: 70 punti (penalizzato dalla chiusura). Un punteggio che oggi sancisce la fine di un'epoca per questa specifica sede milanese. 📈 🏅
3: Cornicioni Esasperati e Materie Prime 🍕 🥓
Nonostante la decantata scioglievolezza del forno elettrico, la pizza non mi ha convinto pienamente. L'impasto presentava un cornicione esageratamente gonfio e soffice, con una tendenza "gourmet" esasperata. Va però ammesso che i topping erano di altissimo livello: dai presidi Slow Food al Caciocavallo Podolico, fino alle Alici di Cetara e al Guanciale di Cinta Senese. Materie prime indiscutibili che trasparivano in ogni morso, pur scontrandosi con un rapporto qualità-prezzo apparso sproporzionato e un conto decisamente salato. 🧀 🥓 🥇
4: Iconici: I Sapori che Valgono il Viaggio 📖
Le guide hanno celebrato Cocciuto come un laboratorio di sapori, citando spesso piatti diventati manifesto del locale:
Bufala Cocciuta: Una rivisitazione con pomodoro lampadino infornato. 🍅
La Teo: Con bufala affumicata di Agerola, guanciale di Cinta Senese, chips di patate viola e fonduta di parmigiano. 🟣 🥓
La Norma: Versione raffinata con melanzane violette e ricotta infornata. 🍆
Oltre la Pizza: Un menù variegato che includeva paccheri, polpo e bowl per chi desiderava alternative ai lievitati. 🥘
5: Il Sigillo del Tramonto 📉 🧔♂️
L'esperienza milanese di Cocciuto in via Bergognone si chiude con un bilancio in chiaroscuro. Se da un lato la ricerca degli ingredienti era maniacale e il servizio attento e professionale, dall'altro l'hype delle guide si è scontrato con una realtà che spesso sapeva di "tanto rumore per nulla". Pagare il design fa parte del gioco milanese, ma quando il locale chiude i battenti, resta solo il ricordo di una pizza che cercava la poesia senza trovarla del tutto, rimanendo imprigionata nei propri orpelli. 👏 💵
IL VERDETTO DEL RECENSORE 🧐
Cocciuto ottiene 70 punti. È stato un locale che si è imposto con forza grazie a una comunicazione efficace, ma che ha lasciato tiepido chi cercava la verità del piatto oltre il design. Con la chiusura definitiva del 2026, si conferma che l'hype non sempre basta a sostenere il peso del tempo. TANTO RUMORE PER NULLA. 📉
Punteggio: 70 punti 🔢
Merito: Per l'altissima qualità delle materie prime selezionate e l'ambiente moderno di respiro internazionale.
Perché andarci: Ad oggi non più possibile per chiusura definitiva; restava una meta per chi amava i contesti trendy di Milano. 🍕 🍷
Atmosfera: Trendy, ricercata e "newyorkese"; uno specchio perfetto della Milano che corre, forse troppo. ✨ 🏙️
Entri e gli arredi ti rimandano come sempre a un’idea diversa dal coté popolare di pizzeria che abbiamo: luci basse, una scritta rosso/dark col nome dell’insegna sopra al bancone a vista e arredi curati nel dettaglio, tipo bistrot newyorkese. In passato è capitato che il servizio avesse modi spicci (nell’accoglienza) o lenti (nella somministrazione) ma questo è un riflesso del momento che viviamo. Pensieri che fuggono quando arrivano sotto i baffi queste favolose pizze da forno elettrico, perfettamente tonde, con bordo gonfio, soffice e alto e scioglievole sottigliezza al centro.
Alessandro Laganà e Mattia Fabris – 33 e 27 anni, esperienze in ristoranti importanti – sanno bene che la pizza digeribile nulla sarebbe senza condimenti all’altezza. E così arrivano classiche con piccoli e intelligenti twist (Bufala Cocciuta con pomodoro lampadino infornato) e pizze speciali che ancor sospiriamo al ricordo (la Teo, con bufala affumicata di Agerola, guanciale di cinta senese, chips di patate viola e fonduta di parmigiano). Per i non-pizza-maniac, c'è a disposizione qualche semplice proposta di cucina. "
Nessun commento:
Posta un commento