http://www.locanda-dellorco.it/
Voto: 97
Numero di visite: 3
Ultima visita: 12/2025
Fascia di prezzo: 56-78
Guide e recensioni: Osterie d'Italia, Golosario, Espresso, Michelin, Gambero Rosso, Alice, Touring, Ristoranti della Tradizione Canavesana-Rivarolo Canavese- (TO)
Locanda dell'Orco (Rivarolo Canavese): La Finanziera del Re e il primato del gusto
1: Antica Locanda dell'Orco: Dove il Canavese incontra la Sicilia in un abbraccio sublime.
2: Dicembre 2025: Cena di Natale con le "Mangiate del Buonumore".
3: Giuseppe e Monica: L'arte dell'accoglienza nel cuore di Rivarolo.
4: Il MenΓΉ della serata: La Finanziera del Re al primo posto di sempre.
5: Dai Tajarin ai grani antichi al Sasso dell'Orco: I segreti dello chef.
6: Verdetto: 97 punti e 3 Barbe di Merito per un ristorante sopraffino.
Il 7 dicembre 2025, per la tradizionale cena di auguri con il gruppo delle "Mangiate del Buonumore", sono tornato all'Antica Locanda dell'Orco a Rivarolo Canavese. A distanza di quattro anni dalla mia ultima visita, l'emozione Γ¨ stata ancora piΓΉ intensa: il locale di Giuseppe e Monica Randisi non Γ¨ solo un ristorante, Γ¨ un'esperienza sensoriale dove ogni dettaglio, dagli arredi ricercati al servizio impeccabile, parla di eccellenza.
Il connubio perfetto: Canavese e Sicilia
La forza di questa tavola risiede nel genio dello chef Giuseppe Randisi. Siciliano d'origine e canavesano d'adozione, Giuseppe riesce a far danzare le due culture gastronomiche in modo armonioso. Se da un lato trovi i capisaldi locali (lumache, coniglio, agnolotti), dall'altro emergono nuances mediterranee che illuminano i piatti senza mai snaturarli.
Una cena da record: La Finanziera del Re
La mia degustazione di questa sera Γ¨ stata un crescendo di perfezione tecnica e gusto:
Tajarin ai grani antichi: Conditi con ragΓΉ di cervo e una vellutata crema di topinambur. Un equilibrio tra terra e selvaggina magistrale.
Finanziera del Re: Devo dirlo con assoluta certezza: Γ¨ la migliore che io abbia mai mangiato in vita mia. Incredibile per equilibrio delle parti, consistenza e sapore. Sublime.
Sasso dell'Orco: Il dessert firma del locale. Una mattonella di cioccolato fondente e cugnΓ rivestita di cioccolato bianco. Un finale che riconcilia con il mondo.
La mia degustazione di questa sera Γ¨ stata un crescendo di perfezione tecnica e gusto:
Tajarin ai grani antichi: Conditi con ragΓΉ di cervo e una vellutata crema di topinambur. Un equilibrio tra terra e selvaggina magistrale.
Finanziera del Re: Devo dirlo con assoluta certezza: Γ¨ la migliore che io abbia mai mangiato in vita mia. Incredibile per equilibrio delle parti, consistenza e sapore. Sublime.
Sasso dell'Orco: Il dessert firma del locale. Una mattonella di cioccolato fondente e cugnΓ rivestita di cioccolato bianco. Un finale che riconcilia con il mondo.
Il Verdetto del Recensore Numerico
La Locanda dell'Orco sale di due punti nella mia classifica personale, raggiungendo quota 97 e conquistando la terza barba di merito. à un ristorante che non insegue la moda dell'esperimento a tutti i costi, ma punta alla solidità di una cucina che sa emozionare. Che sia per i classici agnolotti o per lo zabaione ai torcetti di Rivarolo, qui troverete una qualità che poche tavole in Italia sanno mantenere così costante nel tempo.
