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🏛️ Roma (Testaccio): Flavio al Velavevodetto, il rito della cucina romana nel Monte dei Cocci
Dicembre 2022: Carbonara e archeologia tra le anfore di Testaccio 🍝🏺
In un 30 dicembre romano dal clima incredibilmente mite, io e Alessandra abbiamo trovato rifugio in questa osteria storica scavata direttamente nel Monte dei Cocci. Pranzare circondati dalle stratificazioni delle antiche anfore romane è un'esperienza unica, resa ancora più speciale dalla mano di Flavio De Maio. Qui la cucina romana non è solo un menù, è un atto di fede: rispetto totale per la materia prima (carne bio e prodotti di stagione) e una maestria nelle cotture che rende ogni piatto un classico intramontabile. Un porto sicuro dove il rapporto qualità-prezzo è a dir poco straordinario. ✨🍷🇮🇹
I 6 Punti di Forza del Velavevodetto 🌟
La Migliore Carbonara di Roma: Per me non ha rivali: pasta perfettamente al dente, cremosità magistrale ottenuta con l'emulsione segreta di Flavio e guanciale croccante. 🍝🥚🥓🥇
Location Unica al Mondo: Le sale interne mostrano i frammenti delle anfore romane, creando un'atmosfera intima e intrisa di storia millenaria. 🏺🏛️✨
Maestria nel Quinto Quarto: Trippa alla romana, coratella e coda alla vaccinara eseguite con il rigore di chi conosce profondamente la tradizione. 🥘🥩🔝
Cacio e Pepe da Primato: I tonnarelli di Flavio sono stati celebrati dal Gambero Rosso come i migliori della città. Un equilibrio perfetto di pecorino e pepe. 🧀🌶️
Rigore Stagionale: Il rispetto del calendario è sacro: dai carciofi alla giudia ai fiori di zucca, fino agli gnocchi del giovedì e al baccalà del venerdì. 🥬🌸🐟
Servizio e Accoglienza: Nonostante l'alto numero di coperti, il servizio è cortese, efficiente e capace di far sentire l'ospite curato anche nei giorni più caotici. 🤵♂️👏🌟
L'Esperienza a Tavola 🍽️
Un viaggio nei sapori veraci della cucina capitolina:
I Primi Leggendari: Oltre alla carbonara e ai tonnarelli cacio e pepe, i rigatoni con sugo di coda alla vaccinara sono un'esplosione di gusto. 🍝🥇🔝
Secondi della Tradizione: Polpette di bollito croccanti fuori e tenere dentro, abbacchio al forno con patate e costolette di agnello fritte da manuale. 🍖🍟🔥
Contorni Veraci: Carciofi alla romana con aglio e mentuccia o broccoletti ripassati in padella che profumano di casa. 🥬🧄
Il Dolce Finale: Una deliziosa crostata con ricotta e visciole, semplice ma realizzata con estrema cura. 🥧🍒🍰👌
Atmosfera e Servizio 🥂
L'ambiente è piacevolmente informale ma curato. La possibilità di pranzare nella veranda coperta o nelle suggestive sale interne rende il locale adatto a ogni occasione. Flavio De Maio è riuscito a creare una macchina perfetta dove la qualità non cala mai, supportata da una carta dei vini attenta che spazia dai classici regionali alle etichette naturali. È un luogo dove si respira l'anima del quartiere Testaccio, tra cultura e gastronomia. 🤵♂️🤵♀️🍷
📊 Il Verdetto del Recensore Numerico
Punteggio: 93 🔢
Riconoscimento: 🧔🧔 (2 Barbe)
Flavio al Velavevodetto è una tappa obbligatoria per chiunque voglia assaggiare la "vera" Roma. Un'esperienza che nutre il corpo e lo spirito, specialmente se abbinata a una passeggiata nel vicino Cimitero Acattolico. L'ARTE DELLA CARBONARA SCOLPITA NEL MONTE DEI COCCI. 🧔🍷💯
📍 Consiglio: Dopo il pasto, visitate il Cimitero Acattolico a pochi passi: un luogo di pace assoluta dove riposano Keats, Shelley e Camilleri.
Locale tipico del quartiere di Testaccio, votato alla semplice e saporita cucina romanesca del quinto quarto, propone piatti classici e stagionali, nel più rigoroso rispetto della tradizione: martedì e venerdì pesce (fritto di paranza, ricciola e baccalà), giovedì coratella e gnocchi, sabato trippa, abbacchio nei giorni di festa.
Piatti tipici:
ravioli di ricotta e spinaci
rigatoni con sugo di coda alla vaccinara
tonnarelli cacio e pepe
abbacchio al forno con patate
broccoletti di rape (cicoria) ripassati in padella
torta di ricotta e pere
Piatto da non perdere:
rigatoni alla carbonara
Nome della ricetta:
rigatoni alla carbonara
Ingredienti:
4 uova
400 g di rigatoni
300 g di guanciale
1 dl di olio e.v.o.
½ bicchiere di vino bianco secco
1 bottiglia di acqua minerale effervescente naturale (Acqua di Nepi)
pecorino romano: q.b.
sale e pepe nero: q.b.
(dosi per 4 persone)
Procedimento:
Rosolare in padella il guanciale a pezzi con un filo di olio extra vergine di oliva fino a farlo diventare lucido. A questo punto sfumare con due dita di vino bianco fino ad evaporazione e mettere da parte. Prima di proseguire oltre occorre che Il guanciale si freddi.
Nella stessa padella rompere poi un uovo a persona e aggiungere l’Acqua di Nepi. Battere con una forchetta per creare un’emulsione.
Non appena la pasta, messa a cuocere, è al dente scolare. Sarà così arrivato il momento di dedicarsi – letteralmente – alla padella.
Aggiungere la pasta nella padella (con l’emulsione di uova, acqua e guanciale preparata precedentemente), pepare e portare sul fuoco avendo cura di compiere due movimenti alternati: ruotare per amalgamare e saltare per incamerare aria così da far gonfiare le proteine dell’uovo anche grazie al contributo dell’anidride carbonica rilasciata dall’acqua minerale.
Potremmo dire di continuare così sul fuoco per circa 4 minuti ma, come ribadisce giustamente Flavio, il giudice qui non è il tempo ma la consistenza dell’uovo. La padella va tolta dal fuoco quando l’uovo è diventato crema, ossia è arrivato a quel punto esatto di cottura tra liquido e frittata. Nessuna distrazione dunque in quel preciso attimo che dura pochi secondi, pena la distruzione di un’opera d’arte.
E quando la crema è fatta, allontanarsi dal fuoco e incorporare a manciate il pecorino: non sul fuoco, attenzione. Altrimenti si paga pegno con formaggio sciolto e ricomposto a tocchi che impera nel piatto. Aver cura di farlo con energia."
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