giovedì 12 gennaio 2023

Flavio Al Velavevodetto (93) 🧔🧔 - Roma (Testaccio): Flavio al Velavevodetto, il rito della cucina romana nel Monte dei Cocci

 https://www.ristorantevelavevodetto.it/


Voto: 93
Numero di visite: 1
Ultima visita: 12/2022
Fascia di prezzo: 29-39
Guide e recensioni: Osterie d'Italia, Golosario, Espresso, Gambero Rosso, Mangiarozzo, Accademia Italiana Cucina, Touring, Top Cento Roma

-Roma- (RM)




🏛️ Roma (Testaccio): Flavio al Velavevodetto, il rito della cucina romana nel Monte dei Cocci


Dicembre 2022: Carbonara e archeologia tra le anfore di Testaccio 🍝🏺

In un 30 dicembre romano dal clima incredibilmente mite, io e Alessandra abbiamo trovato rifugio in questa osteria storica scavata direttamente nel Monte dei Cocci. Pranzare circondati dalle stratificazioni delle antiche anfore romane è un'esperienza unica, resa ancora più speciale dalla mano di Flavio De Maio. Qui la cucina romana non è solo un menù, è un atto di fede: rispetto totale per la materia prima (carne bio e prodotti di stagione) e una maestria nelle cotture che rende ogni piatto un classico intramontabile. Un porto sicuro dove il rapporto qualità-prezzo è a dir poco straordinario. ✨🍷🇮🇹

I 6 Punti di Forza del Velavevodetto 🌟

  1. La Migliore Carbonara di Roma: Per me non ha rivali: pasta perfettamente al dente, cremosità magistrale ottenuta con l'emulsione segreta di Flavio e guanciale croccante. 🍝🥚🥓🥇

  2. Location Unica al Mondo: Le sale interne mostrano i frammenti delle anfore romane, creando un'atmosfera intima e intrisa di storia millenaria. 🏺🏛️✨

  3. Maestria nel Quinto Quarto: Trippa alla romana, coratella e coda alla vaccinara eseguite con il rigore di chi conosce profondamente la tradizione. 🥘🥩🔝

  4. Cacio e Pepe da Primato: I tonnarelli di Flavio sono stati celebrati dal Gambero Rosso come i migliori della città. Un equilibrio perfetto di pecorino e pepe. 🧀🌶️

  5. Rigore Stagionale: Il rispetto del calendario è sacro: dai carciofi alla giudia ai fiori di zucca, fino agli gnocchi del giovedì e al baccalà del venerdì. 🥬🌸🐟

  6. Servizio e Accoglienza: Nonostante l'alto numero di coperti, il servizio è cortese, efficiente e capace di far sentire l'ospite curato anche nei giorni più caotici. 🤵‍♂️👏🌟

L'Esperienza a Tavola 🍽️

Un viaggio nei sapori veraci della cucina capitolina:

Atmosfera e Servizio 🥂

L'ambiente è piacevolmente informale ma curato. La possibilità di pranzare nella veranda coperta o nelle suggestive sale interne rende il locale adatto a ogni occasione. Flavio De Maio è riuscito a creare una macchina perfetta dove la qualità non cala mai, supportata da una carta dei vini attenta che spazia dai classici regionali alle etichette naturali. È un luogo dove si respira l'anima del quartiere Testaccio, tra cultura e gastronomia. 🤵‍♂️🤵‍♀️🍷

📊 Il Verdetto del Recensore Numerico

  • Punteggio: 93 🔢

  • Riconoscimento: 🧔🧔 (2 Barbe)

Flavio al Velavevodetto è una tappa obbligatoria per chiunque voglia assaggiare la "vera" Roma. Un'esperienza che nutre il corpo e lo spirito, specialmente se abbinata a una passeggiata nel vicino Cimitero Acattolico. L'ARTE DELLA CARBONARA SCOLPITA NEL MONTE DEI COCCI. 🧔🍷💯


📍 Consiglio: Dopo il pasto, visitate il Cimitero Acattolico a pochi passi: un luogo di pace assoluta dove riposano Keats, Shelley e Camilleri.



















