sabato 22 ottobre 2022

Ristorante Consorzio (97) πŸ§”πŸ§”πŸ§” - Ristorante Consorzio a Torino: Il tempio del Quinto Quarto e dei Vini d’Autore



Voto: 97
Numero di visite: 4
Ultima visita: 10/2021
Fascia di prezzo: 36-62
Guide e recensioni: Osterie d'Italia, Golosario, Espresso, Michelin, Gambero Rosso, Accademia Italiana Cucina, Alice, Touring, 50top Italy, IdentitΓ  golose, Cento Torino

-Torino- (TO)



Ristorante Consorzio a Torino: Il tempio del Quinto Quarto e dei Vini d’Autore


1: Ristorante Consorzio: La rivoluzione silenziosa della tradizione piemontese.
2: Ottobre 2021: Una laurea da 110 e lode celebrata tra i sapori di una volta.
3: Pietro e Andrea: Gli "studenti intelligenti" che hanno inventato la nuova osteria.
4: Dai Ravioli di Finanziera al Risotto alla Bergese: I classici intramontabili.
5: Valentina Chiaramonte: Un tocco di Sicilia nel cuore del Piemonte.
6: Verdetto: 97 punti e 3 Barbe. La riconferma dei 3 Gamberi e della Chiocciola 2026.


Il Ristorante Consorzio rimane, dopo quattro visite e vent'anni di storia, il mio punto di riferimento assoluto a Torino. L'ultima occasione, la laurea di mio figlio Filippo, trascorsa con i fedelissimi amici di Ivrea, ha confermato la magia di questo luogo. Nato dalle ceneri dello storico "Piero e Federico", il locale di Pietro Vergano e Andrea Gherra Γ¨ riuscito nell'impresa di rendere glamour la cucina contadina, senza mai tradirne l'origine. Con 97 punti, il Consorzio non Γ¨ solo un ristorante, Γ¨ un manifesto della cultura gastronomica subalpina.

Il Quinto Quarto: Un Primato Italiano
Se c'Γ¨ un motivo per cui il Consorzio ha fatto scuola in tutta Italia, Γ¨ la capacitΓ  di nobilitare le frattaglie con una precisione tecnica commovente:
I Ravioli di Finanziera: Semplicemente uno spettacolo imperdibile, un piatto che racchiude secoli di storia torinese in un solo morso.
I Tajarin di Trippa di Agnello: Serviti al sugo d'arrosto come se la trippa stessa fosse la pasta, rappresentano una nuova dimensione del concetto di primo piatto.
Il Risotto alla Bergese: Ricco, godurioso e mantecato con un fondo bruno che rende omaggio al leggendario Nino Bergese.

L’Evoluzione: Da Valentina Chiaramonte ai Vini d’Autore
L'ingresso in cucina di Valentina Chiaramonte ha portato una ventata di freschezza mediterranea che dialoga splendidamente con il rigore piemontese. Sebbene il cambio della guardia possa aver destato inizialmente qualche piccola perplessitΓ  per chi era abituato ai canoni storici, piatti come la cocotte di seppie, lumache e pomodoro dimostrano una vitalitΓ  straordinaria. Il tutto Γ¨ supportato da una delle carte dei vini piΓΉ curiose e profonde d'Italia, focalizzata su piccoli produttori e vini naturali, serviti con una competenza che brilla per onestΓ .

Un Locale per Amici e Intenditori
L'ambiente Γ¨ semplice e informale, quasi a voler lasciare spazio solo a ciΓ² che accade nel piatto. Pietro e Andrea sono come quei compagni di scuola che non hanno bisogno di studiare troppo perchΓ© il talento Γ¨ naturale: la loro ricerca sulle materie prime — dai maiali allevati allo stato brado ai formaggi serviti a temperatura perfetta — Γ¨ una garanzia costante. Il rapporto qualitΓ -prezzo, con menΓΉ degustazione competitivi attorno ai 40 euro, resta uno dei migliori della cittΓ .

