giovedì 1 dicembre 2022

Da Felice A Testaccio (91) πŸ§”πŸ§” - Felice a Testaccio: il mito, il minestrone e quella "scena memorabile" del 1995

 https://www.feliceatestaccio.com/


Voto: 91
Numero di visite: 1
Ultima visita: 04/1995
Fascia di prezzo: 31-51
Guide e recensioni: Osterie d'Italia, Golosario, Espresso, Michelin, Gambero Rosso, Mangiarozzo, Alice, Touring

-Roma- (RM)




πŸ›️ Felice a Testaccio: il mito, il minestrone e quella "scena memorabile" del 1995


πŸ›️ L'Osteria dove si entrava solo se "accettati"

Raccontare di Felice a Testaccio significa rievocare un pezzo di storia della Roma sparita. Nella Pasqua del 1995, io e Alessandra, giovanissimi fidanzati, fummo protagonisti di un'esperienza che ancora oggi ricordiamo con un sorriso. Al tempo, l'osteria era un locale anonimo con i vetri smerigliati, senza insegna, dove Felice Trivelloni decideva chi poteva sedersi e chi no. 🏚️🚫

Dopo un primo rifiuto categorico ricevuto di persona ("NO!"), riuscii incredibilmente a strappare una prenotazione telefonica al figlio Franco. Entrammo baldanzosi all'ora convenuta, ma Felice, vedendoci, ci accolse con un altro secco "NO!". SeguΓ¬ una discussione animata tra padre e figlio che si concluse con un burbero "Sedetevi pure dove ve pare", nonostante i tavoli fossero tutti "riservati" per i fedelissimi della Roma bene. Una scena da film! πŸ§”πŸŽ­πŸ›️πŸ₯°✨


🍽️ Il Diario Gastronomico: l'esperienza della Pasqua 1995

Ciò che seguì fu ancora più incredibile. Mentre la sala era affollata di politici e attori (Benigni era un habitué), Felice entrò decantando: "Stasera c'è er minestrone!", scatenando cori da stadio tra la folla festante. Ecco cosa mangiammo in quella serata indimenticabile:

  • Salamini affettati: Un piccolo benvenuto che Felice e sua moglie stavano preparando proprio mentre entravamo. πŸ₯“πŸ‘Œ

  • Er Minestrone: Ad oggi, il miglior minestrone della mia vita. Semplicemente perfetto. πŸ₯£πŸ₯‡πŸ˜²πŸ”❤️

  • Tonnarelli Cacio e pepe: Scelti da Alessandra, ancora oggi la miglior versione mai provata. πŸπŸ§€πŸ₯‡πŸ˜²πŸ”❤️

  • Abbacchio al forno con patate: Una preparazione memorabile, solida e genuina.  πŸ₯©πŸ₯”πŸ₯‡πŸ‘Œ

  • Coniglio alla cacciatora: Un altro secondo piatto che onorava la tradizione romana con sapori netti e decisi.  πŸ₯˜πŸ°πŸ˜‹πŸ₯‡

  • Vino dei Castelli: Il compagno sincero di tutto il pasto.  πŸ·πŸΊ

Il caffΓ¨? ArrivΓ² per alzata di mano: Franco lo ordinΓ² al bar di fronte perchΓ© loro non lo facevano. Il tutto per 25.000 Lire! πŸ’Έ☕🀝


🏺 Un’Istituzione tra Tradizione e ModernitΓ 

Oggi Felice non c’Γ¨ piΓΉ e il locale, gestito dal figlio Franco, ha subΓ¬to un restyling pur mantenendo i piatti che lo hanno reso un "must" per tutte le guide (Gambero Rosso, Michelin, Espresso):

  • I Capisaldi: I tonnarelli cacio e pepe restano il piatto iconico, insieme alla gricia, alla trippa alla romana e alle cotolette d'abbacchio panate. 🍝🏺✨

  • Calendario del Gusto: La tradizione viene rispettata anche nei giorni della settimana: giovedΓ¬ gnocchi e sabato trippa. πŸ—“️πŸ₯£πŸΊ

  • Prelibatezze Rare: Si possono ancora trovare raritΓ  come la testarella d'abbacchio, involtini al sugo e la coda alla vaccinara. πŸ₯©πŸΊπŸ₯‡

  • Dolci Golosi: Dal tiramisΓΉ al bicchiere alla torta di pere e ricotta, fino alle creazioni del maestro Salvatore De Riso. πŸ°πŸ“πŸ˜‹


πŸ§”πŸ§” Il Verdetto del Recensore

Felice a Testaccio Γ¨ stata l'esperienza piΓΉ memorabile della mia vita d'osteria. In quell'aprile 1995 ho toccato con mano l'anima verace di Roma, fatta di gesti burberi, sapori immensi e una convivialitΓ  che non conosceva distinzioni sociali. Franco ha saputo preservare l'ereditΓ  del padre, rendendo questo locale un punto fermo della gastronomia capitolina. Un posto che ha fatto la storia.

