domenica 26 febbraio 2023

Anice Stellato e La Familiare (84) - Tradizioni e Contrasti: Venezia e la Liguria a 84 Punti

https://www.osterianicestellato.com/



Voto: 84
Numero di visite: 1
Ultima visita: 03/2008
Fascia di prezzo: 60-90

-Venezia- (VE) 

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Voto: 84
Numero di visite: 1
Ultima visita: 01/2009
Fascia di prezzo: 45-62
Guide e recensioni: Osterie d'Italia, Golosario, Accademia Italiana Cucina, Alice, Corriere della Sera, Scatti di Gusto

-Albissola Marina- (SV) 
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Tradizioni e Contrasti: Venezia e la Liguria a 84 Punti ✨ 🛶

In questo post raccogliamo due indirizzi di buon livello che hanno segnato i miei itinerari tra Veneto e Liguria. Entrambi condividono un punteggio di 84 punti, ma rappresentano esperienze profondamente diverse: da una parte l'eccellenza veneziana che sfida il tempo e il turismo, dall'altra una storica gloria ligure che sembra attraversare una fase di incertezza. 🏛️📜⚖️


1: Osteria Anice Stellato a Venezia ✨ 🛶

Situata nel suggestivo sestiere di Cannaregio, lungo la Fondamenta de la Sensa, questa osteria è un approdo storico per chi cerca una cucina veneziana rivisitata con estro. La mia visita risale al 03/2008, un'epoca in cui l'arredo di gusto e la solidità del pesce fresco giustificavano già un conto importante (fascia 60-90€). 🛶🍷⭐

L'Atmosfera e i Cicheti 🏛️

Arrivare fin qui è un'occasione per scoprire uno degli angoli più autentici e tranquilli di Venezia. Il bancone in legno accoglie con una distesa di piatti in bella mostra: i famosi cicheti, sarde in saor e folpetti bolliti. È il luogo ideale per uno spuntino veloce o per un pasto completo sotto le travi a vista, godendosi, se fortunati, uno dei pochi tavoli all'aperto lungo il canale. 🏛️🐙🥖

La Cucina delle Guide 🍝🥇

  • Primi Piatti: Gli spaghetti alle vongole di Elisa Pantano sono celebrati da Identità Golose per la loro mantecatura cremosa. Il Gambero Rosso suggerisce invece le tagliatelline con calamaretti e fagioli cannellini. 🍝

  • Creatività di Mare: Il Golosario loda il calamaro farcito di pappa al pomodoro e pecorino, mentre le guide storiche segnalano la zuppetta di gransipori e le cappelunghe dorate. 🦑🍅

  • Qualità e Territorio: Pane con pasta madre e dolci fatti in casa completano un'offerta che attinge quotidianamente dai mercati di Rialto e Caorle. 🥖🍰🥇


2: La Familiare ad Albissola Marina ✨ 🌊

Un locale storico nel centro del paese della ceramica, a due passi dal mare. La mia esperienza risale al 01/2009, quando la cucina di Pina Algerì assicurava una solida continuità tra mare e terra. Tuttavia, le cronache recenti (come quelle di Luca Iaccarino per il Corriere della Sera) invitano oggi alla massima cautela. 🌊🐟⚖️

Il Patrimonio Gastronomico Ligure 🏛️

Nelle sue stagioni migliori, La Familiare è stata il tempio dei sapori liguri "senza fronzoli":

  • I Grandi Classici: Lo stoccafisso accomodato (piatto da non perdere per l'Accademia), le acciughe ripiene e il tortino di patate e acciughe. 🐟🥇

  • Paste Fresche: Ravioli di pesce (definiti ottimi), pappardelle alla pescatrice e le immancabili trofie al pesto con fagiolini e patate. 🍝

  • Il Tocco di Casa: Il coniglio alla ligure e i tortellini in brodo (eredità emiliana) hanno sempre offerto una valida alternativa al pescato del giorno. 🐰🍲

