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Ottimi Porti a Torino e ad Anzio! 😋
In questo post desidero raccontarvi due esperienze culinarie vissute in momenti diversi della mia vita, ma accomunate dallo stesso punteggio di eccellenza. Sebbene le visite non siano recenti, i ricordi sono nitidi, supportati da alcune immagini scattate durante i miei passaggi a Torino e Anzio nel corso del 2023. ✨📍
Ristorante Porto di Savona: Un’Istituzione sotto i Portici di Torino 🍷🍝🏛️
Situato nella splendida cornice di Piazza Vittorio Veneto, proprio all'imbocco di Via Po, il Porto di Savona è uno dei locali più antichi e ricchi di storia della città (1863). Vi ho cenato in due occasioni speciali con Alessandra, la prima nel 1996 e la seconda l'anno successivo.
L'esperienza a tavola 🍽️
Le mie visite si sono concentrate a metà degli anni '90:
11/1997 --- 🕰️.
Sapori della Tradizione: Ancora oggi conservo un ricordo indelebile degli agnolotti al sugo d'arrosto e, soprattutto, della finanziera. Quest'ultima, provata durante l'ultima visita, resta una delle migliori della mia vita per intensità e rispetto della ricetta originale. 🥩🍝🥇
I Classici Piemontesi: Il locale è un tempio della cucina sabauda: dal vitello tonnato al bollito misto, fino alla tofeja (minestra di fagioli e maiale) tipica dei mesi invernali. 🍲🍷🥇
Dolci del Territorio: Non si può chiudere senza il bonet, la panna cotta o una fetta di torta alle nocciole, accompagnati da una buona selezione di vini locali. 🍮🌰🥇
Il Giudizio della Critica 📖
Il ristorante è celebrato dalle guide per la sua capacità di mantenere intatto il fascino ottocentesco:
Punto di Riferimento Storico: Osterie d'Italia e l'Accademia Italiana della Cucina lo inseriscono tra i Locali Storici d'Italia, lodando la bellezza delle sale con boiserie e vecchie foto che raccontano la Torino di un tempo. 📚🏛️✨
Rapporto Qualità-Prezzo: Tutte le guide, da Alice a Gambarotta, sottolineano l'onestà dei prezzi e l'abbondanza delle porzioni, rendendolo amato sia dai gourmet che dai giovani universitari. 📚💰🍝
Romolo al Porto: L'Eccellenza del Pescato ad Anzio 🌊🐟⚓
Consigliato dal mio amico Gian, Romolo al Porto rappresenta un approdo sicuro per chi cerca il meglio che il Mar Tirreno possa offrire. La gestione dei fratelli Walter e Marco Regolanti è istrionica e di altissimo livello professionale.
L'esperienza a tavola 🍽️
La mia visita risale a circa dieci anni fa:
06/2014 --- 🕰️.
Il Trionfo del Mare: La materia prima è imbattibile. Ricordo una batteria di antipasti crudi e cotti curata in modo certosino. I gamberi rossi e i crudi lavorati con solo sale, erbe e olio d'alto livello sono il vero marchio di fabbrica. 🦐🌊🥇
Primi Iconici: La celebre minestra di pesce anziate (con spaghettini spezzati e brodo di piccoli pesci saporiti) è un piatto da non perdere, così come gli spaghetti con polpetti e pecorino. 🍝🐟🥇
Sperimentazione e Cantina: Walter Regolanti, sommelier pluripremiato, guida una cantina solida con una sezione pionieristica dedicata ai vini naturali e biodinamici. 🍷🍾🥇
Il Giudizio della Critica 📖
Il locale è costantemente ai vertici delle classifiche nazionali:
Materia Prima Imbattibile: Il Gambero Rosso e 50TopItaly lo considerano un'insegna iconica, dove la paranza di famiglia assicura pesce freschissimo ogni giorno, senza mai ricorrere ad allevamenti. 📚🦐🏅
Esperienza Sensoriale: Scatti di Gusto e l'Espresso esaltano la maestria dello chef Marco nel gestire cotture innovative e la capacità di Walter di far sentire l'ospite "vezeggiato" in un ambiente dove il mestiere si vede in ogni dettaglio. 📚🏛️✨
Il Verdetto del Recensore 🧐
Entrambi i locali meritano il punteggio di 85, seppur per ragioni diverse. Il Porto di Savona a Torino vince per il calore storico e un rapporto qualità-prezzo favorevole, mentre Romolo al Porto ad Anzio eccelle per una qualità del pesce che rasenta la perfezione, nonostante una fascia di prezzo decisamente più sostenuta che ne penalizza leggermente il giudizio complessivo sulla convenienza. 🏅🇮🇹
Punteggio: 85 punti (per entrambi) 🏅 Merito: - Perché andarci: Per la storia e la Finanziera a Torino; per i crudi di mare impareggiabili ad Anzio. 🥩🦐 Piatti del cuore: Finanziera (Torino) e Minestra di pesce (Anzio). 🍛🍲🥇 Atmosfera: Storica e sabauda a Piazza Vittorio; effervescente e marinaresca sul porto di Anzio. ✨🏛️🌊
Piatti tipici:
pasta fresca
fritto misto
bollito e brasati
torta alle nocciole
bunet"
provare il vitello tonnato o la scottata con zucchini e parmigiano. Validi i dolci della casa: bonet, panna cotta, semifreddo al cioccolato caldo. Lodevoli la presenza di un menu per bambini e l'offerta, a mezzogiorno, di piatti unici per un pranzo economico. Da migliorare la carta dei vini, anche se è disponibile qualche discreta etichetta."
