Aquila Antica - La Sentinella del Canavese
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Marrakech Da Gustavo - La Sentinella del Canavese
L'Eredità del Gusto: Quattro Soste Indimenticabili da 84 Punti ✨ 🏛️
Questo post collettivo è dedicato a una selezione di locali che hanno segnato la mia ricerca culinaria e che oggi, per diversi motivi, non sono più attivi nella loro forma originale o hanno cambiato pelle. Un omaggio a luoghi scoperti grazie a Osterie d'Italia e che conservano un punteggio di 84 punti nel mio archivio: un voto che, pur abbassato di un punto col tempo per far spazio alle new entry, testimonia un'eccellenza che ha lasciato il segno. 🏛️📜🥘
1: Aquila Antica (ora Marrakech da Gustavo) ✨ 🍝
Storico locale di Ivrea, situato nel caratteristico quartiere del Borghetto, l'Aquila Antica è stata per decenni il punto di riferimento della cucina canavesana. Dal 29/08/2024, il locale ha riaperto con la gestione dell'imprenditore Mohammed Fegguioui, trasformandosi in un ristorante etnico-fusion.
Il Ricordo dell'Aquila Antica 🏛️
Nelle mie visite fino al 01/2017, la cucina di Federico Cimadon offriva un viaggio tra tradizione e innovazione molecolare. Ricordo con emozione:
Antipasti Iconici: Le famose cipolle canavesane con amaretto e uvetta e il tonno di coniglio con crema di latte. 🧅
Primi della Memoria: Gli gnocchi all'aglio ursino e la leggendaria zuppa di ajucche, disponibile solo tra maggio e giugno. 🌿
Secondi Sabaudi: La guancia di vitello al Carema accompagnata dal suet gris (polenta aromatizzata). 🥩
Un luogo dove l'accoglienza era curata nei minimi dettagli, partendo da amuse-bouche sorprendenti come il raviolo liquido di Crodino. 🍸✨
2: Vecio Fritolin - Venezia (CHIUSO) ✨ 🐟
Nel cuore del Sestiere di Santa Croce, a due passi da Rialto, il Vecio Fritolin è stato un'istituzione veneziana. La nostra ultima visita risale al 09/1998, un'occasione speciale per festeggiare la notizia che sarei diventato papà.
L'Atmosfera della Laguna 🛶
Il locale, guidato per anni con passione da Irina Freguia, era un mix perfetto tra l'antica friggitoria e il ristorante di ricerca:
Lo Scartosso: Il classico cono di carta paglia con pesciolini fritti, una tradizione mantenuta viva con orgoglio. 🍤
Cucina Veneta: Baccalà mantecato su polentina bianca, sarde in saor e un'insuperabile parmigiana di rombo. 🐟
Note Creative: Piatti come i tacos veneziani con erbe di laguna o il lingotto di baccalà in oliocottura. 🌿
Un luogo magico con architetture del '500 e travi a vista, dove il prezzo era importante ma la qualità e l'emozione giustificavano ogni spesa. 🛶🥂✨
3: La Taberna dei Lari - Latina (CHIUSO) ✨ 🥗
Provata nel 02/2005 durante una trasferta di lavoro, questa osteria nel centro di Latina mi stupì per la freschezza assoluta delle materie prime, acquistate quotidianamente dai contadini locali.
Sapori Pontini e Bufala 🐃
Isabella e Roberto Faraglia gestivano questo grazioso locale con una cura maniacale per il territorio:
L'Oro Bianco: Grande attenzione alla bufala, dal tortino di melanzane con mozzarella ai crostini di Fossanova. 🐃
Primi e Formaggi: Pici acqua e farina con pomodorini di Pachino e una selezione di oltre quaranta tipi di formaggi locali e marzoline. 🧀
Il Tocco di Classe: Ricordo ancora il finocchio freschissimo servito in acqua fredda come digestivo naturale. Una genialità nella sua semplicità. 🥗✨
4: Cascina Martini - Murisengo (CHIUSO) ✨ 🥩
Un casale ottocentesco immerso nel verde del Monferrato alessandrino, visitato con Alessandra nel 06/2008. Un luogo dove la "cucina di memoria" di Gianluigi Giachino cercava di ricreare i profumi dell'infanzia.