Una Nota di Prudenza ⚖️❓

Se un tempo il Golosario ne lodava la filosofia del "vecchio che avanza", inteso come cucina di donne appassionate contro gli chef moderni, oggi il locale sembra soffrire di gravi lacune nel servizio e nell'esecuzione (piatti tra i 12 e i 18 euro). Un indirizzo che meriterebbe una verifica attenta per capire se l'anima di un tempo sia ancora presente. 🤵‍♂️❄️📉


IL GIUDIZIO DEL RECENSORE 🧐

Questi due locali, pur con lo stesso punteggio di 84 punti, riflettono le sfide della ristorazione italiana contemporanea:

  • Osteria Anice Stellato: Un'eccellenza che resiste ma che oggi risente della pressione turistica veneziana sui prezzi. 🛶

  • La Familiare: Una gloria del passato che deve ritrovare l'empatia e il rigore tecnico di un tempo. 🌊🤔


Anice Stellato: Foto del menù e della porta d'ingresso maggio 2023:



Anice Stellato, alcune immagini dal web:




















La Familiare, alcune immagini dal web:




















ANICE STELLATO:

Per il Gambero Rosso buoni vini ed una cucina eclettica, di mare ma con deviazioni sfiziose come la pancia di maiale alle 5 spezie o esotiche come il sugo di coda per i paccheri, su una piazza non facile come quella veneziana. Cordialità ed efficienza in sala.

Per il Gambero Rosso Edizione 2006: "L’atmosfera dell’Anice stellato è veramente piacevole (sia a pranzo che a cena, in estate come in inverno) sia per il modo in cui è arredato il locale, che per il servizio attento ma disinvolto; inoltre arrivare fin qui è un’occasione per scoprire e godere uno degli angoli più caratteristici di Cannaregio. La cucina propone una serie di piatti tradizionali rivisitati con un pizzico di inventiva, anche se nell’ultimo periodo la verve innovativa di un tempo sembra minore. Si può cominciare con un carpaccio (tonno, pesce spada, branzino…), con gli antipasti bolliti (folpetti, sarde in saor, alici marinate…). Tra i primi ci sono le tagliatelline con pomodorini calamaretti e fagioli cannellini o i tradizionali spaghetti con i caparossoli o allo scoglio; tra i secondi pesci o crostacei ai ferri secondo mercato, seppie al nero o il fritto misto con le verdure (che però non ci ha convinto del tutto). Immancabile conclusione con i dolci della casa."

Per il Golosario: "Uno degli scorci più belli della città, di fronte alla Fondamenta de la Sensa, ospita questo locale in cui Estevan Bruno e Ilenia Conte hanno dato vita a un menu piacevole tanto nelle proposte di mare che in quelle di pesce, a cui si aggiungono interessanti portate vegetariane. Cantina di spessore.Piatti imperdibili: ricciola, crema di datterini, ricotta e mela verde; gazpacho di pomodoro, cozze in tempura, melanzana al limone (anche nella versione vegetariana con la burrata); paccheri con polpo alla genovese; calamaro farcito di pappa al pomodoro e pecorino, crema di zucchine e fagiolini; pescato del giorno"

Per il Touring: "Tipica trattoria veneziana situata in posizione tranquilla e con possibilità, nella bella stagione, di accomodarsi a uno dei pochi tavolini apparecchiati all'esterno. In un ambiente semplice e curato, potrete assaggiare le specialità marinare della casa, realizzate secondo la disponibilità quotidiana di pesce fresco, con un tocco di creatività"

