martedì 1 novembre 2022

Al Cantinì (97) 🧔🧔🧔 - Al Cantinì a Borno: L’eccellenza della Valcamonica tra Risotti ai Porcini e tradizione

https://alcantini.com/ 


Voto: 97
Numero di visite: 3
Ultima visita: 11/2023
Fascia di prezzo: 13-45
Guide e recensioni: Osterie d'Italia, Accademia Italiana Cucina, EastLombary

-Borno- (BS)


Al Cantinì a Borno: L’eccellenza della Valcamonica tra Risotti ai Porcini e tradizione


1: Al Cantinì: La magia delle volte in pietra e il nuovo corso della cucina camuna.
2: Novembre 2023: Un esordio stratosferico tra la prima neve e sapori d’alta quota.
3: Matteo e Francesca Rivadossi: Passione e professionalità nel cuore dell’Altopiano del Sole.
4: Dal Risotto ai Porcini alla Lingua ai ferri: Piatti da 10 e lode.
5: Il Legame con il Territorio: Dai Casonsei alla Bornese ai formaggi di malga.
6: Verdetto: 97 punti e 3 Barbe. Una perla della Valcamonica che continua a volare alto.


Tornare Al Cantinì di Borno a fine novembre, con una spruzzata di neve a 1000 metri di quota, è stata un’esperienza memorabile. Il locale di Matteo e Francesca Rivadossi ha ufficialmente fatto il salto definitivo: con l’arrivo in cucina del giovane e talentuoso chef Patrick, il punteggio sale a 97 punti, conquistando la terza barba e una posizione d'onore nella mia classifica (Top 40 su oltre 1900 locali).

Un Esordio da Record
La mano dello chef Patrick, formatosi sotto la supervisione di Fabio Mazzolini, si sente tutta:
Il Risotto Perfetto: Il risotto ai funghi porcini (fuori menù) ha meritato un voto 10: cottura impeccabile, profumo inebriante e una mantecatura da manuale.
La Lingua di Vitello: Cotta al forno e ripassata ai ferri con verze stufate e salsa verde, un piatto di livello stratosferico per equilibrio e intensità.
Dolcezza Camuna: La torta di polenta con gelato di latte di malga e arancia è stata la sorpresa finale che ha convinto definitivamente per il punto in più in classifica. Meravigliosa.

Atmosfera e Tradizione
Il Cantinì, ospitato in splendide sale con volte in pietra e arredato con legno e rame, incarna l’essenza della montagna bresciana. Matteo ha saputo costruire un team giovane e preparato (menzione speciale per la sommelier Mariarosa Esposito) che guida l'ospite tra le eccellenze dell’IGT Valcamonica e prodotti a km 0. I Casonsèi alla Bornese rimangono il pilastro storico: una pasta fresca con ripieno di carne che si differenzia dai classici bresciani e che racconta la storia di queste valli.

Ricerca e Creatività
Dalle esperienze passate ricordo con stupore la coda di bue brasata al San Valentino e i ravioli d’anatra al burro acido, segni di una cucina che non ha paura di innovare pur restando "vera". Anche la pasticceria non delude mai, con creazioni raffinate come la sfera di cioccolato bianco e vaniglia del Madagascar.

Il Verdetto del Recensore Numerico
Al Cantinì è una certezza assoluta. È il posto dove la ricerca costante della materia prima incontra un’accoglienza calda e professionale. Il rapporto qualità-prezzo è eccellente, rendendolo una delle mete più ambite non solo della Valcamonica, ma dell'intera provincia bresciana. STRAORDINARIO. UN 
TRAGUARDO MERITATISSIMO PER UN TEAM ECCEZIONALE.



Queste le immagini di questa serata:














































Queste le immagini delle mie visite precedenti:


































Per Osterie d'Italia 2024:



Per l' Accademia Italiana della Cucina: "Ristorante gradevole gestito da giovani ed entusiasti. La cucina è innovativa e curata. Ottimo rapporto qualità prezzo.
Piatti tipici:
risotto carnaroli alla melagrana e bagoss con riccioli di bacon croccante
bocconcino di caprino fresco ai pistacchi e uva rossa
spiedino di lumache fasciate al guanciale e prugne su specchio di spinaci saltati al burro
tagliatelle di farina di castagne al ragù di faraona
costolette d'agnello pre-salé al limone
lardo nostrano con confettura di fichi e focaccina al rosmarino
Piatto da non perdere:
crema di marroni con purea di cachi alla vaniglia"

Per EastLombardy: "La storia del Cantinì inizia a Borno, piccolo paese della Valle Camonica, sull’altopiano del Sole, dove nasce Matteo Rivadossi. Borno è un comune ricco di tradizioni, eppure Matteo sente il bisogno di evolversi: è così che inizia a far esperienze nel mondo della ristorazione in Italia e in Europa, ma ogni volta che torna a casa sente le farfalle nello stomaco. A 28 anni decide di ascoltare quelle farfalle e – appoggiato dalla sorella Francesca – decide di realizzare il suo sogno.
Egli dà vita a un posto che incarna la sua idea di accoglienza e ristorazione “vera, semplice ed autentica” nel luogo che da sempre ama: il suo territorio. È l’anno 2010 e nasce l’Osteria al Cantinì.
Diversificazione delle proposte, materia prima eccellente, volontà di migliorarsi sempre sono i principi cardini su cui si basa un mirato ed attento lavoro di squadra. La cucina, capitanata dal giovane e dinamico chef Gabriele, prende forma da questi concetti, così come l'accoglienza dell'ospite in sala.
La ricerca costante è l’ingrediente principale del menu del Cantinì: pesci e carni a km 0, così come salumi e formaggi di produttori artigianali. Non sorprende che il ristorante sia menzionato sulla guida delle Osterie Slow Food dal 2013. Il team, giovane e curioso, sa accogliere e mettere a proprio agio gli ospiti, grazie a piccole accortezze che fanno la differenza. La sommelier Mariarosa Esposito guida l’ospite nella scelta del vino: l’affascinante cantina del locale riserva ampio spazio ai viticoltori locali appartenenti all’IGT della Valle Camonica, includendo inoltre vini di tutta la provincia e della tradizione italiana.
L’atmosfera, calda e accogliente, viene descritta da pietre a vivo, tavoli in legno, luce soffusa, antiche pentole in rame, che perfettamente si sposano con il paesaggio montano circostante.
Un piatto immancabile nella carta del Cantinì è il risotto. Di stagione in stagione, viene riproposto con ingredienti legati al territorio ed alla stagionalità, scegliendo sempre materie prime derivanti dalla produzione locale.
La versione “autunno-inverno”, per esempio, è il risotto Acquerello con estratto di funghi, coniglio arrosto e polvere di porcini. A metà tra il coniglio arrosto e il classico risotto ai funghi, nasce dalla cucina della nonna: il gusto riporta all’infanzia, alle domeniche in famiglia, alle passeggiate nel bosco.
La barba di porcino, tagliata, essiccata e poi polverizzata, conferisce alla portata un sapore terroso che ben si bilancia con il gusto del coniglio, sotto forma di ristretto. Un pizzico di prezzemolo al pass completa l’opera.
Un piatto che accompagna il Cantinì dall’apertura dell’attività: i Casonsèi alla Bornese. Immancabile sulle tavole della zona, questa pasta fresca prevede la presenza di carne nel ripieno, elemento che li differenzia dai classici casoncelli alla bresciana. I Casonsèi sono serviti, come da tradizione, con burro fuso ed abbondante formaggio grattugiato."

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