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-Pianoro- (BO)
🍝 Osteria Numero Sette a Pianoro: l'anima dei colli tra sfoglia e polpettone
🏛️ Colori caldi e note musicali alle porte di Bologna
Ho frequentato questa bella osteria a Rastignano per ben 4 volte, l'ultima nel settembre del 2020. È un locale che ho sempre considerato tra i più interessanti della zona, situato proprio dove la città finisce e iniziano le prime colline. L'atmosfera è deliziosa: colori caldi, pochi coperti e una passione per la musica che non si ascolta solo come sottofondo, ma si vede nelle foto alle pareti. 🎶🎷🥰✨
So che c'è stato un cambio di gestione nell'agosto 2022 e che ora le redini sono passate a Michela e Nicoletta del Lago Biacchese. Se il buongiorno si vede dal mattino, sono fiducioso: al Lago ho sempre mangiato divinamente! Ma il mio ricordo dell'Osteria Numero Sette, targata Maria Elena e Matteo, resta legato a una solidità tradizionale che conquista al primo assaggio. ❤️🏠🥂
🍽️ La mia esperienza: la "Sfoglia" regina e piatti domestici
Qui la cucina è saporita, sostanziosa e generosa, proprio come comanda la dottrina emiliana. Nelle mie visite sono rimasto pienamente soddisfatto da piatti che sanno di casa ma eseguiti con mano professionale:
I Primi della Tradizione: La sfoglia tirata a mano è la protagonista assoluta. Dalle tagliatelle al ragù (spesso di mora romagnola o cinta senese) ai tortellini in brodo, passando anche per la gramigna con la salsiccia e i malloreddus alla Campidanese, ogni boccone è un inno alla qualità bolognese. 🍝🥇😲❤️
I Secondi "di Cuore": Adoro il loro polpettone, un piatto "domestico" che qui trova una nobiltà incredibile. Ma la vera star è la cotoletta alla bolognese: ricca, ridondante e tra le migliori mai assaggiate sotto le Due Torri! 🥩🧀😭🥇🔝❤️
Contorni e Dolci: Non si può dire di aver mangiato bolognese senza un vero friggione o delle patate al forno croccanti. E per finire? Un salame di cioccolato o una panna cotta che ti rimettono al mondo. 🍫🥧😋
🏺 I Piatti Iconici e l'Inno alla Qualità
L'Osteria Numero Sette è una tappa obbligatoria per tutte le guide (dalla Michelin a Osterie d'Italia), celebrata per la selezione maniacale delle materie prime:
Passatelli e Mortadella: I passatelli asciutti (proposti sia in crema di parmigiano che con ragù bianco, pinoli e uvetta) sono una vera goduria, così come la selezione di salumi d'eccellenza: mortadella vera, salame rosa di Pasquini e lardo di cinta. 🥓🥨🏺😲
Zuppa Imperiale: Un classico che Matteo e Maria Elena hanno il coraggio di proporre anche in piena estate. Un gesto di sfida alla calura che ogni gourmet apprezza! 🥣🔥✨
Battuta di Manzo: Per chi cerca freschezza, la battuta al coltello di fassona è un esempio di purezza e qualità della carne. 🥩🌿
Cantina Selezionata: Matteo cura una carta dei vini ricca e mai banale, con un amore dichiarato per le etichette biologiche, il territorio e i grandi piemontesi. 🍷🍇💖
🧔🧔 Il Verdetto del Recensore
L'Osteria Numero Sette è uno di quei posti che dietologi e modernisti eviterebbero, ma che per noi amanti del gusto rappresenta la felicità. È una cucina che punta tutto sul senso di appagamento, ridondante al punto giusto e profondamente legata alle radici. Un punto d'arrivo per chi ama i primi piatti e la convivialità vera.
