Toni Cuco: Il Fascino delle Colline e il Talento della Famiglia Trentin ⛔️⛰️🍷
Sulle splendide colline di Grancona, in Val Liona, il ristorante Toni Cuco ha rappresentato per anni l'evoluzione naturale di una delle famiglie più amate della ristorazione vicentina. Dopo i successi della minuscola Osteria Al Bersagliere in centro città, Miresa Trentin e i figli Monica, Martino e Andrea avevano trasferito la loro sapienza in questa location mozzafiato, fondendo la schiettezza dell'osteria con una raffinatezza contemporanea raramente riscontrabile altrove. 🏛️✨🌳
Nota di Aggiornamento: Il locale risulta DEFINITIVAMENTE CHIUSO (agosto 2025). La location ha ospitato successivamente Casa Dimitri di Dimitri Mattiello (anch'esso segnalato chiuso), in un complesso valzer di gestioni che ha coinvolto anche il progetto Casa Miresa ad Altavilla. Come da regolamento, il punteggio è fissato a 85 punti con il simbolo ⛔️ di cessata attività.
L'esperienza a tavola 🍽️
Nelle mie tre visite, l'ultima delle quali nel:
09/2016 --- 🕰️ ho sempre goduto di una cucina "celestiale", capace di nobilitare i prodotti dei Colli Berici con un tocco di ricerca costante:
L'Anima del Territorio: I piatti erano un inno alle stagioni. Ricordo con nostalgia i tagliolini con ragù di faraona e carletti e gli gnocchi di patate con i bruscandoli, dove le erbe spontanee diventavano protagoniste assolute. 🍝🌿🥇
Il Rito del Baccalà: Presente in diverse declinazioni, dal mantecato servito come stuzzichino al classico baccalà alla vicentina (immancabile nei mesi freddi), preparato secondo la tradizione più rigorosa. 🐟🌽
Carni e Fantasia: Portate notevoli come il coniglio bardato di pancetta, la faraona brasata o le costolette d'agnello al corno, sempre accompagnate dalla polenta di mais marano. 🍗🥓
L'Atmosfera: Cenare nelle sale eleganti e minimali, o sulla terrazza con vista mozzafiato sulla pianura vicentina, rendeva ogni sosta un momento di pace e bellezza. 🛋️🌅🤝
Il Giudizio delle Guide 📖
Toni Cuco è stato una colonna portante della critica enogastronomica, celebrato per la sua capacità di rinnovarsi senza perdere l'identità:
Eccellenza Slow Food: Osterie d'Italia ha seguito con entusiasmo il trasloco dalla città alla collina, lodando la "linea precisa di rinnovamento nella continuità" e la passione di Monica nel presentare un menù in costante evoluzione. 📚🐌
Raffinatezza e Innovazione: Per Alice e il Mangiarozzo, il locale era un "raffinato localino" capace di far cedere i commensali alle tentazioni della tavola, tra tartufi, funghi e selvaggina, riscaldati d'inverno da uno scoppiettante camino. 📚🔥✨
Il Focolare Casalingo: Anche il Golosario di Massobrio, pur riferendosi alla successiva gestione di Dimitri Mattiello, ha continuato a premiare la location come un ambiente capace di ricreare l'atmosfera di casa con portate di grande livello. 📚☀️
Note e atmosfera ✨
Toni Cuco era un luogo dove l'esperienza di Miresa Trentin incontrava l'energia dei figli, creando un'accoglienza professionale ma mai ingessata. La selezione dei vini, prevalentemente improntata sul territorio con ricarichi onesti, completava un'offerta che faceva della Val Liona una meta d'obbligo per ogni gourmet. 🛋️🍷🍇
Il Verdetto del Recensore 🧐
Toni Cuco resta nei miei ricordi come uno dei posti dove ho mangiato meglio in assoluto. La visita del settembre 2016 ha confermato il talento immenso della famiglia Trentin. Anche se quel capitolo si è chiuso, la nostalgia per quei sapori e per quella vista rimane intatta. 🏅🇮🇹
Punteggio: 85 punti ⛔️ (Ex 95 punti) Merito: ⛔️ (Attività cessata) Perché andarci: Resta il ricordo di una cucina colta, raffinata e profondamente legata alle colline vicentine. ⛰️💔 Piatto imperdibile: Baccalà alla vicentina e Tagliolini al ragù di faraona e carletti. 🐟🍝🥇 Atmosfera: Incantevole, panoramica e squisitamente familiare. ✨🕰️🌅
Per Osterie d'Italia 2014 :"Avevamo paura di averli persi. Invece, chiusa la minuscola e famosa osteria Al Bersagliere, in centro a Vicenza, tempio della buona cucina, Miresa Trentin e i figli Monica, Martino e Andrea hanno trasferito tutta l'esperienza in un luogo più consono alle loro capacità. Sulle colline che delimitano la Val Liona hanno rilevato uno storico locale, immerso nella natura, da cui si gode uno splendido panorama. Qui hanno ripreso il loro cammino, fatto di una cucina attenta al territorio e al corso delle stagioni, con proposte sempre in sintonia con la tradizione, un tocco di ricerca e grande rispetto per quello che la terra offre. Nelle tre sale, eleganti e dall'arredamento minimale, è Monica a proporre e illustrare i piatti di un menù in costante evoluzione. Per iniziare, baccalà mantecato, focaccina con cuore di burrata e asparagi (10 €) o, per gli indecisi, gli assaggi misti. Notevoli, tra i primi, i tagliolini con ragù di faraona e carletti (10 €), gli gnocchi di patate con bruscandoli e i tortelli di melanzane; in alternativa, pasta con verdure di stagione. Quasi sempre presente, a parte i mesi più caldi, il baccalà vicentino (15 €) oppure la tagliata di sorana o di agnello, il coniglio bardato di pancetta (15 €). Degni di nota per fantasia e piacevolezza i dolci. Carta dei vini prevalentemente improntata sul territorio, con buone proposte, alcune anche al calice, e ricarichi onesti."
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