Per l' Espresso 1997: "In questa piacevole osteria dai bei soffitti a volte, trovate, a mezzogiorno, una
bella scelta di piatti unici (pantagruelici) tra le 15 e le 20.000 lire, mentre il menu bimbo'" è a 15.000. Buoni gli antipasti della tradizione piemontese, buono il pesto delle trofie cosi come tutti i primi insaporiti dal gorgonzola, che è il grande formaggio della casa, tanto che consigliamo di non perdere la 'novarese' (una milanese coperta da gorgonzola fuso).
cui, in passato, partivano le diligenze dirette verso la Liguria questo locale, uno dei più antichi di Torino, propone una cucina piemontese in un ambiente familiare e caratteristico. E frequentato da ogni
genere di clientela, anche da molti giovani della vicina università. I rapporto qualità-prezzo è favorevole.
Piatti consigliati. Antipasti: verdure ripiene; cotechino; vol au vent con fonduta; peperoni al forno. Primi: gnocchi al gorgonzola; penne al porto di Savona; tajarin; crespelle. Secondi: bolliti misti; brasati al Barolo; merluzzo con polenta; tofeja. Dessert: tiramisù; bonet; panna cotta; torta di mele.
Vini: Barbera, Grignolino, Cortese."
Per l' Accademia: "Ristorante sul Porto Innocenziano con tavoli all'aperto, aria condizionata e cucina di mare, tra i più celebri di tutta Anzio. I prezzi, piuttosto sostenuti rispetto a quelli praticati dai numerosi locali circostanti, sono ampiamente giustificati dalla qualità del pesce che viene proposto.
Piatti tipici:
antipasti di crudi di mare
spaghetti con polpetti (o alici) e pecorino
minestra di pesce con vellutata di ceci
catalana di crostacei
pescato del giorno in guazzetto
freddo di gianduia
Piatto da non perdere:
zuppa di pesce
Nome della ricetta:
minestra di pesce con vellutata di ceci
Ingredienti:
250 g di pasta di Gragnano (di vari formati)
500 g di pescato del giorno (spigola, razza, ombrina, sogliola)
300 g di ceci essiccati
1 scalogno (o in alternativa 1 cipolla) di grosse dimensioni
2 dl olio e.v.o.
Peperoncino e sale: q.b.
Procedimento:
Sfilettare il pesce e metterne da parte il corpo ... disporre in una capiente casseruola le lische del pesce con abbondante acqua, farle cuocere e ridurre il tutto di un terzo ... lasciare in ammollo i ceci per un giorno intero ... dopo averli ammollati per bene, preparare un soffritto di scalogno (o in alternativa di aglio e cipolla appena imbionditi), olio extravergine di oliva e un po’ di peperoncino ... farvi cuocere i ceci fino ad insaporirli molto bene e poi frullarli, aggiungendo un pochino di olio e di brodo di pesce fino ad ottenere una crema omogenea ... prendere una capiente padella, versare sul fondo abbondante brodo, quindi metterci il pesce precedentemente sfilettato e portarlo ad ebollizione ... aggiungere quindi pasta " ammischiata " di Gragnano e, a metà cottura, un po' di vellutata di ceci ... terminare la cottura aggiustando di sale e peperoncino e, se serve, ancora un pochino di vellutata ... far tirare la minestra e servire in tavola."
Per Scatti di Gusto: "Anzio. Romolo al Porto, ristorante d’aMare e di pesce fresco vicino Roma.
Il ristorante Da Romolo al Porto è un locale storico, nato nel 1968 grazie all’intuito e alla passione di Romolo Regolanti, papà di Walter (sommelier) e Marco Tullio (chef) che portano avanti l’attività di famiglia con orgoglio e grande successo, tant’è che il ristorante è diventato metà fissa di gourmet, foodies, critici enogastronomici, chef e personaggi del mondo dello spettacolo di Roma e non solo.
