Voto: 97
Numero di visite: 1
Ultima visita: 11/2017
Fascia di prezzo: 41-53
Guide e recensioni: Osterie d'Italia, Golosario, Espresso, Mangiarozzo, Alice, Touring, 50top Italy
Trattoria Da Doro a Solagna: L'arte povera di Giovanni Scapin tra Brenta e Tradizione
1: Da Doro a Solagna: Dove la leggerezza sposa la memoria del gusto.
2: Un Palazzo del Settecento: Il fascino discreto della Valsugana.
3: Giovanni Scapin: Il "Virtuoso" che cucina senza burro né panna.
4: Dalla Zuppa di Cipolle alla Guancia al Cabernet: Piatti scritti sulla lavagna.
5: Un'eredità dal 1948: La famiglia Scapin e la passione per il territorio.
6: Verdetto: 97 punti e 3 Barbe. La Chiocciola Slow Food che non smette di brillare.
Nel silenzio del centro di Solagna, dove si sente scorrere il fiume Brenta, si trova un'istituzione della cucina veneta: la trattoria Da Doro. Gestito con una passione innata dalla famiglia Scapin in un palazzo del XVII secolo, questo locale è un inno alla semplicità e alla digeribilità. Con 97 punti e 3 Barbe, Da Doro è la dimostrazione che si può toccare il cielo con un dito proponendo "arte povera", materie prime eccellenti e cotture espresse che non appesantiscono mai il palato.
Giovanni Scapin: Il Virtuoso della Leggerezza
Erede dell'amore per la cucina del padre Isidoro (il "Doro" originario), lo chef patron Giovanni Scapin, insieme alla moglie Annamaria, ha creato un ambiente raccolto (circa 40 coperti) dove tutto è finalizzato al benessere dell'ospite. La sua cucina bandisce panna e burro, puntando sulla freschezza degli ingredienti locali che ogni giorno vengono annotati col gesso sulla lavagna:
I Sapori della Memoria: Dalla zuppa di cipolle gratinata al forno alla guancia di vitello al Cabernet, ogni piatto è un viaggio nei sapori della Valsugana.
Acqua Dolce e Tradizione: La trota e il baccalà sono presenze fisse e imperdibili, così come i risotti stagionali (asparagi in primavera, piselli o funghi a seconda del mese) e il coniglio in salsa peverada.
Il Rito Finale: Non si può lasciare il locale senza aver attinto dal carrello dei formaggi locali o aver assaggiato i dolci della tradizione come la pinza o i ferdinandi.
Atmosfera d'Altri Tempi e Cultura Gastronomica
Il locale è piccolo, informale e curatissimo: tendine bianche, sedie in legno e pareti tappezzate di ricordi. Qui la cultura gastronomica si respira in ogni dettaglio, dal pane fatto in casa alla selezione di circa 50 etichette vinicole, integrate da una "carta parallela" quotidiana che offre chicche dall'ottimo rapporto qualità-prezzo. Non stupisce che Giovanni sia stato chiamato a rappresentare questo sapere anche in Rai, portando la sua cucina schietta e verace alla ribalta nazionale.
Il locale è piccolo, informale e curatissimo: tendine bianche, sedie in legno e pareti tappezzate di ricordi. Qui la cultura gastronomica si respira in ogni dettaglio, dal pane fatto in casa alla selezione di circa 50 etichette vinicole, integrate da una "carta parallela" quotidiana che offre chicche dall'ottimo rapporto qualità-prezzo. Non stupisce che Giovanni sia stato chiamato a rappresentare questo sapere anche in Rai, portando la sua cucina schietta e verace alla ribalta nazionale.
Il Sigillo delle Guide
La riconferma della Chiocciola Slow Food fino al 2026 e la Corona del Golosario sono solo le conferme ufficiali di un successo che dura dal 1948. Inserito stabilmente tra le migliori 50 trattorie d'Italia, Da Doro rimane un "punto di riferimento per la comunità" e per i viaggiatori che cercano la verità nel piatto senza esercizi di stile autoreferenziali.
La riconferma della Chiocciola Slow Food fino al 2026 e la Corona del Golosario sono solo le conferme ufficiali di un successo che dura dal 1948. Inserito stabilmente tra le migliori 50 trattorie d'Italia, Da Doro rimane un "punto di riferimento per la comunità" e per i viaggiatori che cercano la verità nel piatto senza esercizi di stile autoreferenziali.
Il Verdetto del Recensore Numerico
Da Doro è un luogo magico dove la semplicità è il traguardo di un lavoro immenso. Nonostante la mia ultima visita risalga al 2017, la solidità di questa gestione mi permette di dire: andateci e mi direte. È un locale che merita di essere vissuto, specialmente durante le serate a tema dell'ultimo venerdì del mese. ECCELLENTE. LA TRADIZIONE CHE SI FA ARTE LEGGERA.
Da Doro è un luogo magico dove la semplicità è il traguardo di un lavoro immenso. Nonostante la mia ultima visita risalga al 2017, la solidità di questa gestione mi permette di dire: andateci e mi direte. È un locale che merita di essere vissuto, specialmente durante le serate a tema dell'ultimo venerdì del mese. ECCELLENTE. LA TRADIZIONE CHE SI FA ARTE LEGGERA.
