giovedì 20 ottobre 2022

Antichi Sapori (98) πŸ§”πŸ§”πŸ§” - Antichi Sapori a Montegrosso: 98 Punti per il Mito di Pietro Zito



Voto: 98
Numero di visite: 1
Ultima visita: 05/2022
Fascia di prezzo: 38-55
Guide e recensioni: Osterie d'Italia, Golosario, Espresso, Michelin, Gambero Rosso, Mangiarozzo, Accademia Italiana Cucina, Alice, Touring, 50top Italy, IdentitΓ  golose, Luciano Pignataro, Premiate Trattorie Italiane

-Andria- (BT)



Antichi Sapori a Montegrosso: 98 Punti per il Mito di Pietro Zito


1: Antichi Sapori: Il tempio della Murgia e il genio contadino di Pietro Zito.
2: Maggio 2022: Il percorso "Fai Tu" che commuove e risveglia i sensi.
3: L'Orto dei Semplici: Dove le verdure diventano opere d'arte.
4: Orecchiette di Grano Arso e Reale di Maialino: Archeologia gastronomica.
5: Un Mito Mondiale: Dalle Premiate Trattorie Italiane a Tokyo.
6: Verdetto: 98 punti e 3 Barbe. L’esperienza che segna la consapevolezza.


Pietro Zito non Γ¨ un uomo: Γ¨ un MITO. Nel piccolo borgo rurale di Montegrosso, "disperso" nel silenzio della Murgia, batte il cuore della cucina pugliese piΓΉ autentica. Con 98 punti e il 26° posto assoluto nella mia classifica, Antichi Sapori Γ¨ molto piΓΉ di un ristorante: Γ¨ una narrazione sensoriale che segna profondamente chiunque abbia la fortuna di sedersi a questi tavoli di legno.

Il Percorso "Fai Tu": Un'Immersione Totale
Se riuscite a prenotare (con largo anticipo!), fatevi un regalo: scegliete il percorso completo. La cucina di Pietro Γ¨ un inno ai profumi e agli umori della terra:
L'Orto in Tavola: Pietro esalta le verdure e gli ortaggi come nessuno al mondo. L'antipasto Γ¨ un almanacco di sapori ritrovati: bietola nera, ricotta, timo, carote e gli immancabili sponsali arraganati.
Primi della Memoria: Le orecchiette di grano arso con purea di cicerchia, olive nere alla brace e cacioricotta sono un pezzo di archeologia gastronomica. Un sapore ancestrale, quasi un archetipo sensoriale.
Le Carni della Transumanza: Dal reale di maialino cotto con pazienza infinita alla grigliata di vacca podolica e agnello al forno. Carni "vere", che profumano di pascolo e di Murgia.

L'Uomo che sussurra alle Verdure
A fine serata, con le lacrime agli occhi per l'emozione, Pietro mi ha accompagnato nelle cucine e mostrato con orgoglio il locale. La sua passione per le "piccole cose", a partire dall'orto biodinamico di 15.000 mq (il "Giardino dei Semplici"), mi ha riportato ragazzino nelle cucine della famiglia Vicina a Borgofranco, ricordandomi gli ortaggi coltivati da mio nonno Giovanni. È questa la forza di Pietro: una "visione" anticipatrice che oggi i grandi chef mondiali studiano con rispetto.

Una Consacrazione Mondiale
Non Γ¨ un caso che Antichi Sapori sia citato dal gotha delle guide, dai 3 Gamberi del Gambero Rosso 2026 alla Chiocciola Slow Food, fino all'ingresso nel 2025 tra le Premiate Trattorie Italiane. Pietro Γ¨ un intellettuale del territorio che ha portato la Murgia fino a Tokyo, mantenendo perΓ² i piedi ben piantati nel fango fertile del suo orto.

Il Verdetto del Recensore Numerico
Antichi Sapori Γ¨ un'esperienza che va vissuta con consapevolezza. Dalla cassata di ricotta di pecora che "da sola vale il viaggio" alle mandorle caramellate offerte calde nel finale, ogni dettaglio Γ¨ una coccola per l'anima. Il rapporto qualitΓ -prezzo Γ¨, onestamente, un atto di promozione turistica per l'intera Puglia. Se cercate la veritΓ , la troverete a Montegrosso. LEGGENDARIO.











































 


PS: chiocciola Slow Food e 3 gamberi Gambero rosso confermati anche per il 2023; 15a posizione in classifica per Top50 Trattorie 
PS: Il Gambero Rosso conferma i 3 gamberi anche per il 2024
News ottobre 2023: Chiocciola Osterie d'Italia 2024
News novembre 2023: Bib Gourmand Michelin 2024 confermato
Aggiornamento 14/10/2024: Chiocciola 2025!
Aggiornamento 25/10/2024: Il Gambero Rosso conferma i 3 gamberi anche per il 2025
Aggiornamento del febbraio 2025: Antichi Sapori entra tra le Premiate Trattorie Italiane, che quindi diventano 22!
Aggiornamento dell'ottobre 2025: Il Gambero Rosso 2026 conferma i 3 Gamberi!
Aggiornamento dell'ottobre 2025: Osterie d'Italia 2026 conferma la Chiocciola!

