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-Pianoro- (BO)
Osteria Numero Sette: Tradizione e Musica alle porte dei Colli a Pianoro π·π
L'Osteria Numero Sette Γ¨ un luogo del cuore situato a Rastignano, proprio dove la cittΓ di Bologna sfuma nelle prime colline. Ho frequentato questo locale per ben 4 volte, con visite avvenute nel 03/2017, 06/2018 e l'ultima nel 09/2020. L'atmosfera Γ¨ deliziosa: colori caldi, pochi coperti e una passione vibrante per la musica che traspare dalle foto alle pareti. Sebbene dal 2022 la gestione sia passata alle sapienti mani di Michela e Nicoletta, il mio ricordo resta legato alla soliditΓ gastronomica di Maria Elena e Matteo. πΆπ·π
1: La Sfoglia Regina πΈ
In questo tempio del gusto la sfoglia tirata a mano Γ¨ la protagonista assoluta. Ho assaggiato tagliatelle al ragΓΉ (spesso di mora romagnola o cinta senese) dalla consistenza perfetta, tortellini in brodo che sanno di casa e una goduriosa gramigna con la salsiccia. Non mancano incursioni fuori regione come i malloreddus alla Campidanese, eseguiti con rigore. ππ₯
2: Secondi di Cuore e Sostanza π₯©
I secondi piatti qui puntano tutto sull'appagamento. Il polpettone Γ¨ un capolavoro di cucina domestica elevata a nobiltΓ incredibile, ma la vera star resta la cotoletta alla bolognese: ricca, ridondante e senza dubbio tra le migliori mai provate nell'area bolognese. Una menzione speciale va anche alle polpette di fassona accompagnate dal friggione. π₯©π§π
3: Contorni e Dolcezze Tradizionali π«
Non si puΓ² definire un pasto bolognese completo senza il friggione o delle patate al forno croccanti. Per chiudere in bellezza, il salame di cioccolato e la panna cotta offrono quella semplicitΓ che ti riconcilia con il mondo. π₯§π
4: Eccellenze della Dispensa π₯
La qualitΓ delle materie prime Γ¨ maniacale. La selezione di salumi comprende una mortadella verace, il raro salame rosa di Pasquini e il lardo di cinta senese. Notevole anche la battuta di manzo al coltello (fassona) per chi cerca una parentesi di freschezza in un menu decisamente sostanzioso. π₯¨πΊ
5: Cantina e Passione π·
Matteo ha saputo costruire una carta dei vini mai banale, con un amore dichiarato per le etichette biologiche, il territorio emiliano e i grandi rossi piemontesi. Un abbinamento sempre centrato per sostenere una cucina generosa e ricca di condimenti. ππ
Iconici: I Sapori che Valgono il Viaggio π
Passatelli Asciutti: Proposti sia in crema di parmigiano che in una versione intrigante con ragΓΉ bianco, pinoli e uvetta. πΊπ²
Zuppa Imperiale: Un classico intramontabile che veniva servito con coraggio anche in piena estate. π₯£π₯
Cialda Croccante alle Mandorle: Farcita con crema al mascarpone di Bianca Modenese. π₯§
Riconoscimenti π§♂️
Barbe di Merito: π§♂️π§♂️ (2 Barbe)
IL VERDETTO DEL RECENSORE π§
Punteggio: 92 π’
Merito: L'Emilia che ti abbraccia con sapore.
PerchΓ© andarci: Γ il punto d'arrivo per chi ama i primi piatti della tradizione bolognese e cerca una cucina che punti tutto sul senso di appagamento, senza compromessi con le diete.
Atmosfera: Familiare, informale e arricchita da un'anima musicale profonda e autentica.