PS: conferma della chiocciola 2023 e 31a posizione nelle Top50 Trattorie Italiane 2023
News ottobre 2023: Chiocciola Osterie d'Italia 2024
Aggiornamento 14/10/2024: Chiocciola 2025!
Aggiornamento ottobre 2025: Osterie d'Italia 2026 conferma la Chioccola!
Per Osterie d'Italia 2024:
Per il Touring: "Locale piccolo e informale, in una bella casa del Seicento. Giovanni, giovane chef coadiuvato dalla moglie, propone una cucina fantasiosa, ma con occhio rivolto anche alla tradizione. In menu, molto variabile, piatti espressi, basati sulla scelta accurata delle materie prime: tortino di aringhe, trote in saor, risotti secondo stagione, zuppa di cipolle, guancia di vitello al Cabernet, piatti di pesce d'acqua dolce e vegetariani; carrello dei formaggi e salumi nostrani".
Per il Mangiarozzo 2017: "Se arrivate qua, nel cuore della Valsugana, tra le tante proposte gastronomiche che incontrerete non dimenticate di assaggiare le specialità della casa: risotti di stagione, zuppa di cipolle gratinata al forno, guancia di vitello al vino rosso, piatti a base di trota, coniglio in salsa peverada, lumache, vellutate e zuppe. Ed è già un menù completo e territorialissimo. La gestione di questo locale che fin dall'insegna denuncia "aperto nel 1948" è familiare, l'ubicazione in un bell'edificio storico del xvii secolo è centrale, il menù è improntato sulle ricette tradizionali del territorio ravvivate da una creativa innovazione. Le pietanze, che variano ogni giorno, vengono annotate col gesso sulla lavagna e si basano su prodotti locali e di stagione. La sala ha l'aspetto della classica trattoria di una volta, semplice ma curata, con i tavoli disposti lungo le pareti, piccoli lampadari dalle forme antiche, tendine bianche, sedie di legno e tanti quadri. Il giovane chef patron Giovanni Scapin, che ama la definizione di "Virtuoso dell'arte povera", ha ereditato l'amore per la cucina dal papà Isidoro (è lui il Doro che ha assegnato il nome alla trattoria). Ogni piatto ha una cottura espressa, tutto il possibile viene fatto in casa, persino il pane. Da non perdere in chiusura il bel carrello di formaggi o i dolci della tradizione come la pinza, i ferdinandi, la mousse al cioccolato e la torta di mele. Discreta la selezione dei vini: circa 50 etichette, venete e da altre regioni italiane; in più una sorta di "carta parallela" quotidiana con una serie di proposte che si distinguono per l'ottimo rapporto qualità/prezzo e la carta dei distillati con circa 40 produzioni. La prenotazione è fortemente consigliata, soprattutto ogni ultimo venerdì del mese, quando Giovanni organizza la serata a tema."
Per l'Espresso 2020: "Un casolare del Settecento all'interno del paese lungo il Brenta offre un ambiente caldo e raccolto nel quale gustare una cucina di tradizione con piacevoli guizzi di fantasia. Alle pareti tanti ricordi di un tempo che si rispecchiano nei sapori della memoria sulla tavola: trota e baccalà sono dei classici, ma vanno segnalate anche le trippe, le tagliatelle al ragù bianco, i risi e bisi. Da non perdere in primavera gli asparagi. Cantina ben assortita e servizio cordiale"
Per 50TopItaly: "Ambiente familiare, in un casolare del Settecento, a pochi chilometri da Bassano, dove la cucina si rinnova, usando sì dei piatti “storici” ma in chiave sempre più semplice e digeribile. Trattoria Da Doro si trova nel silenzio del centro di Solagna, dove si può sentire lo scorrere del fiume Brenta. Ad accogliervi ci sono i coniugi Giovanni e Annamaria Scapin, che mettono tanta passione e impegno in quello che fanno. Il saper far da mangiare, e bene, è una tradizione di famiglia; il signor Doro Scapin, padre di Giovanni, iniziò l’avventura appena dopo il secondo conflitto mondiale con l’osteria La Speranza, diventando già un punto di riferimento per la comunità. Adesso la tradizione continua, con proposte semplici ma genuine, saporite, leggere, perché anche una Trippa alla parmigiana può diventare un’idea piacevole da provare anche la sera. Proprio il concetto di semplicità si vede e si tocca ovunque: dal modo di preparare il tavolo alla cura dei particolari, da quello di servire sino alla proposta nel piatto. Il locale è piccolino, sulla quarantina di coperti, ma accogliente, grazie soprattutto alla cortesia e alla voglia di spiegare il piatto e il vino di Giovanni Scapin. La trota e il baccalà si trovano sempre, sono sempre una soluzione valida da provare, cercando di puntare sull’innovazione ma non tralasciando mai i veri sapori. Risotti di stagione, da abbinare a funghi o piselli, poi ancora proposte di pesce, animali da cortile e, perché no, pure per vegetariani. Insomma, un ventaglio completo di possibilità in tutte le stagioni. Buona anche la scelta, di qualità, di vini, da bianchi ai rossi, passando per quelli da dolci alle bollicine."
Per Alice: "Grazioso locale nel centro del paese in palazzo d'epoca, con servizio cortese e premuroso, atmosfera tranquilla e rilassante. Piatti della tradizione. Pane fatto in casa e conto sui 35-40 euro"
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