Per Osterie d'Italia 2006: "Arrivando dal piazzale Roma si può raggiungere l'osteria a piedi. Il locale, arredato con gusto, dispone di due sale e, nella bella stagione, di quattro tavoli all'esterno, sempre molto richiesti. La gestione è familiare: mamma Luciana ai fornelli con l'aiuto del figlio Silvio e della nuora Franca, mentre l'altro figlio Alessandro si occupa della sala con la moglie Martina. Il menù è prevalentemente a base di pesce: l'offerta varia quotidianamente in base a quanto offrono i mercati di Rialto e Caorle. Si inizia con i tradizionali cicheti, sarde in saor, vongole veraci e peoci fatti saltare in padella, sardoni aromatizzati con limone e zenzero e cotti in forno. La pasta, lavorata in casa oppure acquistata in un pastificio di Gragnano, è condita in svariati modi: alla buranella con sugo di crostacei, con seppioline e fagiolini cannellini, con scampi e fiori di zucca. Inoltre ravioli con ripieno di mozzarella di bufala, risotti e, nella stagione fredda, una pasta e fagioli arricchita con crostacei. Molti i secondi e tutti di prim'ordine, dalle semplici sarde impanate al ricco fritto misto di pesce, dalla razza alle erbe aromatiche di stagione al salmone aromatizzato con l'aneto o al pesce spada con ginepro e timo. Eccezionali, ma non sempre in menù, la zuppetta di gransipori e le cappelunghe dorate. Come contorni, in stagione il carciofo violetto di Sant'Erasmo, Presidio Slow Food, e le tipiche castraure. Si chiude con una curata selezione di formaggi, tra cui l'ottimo vezzena, e con i dolci. Da bere un piacevole bianco sfuso e alcune etichette regionali."

Per Alice: "Ci si arriva a piedi da Piazzale Roma, oppure con la linea 1 (San Marcuola) o la 52 (Sant'Alvise). Appena entrati in questa osteria che il tempo non ha - fortunatamente - cambiato, sarete stupiti dalla distesa di piatti da portata che, in bella mostra sul bancone in legno, offrono antipasti e assaggi di pesce e verdure, i famosi "cicheti", qui proposti in infinite e gustose varianti. Potrete quindi limitarvi ad un ricco spuntino o, avendo prenotato (i posti sono limitati e gli avventori sempre numerosi), concedervi un pasto completo a base di quanto offerto dai mercati di Rialto e Caorle. Paste fatte in casa (o acquistate presso il pastificio Setaro di Torre Annunziata) con sughi di pesce a seconda della stagione; secondi di prim'ordine quali la frittura mista, o il filetto di tonno marinato nella senape avvolto in foglie di speck e verdure fritte. Pane (lievitato naturalmente con pasta madre) e dolci fatti in casa. Vini non solo regionali."

Per Identità Golose: "A Cannaregio, è un posto in cui si mangia bene. Elisa Pantano prepara degli Spaghetti alle vongole strepitosi, belli mantecati e cremosi."

LA FAMILIARE:

Questo il commento di Luca Iaccarino per il Corriere della Sera: "La cena alla trattoria La Familiare è una delle peggiori degli ultimi tempi: titolare scortesissimo, camerieri inesperti — piatti portati via ancora da terminare, bottiglie prese per l’imboccatura (in tempi Covid!).
Ricette mal concepite ed eseguite (una «zuppa di pesce» costituita praticamente solo da cicale e gamberetti tutti non puliti, quindi impossibile da mangiare), in un locale in cui i piatti costano tra i 12 e i 18 euro l’uno”.
Prendiamo un piatto a testa, ci basta e pure avanza, ché l’atmosfera è pesante come quella della bagna cauda; così scappiamo verso una gelateria, sperando che non ci tratti ugualmente a canocchie in faccia”.
 