La Locanda dell'Orco sale di due punti nella mia classifica personale, raggiungendo quota 97 e conquistando la terza barba di merito. à un ristorante che non insegue la moda dell'esperimento a tutti i costi, ma punta alla solidità di una cucina che sa emozionare. Che sia per i classici agnolotti o per lo zabaione ai torcetti di Rivarolo, qui troverete una qualità che poche tavole in Italia sanno mantenere così costante nel tempo.
Per il Gambero Rosso 2020, 79 punti, 1 forchetta, rapporto qualità prezzo favorevole: "Non aspettatevi da questa tavola quieta, gustosa e con amabile estensione esterna in stagione, il brivido dell'esperimento o la frenesia della ricerca. E' l'insegna stessa della casa, per una volta non solo réclame, a dettare una linea cui lo stile di cucina si adegua con affetto, con scelte tessute di solide trame "local" e hit eterni (il vitello tonnato, la trota in carpione, gli agnolotti, la tagliata). Essere fedeli non vuol dire però essere sordi o insensibili. Ed ecco dunque nuance misurate e argute di contemporaneità illuminare (la "terra di funghi" per le lumache; la tartare di ricciola con riso thai e tè verde, gli gnocchetti "come un Caprese") piatti e carta, affiancati dalle risorse di una buona cantina e da un servizio cortese e pronto"
Per il Golosario 2026, corona:
Per il Touring: "L'atmosfera che si respira è informale e rilassata, l'ambiente rustico e accogliente e il personale di sala sempre disponibile e cordiale; nelle giornate più calde, è possibile gustare i piatti della tradizione nel fresco dehors immerso nel verde. Il menu è ghiotto di piatti della cucina tradizionale canavesana rivisitata, tra cui in stagione: vitello tonnato, carne cruda e fritto misto al giovedì sera (o su prenotazione); tra le bontà elaborate dallo chef segnaliamo la finanziera. Particolare attenzione per i celiaci e per chi ha intolleranze alimentari. Ottima carta dei vini"
Per i Ristoranti Della Tradizione Canavesana:
Per Osterie d'Italia 2014: "Non abbiate paura, l'Orco Γ¨ il grosso torrente che scorre poco distante e non l'oste Giuseppe Randisi. Coadiuvato in sala dalla moglie Monica, lo chef-patron propone una cucina che danza fra tradizione canavesana e voglia di creativitΓ , sempre perΓ² attenta alla scelta delle materie prime, al territorio e alle stagioni. Servizio puntale e curato, arredo un po' old fashion. La scelta Γ¨ ampia, tra la carta e molti menΓΉ degustazione, di norma di quattro portate: vegetariano (32 €), il piccolo (34 €), il Piemonte (36 €), voglia di mare (40 €), canavesano (26 €, solo il giovedΓ¬), stagionale (sei portate, 42 €); a mezzogiorno dei feriali, due portate, bevande e caffΓ¨ per 12,50 euro. Come antipasto abbiamo apprezzato "l' elogio del peperone" (12 €) e la trota della Valchiusella marinata al tΓ¨ verde su insalatina di campo e asparagi. Tra i primi non mancano i classici agnolotti piemontesi ei risotti: Γ¨ sempre la stagione a guidare le scelte, in primavera abbiamo gustato gnocchetti di patate e luvertin (germogli di luppolo selvatico) al ragΓΉ di coniglio nostrano (12 €). Le carni bovine sono piemontesi, ottime e ben preparate, dal semplice filetto ai ferri («non chiedetemelo cotto») al ganascino a lunga cottura; molto buono anche il capretto al forno (18 €), Ben fornito il plateau di formaggi, sontuosi i dolci (8 €), con prevalenza netta della tradizione piemontese, arricchita da presentazioni raffinate. Il territorio si manifesta per esempio nel bonet ai nocciolini di Chivasso e nello zabaione ai torcetti di Rivarolo. E un bicchiere di Caluso passito (la carta dei vini ampia in tutti i settori) non si puΓ² rifiutare."
Per Alice: "Interessante locale ben disposto, curato, il gestore Γ¨ un grande cultore delle tradizioni gastronomiche della zona, ma anche sperimentatore con garbo. Buona cantina, con oltre 600 etichette. MenΓΉ degustazione. Consigliato"
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