Punteggio: 92 🔢 Riconoscimento: 🧔🧔 (2 Barbe) L'EMILIA CHE TI ABBRACCIA CON SAPORE. 🧔🧔🍝💯✨❤️
Per il Touring: "In questa osteria gusterete sia i prodotti tipici della tradizione bolognese, sia le creazioni della casa a base di materie prime della zona. Il locale si presenta in maniera per nulla pretenziosa e per chi ama i primi è davvero un punto d’arrivo. Tra le specialità: battuta di carne cruda, tagliatelle con ragù alla bolognese e cotoletta alla bolognese"
Per l' Accademia: "Piatti della tradizione con accenti creativi.
Piatti tipici:
lasagnette in ragù di Cinta senese
passatelli asciutti in ragù bianco, pinoli, uvetta, parmigiano reggiano
polpette di fassona con friggione bolognese
vera mortadella di Bologna
salame rosa di Pasquini, lardo e salame di cinta senese"
Dopo l'esperienza allAnice Stellato di Zola Predosa, Matteo Gavioli - in sala - e Maria Elena Acri - in cucina -, sono diventati l'anima e il cuore di questa osteria sulle prime colline alle porte di Bologna. Pochi coperti, un bel locale dai colori caldi e la proposta di una solida cucina tradizionale bolognese. Grande attenzione alla scelta dei fornitori (salumi e carni in particolare) oltre a un vero amore per i vini del territorio e per quelli piemontesi: una passione di Matteo.
Si può iniziare con la selezione di salumi (12 €) o con la battuta di fassona per proseguire con le tradizionali tagliatelle al ragù e la zuppa imperiale (12 €), che vi verrà proposta anche in piena estate. In inverno sono protagonisti anche i classici tortellini in brodo. L'offerta delle carni per i secondi è particolare grazie alla presenza di piatti "domestici" come il polpettone e il fegato in crosta; ottima anche la cotoletta alla bolognese (13€), tra le migliori assaggiate. Friggione, patate al forno e verdure stagionali fra i contorni. Per finire, dolci tradizionali come il salame di cioccolato e la panna cotta (5€). Bella la carta dei vini, con particolare attenzione dedicata alle etichette biologiche."
Per Identità Golose: "Bologna Bologna e non Pianoro, a cui Rastignano appartiene, perché l’Osteria numero sette è una delle prime case oltre i confini comunali del capoluogo che ci si lascia alle spalle per puntare sul Passo della Raticosa e poi quello della Futa. Quella che a lungo è stato il Minestraio, un locale di soli primi piatti, da poco più di un anno ha fatto un passo indietro e pure uno in avanti, nel senso che come osteria ora celebra pure gli antipasti e poi i secondi, quindi i dolci come si conviene a una vetrina che è anche caffetteria e pasticceria durante tutto il giorno. In cucina Arnaldo Laghi, romagnolo area Brisighella, in sala Piero Pompili, marchigiano di San Benedetto del Tronto, che in rete si è ritagliato un irriverente e intelligente spazio grazie al blog del Gastronomo Riluttante, nel quale brilla con il nomignolo di Mucca Pazza, alternando polemiche,a volte feroci, a recensioni di colleghi presentati sotto la miglior luce possibile. Ma visto che il tema-guida della rubrica è il cibo, a tavola! Quella del duo Laghi-Pompili è un inno alla qualità, meno alla quantità, della tradizione bolognese che è all’opposto delle modernità spagnole, pietanze molto ricche, a volte ridondanti, che tendono all’ammucchiata di più ingredienti e sapori, mai qualcosa che un dietologo approverebbe senza fiatare. E qui sta la sua grandezza, il senso di appagamento che assicura. Sta all’esecutore, al cuoco, far sì che non sia anche pesante. A Rastignano è un inno alla mortadella, a passatelli e cappelletti, a lasagne e tagliatelle (con ragù di cinta senese), di guancia brasata e battuta di manzo, di polpette e trippa fino alla zuppa inglese. ."
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