Per Osterie d'Italia 2024:


Per il Gambero Rosso 2024, 3 Gamberi, rapporto qualitΓ  prezzo medio: "Anima da contadino e piglio da manager. Da Pietro Zito occorre programmare la visita, prenotando con buon anticipo. Conseguenza di un successo dalle radici profonde: gli anni in cui Pietro decise di restare nella sua terra, con i genitori, ma soprattutto ancorato alla tradizione contadina tradotta in una cucina inno ai profumi, gli umori e le stagioni della sua Murgia. L'Osteria abita un borgo di poche case "disperso" nell'ambiente murgiano, tutto silenzio e tranquillitΓ . Tappa fissa prima di entrare Γ¨ la visita all'orto, fonte preziosa di ortaggi e spezie, alimento delle varie ricette. Lo stile di cucina Γ¨ fedele a se stesso e alle memorie del mondo rurale, ma gestito con mano piΓΉ che attenta ai fondamentali della tecnica. E cosΓ¬, quella che inizialmente poteva parere una cucina riduttiva, non al passo con le nuove tendenze, si Γ¨ rivelata una "visione" anticipatrice cui molti grandi chef ora tornano a guardare. Accoglienza e servizio sono all'altezza dei piatti, organizzati anche in un menΓΉ da 45 euro. La carta gira spesso; l'inizio canonico Γ¨ con antipasti misti di terra e gli immancabili taralli e focaccia da grani antichi. GiΓ  lo start con bietola nera, ricotta, timo e carota illustra la capacitΓ  del cuoco-contadino di mixare i sapori della pastorizia e gli aromi delle erbe spontanee. Deliziosa la minestra di ortaggi, in stagione con l'apporto di fave fresche, piselli, asparagi e cipollotti pugliesi, e insaporita dalla ricotta salata. Retaggio della transumanza Γ¨ la pasta alla chitarra - qui detta troccolo - con "muscisca", la carne affumicata tipica dei pastori, e pecorino semistagionato, straordinario pezzo di archeologia gastronomica. Poi, trionfo di carni ovine, bovine (podolica in primo piano) e maiale nella grigliata mista, succulenta e gustosissima. Super, se c'Γ¨, anche la tiella di agnello con verdure indigene al forno. In cantina, tante referenze regionali e nazionali. Formaggi veri. E cassata di ricotta di pecora che da sola vale il viaggio. CaffΓ¨, mandorle dolci e dolcetti tipici per un finale tutto coccole"

Per la Michelin: "Bella e solida realtΓ  che da trent'anni propone una cucina regionale e delle Murge elaborata partendo da ottime materie prime, in un contesto molto grazioso e curato. Visto il seguito che ha in zona si consiglia vivamente di prenotare!".

Per il Golosario 2024: 


Per l'Espresso 2021: "Sono ormai lontani i tempi del cuoco contadino e del suo orto come rappresentazione bucolica di una certa Puglia alla periferia della geografia gastronomica italiana piΓΉ blasonata. Oggi la piazza metafisica di Montegrosso Γ¨ il "place to be" della ristorazione pugliese piΓΉ autentica, quella che si replica fedele innovandosi nella forma ma non nella sostanza. S'inizia con l'antipasto - otto portate - un vero e proprio almanacco di sapori ritrovati; si riavvolge il nastro della memoria con le orecchiette di grano arso, purea di ceci, olive Regina alla brace, ricotta salata e olio di Coratina e si entra nel cuore della cucina di Pietro Zito con il reale di maialino cotto con pazienza ai profumi della Murgia. Servizio puntuale, cantina esclusivamente regionale"

Per il Touring: "In un caratteristico borgo dell'Alta Murgia vicino Castel Del Monte, Pietro Zito, chef (che non ama essere definito chef), contadino e grande comunicatore, gestisce una delle trattorie piΓΉ famose della regione, che deve la sua fama, oltre che alle gustose ricette, anche al bellissimo orto e al recupero di antiche ricette della tradizione pugliese. L’impressione Γ¨ quella di essere a casa, tra amici che ti dedicano ogni attenzione e ti raccontano i piatti che stai mangiando".

