lunedì 26 dicembre 2022

Al Pescatore Da Mino (86) 🧔 - Al Pescatore da Mino a Goito: Un Tuffo nel Passato tra i Sapori del Mincio

Al Pescatore da Mino TripAdvisor 


Voto: 86
Numero di visite: 1
Ultima visita: 07/2018
Fascia di prezzo: 28-33
Guide e recensioni: Osterie d'Italia, Alice

-Goito- (MN)



Al Pescatore da Mino a Goito: Un Tuffo nel Passato tra i Sapori del Mincio 🐟🌿🏮


Situata a Goito, questa storica osteria-trattoria è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Gestita da Mino da quasi quarant'anni, conserva intatto il fascino delle vecchie trattorie di paese, con le sue salette impreziosite da boiserie e quadri a olio. Qui non si cercano sperimentazioni, ma una cucina concreta e profondamente legata alle acque del Mincio e alle tradizioni mantovane. 🏛️🎨🛶

L'esperienza a tavola 🍽️

La mia visita risale al:

07/2018 --- 🕰️. In quella calda serata di luglio, ho potuto apprezzare una proposta che fa della semplicità e della tradizione il suo vessillo:

  • Il Trionfo dell'Acqua Dolce: È il motivo principale per cui si varca questa soglia. Il fritto misto di pesce d'acqua dolce è il protagonista assoluto: un vassoio generoso con pesce gatto, rane, anguilla e pesciolini. Un piatto che richiama i sapori di una volta, quando i pescatori professionisti popolavano ancora le sponde del fiume. 🐟🐸🥇

  • I Primi della Tradizione: La cucina di Lucia propone classici intramontabili come il sorbìr d'agnoli, le tagliatelle casalinghe con i fegatini o con il ragù d'anatra, e gli immancabili tortelli di zucca. Sapori decisi e casalinghi che sanno di domenica in famiglia. 🍝🦆

  • Carni e Specialità: Per chi preferisce la terra, non mancano il coniglio alla cacciatora, lo stracotto di guancialino e le preziose lumache in umido alle erbe dolci. 🥩🐌

  • I Salumi: L'inizio è affidato a una selezione di affettati locali di grande qualità, tra cui spiccano la spalla cotta al vino rosso e la culaccia fatta maturare direttamente nelle loro cantine. 🥓🍷

Il Giudizio delle Guide 📖

Sebbene non sia più presente in Slow Food dal 2018, il locale resta un punto di riferimento per chi cerca l'autenticità:

  • Sosta Consolidata: Osterie d'Italia ne ha sempre celebrato l'atmosfera conviviale, sottolineando come i figli di Mino amino intrattenersi con la clientela fidelizzata, creando un clima di grande calore umano. 📚🐌

  • Fascino Estivo: Il Touring e Alice consigliano di approfittare della loggia esterna o del grazioso giardino profumato di gelsomini durante la bella stagione, rendendo la sosta ancora più piacevole. 📚🌸

  • Pescato Tipico: La guida Alice mette l'accento sulla coerenza della proposta ittica, citando anche il luccio in salsa e il risotto con la tinca come pilastri del menù. 📚🐟

Note e atmosfera ✨

L'ambiente è rustico e stracolmo di ricordi. La carta dei vini è essenziale, ma il consiglio è quello di chiedere sempre in sala: potreste trovare qualche bottiglia non segnata che attende solo l'intenditore giusto. È una gestione familiare nel senso più autentico del termine, dove l'accoglienza è spontanea e mai affettata. 🛋️🍷🤝

Il Verdetto del Recensore 🧐

Al Pescatore da Mino è una tappa obbligatoria per chi vuole riscoprire la cucina fluviale mantovana senza filtri. La visita del luglio 2018 mi ha lasciato il ricordo di una cucina onesta, saporita e senza voli di fantasia, perfetta per chi ama i sapori veraci come le rane e l'anguilla fritta. 🏅🇮🇹

Punteggio: 86 punti 🏅 Merito: 1 Barba 🧔 Perché andarci: Per l'atmosfera d'altri tempi e per un fritto di pesce d'acqua dolce ormai raro da trovare così autentico. 🐟🐸 Piatto imperdibile: Fritto misto d'acqua dolce, Luccio in salsa e Lumache in umido. 🐟🐌🥇 Atmosfera: Retrò, familiare e profondamente legata al territorio. ✨🕰️












Alcune immagini dal web:


















Per Osterie d'Italia 2018: "Al Pescatore è il nome della vecchia trattoria del paese, mantenuto da Mino che la rilevò trentasei anni fa: oggi nessuno pesca più nel Mincio e i pescatori professionisti sono ormai spariti. Ma le tradizioni più che mai importanti in questo locale, che sembra essere rimasto esattamente uguale ad allora: entrando nelle salette stracolme di quadri a olio di ogni genere e di boiserie si fa un vero e proprio tuffo nel passato. Lucia è in cucina, i suoi due figli in sala, a servire una clientela fidelizzata, con la quale spesso si intrattengono sedendosi anche a chiacchierare. E piacevole sostare presso i tavolini della loggia, circondati dal profumo dei gelsomini.
In cucina non si devono cercare grandi sperimentazioni o voli di fantasia: il menù rispecchia il locale, semplice, concreto, consolidato e tradizionale. Si parte con un piatto di affettati misti (8 €), con spalla cotta al vino rosso e salame nostrano casalinghi, culaccia di Parma fatta maturare nelle proprie cantine e pancetta di un salumaio locale; in alternativa un bel sorbìr d'agnoli (4,50 €). Poi tagliatelline in brodo con i fegatini, tagliatelle casalinghe con svariati sughi, tortelli di zucca (8 €). Tra i secondi, baccalà alla vicentina con polenta (13 €) e l'immancabile luccio in salsa. Come dolci, salame di cioccolato (4 €) e torta della nonna. Carta dei vini all'osso, ma chiedete in sala: spesso sono presenti bottiglie non segnate in carta, perché comunque, come ci hanno detto, «i clienti lo sanno».

Per Alice: "Qui si mangia il pescato tipico delle acque dolci. Ecco apparire sulla tavola, allora, il luccio in salsa, il risotto con la tinca o con le rane, il fritto misto d'acqua dolce (compresa l'anguilla). Non mancano alcune portate di carne. In estate alcuni tavoli vengono allestiti nel grazioso giardino"



 

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