Proprio pochi giorni fa a Walter è arrivato il più prestigioso riconoscimento nel mondo del vino, quello di “Chevalier” dell’Ordre des Coteaux de Champagne. E lui, il Cavaliere dello Champagne di Anzio, è felice e orgoglioso di portare alto nel mondo la sua città natale.
I segreti del successo di Romolo al Porto sono pochi: solo pesce freschissimo locale, pescato a “km 0”, frutta e verdura di stagione della zona, la pasta all’uovo e i dolci fatti a mano dallo staff, con gli ingredienti di prima scelta e una carta di vini che farebbe invidia ai ristoranti più “in”.
Più di 350 etichette prestigiose, nazionali ed estere, tra cui 30 Champagne, con un focus sui vini “naturali” e un altro sui vini laziali. Infatti, ho scelto con grande piacere Epos, un Frascati Riserva di Poggio le Volpi.
Una curiosità: questo è stato il primo ristorante in Italia ad inserire una sezione di biodinamico, biologico e naturale.
E ora sta arrivando un’altra novità: “Aged”, una sezione dedicata ai vini di annata. Walter è convinto che il vino non va assolutamente bevuto giovane, che è una materia che continua a vivere e ad evolversi anche nelle bottiglie, e che bere i vini evoluti dà molte più soddisfazioni. Quindi a breve troverete una pagina in più, con circa una ventina di etichette e diverse annate di ognuna di esse.
Il vero cavallo di battaglia di Romolo al Porto sono i crudi. Pesce freschissimo, ça va sans dire, lavorato con semplicità, insaporito con pochi elementi: il sale, le erbe aromatiche e l’olio buono, quello serio.
Se seguite il profilo di Walter Regolanti che è decisamente social, avrete notato che ogni pomeriggio, subito dopo l’asta, lui pubblica il post con il pesce disponibile della giornata. Quante volte vi è capitato sbavare sopra le immagini di cassette di ricci di mare, sui gamberi rossi succulenti o sull’argento di alici?
Prendete nota: se avete in programma la cena da Romolo, studiate il pescato del giorno, chiamate e prenotate “quel pesce” o “quelle mazzancolle”. Anche se quando ci vado io, mi affido totalmente alla maestria e bravura di Walter e Marco.
La selezione di crudi può essere composta da 10 portate (25 €) o da ben 18 portate (45 €).
Scampi olio e limone.
Gamberi rossi olio e pepe.
Tracina al timo e pepe.
Fragolino con rosmarino.
Gamberi bianchi.
Mazzancolle con julienne di carciofi.
Tre lati di tonno: filetto, pancetta e lardo bruciacchiato, impareggiabile.
Bolle di sapore: 5 assaggi di crudi tra gamberi, calamari e tonno, marinati negli estratti di frutta e verdura aromatizzati. Una vera tavolozza di sapori e di colori.
Grissino integrale al crudo con asparagi di mare e vellutata di spinaci.
Un tris di tartare sul pane carasau: gamberi rossi, tonno e puntarelle con calamari
Per chiudere il cerchio, gli antipasti cotti sono d’obbligo: una selezione di 10 portate (25 €) o di ben 20 portate (45 €).
Seppia croccante glassata.
Tortino di patate e merluzzetti.
Tempura di verdure e calamaretti.
Bocconcini di merluzzo al burro e alici.
Se ce la fate a mangiare ancora, o se avete rinunciato a qualcuna delle portate, dovete assolutamente assaggiare la minestra di pesce anziate, un’antica ricetta dei pescatori (15 €). Brodo saporito e concentrato, fatto con i piccoli pesci che non vuole nessuno perché pieni di spine, ma infinitamente saporiti, pomodorini che aggiungono quella giusta acidità e spaghettini spezzati. Leccherete il piatto.
Ma, naturalmente, potete assaggiare altro: i maltagliati con i frutti di mare e crostacei (15 €), spaghetti con polpi e pecorino (15 €), spaghetti con le vongole (13 €) oppure un fragolino al forno con patate, pomodorini e olive di Gaeta (25 €), un coccio ai quattro pomodori o una catalana di crostacei (35 €).
Se avete voglia di semplicità (per il modo di dire), ordinate una frittura di paranza (15 €), un arrosto di pesce o di crostacei (25 €) o un’aragosta, ma lasciate uno spaziato per i dolci della casa.
Magari ad una selezione di dolci misti (12 €): semifreddo al pistacchio, un tortino bianco e un gianduiotto freddo, naturalmente, con un calice di vino da abbinare.
Quindi capite che andare da Romolo al Porto non è semplicemente sfamarsi, è vivere un’esperienza sensoriale, unica.
Voi lo conoscete già, vero?"
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