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Trattoria Bertozzi: Un’Istituzione di Bologna "Grassa" e Verace 🍝🍷
Poco fuori dal centro storico, lungo la via che conduce allo stadio, la Trattoria Bertozzi non è solo un ristorante, ma un vero e proprio "ufficio anagrafe" della bolognesità. Gestita con passione istrionica da Fabio Berti e Alessandro Gozzi (dalla cui crasi nasce il nome del locale), questa trattoria è il rifugio perfetto per chi cerca la cucina della tradizione senza inutili alleggerimenti o rivisitazioni moderne. Un luogo dove la "tavola grassa" petroniana viene celebrata in ogni sua sfumatura. 🏛️🥩✨
L'esperienza a tavola 🍽️
La mia visita è avvenuta in piena estate, confermando la solidità di un menù che, pur non essendo amplissimo, punta dritto al cuore della memoria gastronomica:
07/2021 --- 🕰️. In un'atmosfera conviviale e divertente, ho potuto apprezzare alcuni dei loro cavalli di battaglia:
I Primi Simbolo: Le tagliatelle al ragù bolognese sono imbattibili: sfoglia ruvida, callosa e un condimento eseguito secondo i dettami classici, dove il gusto della carne prevale sul pomodoro. 🍝🥇
Le Polpette della Domenica: Le polpette con sugo e piselli sono state una vera rivelazione. Soffici, saporite e cariche di quegli aromi che ricordano i pranzi d'infanzia, sono un piatto per cui vale la pena tornare. 🟢🥩🥇
Secondi "Ignoranti" e Genuini: La carta propone anche la sontuosa cotoletta alla bolognese (spesso preparata con maiale come nella tradizione familiare) e le zucchine ripiene, un altro classico che invita alla scarpetta più sfrenata. 🥘🥖
Dolci di Peso: Per chiudere, la panna cotta è un "must" assoluto: dalla consistenza perfettamente fondente e profumata di vaniglia, è considerata dalle guide una delle migliori in città. Ottima anche la zuppa inglese, semplice e ricca di alchermes. 🍮🥄🥇
Il Giudizio della Critica 📖
La Trattoria Bertozzi è una delle insegne più care ai bolognesi e alle guide di settore:
Tempio della Tradizione: L'Accademia Italiana della Cucina 2024 la definisce un'istituzione, custode dell'eccellenza nell'esecuzione della cucina petroniana, dove la prenotazione è assolutamente necessaria visti i pochi posti. 📚🇮🇹🏅
Cucina del Cuore: Per il Gambero Rosso, è un rifugio che non riserva mai cattive sorprese, con una cucina solida e di stampo casalingo che profuma di casa. 📚🍷
Senza Svolazzi: Dissapore ne loda la coerenza: una cucina "della nonna" fatta con tanto amore e pochi fronzoli, dove Fabio e Alessandro tengono egregiamente la sala con battute e simpatia. 📚💬✨
Pilastri Bolognesi: L'Espresso 2021 esalta le materie prime del territorio e le ricette di una volta, citando anche la saporita gramigna della casa e il servizio affabile. 📚🎩
Bolognesità Autentica: Via dei Gourmet descrive il locale come uno "scrigno" dove l'esuberanza dei titolari è la risposta migliore alle gestioni asettiche, segnalando anche l'ottima abitudine di servire vini da bottiglie magnum. 📚🍾
Note e atmosfera ✨
Il locale è piccolo, intimo e molto accogliente, con un dehors riparato ideale per le serate calde. L'atmosfera è quella tipica delle osterie di una volta, dove i proprietari interagiscono con gli avventori rendendo l'esperienza vivace e mai banale. Sebbene per alcuni clienti occasionali l'attenzione dei titolari verso gli habitué possa sembrare preferenziale, la qualità del cibo mette tutti d'accordo. 🛋️🍷🤝
Il Verdetto del Recensore 🧐
La Trattoria Bertozzi si conferma una certezza nel panorama bolognese. La visita del luglio 2021 ha regalato una sessione di pura bolognesità, dalle tagliatelle alle polpette, fino a una panna cotta da antologia. Nonostante il parcheggio in zona non sia dei più semplici, la sosta è ampiamente ripagata dalla genuinità della proposta. 🏅🇮🇹