Per IdentitΓ  Golose 2024: 



Per l'Accademia Italiana: "ristorante familiare. A 100 metri dal ristorante si trova il "giardino dei semplici" ovvero un orto di 15.000 mq nel quale Pietro coltiva erbe, ortaggi e spezie.
Piatti tipici:
pancotto con erbe spontanee
purè di fave con cicoriette
tiella di agnello, patate, funghi, lampascioni
dolce di ricotta, pasta di mandorle e sedano dolce
Piatto da non perdere:
orecchiette di grano arso con purΓ© di cicerchia"

Per Luciano Pignataro: "Non so davvero quante trattorie e osterie si chiamano cosΓ¬ in Italia, ma per fortuna spesso la tavola compensa la mancanza di fantasia dimostrata nel scegliere il nome, forse perchΓ¨ piΓΉ che identificare il posto si enuncia il programma: proporre filologicamente gusti antichi, come ad esempio un piatto di orecchiette di grano arso con pomodoro e cacioricotta. Siamo alle porte della prima regione mondiale produttrice di extravergine e si sente, a cominciare dallo splendido olio portato a tavola che, con il pane bianco cotto a legna e i tarallini al finocchietto fatti in casa valgono da soli il viaggio e la sosta. Le olive, le diverse varietΓ  intendo, vengono proposti in molti modi, direi quasi fosse un laboratorio del gusto che consente di attraversare davvero tutte le modulazioni papillose delle cultivar e dei diversi tempi di raccolta. Pietro Zito, insomma, Γ¨, come tanti suoi colleghi, un intellettuale del territorio, il parroco dei sapori di questa splendida campagna che annuncia le Murge ben visibile dal Vulture e dal Gargano. L’accoglienza Γ¨ familiare ma non rustica, aggiornata e curata in un locale dal cuore invernale piΓΉ che estivo. Nei piatti c’Γ¨ la ricerca delle erbe, come la cicoria selvatica proposta semplicemente saltata alla napoletana con l’aglio oppure con le fave secche quando siamo fuori stagione, i cipollotti gratinati al forno, e poi i salumi, le burrate, i lampascioni e i cardoncelli, e poi le carni: oltre all’agnello al forno c’Γ¨ il filetto d’asino, la bistecca di vacca podolica, il maiale. Potrete chiudere con i formaggi, spiccano alcuni caciocavalli del Gargano ben stagionati, o con i dolci: su tutti cassata e il cestino fritto e ricoperto di miele di evidente derivazione araba visto che lo abbiamo trovato in tutti i mercatini da Damasco a Sanaa in Yemen. Discreta la scelta dei vini e conto da promozione turistica: sui 30 euro."

Per il Mangiarozzo 2017: "Pietro Zito Γ¨ uno degli ambasciatori della Murgia nel mondo. Vi sembrerΓ  strano che in una terra cosΓ¬ ardua come quella che s'inerpica sull'Appennino Pugliese possa esservi un signore che con la sua cucina dialoga con il mondo. Ma nel caso di Pietro nulla Γ¨ strano. Questo cuoco - che ha avuto anche l'accortezza imprenditoriale di coniugare l'ottimo con il possibile sfruttando le sue abilitΓ  per fare catering e cerimonie - ha fondato con Antichi Sapori un nuovo paradigma di proposta della cucina di tradizione e di territorio. E se vi dico che Pietro dialoga con il mondo una ragione c'Γ¨: egli ha costruito la sua abilitΓ  gastronomica viaggiando indefessamente. Ed ha portato da ogni terra visitata il ricordo di un sapore che costituisce oggi il bouquet della sua cucina e ha esportato in ogni terra frequentata l'autenticitΓ  della Murgia. Pietro nella sua azienda agricola ripone il cuore, con le sue mani coltiva tutto ciΓ² che Γ¨ identitario delle Murge, dalla sua capacitΓ  gastronomica unita alla sua intraprendenza agricola scaturiscono magnificenze come orecchiette di grano duro e di grano arso, due straordinari oli extravergine di oliva da Croatina e taralli tradizionali murgesi da farina di grano arso. Il locale rappresenta una bella opportunitΓ  anche per i pastori delle Murge, i norcini e i frutticoltori che trovano in esso uno sbocco immediato di mercato. Al suo interno a fare da contorno ai tavoli in legno ci sono due stanze di giallo o turchino vestite, ingombre di attrezzi rurali, in un'atmosfera spontanea e familiare. Dalla cucina vengono fuori vere e proprie opere d'arte con in testa la parmigiana di zucca gialla con crema di olive alla brace, gli sponsali arraganati, la ricottina di mucca tiepida e sedano dolce, il pecorino canestrato e cipolla dolce, la focaccia di farina di grano arso e le olive dolci calde. L'attenzione per la freschezza degli ingredienti Γ¨ massima e di conseguenza il menΓΉ varia rigorosamente con il passare delle stagioni. Tra i primi si possono trovare minestra semplice di grano tenero ceci bio funghi cardoncelli e profumo di borraggine, mezze maniche (pasta Cavalieri) con ragΓΉ di agnello e maialino cotto lento con passata di pomodoro e pecorino canestrato, troccoli di grano duro con sponsali pomodorini alla brace salsiccia affumicata e pecorino semistagionato, passata di zucca gialla con timo fresco e passata di olive, coratine alla brace, orecchiette di semola rimacinata con cime di rape funghi cardoncelli e pomodorino al filo, orecchiette di grano arso con purea di cicerchia olive nera alla brace e cacioricotta. E ancora, ottimi i secondi tra cui: maiale alla brace, involtini di capicollo, bistecche di bufalo, agnello alla griglia o capretto in forno. E le proverbiali cruditΓ© di verdure di Pietro che hanno sapori antichi. Questo trionfo di bontΓ  si chiude con i dolci: la quasi cassata di ricotta e mandorle, il babΓ  con crema casalinga, la frolla croccante all'extravergine con marmellata, la torta alla frutta, il cuore caldo di cioccolato con briciole di taralli costituiscono l'elenco paradisiaco da cui poter scegliere. Buonissimi i liquori fatti in casa, mentre dalla cantina - perlopiΓΉ pugliese - potrete scegliere tra un centinaio di etichette tutte rappresentanti il meglio della produzione locale con, ancora una volta, predilezione per i piccoli produttori, per quelli che fanno il vino secondo natura. Questo luogo non solo Γ¨ un'esperienza gastronomica, ma una narrazione sensoriale del buono. Nel senso piΓΉ appetitoso e insieme profondo. Qui si degustano non solo i sapori ma anche i pensieri. E vi posso assicurare che un'esperienza da Pietro Zito segnerΓ  con un po' di consapevolezza in piΓΉ la vostra esperienza gastronomica"

