giovedì 20 ottobre 2022

Il Tirabusciò (98) 🧔🧔🧔 - Tirabusciò a Bibbiena: 98 Punti per l'eccellenza del Casentino




Voto: 98
Numero di visite: 1
Ultima visita: 05/2019
Fascia di prezzo: 42-59
Guide e recensioni: Osterie d'Italia, Golosario, Espresso, Michelin, Gambero Rosso, Alice, Touring, Identità golose

-Bibbiena- (AR)



Tirabusciò a Bibbiena: 98 Punti per l'eccellenza del Casentino


1: Tirabusciò: Dove il Casentino incontra l'Olimpo del Gusto.
2: Maggio 2019: Una scoperta medievale nel cuore di Bibbiena.
3: Alberto Degl'Innocenti: L'ambasciatore dei Presidi Slow Food.
4: Dal Piccione Arrostito ai Tortelli di Cetica: Piatti indimenticabili.
5: Una Cantina di Gioie: Il Tirabusciò come inno al buon bere.
6: Verdetto 2025: 98 punti, 3 Barbe e una Chiocciola che brilla dal 2023.


Girovagando per la Toscana alla ricerca di pace e spiritualità, ci si imbatte talvolta in luoghi che rigenerano non solo l'anima, ma anche il palato. Il Tirabusciò a Bibbiena è uno di questi. Con 98 punti e il 32° posto assoluto, questo delizioso locale è una delle migliori esperienze vissute con mia moglie Alessandra. Alberto Degl'Innocenti ha trasformato una piccola osteria in un presidio d'eccellenza, dove la cura del dettaglio e la ricerca maniacale della materia prima creano ricordi indelebili.

Il Sacro Graal della Carne Casentinese
Alberto è un maestro nel trattare le carni del territorio, spesso attinte dalla prestigiosa macelleria Fracassi e dai presidi Slow Food:
Il Piatto della Memoria: Il petto di piccione arrostito con le cosce farcite del suo fegato. Una preparazione tecnica, intensa, che non si dimentica. Un vero capolavoro di equilibrio.
La Tradizione nel Coccio: Il sugo di piccione servito con pane tostato e l'agnello a scottadito ripassato al forno sono inni alla cucina "di una volta" nobilitata da una mano sapiente.
Il Simbolo del Territorio: I Tortelli di Patate di Cetica (la celebre patata rossa locale) conditi con il ragù di Maiale brado Grigio del Casentino. Un piatto che da solo vale il viaggio.

Un Locale Curato come un Gioiello
L'insegna, "Tirabusciò" (cavatappi), anticipa la gioia che attende gli amanti del vino. La carta è ragionata, ricca di spunti regionali e nazionali che Alberto sa abbinare con simpatia e competenza. L'ambiente è accogliente, elegante nella sua semplicità, ideale per lasciarsi cullare dai sapori intensi del Casentino mentre fuori le foreste e i luoghi di San Francesco infondono pace.

Costanza e Riconoscimenti
La scalata del Tirabusciò è testimoniata dalle guide: la Chiocciola Slow Food confermata ininterrottamente fino al 2026 e il Bib Gourmand della Michelin premiano un rapporto qualità-prezzo eccellente e una fedeltà assoluta alla filiera corta. Come sottolineato da Identità Golose, Alberto è uno di quegli osti che continuano a migliorare, portando l'alta ristorazione in provincia con umiltà e talento.

Il Verdetto del Recensore Numerico
Se volete scoprire l'anima gastronomica del Casentino, non cercate altrove. Il Tirabusciò è un'osteria imperdibile dove ogni boccone racconta una storia di boschi, allevamenti bradi e passione vera. Uscirete con il sorriso e la voglia di tornare. UN TEMPIETTO DEL GUSTO.
























Alcune immagini dal web:

















PSSlow Food conferma la chiocciola anche per il 2023
News novembre 2023: Bib Gourmand Michelin 2024 confermato
Aggiornamento 14/10/2024: Chiocciola 2025!
Aggiornamento dell'ottobre 2025: Osterie d'Italia 2026 conferma la Chiocciola!