Pensieri a margine Un'esperienza che conferma come la tradizione, quando fatta con materie prime d'eccellenza, non passi mai di moda. π·π
Per il Touring: "In questa osteria gusterete sia i prodotti tipici della tradizione bolognese, sia le creazioni della casa a base di materie prime della zona. Il locale si presenta in maniera per nulla pretenziosa e per chi ama i primi Γ¨ davvero un punto d’arrivo. Tra le specialitΓ : battuta di carne cruda, tagliatelle con ragΓΉ alla bolognese e cotoletta alla bolognese"
Per l' Accademia: "Piatti della tradizione con accenti creativi.
Piatti tipici:
lasagnette in ragΓΉ di Cinta senese
passatelli asciutti in ragΓΉ bianco, pinoli, uvetta, parmigiano reggiano
polpette di fassona con friggione bolognese
vera mortadella di Bologna
salame rosa di Pasquini, lardo e salame di cinta senese"
Dopo l'esperienza allAnice Stellato di Zola Predosa, Matteo Gavioli - in sala - e Maria Elena Acri - in cucina -, sono diventati l'anima e il cuore di questa osteria sulle prime colline alle porte di Bologna. Pochi coperti, un bel locale dai colori caldi e la proposta di una solida cucina tradizionale bolognese. Grande attenzione alla scelta dei fornitori (salumi e carni in particolare) oltre a un vero amore per i vini del territorio e per quelli piemontesi: una passione di Matteo.
Si puΓ² iniziare con la selezione di salumi (12 €) o con la battuta di fassona per proseguire con le tradizionali tagliatelle al ragΓΉ e la zuppa imperiale (12 €), che vi verrΓ proposta anche in piena estate. In inverno sono protagonisti anche i classici tortellini in brodo. L'offerta delle carni per i secondi Γ¨ particolare grazie alla presenza di piatti "domestici" come il polpettone e il fegato in crosta; ottima anche la cotoletta alla bolognese (13€), tra le migliori assaggiate. Friggione, patate al forno e verdure stagionali fra i contorni. Per finire, dolci tradizionali come il salame di cioccolato e la panna cotta (5€). Bella la carta dei vini, con particolare attenzione dedicata alle etichette biologiche."
Per IdentitΓ Golose: "Bologna Bologna e non Pianoro, a cui Rastignano appartiene, perchΓ© l’Osteria numero sette Γ¨ una delle prime case oltre i confini comunali del capoluogo che ci si lascia alle spalle per puntare sul Passo della Raticosa e poi quello della Futa. Quella che a lungo Γ¨ stato il Minestraio, un locale di soli primi piatti, da poco piΓΉ di un anno ha fatto un passo indietro e pure uno in avanti, nel senso che come osteria ora celebra pure gli antipasti e poi i secondi, quindi i dolci come si conviene a una vetrina che Γ¨ anche caffetteria e pasticceria durante tutto il giorno. In cucina Arnaldo Laghi, romagnolo area Brisighella, in sala Piero Pompili, marchigiano di San Benedetto del Tronto, che in rete si Γ¨ ritagliato un irriverente e intelligente spazio grazie al blog del Gastronomo Riluttante, nel quale brilla con il nomignolo di Mucca Pazza, alternando polemiche,a volte feroci, a recensioni di colleghi presentati sotto la miglior luce possibile. Ma visto che il tema-guida della rubrica Γ¨ il cibo, a tavola! Quella del duo Laghi-Pompili Γ¨ un inno alla qualitΓ , meno alla quantitΓ , della tradizione bolognese che Γ¨ all’opposto delle modernitΓ spagnole, pietanze molto ricche, a volte ridondanti, che tendono all’ammucchiata di piΓΉ ingredienti e sapori, mai qualcosa che un dietologo approverebbe senza fiatare. E qui sta la sua grandezza, il senso di appagamento che assicura. Sta all’esecutore, al cuoco, far sΓ¬ che non sia anche pesante. A Rastignano Γ¨ un inno alla mortadella, a passatelli e cappelletti, a lasagne e tagliatelle (con ragΓΉ di cinta senese), di guancia brasata e battuta di manzo, di polpette e trippa fino alla zuppa inglese. ."
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