Memorie del Monferrato 🏘️
Nonostante le porzioni talvolta "minimaliste" (indimenticabili i tre solitari ma squisiti agnolotti), la qualità era indiscutibile:
Sapori dell'Orto: Millefoglie di verdure alla griglia e lasagnette al pesto di fagiolini. 🥦
Tradizione Monferrina: Ravioli di seirass cotti nel fieno maggengo (un profumo incredibile!) e finanziera su ordinazione. 🥘
Atmosfera: Una grande sala valorizzata da una stufa in ceramica e un giardino con vista panoramica sulle colline. 🌲✨
Vecio Fritolin: alcune immagini dal web:
Per Osterie d'Italia 2018: "Un servizio preciso e curato, un menù ricercato e qualche accenno di cucina molecolare incuriosiscono l'ospite dell'Aquila Antica a Ivrea. L'aggettivo sull'insegna del locale non rappresenta per niente l'osteria che, al contrario, rivisita e arricchisce le portate con abbinamenti ultramoderni. La lettura del menù stuzzica la fantasia del commensale che immagina i piatti ancora prima di ordinarli: la panna cotta con spuma di barbabietola ne è un esempio. Rimaniamo sorpresi
dall'aperitivo molecolare e dall'amuse-bouche offerti: un raviolo di crodino che sprigiona il suo sapore in bocca e una polpetta di salignun con impanatura di noci.
Abbiamo scelto di iniziare questa esperienza con tonno di coniglio con crema di latte e misticanza di erbette spontanee (9 €) seguito da un girello di sanato tagliato al coltello con salsa tonnata (10€) preparata dallo chef. Per proseguire, tajarin pane, burro e acciughe (11 €), zuppa di ajucche (disponibile da fine aprile a inizio giugno). Le costine di maiale a lenta cottura con zabaione di senape (16 €) - un piatto apparentemente semplice ma cucinato con maestria - non deluderanno l'aspettativa. Consigliamo di tenere uno spazietto per i dolci, piccoli capolavori di pasticceria. Abbiamo assaggiato il parfait al caffè con crumble e crema di nocciole, la meringata (6,50 €) con crema chantilly, il raviolo liquido di fragole. Carta dei vini contenuta ma con proposte interessanti."
Dal sito: "Situato nel Sestiere di Santa Croce, vicino Rialto, il Vecio Fritolin, si presenta come una tipica trattoria veneziana, che propone una cucina ricercata e di qualità. Gli spazi sono volutamente antichi negli arredi, con le architetture originali del Cinquecento, le travi a vista ai soffitti e le lanterne in ferro battuto a creare atmosfera. Lontano dalle vie più battute dai turisti, Il Vecio Fritolin è la scelta perfetta per chi desidera gustare i veri sapori della cucina veneziana in un’atmosfera familiare e tranquilla, lontani dal caos e dai rumori cittadini."
Per Alice: "Aristide detto Fritolin (venditore di frittolini, cioè di pesce fritto in cartoccio, veri e propri take away per i lavoratori frettolosi del XIX secolo) aprì questo locale a inizio '900. Oggi la tradizione è mantenuta viva, con garbo e sapienza, dalla signora Irina che, oltre al fritolin, propone cucina veneta genuina con dolci, pane e paste fresche fatte in casa. Ama inoltre riportare in uso vecchie ricette della più antica tradizione veneziana, alleggerite e talvolta insaporite con l'aggiunta di erbe aromatiche per esaltare il sapore del pesce: un bel vantaggio è la vicinanza del mercato del pesce e della verdura a Rialto. Dai 45 ai 60 euro, si consiglia la prenotazione"
crema bruciata al grana con finferli e balsamico, tagliolini al Grana con calamaretti, cappellacci ripieni di faraona su fonduta di erbe di campo, parmigiana di rombo, anguilla caramellata alla soia.
