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🍷 Roma: La Veranda (ex Il Quinto Quarto) – Tradizione verace a Ponte Milvio
🏛️ Un tuffo nella memoria tra i lucchetti di Ponte Milvio
Era il Maggio 2013 🕰️ quando ebbi l'occasione di cenare in questo locale a pochi passi dallo storico Ponte Milvio. All'epoca il ristorante portava il nome di Il Quinto Quarto, un titolo che ne dichiarava subito l'identità profonda, legata alla cucina del popolo e delle parti meno "nobili" ma più saporite del bestiame. Pur non avendo foto personali di quella serata, conservo ancora gli scatti fatti alle arcate del ponte, allora simbolo dei famosi lucchetti. 🏛️📸
Il locale, gestito originariamente da Federico Iannacci e Amaranta Taddia, ha vissuto alterne vicende: segnalato come chiuso definitivamente a novembre 2024, ha fortunatamente riaperto i battenti nel gennaio 2025 con il nuovo nome La Veranda. La sostanza di quella sosta romana, tuttavia, rimane un solido ricordo di sapori autentici. 🧔📈🚀
🍽️ Il Diario Gastronomico: il quinto quarto vaccino e ovino
Il cuore della proposta ruotava attorno alla freschezza estrema delle frattaglie, pulite e cucinate con un'attenzione quasi maniacale alla tradizione:
Antipasti Sfiziosi: Un inizio travolgente con borragine fritta ripiena di provola e alici, il classico carciofo alla Giudia e il muffin di pecorino e fave con cuore di provola e guanciale croccante. 🥦🧀🥓🥇
I Primi: I rigatoni alla carbonara con guanciale di qualità erano il piatto forte, ma non mancavano varianti creative come la carbonara agli asparagi o la gricia con le pere. 🍝🥓🍐👌😲🔝
La Tradizione del Quinto Quarto: I secondi erano un'ode alla romanità: coratella, trippa alla romana e una coda alla vaccinara eseguita secondo l'antica usanza, ovvero con l'aggiunta di uvetta, pinoli e una spolverata finale di cacao. 🥩🍫
Chiusura Dolce: Il pasto si concludeva degnamente con classici come tiramisù e un tortino caldo al cioccolato. 🍮🍫
🏺 Sapori popolari e selezione accorta
Il locale è stato a lungo un punto di riferimento per le guide come Osterie d'Italia e Alice, che ne lodavano la capacità di nobilitare i tagli poveri:
Materia Prima: La pajatina, la trippa e la coda esigono una selezione dei fornitori rigorosissima per essere impagabili, compito che gli osti hanno sempre svolto con grande cura. 🛡️🥩
Cantina e Curiosità: Oltre ai vini laziali, il locale offriva una significativa selezione di vini kosher e birre artigianali, un dettaglio non comune nel panorama delle osterie romane. 🍷🍺
Pane di Lariano: Immancabile l'accompagnamento con il pane di Lariano o la pizza bianca per fare la "scarpetta" ai sughi della coda e della trippa. 🥖
🧐 Il Verdetto del Recensore
Il Quinto Quarto (ora La Veranda) ottiene 79 punti. È la conferma che la cucina romana, quando rispetta i tempi e i modi della tradizione – come l'uso del cacao nella coda – non stanca mai. Un locale che ho apprezzato per la sua schiettezza e per la capacità di far sentire l'ospite parte di una storia culinaria millenaria a pochi passi dal Tevere.
Punteggio: 79 punti 🏅 Slogan: L'ANIMA VERACE DI ROMA TRA CODA ALLA VACCINARA E PROFUMO DI PONTE MILVIO. Merito: La pulizia e la freschezza assoluta delle frattaglie e la fedeltà alle ricette antiche della tradizione. Perché andarci: Per riscoprire i sapori del "quinto quarto" in un ambiente raccolto e curato, proprio nel cuore di una delle zone più iconiche della Capitale. 🥩🍝🍷✨ Piatti del cuore: Coda alla vaccinara con uvetta e pinoli e Rigatoni alla Carbonara. 🍝🥩🥇 Atmosfera: Raccolta, conviviale, storica e tipicamente romana. 🏛️🛋️😊
selezione dei fornitori per rivelarsi impagabili: gli osti lo sanno, e si muovono di conseguenza, diversificando oltretutto l'offerta con accostamenti interessanti. Si può iniziare con borragine fritta ripiena di provola e alici, carciofo alla giudia (7 €), fritto misto alla romana, mozzarella in carrozza, muffin di pecorino e fave ripieno di crema di provola e guanciale croccante. Guanciale che poi dà il meglio di sé nei rigatoni alla carbonara (10 €) e nell'amatriciana: della carbonara c'è anche una variante con asparagi, così come la gricia viene proposta con le pere. Tra i secondi, coratella (14 €), trippa alla romana (la parte dell'omaso), coda alla vaccinara con uvetta pinoli e spolverata di cacao - come da antica tradizione -, guancialetto di manzo, polpette di lesso e filetto di maiale di Campagnano. Con la bella stagione, anche piatti a base di pesce povero. Tiramisù, millefoglie (6 €), tortino caldo al cioccolato sono alcuni dei dolci, con vini in abbinamento. La cantina predilige i vini laziali, non senza una piccola ma significativa selezione di vini kosher e alcune birre artigianali."
Per Alice: "Il nome del locale richiama le parti meno pregiate delle bestie da macello bovine e ovine, ossia la trippa, la coda, le frattaglie e tutto ciò che di commestibile ivi si poteva trovare. Erano un tempo il cibo del popolo, assieme alla pasta condita in ogni modo con le verdure e i legumi che offrivano gli orti a seconda delle stagioni. A seconda dell'offerta del mercato si possono trovare i tonnarelli al cacio e pepe, la zuppa di fagioli, trippa e coda alla vaccinara con cicoria all'agro e pane di Lariano o con la pizza bianca. Apre solo la sera"
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