Per Osterie d'Italia 2024:



Per il Gambero Rosso 2024, 78 punti, una forchetta, rapporto qualità prezzo medio: "Mise en place minimale ma elegante, insegna scelta non a caso - per chi ama il vino e il beverage qui non mancheranno spunti nè gioie - e cura dichiarata nella selezione delle materie prime, spesso attinte dal repertorio tutelato da Slow Food (alla cui Alleanza Cuochi il locale è affiliato). Sono le basi per un'offerta variegata, che gioca con la territorialità (i salumi di grigio del Casentino targati Fracassi, i tortelli di patate al ragù di maiale da tuberi e carni autoctone) ma anche di fantasia (i crostini al sugo di piccione al coccio, il baccalà con piselli e cucunci). Sala affidabile e ben condotta"

Per la Michelin: "Un ristorante imperdibile per chi vuole scoprire le specialità gastronomiche del casentino: nel centro storico del caratteristico paese, vi consigliamo di interrogare il simpatico cuoco per saperne di più sui prodotti della zona e aiutarvi nella scelta. Ne uscirete con l'emozione di sapori intensi che riempiono il palato e i ricordi.".

Per il Golosario 2024:

 
Per il Touring: "In questa elegante osteria vengono proposti piatti tipici toscani e casentinesi elaborati dallo chef con innovazione e fantasia utilizzando materie prime fresche e ricercate. Nel menu si segue la stagionalità, troviamo però sempre le preparazioni con la carne di Chianina Igp accompagnate da un'accurata selezione di etichette di vino della regione. Pane, pasta e dolci sono fatti in casa. Fra le ricette segnaliamo la trota fario del casentino marinata agli agrumi, i tortelli di patate con ragù di maiale brado grigio del casentino, coscia d'anatra al finocchietto selvatico".

Per Identità Golose: "In un momento in cui la provincia di Arezzo non cresce alla velocità delle altre toscane, in quanto ad alta ristorazione, ci sono insegne con ambizioni più modeste che regalano emozioni sempre più forti continuando a migliorare la qualità del prodotto offerto. Tra queste spicca il Tirabusciò, nel centro di Bibbiena, di fronte al teatro Dovizi, e a un passo dalle foreste casentinesi. Ed è proprio il Casentino la prima fonte di approvvigionamento di prodotti d'eccellenza per Alberto Degl'Innocenti, chef e patron del ristorante. Come il suo amico e fornitore di fiducia, Simone Fracassi, Alberto sostiene il più possibile la territorialità e, quando la sua terra non produce ciò che gli serve, lo cerca fuori specialmente nei presidi Slow Food, controllando sempre tutta la filiera in modo meticoloso. Da provare assolutamente la Battuta di Chianina, Acciugata e Giardiniera e i Tortelli di Patate di Cetica con ragù di Maiale brado Grigio del Casentino, piatto simbolo della tradizione gastronomica locale..."

Per l'Espresso 2020: "Sapori di tradizione del Casentino in questo ristorante di una via del centro. L'ambiente è accogliente e la cucina non si lascia influenzare dalla 'modernità' mettendo in primo
piano i prodotti locali, a partire dai salumi della macelleria Fracassi. Da assaggiare i tortelli di patate casentinesi e il peposo di Chianina. Interessante la carta dei vini"

Per Alice: "Vi si può sostare anche solo per uno spuntino accompagnato da un ottimo vino, ma sarebbe un peccato rinunciare ai buoni piatti della cucina toscana e casentinese. Il menù varia con le stagioni e si basa sui prodotti locali (carni, insaccati, formaggi). Sformatino di fagioli zolfini del Pratomagno; maltagliati di farro con la nana; gnudi di ricotta; lesso rifatto; prosciutto del casentino; tortelli di patata rossa di Celtica; bistecca di vitellone con fagioli di Garliano; sugo di piccione nel coccio con pane tostato. Si spendono 35-40 euro"

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