Punteggio: 85 punti 🏅 Merito: - Perché andarci: Per provare una delle migliori polpette con piselli di Bologna e godere di un'accoglienza schietta e verace. 🥘🍝 Piatto imperdibile: Polpette con sugo e piselli e la Panna cotta. 🥩🍮🥇 Atmosfera: Conviviale, istituzionale e orgogliosamente "grassa". ✨🕰️🏟️
Piatti tipici:
Tagliatelle al ragù,
Gramigna Bertozzi guanciale, zucchine, zafferano e scaglie Parmigiano Reggiano
Polpette con i piselli
Cotoletta alla bolognese
Costolette d'agnello scottadito
Zuppa inglese
Piatto da non perdere:
Panna cotta"
Bertozzi a Bologna è ormai derubricato dal ruolo di trattoria e ha raggiunto quello di istituzione in cui sono passati più o meno tutti almeno una volta nella vita, un po’ come l’ufficio anagrafe del Comune. I due proprietari, Fabio “Olly” Berti e Alessandro Gozzi, formano una coppia inossidabile e sono entrati a fare parte stabilmente del panorama gastronomico cittadino, ma quando varcate la soglia non affannatevi a cercare il signor Bertozzi come se fosse il vecchio proprietario perché il nome della trattoria deriva dalla crasi dei rispettivi cognomi che ne ha creato uno nuovo, che più bolognese non c’è, come la loro tavola grassa e un po’ greve che non fa sconti a nessuno e non arretra davanti a pretese di alleggerimento.
Anche se la cucina ha la stessa impronta da decenni, ai fornelli troviamo la mano insospettabilmente giovane di Riccardo “Bonfi” Bonfiglioli, ormai stabilmente in cucina da oltre tre anni sotto lo sguardo dei due proprietari che assicurano la continuità con la conduzione del passato e la stretta aderenza alla classica gastronomia bolognese. Non manca niente del repertorio tradizionale e il locale è una certezza per chi si vuole divertire a passare in rassegna i sapori più noti della cucina locale. Come molte altre trattorie si trova fuori dal centro storico, sulla via che porta alla stadio, per cui non ci si capita per caso. Infatti tra i turisti si vedono solo quelli più avveduti, mentre sono molti i bolognesi che la frequentano regolarmente per la sua cucina casalinga, classica e senza rivisitazioni.
Nell’unica sala -se non si conta il piccolo dehors esterno ma ben riparato dal traffico di via Andrea Costa- si alternano i due proprietari sempre pronti alla battuta, in un’atmosfera conviviale e divertente. Come da copione si inizia con un piatto di salumi e parmigiano di buona qualità e con un tortino di patate, parmigiano e spuma di mortadella, forse l’unica concessione in tutto il menu di un piatto che non si trovava in casa della nonna e il risultato è sorprendente: rotondo e avvolgente, dal sapore deciso di parmigiano stagionato ammorbido quanto basta dalla salsa con 4 gocce di aceto balsamico.
Tra i primi le buone tagliatelle al ragù con un discreto morso e un condimento ben eseguito, non troppo unto o colorato di pomodoro che non tralascia il gusto della carne, oppure le strettine ai funghi a dire il vero un po’ slegate. I tortellini li abbiamo trovati non al massimo della forma, con un ripieno dalla consistenza leggermente asciutto, sapido, ma non particolarmente profumato. Torneremo a fare un secondo assaggio perché ce li ricordavamo diversi, ma tant’è.
Probabilmente il piatto più famoso dei Bertozzi, quello per cui vale la pena farci un salto -una sorta di signature dish, se non fosse che a Bologna lo fanno un po’ tutti- sono le polpette con i piselli di cui si rifarebbe immediatamente il bis se si avesse un secondo stomaco.
Se pensate che le polpette siano un piatto di recupero e non vi fidate a ordinarle al ristorante dovrete ricredervi perché qui raggiungono degli apici che potrebbero concorrere con qualsiasi petto di piccione tutti i giorni della settimana. Soffici e saporite, cariche di aromi che ricordano la cucina di casa della domenica, sono una capriola della gastronomia bolognese.