Punteggio: 91 πŸ”’ Riconoscimento: πŸ§”πŸ§” (2 Barbe) L'ANIMA DI ROMA IN UN PIATTO DI CACIO E PEPE. πŸ§”πŸ§”πŸπŸ’―✨❤️


Alcune immagini personali del Testaccio a Roma:










































Alcune immagini dal web:























Per il Gambero Rosso 2024: "Cucina tradizionale solida e genuina "romana" che ha il suo must nella "caio e pepe". L'abbacchio al forno con patate Γ¨ un altro piatto imperdibile. Carta dei vini discreta e prezzi in linea con l'offerta"


Per la Michelin: "Dal 1936, la tradizione e la cucina romana sono stati gli architravi del successo del locale: molto frequentato si consiglia di prenotare con anticipo (soprattutto il fine settimana). Ci si accomoda ai suoi tavoli per gustare le intramontabili ricette della tradizione, sebbene imperdibili restino i tonnarelli cacio e pepe. Felice a Testaccio Γ¨ un ristorante accogliente che ha saputo preservare l'atmosfera familiare, ma con uno stile dei giorni nostri."

Per il Golosario 2024: 


Per il Touring: "Tra i due mercati del Testaccio, il vecchio e il nuovo, il locale fondato nel 1936 da Felice Trivelloni Γ¨ ancora in attivitΓ  e propone i buoni piatti della cucina romana. Un tempo trattoria per i muratori, i facchini e gli operai del quartiere, oggi propone anche, oltre al normale menu, un piatto diverso ogni giorno con menu prettamente stagionali. Tra i piatti della tradizione : tonnarelli cacio e pepe, mezzemaniche alla gricia, polpette al sugo, trippa alla romana e cotolette d'abbacchio panate con zucchine fritte. In carta alcune delle migliori etichette italiane"

Per Alice: "Se quello che cercate Γ¨ un vero pasto "romanesco" questo Γ¨ il posto giusto: tonnarelli cacio e pepe (fra i migliori della cittΓ ), rigatoni all'amatriciana, abbacchio e quant'altro rende famosa questa cucina. In un'atmosfera da vecchia osteria dei bei tempi andati. Sui 40 euro piΓΉ il bere"

Per il Gambero Rosso 2006: "Chi Γ¨ che non conosce e non ama questa storica trattoria nel cuore di Testaccio? Famosa oltre che per la bontΓ  della sua cucina tipica romana, anche per il modo di Felice di selezionare i clienti: chi non gli andava a genio non entrava (in genere restavano fuori le donne e i tipi un po' snob). Ebbene se siete per caso tra quelli che fino a quest'anno avete avuto difficoltΓ  a entrare, sappiate che le cose sono cambiate. Oltre ad aver subΓ¬to un restyling degli interni, la trattoria Γ¨ nelle mani dello storico aiuto di Felice, che non piΓΉ ragazzino, oggi segue il locale a distanza. Le cose vanno benissimo: la sala Γ¨ affidata a giovani spigliati che sanno il fatto loro e la cucina Γ¨ sempre buona come una volta. I piatti sono proprio tutti quelli della cucina romanesca, interpretati filologicamente. Matriciana, cacio e pepe, gricia, abbacchio al forno con patate (indimenticabile), testarella d'abbacchio, una prelibatezza difficile da trovare altrove, polpette al sugo, coda alla vaccinara, involtini al sugo. E poi i dolci golosissimi: tiramisΓΉ al bicchiere (da non perdere), millefoglie sbriciolata. Unica divagazione i dolci di Salvatore De Riso, il famoso maestro pasticcere di Minori. Poche bottiglie ma adatte alla cucina e vino della casa."

Per Osterie d'Italia 2014: "Quartiere prettamente popolare, un tempo Testaccio aveva il mattatoio, il campo di calcio, l'osteria di Felice Trivelloni (famoso per il modo burbero di "scegliersi" i clienti), meta di una clientela fedele, che annoverava fra i primi Roberto Benigni. Ora il mattatoio ha lasciato il posto al Macro e alla CittΓ  dell'Altra Economia, e il rione Γ¨ di gran moda. Felice non c'Γ¨ piΓΉ, ma la trattoria,
rinnovata nell''ambiente e gestita dal figlio Franco, continua a offrire i piatti classici della tradizione romanesca in un clima gradevole. I tonnarelli cacio e pepe (11 €) sono all'altezza della loro fama, come pure l'abbacchio al forno con patate (18 €); alcuni piatti del meni (fin troppo vasto) hanno cadenza settimanale: giovedΓ¬ gnocchi e sabato trippa, per capirci. Si inizia con un ottimo carciofo alla romana, filetti di baccalΓ  in pastella, alici fritte per poi passare a gricia e carbonara, rigatoni al sugo di abbacchio, pasta e ceci o spaghetti alla Felice con pomodorini, ricotta salata, timo, maggiorana, menta, basilico e origano. L'abbacchio domina in forma di testarelle, coratella con carciofi, alla romana o alla cacciatora, costolette di abbacchio panate, ma non mancano le polpette di bollito, gli involtini al sugo, il baccalΓ , l'arzilla in bianco, di regola accompagnati da un contorno. Altrimenti, si possono ordinare separatamente la purea (5 €), la cicoria, i carciofi e le puntarelle con alici. Si chiude con un'ottima torta di pere e ricotta (7 €) oppure di cioccolato, ricotta e visciole. Carta dei vini molto interessante, specie
nella sezione laziale; Cesanese come vino della casa."

Per il Mangiarozzo 2017:




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