Si chiude molto bene con il goloso parfait al caramello. La carta dei vini non è monumentale ma presenta interessanti etichette che ben si abbinano con la proposta culinaria. Servizio cordiale. Da bonus la possibilità di fare un percorso degustazione tradizionale a 42 euro e quello del pranzo a 28 euro."
Per l'Espresso 2020: "Veneziano nel DNA, con lo spirito dell'osteria che è lo stesso di sempre. Il locale ha cambiato arredamento e ha rinnovato pure la guida della cucina conferendo i galloni di cuoco a un fedele interprete della tradizione lagunare. I valori espressi dai piatti ribadiscono una semplicità di fondo, chiara nella sintesi ma di ampio respiro nella costruzione degli equilibri del gusto, vedi il polpo con le 'castraure' (i carciofi novelli della vicina isola di Sant'Erasmo)e le fave. Rivelano una ponderata nota creativa anche le chitarrine con il ragù di 'garusoli (lumachine di mare) e polvere di corallo. C'è tecnica solida nel lingotto di baccalà in oliocottura con crema di patate e porro brasato. Carta dei vini affidabile, con tanto Veneto. Sui 70 euro."
Ed è sensazione che avrete anche voi varcando lo sporto in legno con l'antica insegna qui nel cuore della Venezia vera a due passi da Rialto. Questo ristorante che ancora denuncia nel nome la sua origine
di friggitoria d'antan è un monumento. Qui c'è passata la storia e ve lo raccontano le due salette (la prima subito all'ingresso) interrotta dal gran bancone, la seconda più grande che s'illumina d'una luce
d'oro e si contempla nelle tante "glorie appese alle pareti. Opera in cucina un giovanissimo cuoco di abilità eccelsa: Daniele Zennaro.
Cucina con passione e intelletto e soprattutto rispetto delle radici tradizionali. Non c'è piatto di pesce che la cucina della Serenissima abbia stratificato nei secoli che Daniele non sia in grado di riproporre secondo stagione e secondo mercato, ma con un accento di contemporaneità davvero entusiasmante. Inutile che vi sciorini il menù tanto è mutevole.
Però qualche piatto ve lo indico: sarde in saor, melanzane e zucchine in salsa cocktail, e poi tra i primi i cappellacci al nero ripieni di branzino, le linguine di kamut mantecate al nero, pasta fagioli e tonno, insalata di penne tiepide per poi passare al rombo alla griglia con caponata di verdure, alla pancia di maiale con brodo di crostacei e cipollotto (piatto barocco, meraviglioso!) alla parmigiana di melanzane e zucchine, al pescato del giorno con le verdure di stagione. Vi dirò che oltre al pescato che è la cifra gastronomica del Vecio Fritolin potete degustare anche ottimi piatti di carne con chiaro riferimento alla cucina veneta. Io di mio ho assaggiato: il baccalà mantecato su polentina bianca che pareva la carezza di una geisha.
Ho proseguito con un piatto strabiliante: i tacos veneziani. Daniele li fa con sapienza druidica attingendo dalle erbe spontanee di laguna e ci mette gambero viola, peperone in brunoise millimetrica, salicornia, finocchietto d'acqua, nasturzio. Un fuoco d'artificio in bocca, una sferzata di salinità, un'apoteosi di freschezza! Dopo arriva la amatriciana di mare alla veneziana. Sono i nuovi bucatini di Carla Latini con pomodori confit, paprika affumicata e cozze degli Scardovari DOP., Infine non ho resistito allo scartosso de frito che significa, scampi, gamberi rossi e viola, totani, melanzane, zucchine fritti in maniera impeccabile accompagnati da polenta bianca abbrustolita.
La carta dei dolci è un altro monumento di venezianità che sol con la sbrisolona racconta dell'abilità di Daniele. A confortarvi avrete pani fragranti e una cantina davvero invidiabile: c'è ovviamente tutto il
Veneto, c'è molta Francia ma ci sono anche delle piccole etichette da tenere in gran conto che peraltro Irina-ospite d'impeccabile simpatia - sarà lieta di farvi scoprire. Sapendo che qui potete incontrare il mondo. Un mondo buono abituato a vivere secondo gli splendori della Serenissima!"
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