 





Per Osterie d'Italia 2024:



Per il Gambero Rosso 2024, 2 Gamberi, rapporto qualità prezzo medio: "Il locale di Flavio Di Maio resta sempre quel porto sicuro in cui attraccare quando si ha voglia di una grande cucina romana realizzata con fedeltà, senza stravolgimenti. Qui la regola è sempre la stessa: qualità degli ingredienti e cura nell'esecuzione. Da scegliere a occhi chiusi la carbonara, pasta al dente, giusta cremosità e guanciale croccante senza esagerare. In stagione ci sono poi i carciofi alla romana, rigorosamente con aglio e mentuccia, mentre per i golosi di fritto le costolette di agnello e un'enorme fettina panata. Si chiude con dolci semplici ma ben realizzati come la buona crostata con ricotta e visciole. Bella cura nella carta dei vini che accoglie i gusti di tutti, pure di chi ama il naturale. Servizio cortese ed efficente anche nei caotici weekend"

Per il Golosario 2024:


Per il Touring: "L’ambiente del ristorante è piacevole, c’è la parte interna e quella esterna coperta dove si può pranzare e cenare in tranquillità nonostante l’elevato numero di coperti. Qui troverete una cucina tipica romana, in un quartiere come Testaccio che è altrettanto caratteristico. I piatti sono dedicati alla cucina tipica romana, ade esempio i carciofi alla giuda, i fiori di zucca fritti, i rigatoni alla amatriciana, ai tonnarelli cacio e pepe, e anche nei secondi non si tralascia la tradizione, come negli involtini al sugo, nell'abbacchio brodettato e cosi via. La carne utilizzata è di un'azienda agricola biologica"

Per il Mangiarozzo 2017:


Per l' Accademia: "Ricavato lungo una parete del Monte dei Cocci, questo locale, gestito dal 1996 dai fratelli Lavinia e Alessio Andreini e dal 2011 anche da Flavio De Maio, presenta le due sale interne impreziosite dalla vista degli antichi frammenti stratificati di anfore romane, creando un ambiente veramente unico.
Locale tipico del quartiere di Testaccio, votato alla semplice e saporita cucina romanesca del quinto quarto, propone piatti classici e stagionali, nel più rigoroso rispetto della tradizione: martedì e venerdì pesce (fritto di paranza, ricciola e baccalà), giovedì coratella e gnocchi, sabato trippa, abbacchio nei giorni di festa.
Piatti tipici:
ravioli di ricotta e spinaci
rigatoni con sugo di coda alla vaccinara
tonnarelli cacio e pepe
abbacchio al forno con patate
broccoletti di rape (cicoria) ripassati in padella
torta di ricotta e pere
Piatto da non perdere:
rigatoni alla carbonara
Nome della ricetta:
rigatoni alla carbonara
Ingredienti:
4 uova
400 g di rigatoni
300 g di guanciale
1 dl di olio e.v.o.
½ bicchiere di vino bianco secco
1 bottiglia di acqua minerale effervescente naturale (Acqua di Nepi)
pecorino romano: q.b.
sale e pepe nero: q.b.
(dosi per 4 persone)
Procedimento:
Rosolare in padella il guanciale a pezzi con un filo di olio extra vergine di oliva fino a farlo diventare lucido. A questo punto sfumare con due dita di vino bianco fino ad evaporazione e mettere da parte. Prima di proseguire oltre occorre che Il guanciale si freddi.
Nella stessa padella rompere poi un uovo a persona e aggiungere l’Acqua di Nepi. Battere con una forchetta per creare un’emulsione.
Non appena la pasta, messa a cuocere, è al dente scolare. Sarà così arrivato il momento di dedicarsi – letteralmente – alla padella.
Aggiungere la pasta nella padella (con l’emulsione di uova, acqua e guanciale preparata precedentemente), pepare e portare sul fuoco avendo cura di compiere due movimenti alternati: ruotare per amalgamare e saltare per incamerare aria così da far gonfiare le proteine dell’uovo anche grazie al contributo dell’anidride carbonica rilasciata dall’acqua minerale.
Potremmo dire di continuare così sul fuoco per circa 4 minuti ma, come ribadisce giustamente Flavio, il giudice qui non è il tempo ma la consistenza dell’uovo. La padella va tolta dal fuoco quando l’uovo è diventato crema, ossia è arrivato a quel punto esatto di cottura tra liquido e frittata. Nessuna distrazione dunque in quel preciso attimo che dura pochi secondi, pena la distruzione di un’opera d’arte.
E quando la crema è fatta, allontanarsi dal fuoco e incorporare a manciate il pecorino: non sul fuoco, attenzione. Altrimenti si paga pegno con formaggio sciolto e ricomposto a tocchi che impera nel piatto. Aver cura di farlo con energia."

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