Il Verdetto del Recensore Numerico
Il Consorzio non si ferma sugli allori. Nonostante i numerosi riconoscimenti nazionali (15° posto in 50TopItaly 2026 e i 3 Gamberi inossidabili), il locale mantiene quella schiettezza torinese che va conquistata piano piano. È un luogo di cultura, di amore per i produttori e di rispetto per l'ingrediente dimenticato. Se cercate il battito reale della Torino gastronomica, sedetevi qui. IL TOP SOTTO LA MOLE. UNA CERTEZZA DA VENT'ANNI.















































Laurea di Filippo:
















Gita a Torino del 3 gennaio 2019 con pranzo al Consorzio:




























































PS: NovitΓ  2023: conferme chiocciola Slow Food, 3 gamberi Gambero Rosso, 22a posizione in classifica per Top50 Trattorie
PS: Il Gambero Rosso conferma i 3 gamberi anche per il 2024
News ottobre 2023: Chiocciola Osterie d'Italia 2024
News novembre 2023: Bib Gourmand Michelin 2024 confermato
Aggiornamento 14/10/2024: Chiocciola 2025!
Aggiornamento 25/10/2024: Il Gambero Rosso conferma i 3 gamberi anche per il 2025
Aggiornamento dell'ottobre 2025: Il Gambero Rosso 2026 conferma i 3 Gamberi!
Aggiornamento ottobre 2025: Osterie d'Italia 2026 conferma la Chioccola!
Aggiornamento dell'ottobre 2025: 15° classificato in 50TopItaly 26

Per Osterie d'Italia 2024:



Per il Gambero Rosso 2024, 3 Gamberi, rapporto qualitΓ  prezzo medio: "Sempre un punto di riferimento per la cittΓ  questo ristorante che ha inaugurato una stagione gastronomica creando tanti proseliti. Il quinto quarto, i vini naturali ed una cucina schietta e precisa, hanno decretato la fortuna del locale, ampiamente conosciuto anche dai turisti stranieri in visita a Torino. Il dehors Γ¨ stato realizzato solo per il periodo subito a ridosso della pandemia e quindi non Γ¨ piΓΉ presente, mentre le due sale interne sono volutamente semplici ma comunque accoglienti. Da segnalare un bel degustazione a 42 euro ma restano presenti in carta alcuni piatti che oramai si possono definire classici come i ravioli di finanziera, il risotto alla Bergese, ricco e godurioso, e i tajarin di trippa di agnello al sugo di arrosto, dove la prima viene servita come se fosse una pasta. NovitΓ , peraltro particolarmente riuscite, frutto della cuoca siciliana Valentina Chiaromonte, sono una cocotte dove il matrimonio inedito di umido di seppie, lumache e pomodoro leggermente piccante, invita ad attingere copiosamente all'ottimo pane e la ventresca di tonno alla brace. A mantenere alta la tradizione invece, le tagliatelle di farro al ragΓΉ di cuore donano una nuova dimensione al concetto di primo piatto. La selezione di formaggi Γ¨ sempre curata e servita a perfetta temperatura: rappresenta una ottima ragione per protrarre la permanenza a tavola, complice anche la compagnia del vino che potrete attingere dalla vasta carta. Rimane sempre una delle piΓΉ interessanti sotto la Mole sia per ampiezza che per profonditΓ . E che, come la cucina, non si Γ¨ fermata sugli allori e propone sempre qualche nuovo inserimento che permetta di bere in modalitΓ  curiosa ma senza investire eccessivi capitali. Il servizio brilla per la competenza. L'amicizia con i titolari, anche per il cliente abituale, andrΓ  invece conquistata piano piano, rispecchiando forse il piΓΉ torinese dei caratteri."

Per la Michelin: "Semplice ed informale con due sale volutamente tra l’antico e il moderno, quasi a voler introdurre una cucina che parla di tradizione: paste, quinto quarto, finanziera, fassona, e quanto altro il Piemonte possa offrire. E lo fa in che modo? Con cura estetica, qualitΓ  dei prodotti e cotture precise.".