Per Osterie d'Italia 2006: "Il sodalizio tra Giovanni (Stefano) Vassallo e Pina Algerì (origine siciliana ma cultura gastronomica ponentina) assicura continuità a questa graziosa trattoria nel piccolo abitato del paese della ceramica. Il vicolo, la piazzetta fiorita, il mare a pochi passi, l'edificio antico, il piccolo dehors rendono molto gradevole il contesto; la solida cucina, che unisce mare e terra, farà il resto. Tra le proposte di mare, sicuramente prevalenti, si apprezzano preparazioni che da sempre compaiono sulle tavole liguri: le acciughe ripiene, le seppie in umido, il tortino di acciughe e patate, la buridda di stoccafisso (talora anche servito lessato con patate e aromi) in compagnia delle terragne trenette al pesto o dei tradizionali ravioli di verdure. Un pasto a base di questi piatti permetterà di contenere la spesa (con due portate e il dessert si sta intorno ai 25 euro), mentre si sale se si scelgono i ravioli di pesce (ottimi) o le paste con sughi marinari (buone le pappardelle alla pescatrice), il fritto misto di pesce (ricco di varietà e ben eseguito) o un pesce da spina al forno. Chi avesse un appetito robusto può aprire con un antipasto, scelto tra insalata di polpo, guazzetto di muscoli e vongole, tonno o spada marinato. Parlando di carne, un filetto o, ancor meglio, un coniglio alla ligure daranno soddisfazione. Dessert casalinghi, come budini, torte, tiramisù. La carta dei vini tocca tutte le regioni italiane, con particolare riferimento ai bianchi liguri e friulani. Disponibilità di mezze bottiglie."

Per Alice: "Accogliente locale del centro, a due passi dal mare. Due salette di cui una più raccolta, ideale per una serata galante. Tanto pesce e verdure di Liguria, preparati nella cucina a vista: trofie al pesto con fagiolini e patate, ravioli di pesce, totani ripieni, coniglio alla ligure e dolci caserecci"

Per il Golosario: "Albissola è quella parte della Liguria un po’ dimenticata dai vacanzieri di giornata provenienti dal Piemonte, che generalmente girano a destra dalla A26, verso Alassio e Finale e dalla Lombardia che si fermano a Varazze per tenersi lontano da Savona e dal suo porto. Invece questa località nasconde angoli interessanti, un dolce lungomare sabbioso e alcuni spunti gastronomici non troppo battuti.
Tra questi ho provato la Trattoria La Familiare (piazza del Popolo, 8 - tel. 019489480), che come sottotitolo ha il curioso Vecchio che avanza, che io interpreto come quel luogo che premia dietro ai fornelli donne dai capelli bianchi piuttosto di chef barbuti e tatuati. In effetti in cucina spadellano donne, non tutte canute a dire il vero, mentre in sala dirige Pietro che spiega e introduce il menu famigliare.
Ci troviamo ovviamente tanto mare, perché questo si aspetta il turista gastronomo, tutto fresco e tutto o quasi di vicina provenienza, come le alici del mar ligure fritte, le triglie in guazzetto, oppure gli scampi alla griglia. Bene gli antipasti, ma il meglio ce lo da il fuori menu (che nei ristoranti di pesce è sempre una bella tradizione) con le alici fritte già ricordate, bene i primi con spaghetti alle vongole e pasta corta agli scampi, ma ci piace e ci incuriosisce la presenza dei tortellini in brodo, frutto di un vecchio legame famigliare di tradizione emiliana che è giusto mantenere vivo.
I secondi sono ottimi, come la frittura di paranza e la cernia al forno, le aragostelle alla brace. Finiscono il menu i dolci, tradizionali e molto calati nel detto Il vecchio che avanza: il tiramisù, la cheesecake ai frutti di bosco e la torta di nocciole con gelato alla crema.
La carta dei vini è semplice ma ricercata con riferimenti del territorio ligure, ma anche tanti buoni abbinamenti dai grandi bianchi del nord-est (Bolzano e Friuli) e dalle bollicine piemontesi e lombarde.
Se si vuole mangiare pesce e lo si vuole fresco e senza fronzoli questo è di certo un buon indirizzo."

Per l'Accademia Italiana: "trattoria tradizionale
Piatti tipici:
pappardelle fatte in casa alla pescatrice
ravioli di verdura o di pesce
acciughe ripiene
dolci casalinghi
Piatto da non perdere:
stoccafisso accomodato"

Per Scatti di Gusto:


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