sabato 11 marzo 2023

Il Risutin (82) - Il Risutin (Robecco sul Naviglio): Il Risotto "Happy Days" e la magia del Natale

 https://www.ilrisutin.it/


Voto: 82
Numero di visite: 2
Ultima visita: 12/2025
Fascia di prezzo: 24-46
Guide e recensioni: Golosario, Gambero Rosso


Il Risutin (Robecco sul Naviglio): Il Risotto "Happy Days" e la magia del Natale



1: Il Risutin a Casterno: Quando il risotto diventa un omaggio alla musica.
2: Dicembre 2025: Il ritorno nella campagna lombarda tra addobbi e sapori decisi.
3: In cucina: Il trionfo del "Happy Days" al Barolo e salsiccia di Bra.
4: Non solo riso: Il Panettone artigianale Fantuzzi e la cantina Bozen.
5: Il Verdetto del Recensore: Eccellenza nel piatto, ma occhio al portafoglio.
6: Confronto con le Guide: Perché il mio 82 è un voto di sostanza.


A distanza di quasi tre anni dalla mia prima visita, sono tornato a Il Risutin, l'osteria guidata dal giovane Fabio Fiore a Casterno. Immerso nella quiete della campagna magentina, il locale ha saputo evolversi: se nel 2023 l'arredo era quello semplice di una trattoria di paese, oggi la cura della location — splendida con le vesti natalizie — ha meritato un balzo in avanti di ben 3 punti nella mia classifica personale, portando il totale a 82.

Il Risotto: Una firma d'autore
Il cuore dell'esperienza qui è, "va sans dire", il risotto. La scelta di nominare i piatti come icone della musica è simpatica, ma è la sostanza a convincere:
Risotto Happy Days: Un connubio superlativo tra l'intensità del Barolo e la delicatezza della salsiccia cruda di Bra. Cottura millimetrica e mantecatura da manuale.
La Cantina: Ottima la proposta al calice, con un Merlot della Cantina Bozen (Alto Adige) capace di sostenere degnamente la struttura dei piatti.

Dolce chiusura e riflessioni sul conto
Il pasto si è concluso in bellezza con un Panettone artigianale del Panificio Fantuzzi di Reggio Emilia, servito con una crema al mascarpone di ottima fattura.
Nonostante l'alta qualità gastronomica, devo confermare la mia precedente impressione: il rapporto qualità-prezzo non è tra i più competitivi. Sebbene il Golosario parli di moderazione, per il tipo di proposta e contesto, i prezzi risultano un po' elevati, impedendo al locale di scalare ulteriormente la mia classifica (dove attualmente si attesta attorno alla 940esima posizione).

Il Verdetto del Recensore Numerico
Il Risutin è un'osteria autentica che profuma di Lombardia e passione. Se cercate un risotto memorabile e un'atmosfera gioiosa lontano dal caos cittadino, Casterno è una meta sicura. Con un voto di 82, si conferma un indirizzo di rilievo nel Milanese, perfetto per chi mette la qualità del piatto davanti a ogni altra considerazione economica.


Immagini del dicembre 2025:



























Immagini del febbraio 2023:
















Per il Golosario 2025:


Per il Gambero Rosso 2024:


Per il Golosario: " Il Risutin, l’osteria vera “a tutto risotto”!

A Casterno, dal giovane oste Fabio Fiore, simpatia, atmosfera viva e gioiosa, cucina golosa e una cantina sorprendente

«A me piacciono gli anfratti bui delle osterie dormienti, dove la gente culmina nell’eccesso del canto...io amo le osterie che parlano il linguaggio sottile della lingua di Bacco, e poi nelle osterie ci sta il nome di Charles scritto a caratteri d’oro».
Sarebbe piaciuto alla grande poetessa Alda Merini, Il Risutin di Casterno. A lei, penna geniale che ha dedicato pagine immortali alle osterie, questo locale avrebbe preso il cuore. Quello che è successo a noi, nella nostra sosta. Intanto perché di osteria – osteria, si tratta. È un’osteria autentica, che nulla ha a che vedere con quei locali che con l’insegna si definiscono osterie, ma di fatto non lo sono. Ospitata tra le mura del Circolo Cooperativo Familiare, realtà che ha celebrato il centenario l’anno scorso, il 19 giugno (coincidenza, lo stesso giorno della fondazione di Papillon, nel 2022 invece al traguardo dei trent’anni).
Vi accoglie con un primo spazio con il banco bar dove ci si può fermare anche solo per un caffè o un bicchiere, quindi le salette dove si mangia, che vedono ai tavoli persone di umanità varia, con un’atmosfera viva e gioiosa che mette subito di buonumore e fa compagnia anche a chi dovesse esser solo. Un colpo d’occhio che sembra un fotogramma di un film degli anni Sessanta.

Un’osteria non esiste senza un oste. E l’oste c’è. È il giovane Fabio Fiore, mente e anima di questo luogo che vive della sua passione extra large per il gusto e per le persone. Diciamo subito che se siete “gastrofighetti” che inorridiscono se non ci sono tovaglie di Fiandra e posate d’argento, questo non è indirizzo che fa per voi. Al contrario, se siete dei veri gaudenti e buongustai, anche se le tovagliette saranno di carta e la posateria semplice, voi di qui uscirete felici.
La prima sorpresa sarà la selezione di vini. Con etichette non scontate, invitante, di buona ampiezza, frutto di degustazioni sapienti. Una cantina che fa sì che l’osteria, per dirla con le parole di Alda Merini, parli “il linguaggio sottile della lingua di Bacco”. Anche perché, va aggiunto, la proposta a bicchiere è di prim’ordine.
Il servizio è curato da giovani volonterosi e sorridenti. L’altra sorpresa piacevole verrà dalla cucina, che come dichiara l’insegna, “risutin”, ha un protagonista, dal dialetto milanese in italiano, il “risottino”. Vale a dire il risotto, che qui è declinato in molteplici versioni, con un ventaglio di proposte che spazia dalle ricette tradizionali a interpretazioni creative.
E allora, stuzzicato l’appetito con “Chi ben comincia”, antipasto a chilometro zero con cotechino e mostarde, mondeghili, salame del contadino crema di zola e gnocco fritto, o con un tagliere di affettati misti o con “sgabei” e fonduta.

Riflettori sui risotti, appunto, tra cui non manca certo il re della cucina meneghina, ossia il risotto allo zafferano, che potrete gustare secondo tradizione anche con l’ossobuco. Così come troverete sempre sia quello che porta il nome dell’osteria, “Il Risutìn” che è un risotto al taleggio vaniglia e scorza d’arancia, sia l’ “Ubriaco 2.0” risotto con la salsiccia e riduzione al vino rosso.

Poi, per chi è buona forchetta, “in pagnotta” sia trippa sia zuppa di cipolle, o carne, con filetto allo zola.

A chiudere, tortino di mele o tiramisù.
Attenzione, il martedì il locale effettua il riposo settimanale, mentre gli altri giorni è aperto solo a pranzo, tranne il giovedì ed il venerdì quando i fornelli sono accesi mezzogiorno e sera. Ultima chicca, il conto, che vi lascerà il sorriso per la sua rara moderazione. Ma lo abbiamo detto, è osteria vera! Viva “Il risutin”!

 

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