Per I Cento Torino, 8o posto in classifica 2020"Ci piacerebbe aver scoperto il Consorzio oggi come capita ancora a qualche tavolo. Prima lo sguardo contento per essersi accomodati in un posto ospitale, sotto gli occhi di un bel torello rampante. Poi, piano piano, la consapevolezza di non trovarsi in un luogo qualunque, ad esempio quando Pietro - titolare con Andrea della baracca (e di Banco) - racconta, con toni fraterni, del vitello che stanno allevando seguendo i consigli sull'alimentazione del macellaio che provvederΓ  a tagliarlo. Fratelli serpenti. Arrivano i primi piatti, in questo caso una porchetta e il lardo di un maiale allevato allo stato brado e si inizia a strabuzzare gli occhi. Quando ormai si Γ¨ acquisita consapevolezza, giungono agnolotti gobbi tra i migliori della cittΓ  e il risotto alla Bergese che se non fosse cosΓ¬ consistente e noi cosΓ¬ su di chili sarebbe la nostra pausa pranzo quotidiana. Altro piatto da grande ristorante sono gli udon piemontesi, tajarin dal sapore orientale ma con maiale nostrano. Ed ecco che gli occhi piangono di contentezza davanti alla presentazione di carni con tanto sapore e preparazioni con radici profonde nella tradizione contadina e sguardo al futuro. Qui cambiano i cuochi ma non c'Γ¨ nessuno stravolgimento, la mano dei proprietari Γ¨ sempre sicura. Paiono un po' i compagni di scuola intelligenti che non devono neppure studiare tanto e le cose vengono bene lo stesso. Gli ultimi applausi per la carta dei vini e per il conto: c'Γ¨ un bel menΓΉ a 35 euro e alla carta si spende qualcosa in piΓΉ. Consorzio non lo scopriamo oggi ma godiamo come sempre."

Per il Golosario 2024: 


Per il Touring: "Uno dei nostri locali preferiti, nel cuore del centro storico, semplice ma molto accogliente, un luogo dove si respira cultura gastronomica, amore per i prodotti giusti e rispetto per i produttori che vengono citati nel menu. Vi troverete la tradizione culinaria piemontese con qualche inserimento innovativo: uovo croccante su spinaci, fonduta di cheddar e pancetta croccante; agnolotto gobbo; brasato di Fassona al RuchΓ© con verdure di stagione; molto spazio Γ¨ dato anche alle frattaglie, alle erbe spontanee e alle verdure dimenticate".

Per Accademia Italiana della Cucina: 


Per l'Espresso 2020: "Una delle garanzie cittadine dal primo giorno di apertura, un locale fondato su idee tanto semplici quanto efficaci che mettono in relazione un'impeccabile cucina di matrice piemontese e una linea molto forte di vini d'autore messi insieme con grande coerenza. L'ambiente Γ¨ piΓΉ intimo che in passato, ma il calore Γ¨ restato uguale cosi come il servizio affabile guidato da Pietro Vergano. Anche i piatti restano fedeli nonostante un avvicendamento in cucina, dai ravioli di finanziera al risotto mantecato al fondo bruno in omaggio a Nino Bergese, senza perΓ² dimenticare alcune divagazioni felici come le 'grive' (polpette di frattaglie) di maiale con quancia e cavolo nero. Menu a 35 euro ed Γ¨ difficile spendere oltre i 40 anche optando per tre piatti alla carta."

Per IdentitΓ  Golose 2024:

 

Per Alice: "Ambiente rustico ed atmosfera simpatica e informale, per piatti della tradizione regionale interpretati con riuscita creativitΓ  (agnolotti gobbi, pollo tonchese croccante, bavarese di robiola con salsa di ciliegie). Pane, pasta e dolci fatti in casa. Spesa alla carta dai 25 ai 40 euro; menΓΉ degustazione a 30 euro"

Per 50TopItaly: "Evviva il Piemonte! Quello che approda vigoroso nel cuore della sua antica capitale, munito di tutto quanto serve per portare la tradizione ai massimi sistemi: le acciughe, i friciulin di erbe selvatiche, gli agnolotti gobbi o i ravioli di finanziera, passando per il risotto mantecato alla Bergese e la memoria del quinto quarto. Tutto condito con un pizzico di buona creativitΓ  che porta freschezza e visione di futuro. Non mancano accostamenti curiosi, come tra le animelle di vitello alla brace, le amarene e il Moscato chinato. Buona selezione di formaggi, menu degustazione davvero competitivo a 39 euro. Una cantina di cuore sabaudo fa molto bene il suo dovere."

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