Con la classica cotoletta alla bolognese si raggiungono invece i limiti dell’ignorantezza (cit. Paolo Cevoli) bolognese dove al vitello si sostituisce il maiale, come spesso succede nella loro versione famigliare: nessun occhiolino strizzato ai milanesi per un’interpretazione che difficilmente varca le soglie di casa. L’interno è necessariamente più asciutto, ma niente affatto stopposo e il tutto viene sovrastato dall’untuosa coperta di prosciutto e parmigiano che avvolge la panatura e fa godere il palato. Peccato per le patate di contorno che sono state maltrattate infornandole senza poi girarle, per cui rivelavano un lato bruciacchiato e li resto semilesso.
Da consigliare sono anche le costolette di agnello dal sapore niente affatto aggressivo, come capita ogni tanto, ma tenere e profumate grazie all’oculata scelta della carne. Per finire non possono mancare i grandi classici come la zuppa inglese, ottima e semplice di sola crema intervallata da savoiardi leggermente inzuppati di alchermes e la panna cotta profumata di vaniglia e dalla consistenza perfettamente fondente che conferma l’assenza (o il nonnulla) di gelatina all’interno.
Il conto si attesta intorno ai 50 euro che, purtroppo, è la normalità nel panorama cittadino per una sessione di bolognesità dall’antipasto al dolce, anche senza particolari voli gastronomici.
La trattoria Bertozzi si conferma un punto di riferimento per la tradizione in città, sia per lo stile in cucina che per la simpatia di Fabio e Alessandro che tengono egregiamente la sala (e il web)."
Per Luciano Pignataro:
Buona l’idea, così come i funghi, ma l’accostamento con il solo, sovrabbondante, Parmigiano li banalizza così come il troppo veemente olio di oliva che viene proposto per condirli. Proseguiamo con tagliatelle con i “galletti” (12 euro), buonissima la pasta che però non si armonizza con i funghi troppo tostati. Tra i secondi zucchine ripiene (12 euro), molto gustose e pesanti, accompagnate da qualche patata troppo abbrustolita che diremmo al forno e ripassata in padella. Chiudiamo con un’ottima panna cotta (5 euro), come non ne mangiavamo da tempo.
Mentre ritorniamo alla nostra auto, approfittando della camminata per attivare una lunga digestione, riconsideriamo la nostra visita a questa trattoria. Siamo certi che i clienti affezionati la trovino appagante, anche grazie al valore aggiunto dato dai titolari che non si risparmiano nel dispensare battute e simpatia agli avventori conosciuti. Meno entusiasti saranno probabilmente i clienti occasionali come noi. Conto sui 40 euro."
Ad accogliervi, già pronta sul tavolo, troneggia una bella ciotola di ciccioli secchi, che vi sfidiamo a non divorare immediatamente. Irrinunciabile, quando disponibile, l’antipasto a base di ovoli o porcini crudi, serviti in insalata con scaglie di parmigiano.
Si entra poi nel vivo con la gramigna “Bertozzi”, preparata con guanciale, zucchine, zafferano e scaglie di parmigiano, una portata succulenta, che non lesina nel condimento sia in abbondanza che in intensità (gli alleggerimenti qui non sono di moda!). Non mancano i sempre ottimi tortellini in brodo e le tagliatelle al ragù, e conquistano i deliziosi tortelloni ripieni di patate e mortadella in crema di parmigiano.
Fra i secondi, pochi dubbi se è la prima volta che capitate qui: zucchine ripiene, servite con un gustoso sugo di pomodoro per una indimenticabile scarpetta. Ma anche il brasato è una garanzia, e sono di buon livello sia la cotoletta “petroniana” che lo spezzatino.
In stagione, la trattoria è pervasa dall’inebriante profumo del tartufo, con il quale i Bertozzi preparano ottime strette (tagliatelle) e altre gustose pietanze.
A chiudere dolci di “peso” calati come assi: zuppa inglese “Bertozzi”, gelato alla crema e tenerina al cioccolato.
Quella dei Bertozzi è una cucina di sostanza, genuina, che non strizza l’occhio alle mode, rispettosa della tradizione e delle materie prime, con portate che mettono di buon umore per momenti di ritrovata convivialità.
Segnaliamo che qui non solo si mangia ma si beve anche bene, ottimi vini (inclusi Champagne) serviti rigorosamente da bottiglie magnum… che in mano ai corpulenti Bertozzi sembrano quasi delle mezzine!"
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