Zero Food Experience - Facebook
Zero Food Experience (già Feronia Bistrot): L'Innovazione del Mare tra Tradizione e Ricerca a Terracina 🍷🐟🌊
Nel panorama gastronomico di Terracina, la storia del locale di Giampiero Iannelli e Michela Bartolomucci rappresenta un viaggio di continua evoluzione. Quello che per anni è stato il Feronia Bistrot, un porto sicuro per chi cercava una cucina di mare innovativa ma rispettosa della tradizione, ha oggi cambiato pelle e indirizzo, riaprendo sulla Via Appia con il nome di Zero Food Experience. Un'insegna che promette di proseguire quel percorso di altissimo livello che tanto mi aveva colpito nelle mie passate frequentazioni. 🏛️✨📍
L'esperienza a tavola 🍽️
Ho frequentato assiduamente questo locale tra il 2016 e il 2018, apprezzandone la crescita costante e la mano sicura della chef Michela. La mia ultima sosta risale al:
04/2018 --- 🕰️.
Antipasti d'Autore: La degustazione di antipasti è sempre stata un punto di forza, con piatti come le pepite di baccalà fritto con cipolla rossa di Tropea su purè di patate viola, un equilibrio perfetto di consistenze e colori. Non mancavano mai le mazzancolle alla catalana e il tortino di alici, freschissimi e ben eseguiti. 🐟🥔🥇
I Primi Creativi: Indimenticabili le trenette al nero di seppia in carbonara di mare, un piatto che reinterpretava un classico con piglio moderno e sapidità marina. Di grande sostanza anche i fusilloni con carciofi e mazzancolle, testimonianza dell'ottimo connubio tra mare e orto locale. 🍝🌊🥇
Secondi e Tradizione: La zuppetta del pescatore con crostini di pane e il pescato del giorno alla griglia rappresentavano la parte più schietta e sincera del menù, sempre basata su una materia prima di qualità maniacale. 🐟🥣🥇
Dolci e Territorio: Un finale goloso con il semifreddo di zabaione al Passito di Terracina o la tortina caprese, senza dimenticare, in stagione, la celebre fragola favetta tipica della zona. 🍓🍰🥇
Il Giudizio della Critica 📖
Il Feronia Bistrot è stato per anni un pilastro della guida Slow Food, lodato per la sua capacità di offrire una cucina di carattere in un ambiente raccolto:
Anima del Territorio: Osterie d'Italia 2020 ne celebrava l'atmosfera sobria e la cucina a vista, sottolineando come la sinergia tra Giampiero in sala e Michela ai fornelli creasse un'esperienza di ospitalità autentica. 📚🐌🏅
Materia Prima Locale: La critica ha sempre evidenziato l'uso sapiente del pesce del litorale pontino e delle verdure dell'agro pontino, completato da pane e grissini rigorosamente fatti in casa. 📚🏛️🥖
Note e atmosfera ✨
L'ambiente del vecchio Feronia in Via del Rio era caratterizzato da un'apparecchiatura sobria e un'arredamento semplice che lasciava parlare i piatti. Ora, la sfida si sposta al nuovo indirizzo di Zero Food Experience. Sebbene la sede storica sia ora occupata dalla straordinaria Locanda Ruggieri, la curiosità di scoprire come la filosofia di Michela e Giampiero si sia evoluta nel nuovo spazio sulla Via Appia è molta. La loro cucina è sempre stata per me sinonimo di emozione e precisione tecnica. 🛋️🍷🤝
Il Verdetto del Recensore 🧐
L'esperienza maturata nelle tre visite fino all'aprile 2018 mi permette di confermare un punteggio di 84 punti (ribassato rispetto al voto originale per la chiusura ed il cambio di nome e location), figlio di una cucina di mare che a Terracina ha pochi eguali per inventiva e freschezza. La scoperta della riapertura come Zero Food Experience nel 2025 è una notizia che accolgo con entusiasmo: sarà una tappa obbligatoria per verificare se quella carbonara di mare che tanto amavo sia ancora capace di stupire sotto una nuova luce. 🏅🇮🇹
Punteggio: 84 punti 🏅 Merito: - Perché andarci: Per ritrovare l'estro di Michela Bartolomucci in una nuova cornice che promette una "Food Experience" senza compromessi sulla qualità. 🐟🌊 Piatto del cuore: Trenette al nero di seppia in carbonara di mare e Baccalà con patate viola. 🍝🐟🥇 Atmosfera: Innovativa, appassionata e profondamente legata al mare pontino. ✨🕰️🏙️
Per iniziare, la degustazione per due persone di sei antipasti (15€) quali mazzancolle alla catalana, polpo e crema di patate, alici fritte, pepite di baccalà con cipolla rossa e patata viola, tortino di alici, tutti piatti che possono anche essere scelti singolarmente. Tra i primi (12 €) trenette al nero di seppia in carbonara di mare, fusilloni con carciofi e mazzancolle, spaghettoni di Gragnano alle vongole veraci. Poi, zuppetta del pescatore con crostini di pane (18€) - Vongole, cozze, calamari e gamberi cotti in un appetitoso brodetto rosso -, pescato del giorno alla griglia con verdure (16 €), fritto misto o di calamari, baccalà in umido con cipolle e patate. Dolci fatti in casa, tra cui semifreddo di zabaione al Passito di Terracina e tortina caprese con salsa allo yogurt e panna. In stagione, la fragola favetta tipica della zona Carta dei vini con etichette perlopiù laziali"
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