Per 50TopItaly: "Pietro Zito sa stregare i propri ospiti con una cucina dai modi schietti e sinceri come quelli della tradizione contadina dalle cui radici si alimenta, attraverso la personale cura e selezione o per meglio dire produzione di materie prime ‘essenziali’ come gli ortaggi, l’olio evo o le conserve di pomodoro, per citarne alcuni.
Gli ingredienti sanno sprigionare sapori e profumi quasi archetipi, che sorprendono e risvegliano con prorompente genuinitΓ  la memoria sensoriale del commensale attraverso l’esaltazione di abbinamenti semplici ma ben equilibrati.
Il menu alla carta, doverosamente stagionale, attinge a piene mani dalla produzione orticola giornaliera, in special modo per gli antipasti ed i primi. Per quel che riguarda i secondi, la fanno da padrona le carni locali come il capocollo di maiale a lenta cottura, le costolette di agnello alla brace o il succulento filetto d’asino. Naturalmente non mancano proposte vegetariane.
Impossibile resistere alla tentazione del dessert, in particolar modo se si tratta della “Quasi cassata di ricotta” o degli altri classici della casa quali il babΓ  con crema fresca o la crostata alla confettura di frutta. Il fine pasto Γ¨ piacevolmente prolungato dall’ospitalitΓ  dell’oste che offre delle profumatissime mandorle caramellate da sgranocchiare ancora calde, accompagnate da ottimi liquori artigianali.
Il servizio professionale e cortese non tralascia un tocco di calorosa convivialitΓ , come ci si aspetta da un’osteria di tradizione.
La cantina offre una pregevole selezione di vini del territorio e birre artigianali, il tutto con ricarichi davvero onesti."

Per Premiate Trattorie Italiane 2025: "La famiglia di allarga: Γ¨ con grande gioia che annunciamo un nuovo ingresso in associazione...benvenuto, anzi bentornato @pietrozito_antichisapori !
...e così ora siamo in 22 🀩"

Per Alice: "In questa piccola frazione di quattro case e una chiesetta, nel cuore delle Murge verdi di ulivi, si trova una rustica trattoria "di tono e di sostanza", pluricitata dal gotha delle guide, e meta di buongustai. Il merito è della capacità, della passione e della determinatezza del patron Pietro Zito e, naturalmente, della disponibilità - che solo qui si può trovare - di verdure e prodotti di eccelsa freschezza e qualità. Qui badano al sodo: una bottiglia di olio ruspante su ogni tavola, un po' di folla, un'accoglienza calorosa. Vi diranno di non perdere il pancotto con erbe spontanee e olio extravergine, gli sponsali (cipollotti selvatici appena nati) arraganati con pomodorino e uva, le orecchiette di grano arso con purè di fave e olive nere alla brace. Tutto merita di essere assaggiato: formaggi, carni, agnelli e rispettive interiora ("marretti"), dolci superbi (sformato al cioccolato colante, memorabile). Conto sui 35-40 euro, bevande e vini esclusi"

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